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Introduzione, in Ciò che non dipende da me. Vulnerabilità e desiderio nel soggetto contemporaneo
Introduzione ai temi della vulnerabilità e del desiderio nel soggetto contemporaneo
Le parole per scriverlo. La parola e la ferita
Il libro analizza l’opera di alcune scrittrici che sono state capaci di un’elaborazione del dolore felicemente risolta sul piano letterario. La prima tappa, che parte da Irène Némirowsky e da Marie Cardinal, rende conto di un difficile guadagno di libertà fatto all’interno di una relazione madre-figlia conflittuale, ma che approda infine a una riparazione. La seconda tappa si occupa dello sradicamento e della perdita della lingua materna in Ágota Kristóf. La terza parla dell’accettazione della limitatezza nella narrativa di Flannery O’Connor: secondo l’autrice, l’intima accoglienza della propria fragilità apre una crepa salvifica in cui può insinuarsi la grazia. L’ultima tappa, dedicata a Anna Maria Ortese, riflette sul tema della perdita e raccoglie l’invito dell’autrice a un amore e a una compassione universali, che si rivolgono non solo agli esseri umani più sfortunati, ma a tutte le creature e all’intera natura, la cui violazione ha condotto l’umanità in un vicolo cieco
La envidia, mal sagrado: Maria Zambrano y Melanie Klein
L'articolo analizza l'invidia fra donne a partire delle riflessioni di Maria Zambrano e di Melanie Kein. Interroga l'invidia nei contesti femministi utilizzando alcuni spunti del pensiero di Luce Irigaray
La ragione alla prova della follia
In questo libro si analizzano diversi casi di autori e autrici che hanno spinto la ragione fino ai bordi della follia, nel tentativo di esplorare e di rendere conto nella scrittura di questa zona oscura, inquietante ed enigmatica, la quale però fa parte a pieno titolo della condizione umana nella sua grandezza e nella sua vulnerabilità. Forse solo la ragione che lotta contro il rischio della pazzia e che riesce ugualmente a orodurre parole, senso e linguaggio ha il diritto di chiamarsi a pieno titolo ragione, spinta com'è fino ai limiti estremi delle sue possibilità. Le figure affrontate in questo testo vanno dall'ultimo Rousseau a Jakob Lenz, da George Buchner a Ingeborg Bachmann, da Friedrich Nietzsche a Helene von Druskowitz, da Vinvent Van Gogh a Virginia Woolf. Ciascuno di questi ritratti rappresenta una storia a sé stante, descrive la vicenda di un confronto sempre diverso e singolare con il rischio della follia, ma rende conto anche dello sforzo felicemente riuscito di tradurre i propri demoni in creatività filosofica, artistica o letteraria
Oggi è un altro giorno. Filosofia della vita quotidiana
Il libro tiene presente la differenza di essere donne e uomini nella vita quotidiana, dando spazio soprattutto al vissuto di donne, che del quotidiano sono le protagoniste principali.Rilanciando l'interrogazione della vita quotidiana iniziata con il femminismo, il libro cerca di tracciare un filo di continuità fra aree che tradizionalmente sono state concepite come separate: critica la divisione del lavoro patriarcale fra le attività "basse", di cura, e le attività "alte", creative, e invita a mettere in comunicazione fra loro le diverse competenze che gli specialismi hanno frammentato, creando scissioni verticali che minano la ricerca umana di integrità.
Dopo la ripresa di alcune prospettive filosofiche e teoriche sul quotidiano, da Heidegger a Lefebvre, da Freud a Wittgenstein, l'autrice intreccia l'analisi filosofica con il filo della narrazione, confrontandosi con l'opera narrativa di Virginia Woolf, di Marguerite Duras, di Paola Masino, di Luigi Meneghello e di Franz Kafka. Ne emerge un quadro in cui ripetizione e invenzione si alternano felicemente, dando vita alla creazione simbolica quotidiana che noi facciamo di noi stessi. Oggi è un altro giorno significa che oggi non è uguale a ieri, che la ripetizione non può avere l'ultima parola in un quotidiano aperto all'imprevisto
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