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    Recensione a: Tommaso Greco, La legge della fiducia. Alle radici del diritto, Laterza, Bari 2021

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    Recensione al testo di Tommaso Greco, Le leggi della fiducia, Laterza, Roma-Bari, 2021

    Il problema del potere

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    Pubblicazione di un corso inedito di Norberto Bobbio dedicato al tema del potere

    Positivismo giuridico e costituzionalismo

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    Nell’ambito della discussione sul positivismo giuridico, che a partire dal dopoguerra interessò la cultura europea ed accompagnò il consolidamento degli ordinamenti democratici e costituzionali, il confronto tra Nicola Matteucci e Norberto Bobbio, sviluppatosi nella prima metà degli anni ’60, assume un significato peculiare: non solo perché vede coinvolti due dei principali protagonisti della filosofia politica e giuridica italiana, ma anche perché in esso si confrontano approcci differenti (e talora contrapposti) riguardanti sia la natura del diritto e del potere, sia il ruolo delle scienze che se ne occupano. In un momento storico nel quale si va in cerca di un nuovo equilibrio tra gubernaculum e iurisdictio, uno dei testi fondamentali della storia del costituzionalismo italiano, nel quale sono affrontati in maniera radicale i punti cruciali sui quali la cultura giuridico-politica di un popolo libero deve essere incardinata, può finalmente riproporre le sue domande e le sue provocazioni

    Norberto Bobbio e la scienza del potere

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    Si tratta di un saggio premesso al corso di N. Bobbio "Il problema del potere". Vi si svolge un'analisi della riflessione bobbiana sul potere, guardando sia alla sua riflessione giuridica che alla sua riflessione politica

    La forza del diritto per la costruzione della pace.

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    Subito dopo la crisi di Cuba, che aveva portato il pianeta sull’orlo dell’olocausto nucleare, Norberto Bobbio elaborò le sue lezioni sulla guerra e sulla pace. In questo scritto inedito, il grande filosofo torinese discute le teorie con cui nella storia si è giustificata la guerra o si è cercato di superarla. Un lavoro di grandissima chiarezza e linearità, tornato oggi, purtroppo, di estrema attualità. Nel 1964 Norberto Bobbio decide di dedicare le sue lezioni di filosofia del diritto al tema della guerra e della pace. Un tema – non nuovo nella riflessione dei giuristi e dei politologi ma poco frequentato nei corsi universitari – che a Bobbio pare meritevole di essere trattato, non solo perché adatto a una ricostruzione storica e teorica di ampio respiro ma soprattutto perché reso urgente dal pericolo della guerra atomica, nel pieno della crisi dei missili di Cuba. Il libro espone e discute le varie teorie con cui nella storia si è tentato di giustificare la guerra e le diverse correnti pacifiste che hanno cercato di superarla, di ciascuna mettendo in luce gli argomenti, le incongruenze, i punti di forza e gli elementi di debolezza. Qui Bobbio avanza la sua celebre tesi circa l’impossibilità di giustificare la guerra in un’epoca in cui l’uso di armi così potenti rischia di mettere in questione la stessa sopravvivenza del genere umano. Un testo destinato a diventare imprescindibile rispetto a un dibattito contemporaneo spesso non all’altezza della drammaticità dei tempi che viviamo

    Il costituzionalismo come cultura giuridica

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    Introduzione al volume di N. Matteucci, contenente anche la risposta (prijvata) di N. Bobbi

    La giustizia che guarda. Sul diritto della fiducia nella mediazione e nella riparazione

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    Mediare, in tutti gli ambiti, significa realizzare un altro modo di fare giustizia che pone al centro la persona in carne ed ossa e la sua relazione con l’altro, attraverso un percorso spesso anche difficile, ma che tende a rimuovere le cause del dolore che ogni conflitto produce. Mentre guardiamo con favore al nuovo che la Riforma della Giustizia avvalora, vogliamo anche riscoprire le radici filosofiche e sapienziali che ispirano e sostengono il pensiero che è insito nell’introduzione di questo istituto. Il senso profondo che ne giustifica il valore e lo sforzo della sua realizzazione. L’apporto delle scienze umane, fa andare oltre il diritto e le regole processuali per immergersi in un paradigma nuovo, delicato, complesso, degno di ogni impegno. La mediazione, prendendosi cura dell’uomo, è la risposta più radicale, e forse risolutiva del problema Giustizia, migliora la società costruendo le basi di un nuovo umanesimo, su un piano vicino ai valori più alti dell’uomo. Un orizzonte da desiderare e perseguire
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