1,720,985 research outputs found

    Adjusting the course: Constancy and flexibility in the construction of analytic space

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    The author reflects on the setting and the problematic question of the relationship between constant elements that define the frame of the clinical context and the variables that actively intervene in the analytic process. Every patient tends to «be in the setting» according to the determining factors of his mental structure and his own relational patterns, and it is necessary to modulate the construction and maintenance of the analytic space, taking into account the characteristics of both members of the couple, in the context of transformative transactions between the analyst’s setting and that of the patient, in a negotiation (explicit and implicit) that brings into play the intrapsychic frameworks and relational configurations of both. A clinical sequence illustrates how, in circumstances particularly critical to the relationship, detailed and thoughtful interventions to adjust elements of the setting, actions charged with symbolic and relational meaning, can impact the transformative developments of the analysis in a meaningful way

    50°congresso ipa - Buenos Aires 2017. Intimacy. l’intimità nella relazione analitica

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    L’articolo si occupa della intimità analitica, tema del 50° Congresso IPA (Buenos Aires 2017), con un reportage di sintesi su alcuni dei principali contributi presentati e con un focus specifico sulla dialettica tra dolore e piacere dell’analista nel qualificare questa intimità. Stefano Bolognini considera l’intimità come una dimensione relazionale nel contesto della quale è possibile un interscambio di contenuti interni che rimandano, per equivalenza simbolica, alle fasi precoci delle esperienze primarie e ai corrispettivi processi di scambio inter-corporeo. Una sana intimità analitica si dispiega quindi nel campo dell’interpsichico e costituisce una condizione imprescindibile alla base dei processi di autentico cambiamento promossi dal lavoro analitico. Claudio Eizirik, soffermandosi sulle caratteristiche dell’intimità nelle diverse tappe della vita, si occupa della formazione analitica e dell’importanza che ha, per la crescita della psicoanalisi, la qualità dell’intimità che si realizza tra candidato e analista di training, condizione che permette di consolidare una buona intimità con l’oggetto psicoanalitico interno. Virginia Ungar fa riferimento al “conflitto estetico” di Meltzer, per il quale l’intimità è il contesto in cui può dispiegarsi l’esperienza emotiva che dà origine al pensiero e alla simbolizzazione, nella prossimità con l’oggetto che definisce un’esperienza a forte carica emozionale e sensoriale. Ungar sottolinea anche l’evidenza di una trasformazione del concetto stesso di intimità nel mondo contemporaneo, sempre più caratterizzato dall’istantaneità dei contatti e degli scambi nella comunicazione digitale e dalla sovraesposizione della vita privata sui social network. Nel contesto argomentativo sulla intimità analitica si collocano diversi contributi (Levy, Badoni, Guignard, de la Sierra) che convergono nel valorizzare il fatto che l’intimità analitica presuppone la presenza di un tono edonico di fondo che attiene agli investimenti libidici dell’analista e, più in generale, alle possibilità di un “sentire” dell’analista che ha nel dolore il proprio corrispettivo, al contempo, dialettico e costitutivo. “Capacità di soffrire il dolore” e “capacità di provare piacere”, quindi, sono da considerarsi come prerogative irriducibilmente sinergiche e complementari della persona dell’analista, nel riconoscimento dell’importanza del suo funzionamento psichico e della sua capacità di coinvolgimento nella relazione analitica

    Late-Onset depression, suicidality and central role of bodily experience: A Psychodynamic Perspective

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    Bodily experiences in the elderly are caracterized by many aspects as biological changes age-related, comorbidity and cronicity of the diseases, functional impairment, need of many medications with side effects and iatrogenicity risk. Older people become still more bodily-centred for many remarkable reasons: the ill body as a disfunc- tional object and as a concrete evidence of time and of limited life perspective; the aged and suffering body with less and less sources of pleasure and sa- tisfaction; the body with its symbolic and commu- nicative meanings; the body as an organizer of the psyche and as a condensing area of several feelings (shame, rage, humiliation, incapacity, helplessness); the body as a projection screen of bad and re- jected part of the self. In the clinical context the manifold aspects of somatic expression of depres- sion in the aged people are well known. The authors stress from a psychodynamic perspec- tive the central role of bodily experience in suici- dality of aged depressed people: in these patients the unbearable mental pain (Shneidman, 1993) is strongly linked to the suicidal body (Orbach, 2008): feeling of helplessness, weakened or damaged ego, bodily dissociation and splits in the inner word that enable identification of bad parts of the self with the body, push the individual to cross the body barrier (Hale, 2008), i.e. to overcome the resistance to act out self-destructive fantasies

    “Bringing the plague”: Groundwork for a transformative outreach of psychoanalysis

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    The authors lay the groundwork for a theory and technique of transformative outreach of psychoanalysis, a process of group building of a shared emotional experience by way of a discourse on issues of psychoanalytic relevance. The subject of interest is the public conference, where the “outreach session” is defined as a situation built on the basis of a well-defined setting, which allows the unfolding of the informative process to the best effect. Being able to grasp the quality of the experience that one is creating, while respecting individual differences, is a specific analytical capacity. To the audience, being able to feel that someone minds how it may experience being there, in that moment, means being able to experience in person the containing and transformative capacity of psychoanalysis. This frame of mind can be maintained much more easily if the speaker shows up without a written speech: “placing a sheet” between him or herself and the audience shields his or her perceptual-receptive capacity, which is necessary to give space to the waking dream activity. As theoretical background, the recent developments of the Bionian perspective proposed by Ogden and Ferro seem the most suitable to root our proposed ideas for good psychoanalytical outreach practices

    Alterazione del senso di realtà e suicidio.

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    Gli autori propongono una riflessione in termini psicodinamici sulla psicopatologia del suicidio, con particolare riferimento alla relazione tra il mondo interno del soggetto e la realtà esterna. Viene sottolineata la distinzione tra "esame di realtà”, fondato sugli aspetti primariamente percettivo-cognitivi del rapporto con il mondo esterno, e "sentimento di realtà", che trova i propri presupposti nei correlati affettivo-emozionali dell'esperienza dell'individuo nel suo contatto con la realtà. Esame di realtà e sentimento di realtà rappresentano perciò due aspetti complementari di quell'attributo centrale della vita psichica che può essere identificato come "senso" di realtà. Gli autori ritengono che nel suicidio sia invariabilmente presente una compromissione del "senso" di realtà, un predominio del mondo interno del soggetto che informa una articolazione del pensiero secondo le leggi del processo primario o che impone un distacco violento dalla realtà stessa. Nel complesso ed inestricabile "determinismo" del suicidio, gli autori identificano pertanto una invariante psicopatologica di fondo di registro psicotico, un "radicale" perturbativo della relazione libidica con la realtà, che trova la propria distruttiva declinazione nel contesto di una profonda regressione narcisistica, di un incolmabile vuoto di rapporto oggettuale e di un magmatico vissuto di depersonalizzazione. Tale assetto di funzionamento mentale, in quanto sfondo costitutivo del comportamento autodistruttivo portato alle estreme conseguenze, è rintracciabile, a parere degli autori, tanto nei suicidi espressione di un evidente disturbo psichiatrico, quanto nei casi non preceduti da esplicite connotazioni di segno psicopatologico

    La depressione e il rapporto con il paziente: empatia, alleanza terapeutica, costruzione della fiducia.

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    Il contributo centra le proprie argomentazioni sulla relazione medico-paziente nella clinica della depressione sottolineando la necessità della integrazione tra approccio Nosografico-Descrittivo e approccio Psicodinamico, della osservazione "a distanza" dell'oggetto clinico dinamicamente articolata con la comprensione "in prossimità" del soggetto, della oscillazione “sisto-diastolica” tra movimenti separativi e movimenti empatico-identificativi dal parte del terapeuta. Viene valorizzata la prospettiva psicodinamica nella comprensione della clinica, in grado di sostanziare l'estensione semantica dei dati dell'osservazione con la possibilità di accesso al mondo interno del paziente e di precisare le coordinate dell'incontro tra due mondi soggettivi che definiscono un campo relazionale specifico. L'esperienza empatica del clinico nell’incontro con il paziente depresso viene considerata rispetto alla sua sinergia costitutiva con l’alleanza terapeutica e nel suo essere profondamente radicata nella "capacità depressiva" del terapeuta, sottesa da una stabile condizione individuante di separatezza. Vengono anche evidenziati i limiti e le principali fonti di errore che possono distorcere la conoscenza empatica relativa allo stato mentale del paziente depresso, con particolare riferimento al rischio suicidario

    Aspetti dell’esperienza di sé e del benessere psicosociale negli studenti universitari

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    L’abbandono precoce del percorso universitario da parte di una elevata quota di stu-denti e la permanenza protratta di molti altri sono senza dubbio fenomeni indicativi di esperienze di disagio da parte degli studenti che si associano ad aspetti più generali della transizione dall’adolescenza all’età adulta per com’è vissuta da chi è impegnato in un percorso formativo (Carugati e Selleri, 1995). L’ingresso all’Università pone l’individuo di fronte ad una serie di cambiamenti che possono essere vissuti sia come opportunità di crescita personale, sia come momen-ti di crisi a cui è sollecitato a fornire risposte adeguate in termini di adattamento. Tale evento costituisce il momento di avvio di una importante transizione sociale che in-troduce modificazioni di rilievo nelle modalità di relazione dell’individuo con l’ambiente e che richiede nuove e più adeguate risposte alle mutate condizioni di esi-stenza (Ruble e Seidman, 1996). L’impatto di questo evento, che è in definitiva un “compito di sviluppo” (Havighurst, 1952; Palmonari, 1997), sul benessere soggettivo non costituisce uno shock esogeno poiché è mediato dalle caratteristiche personali del singolo che orientano via via la scelta dei percorsi e le modalità con cui le diverse situazioni sono affrontate (Cicognani, 1999). L’indagine che presentiamo fa parte di un più ampio progetto di ricerca che si pro-pone di studiare alcuni aspetti dell’esperienza di Sé e del benessere psicosociale negli studenti universitari. Scopo di quest’indagine è di: a) verificare il tipo di percor-so cognitivo attivato nella decisione di iscriversi all’Università; b) precisare le condi-zioni personali e situazionali in grado di favorire esperienze di disagio o di benessere da parte di studenti che frequentano differenti corsi di laurea; c) cogliere i principali elementi di continuità e di discontinuità che si associano all’attuale esperienza di sé come studenti in rapporto a quella passata; d) individuare gli elementi che caratteriz-zano la rappresentazione degli studenti che appartengono all’ in-group rispetto a quella che caratterizza diversi tipi di out-group (TaJfel, 1981). Il nostro studio è stato realizzato tramite interviste in profondità rivolte a un piccolo campione di studenti (50 soggetti che si trovano a circa metà del loro ciclo di studi nel Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e in quello di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara), accompagnate da 4 brevi questionari da compilare in mo-menti prestabiliti dell’intervista. Gli ambiti indagati sono stati in modo particolare i seguenti: a) scelta del corso di laurea e ingresso all’Università (elementi considerati nella pre-sa di decisione - Arcuri 1999 -, stato d’animo, sostegno percepito, valutazione at-tuale della scelta compiuta); b) rappresentazioni di sé come studenti (in base al confronto diacronico fra espe-rienza passata e attuale - Arcuri, 1995- stato d’animo attualmente sperimentato, sostegno percepito nell’ambiente di vita); c) esperienze personali di benessere e di disagio nel percorso universitario (rico-struite sia tramite resoconto di eventuali esperienze di “caduta delle motivazioni”, della frequenza di tali episodi e delle strategie impiegate per affrontarli, sia tramite spiegazioni degli stati d’animo positivi e negativi relativi alla propria esperienza di studenti; d) spiegazioni del successo e dell’insuccesso all’Università e stima della percentuale di studenti che giunge alla laurea; e) rappresentazioni dell’in-group e dell’out-group e sentimenti di appartenenza all’ingroup: studiate in base alla descrizione delle caratteristiche salienti degli stu-denti che appartengono all’ingroup (in una condizione quelli di Scienze dell’Educazione, in un’altra quelli di Medicina) e quelle di altri tipi di studenti e di giovani che costituiscono l’outgroup (studenti di Medicina per quelli di Scienze dell’Educazione, e viceversa; studenti che si iscrivono ad un'università straniera e quelli che vanno a lavorare). L’intensità dei sentimenti di appartenenza degli in-tervistati all'ingroup è indagata tramite 9 appositi items. La parte finale dell'intervista raccoglie alcune informazioni sulle caratteristiche degli intervistati, sulla loro carriera scolastica e su quella universitaria. Le risposte fornite nel corso delle interviste sono state sottoposte ad analisi qualitati-va da parte di due giudici che hanno proceduto, in modo indipendente, alla loro clas-sificazione in categorie di risposta; quelle fornite nei questionari sono state sottopo-ste ad analisi statistiche descrittive. Limitatamente agli studenti di Scienze dell’Educazione le prime analisi mostrano che la decisione di iscriversi all’Università si è basata più su elementi situazionali che personali mentre si riscontra un andamento opposto nel caso delle spiegazioni del benessere e del disagio. Essi si rappresentano in termini di cambiamento positivo in base al confronto sé come studenti nel passato vs. sè come studenti nel presente e-videnziando tuttavia un’immagine ambivalente a proposito dell’ingroup e rappresen-tazioni differenziate dei diversi tipi outgroup

    Geografie urbane fra continuità e trasformazione

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    Il saggio ripercorre la storia la storia urbanistica ed architettonica di Bologna fra l’Unità e i giorni nostri attraverso l’individuazione di alcune dicotomie - quali quella fra continuità e trasformazione o fra omologazione e specificità - che consentono di ricondurre ad un quadro di sintesi una vicenda altrimenti complessa ed articolata

    The influence of emotions, self-esteem and personality traits on suicidal ideation in university students: a psychometric study

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    There are many evidences in literature that suicidal ideation is a relevant issue for university students, particularly if we consider the positive correlation of suicidal behaviours with life events related to academic experiences and with emotional frailty of many young people (Hawton, 1978; Salmons, Har- rington, 1984; Rudd, 1989; Kisch et al., 2005). The authors report first data of a research con- ducted in Ferrara University in order to detect sui- cidal ideation among student population. A self-report interview was submitted to a sample of 37 subjects (29 female; 8 male). The main object is to analyse the correlations among death thoughts, self-esteem, depression and some personality traits that could play an important role in increasing sui- cidal ideation and self-injuring risk. The study includes four different area of investiga- tion: - personal data (age; sex; year of degree course; school life and job situation); - anamnestic data (psychopathological diseases; familiar and social background; drugs or alchool abuse; use of psychotropic medications; contacts with psychoterapists); - a questionnaire aimed to evidence death thoughts, suicidal ideation, suicidal intention, suicidal plans or suicideattempts; - psychometric measures: Reason for Living In- ventory RFL-24 (Linehan, 1983), to identify subjects with suicidal ideation; CES-D (Radloff, 1977), for screening of depressive states; Rosenberg's Self-Esteem Scale (Rosenberg, 1965); Irritability and Rumination-Dissipation Scale and Emotional Frailty Scale (Caprara, 1991), questionnaires for specific personality traits. The results show a remarkable prevalence of suicidal ideation in the sample (37,5%) and positive correlation between this variable and level of self-esteem, degree of depression, and personality traits like emotional frailty, irritability and rumination-dissipation
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