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    Cristo come "maxima ratio" del mondo in Leibniz

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    Nel § 49 del Causa Dei (1710) Leibniz sostiene che Cristo è la principale ragione della scelta divina del mondo esistente. Il saggio propone un’interpretazione di tale tesi alla luce dei suoi antecedenti nella teodicea di Malebranche e nella “scolastica barocca”, mostrando come essa risponda all’esigenza metafisica di una finalità nella ragione ultima delle cose: Cristo è concepito da Leibniz come parte di ciò che costituisce la bontà intrinseca del mondo scelto da Dio, l’opera in cui l’universo, come tutto di natura e sopranatura, raggiunge il proprio compimento. Nella parte conclusiva del saggio è brevemente sviluppata l’analogia suggerita da Leibniz tra la comprensione di una rappresentazione anamorfica e quella delle “imperfezioni” del mondo creato

    Sul valore rappresentativo del piacere per il bello in Kant

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    Kant non considera il sentimento uno stato cognitivo. Tuttavia non nega neppure che il sentimento possa avere un contenuto rappresentativo. Muovendo da questo dato, il saggio propone un'interpretazione del piacere estetico come stato intenzionale diretto alla forma degli oggetti e, in senso derivato, allo stato dell'animo chiamato da Kant "libero gioco di immaginazione e intelletto". Nel saggio si argomenta inoltre che l'intenzionalità del piacere estetico si realizza in quanto esso entra nella struttura di un giudizio di gusto. Infine, l'intenzionalità del piacere è messa in relazione al carattere non concettuale della bellezza

    Ineffabilità . Logica, etica, senso del mondo nel 'Tractatus' di Wittgenstein.

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    Il volume suggerisce un percorso dalle tematiche logiche del TLP a un sentimento del mondo caratterizzato dalla meraviglia per ciò che c'è. A base dell'interpretazione proposta c'è l'idea di Wittgenstein che ciò che ha natura di condizione (logica o del valore) non appartiene al piano contingente dei fatti

    Un bicchiere con Hume e Kant. Divertissement estetico-metafisico.

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    Il libro tratta della degustazione come esperienza estetica, difende la possibilità di attribuire al vino proprietà estetiche e di considerarlo un oggetto estetico

    La voce e lo sguardo. Metafore e funzioni della coscienza nella dottrina kantiana della virtu

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    Nel saggio sono esaminate le metafore usate da Kant per descrivere l'attività della coscienza morale. L'autore mostra come esse siano figure di pensiero ricche di sedimentazioni storico-concettuali e insieme evocative di motivi teorici cruciali per la comprensione dell'etica di Kant anche in riferimento alla religione

    La bellezza dell’ordinario. Su Hegel, la pittura olandese del Seicento e Jeff Wall

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    Moving from a small but intriguing exhibition held at the Städel Museum in Frankfurt am Main in 2002, in which three works of the Dutch painter Pieter Janssens Elinga were juxtaposed to just as many works by the Canadian photographer Jeff Wall, the paper suggests what is actually nothing more than a play. Namely, to let one of Wall’s work – Morning Cleaning – reflect in Elinga’s Interior with painter, a woman reading and a servant sweeping the floor or, more precisely, in Elinga’s work in light of Hegel’s interpretation of Dutch painting. In fact, many of Hegel’s observations on Dutch painting can also be used as comments on Elinga’s Interior and, given the kind of family resemblance that connects this work to that of Wall, they also shed some light on the latter. In particular they help to highlight how both works have the same effect of an aesthetic elevation of the everyday and the ordinary. Like the Dutch painters, Wall discovers that the everyday can be a domain of the aesthetic, a space in which meanings accumulate. Hegel helps us to appreciate how the pictorial realization carries the meanings into the realm of the aesthetically pleasurable, and in the same time to acknowledge that this realm and the domain of art, in which we experience, to use one of his expression, a kind of «Sonntag des Lebens», is nothing more than a kingdom of semblances
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