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Didattica inclusiva: differenze individuali e strategie di insegnamento
Nonostante l'inclusione sia al centro di un costante dibattito, in ambito pedagogico, didattico e politico, è possibile constatare come all'interno del sistema scolastico attuale persistano numerose criticità, che attraversano le culture, le politiche e le pratiche inclusive. Il termine inclusione spesso è utilizzato in modo improprio, per richiamare prassi e interventi che, in realtà, hanno come prima conseguenza quella di accrescere la distanza tra coloro che sono ritenuti idonei a svolgere il percorso progettato per il mainstream della classe e quelli che, al contrario, necessitano di interventi "speciali". Per operare un cambiamento di rotta, è necessario, in primis, disambiguare il concetto di inclusione, interrogandosi sulle metodologie e sulle strategie didattiche più adeguate per consentire a ciascun/a allievo/a di potenziare e valorizzare le proprie attitudini, in linea con i propri bisogni e interessi. A tal fine, bisogna riconfigurare in modo adeguato un insieme di variabili (spazi, tempi, curricoli, strategie di valutazione, ecc.) che caratterizzano i processi di insegnamento-apprendimento, in modo tale da abbattere gli ostacoli che, in modo spesso latente, limitano i livelli di partecipazione delle/gli allieve/I alle attività proposte
Inclusione, normalità e disabilità: una rilettura secondo i Disability Studies.
l’articolo illustra le caratteristiche essenziali del modello sociale della disabilità secondo i Disability Studies. In particolare, è evidenziato come la persistenza all’interno della società del modello medico abbia condotto alla perpetrazione di forme di
stigmatizzazione e di esclusione nei confronti di coloro che si discostano da modelli di riferimento ritenuti ideali, rendendo le persone con disabilità e/o con bisogni educativi speciali – termine utilizzato nel linguaggio educativo – oggetti di cura e di assistenza, da normalizzare e recuperare, piuttosto che soggetti portatori di interessi, desideri e di un progetto di vita unico e irripetibile
Insegnare le abilità prosociali attraverso il Cooperative Learning
Per rispondere alla sfida della complessità, termine che descrive più di ogni
altro il cambiamento epocale presente, la scuola è chiamata a rivedere profondamente le proprie scelte educative e a definire modalità e prassi che si pongono l’obiettivo di attuare una formazione globale dell’individuo, all’interno di una prospettiva che promuova contemporaneamente abilità cognitive, sociali e relazionali. La prosocialità rappresenta una parte integrante di tale percorso, in quanto si riferisce ad un insieme di abilità che consentono all’individuo, una volta acquisite, di instaurare relazioni positive con gli altri, basate sulla reciprocità, attivando processi cognitivi specifici
e contribuendo al contempo alla costruzione di un ambiente favorevole all’apprendimento (Roche, 2002; Caprara, 2014). Sulla base di tali premesse,
viene quindi illustrato un percorso di insegnamento delle abilità prosociali
proposto ad allievi appartenenti a due classi seconde della scuola secondaria
di primo grado ed attuato secondo la metodologia del Cooperative
Learning, nelle modalità proprie del Learning Together dei fratelli Johnson
(1987; 1996) e dell’Approccio Strutturale di Kagan (2000)
Gianluca Amatori, Emiliano De Mutiis, Dentro le parole. L’orizzonte pedagogico nel lessico normativo italiano verso l’inclusione.
Il compito autentico inclusivo. Dis/abilitare le competenze per una scuola più equa.
«Competenza» è un termine chiave di cui ci si serve per descrivere i processi di insegnamento-apprendimento. Ma che cosa intendiamo realmente quando utilizziamo questa parola? Qual è la relazione tra competenza, sviluppo umano e inclusione?
Per rispondere all’interrogativo, è necessario dis/abilitare il concetto di competenza. È necessario cioè discriminare gli elementi che rinviano all’influenza di modelli socio-economici, di natura abilista, da quelli che, al contrario, riconducono al funzionamento umano secondo una prospettiva pluralista e rispettosa delle differenze individuali.
In quest’ottica, il compito autentico inclusivo può rappresentare una risorsa vitale per incrementare i livelli di attenzione e partecipazione delle allieve e degli allievi alle attività proposte, con ricadute significative sul loro impegno e sulla loro motivazione. Affinché ciò si verifichi, è necessaria un’accurata preparazione da parte del corpo docente, chiamato a elaborare metodi innovativi secondo i principi della differenziazione didattica, per potenziare in modo mirato le abilità cognitive, sociali e prosociali di tutte e di tutti.
A tal fine, sulla base di una ricerca condotta con un gruppo di docenti in formazione, il volume propone alcuni esempi di percorsi operativi tesi a costruire una scuola più equa e accessibile
Prosocialità, apprendimento e pratiche inclusive: il ruolo del Cooperative Learning nella scuola secondaria di primo grado.
Come si evince da rapporti e ricerche recenti, la scuola italiana è attraversata da debolezze ed inefficienze, che rendono necessario un ripensamento dei contesti e delle metodologie utilizzate nell’ambito dei processi di insegnamento-apprendimento, in accordo con una prospettiva teorica che vede la classe non come ambito di trasmissione di conoscenze, ma come luogo di co-costruzione del sapere . Tre sono i termini dai quali ripartire per una rilettura di quanto in atto: prosocialità, valorizzazione delle differenze individuali ed inclusione. Viene quindi illustrata una ricerca azione che mira ad analizzare, secondo queste dimensioni, gli effetti che scaturiscono dall’adozione di una metodologia didattica orientata dai principi del cooperative
learning nel contesto scolastico della scuola secondaria di primo grado che risulta, rispetto agli altri gradi di istruzione, maggiormente attraversata da difficoltà e criticità strutturali
Abilità prosociali, autoefficacia, inclusione e cooperative learning. Esiti di una ricerca nella scuola secondaria di primo grado.
La scuola italiana sembra essere sempre più attraversata da criticità che riguardano molteplici aspetti: da una parte, le numerose riforme emanate recentemente non sembrano aver promosso cambiamenti significativi in merito al raggiungimento dell’equità e dell’uguaglianza delle opportunità per tutti gli allievi mentre, d’altro canto, persistono difficoltà consistenti in merito alla diffusione tra gli studenti di abilità sociali e prosociali, considerate fattori protettivi per il benessere e il successo scolastico. Sulla base di tali considerazioni, emergono quindi i seguenti interrogativi: è possibile Progettare un modello educativo che miri al potenziamento congiunto di tutte le abilità dell’individuo, senza trascurare la dimensione relazionale e partecipativa? A tal fine, il contributo qui presentato illustra gli esiti di una ricerca riguardante l’applicazione di un modello di insegnamento basato sul Cooperative Learning finalizzato alla promozione della prosocialità e dell’autoefficacia
I valori di riferimento di pollini e spore fungine
Le applicazioni del monitoraggio aerobiologico sono sempre più vaste e richieste: in campo sanitario, agronomico, fenologico, ecologico per lo studio dei cambiamenti climatici. La produzione dei bollettini e calendari pollinici e sporologici fa riferimento a classi di concentrazione diverse da paese a paese. Nell ‘articolo vengono presentate le problematiche e le diverse modalità di affronto del problema in Europa e nel mondo. Attenzione particolare viene data alla relazione tra fenologia ed osservazioni microscopiche e alla diversità vegetale di un territorio responsabile della variabilità della composizione aerobiologica dell’aria
Pratiche didattiche per il successo formativo nella scuola secondaria di II grado. Un’esperienza presso un liceo romano.
La scuola secondaria di secondo grado, seppur con
fatica rispetto ad altri ordini di scuola, si sta
aprendo a pratiche didattiche capaci di garantire il
conseguimento del benessere e del successo formativo da parte degli studenti e delle studentesse. A tale proposito, viene presentata una buona prassi inclusiva realizzata presso un liceo romano, volta a promuovere lo sviluppo delle life skills e del metodo di studio
Il valore inclusivo dell’orientamento nella Scuola secondaria di secondo grado: la parola ai/alle docenti orientatori/orientatrici.
The educational guidance activities aimed at the secondary School, which started in the 2023/24 school year, represent a means of accompanying each pupil towards global growth and the construction of his or her own future, in full recognition of his or her own limits and capabilities. The innovative interventions, pro-moted by Ministerial Decree no. 328/2022 and by the subsequent new Guidelines for school orientation for the first and second cycle of education, envisage the institution of the new figures of the tutor teacher and the guid-ance teacher to support the choices of all students in the continuation of their course of study or in entering the world of work. This contribution proposes a case study conducted at two upper secondary schools in Rome from which positions, reflections, considerations and evaluations by the guidance teachers emerge regarding the de-gree of incisiveness and/or criticality of the educational practices of guidance
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