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Da Figline a Firenze. Ascesa economica e politica della famiglia Serristori (secoli XIV-XVI)
Sin dalle prime pagine del libro di Sergio Tognetti sull’ascesa economica e politica dei Serristori sinota che dietro la cura meticolosa con la quale viene ricostruita la storia di una famiglia che dalnulla divenne di spicco nel corso del Rinascimento c’è qualcosa di più. Le vicende concernentiquesta famiglia proveniente da Figline Valdarno, una borgata che «pullulava, come poche altre, dipiccoli e medi commercianti e di laboriosi artigiani», non sono lette da Tognetti come una sagafamiliare: il libro rivela che tra i tanti lignaggi fiorentini influenti di epoca rinascimentale che a piùriprese fecero parte della classe dirigente cittadina i Serristori si ricavarono assai presto un posto aparte, che allo stesso tempo permise loro di essere al fianco dei Medici quali loro sostenitori, cosìcome di distinguersi dalle tradizionali casate di estrazione feudale che per anni avevano composto(e in parte avrebbero continuato a comporre) la classe dirigente della città gigliata. Infatti in epocadantesca, o meglio quando nel 1282 il governo popolare venne istituito a Firenze, i Serristori nonpartecipavano ancora alla direzione della cosa pubblica, così come fino alla Peste Nera del 1348non erano nemmeno cittadini di Firenze. La parabola di questa famiglia viene quindi aconcentrarsi tra la seconda metà del Trecento e i primi decenni del Cinquecento (il fatto chel’analisi sia di lungo periodo permette al lettore una utile visione d’insieme della storia fiorentina),ossia in quei due secoli nei quali Firenze e la Toscana subirono trasformazioni radicali dal puntodi vista politico, sociale, demografico, economico
La rappresaglia a Firenze nel secondo Trecento. Due vicende di uomini d'affari in Romagna e a Napoli
Due vicende esemplari, desunte da documentazione notarile e pubblica fiorentina, illustrano l'utilizzo politico e diplomatico dell'istituto della rappresaglia a Firenze nella seconda metà del XIV secolo. Da una parte abbiamo un'azione scaturita da una clamorosa rapina contro mercanti nella Romagna del cardinale Albornoz, dall'altra un favoloso credito maturato dalle società Bonciani verso i dinasti angioini di Napoli negli anni '70 e '80 del trecento. In entrambi i casi le procedure legali si avvalgono della rappresaglia quasi unicamente come indispensabile e duttile strumento di pressione per risolvere questioni attinenti al mondo della mercatura e della finanza che finiscono per assumere un rilevante peso sul piano dei rapporti politici e diplomatici tra gli stati regionali italiani del tardo medioevo
Terre e contadini della Badia fiorentina a metà del Quattrocento
l saggio ricostruisce i rapporti tra il più importante monastero urbano di Firenze e i suoi contadini nei decenni centrali del XV secolo. La ricerca si basa sullo spoglio di fonti fiscali, amministrative e contabili: in particolare, inventari immobiliari e registri a doppia entrata tenuti dai contabili del monastero fiorentino. Da queste fonti, apparentemente aride, emergono quadri insospettabili di vita contadina, nonché relazioni tra monaci e lavoratori della terra determinate tanto da logiche economiche quanto da aspetti etici e religiosi.The essay reconstructs the relations between Florence's most important urban monastery and its peasants in the central decades of the 15th century. The research is based on the perusal of fiscal, administrative and accounting sources: in particular, real estate inventories and double-entry ledgers kept by the Florentine monastery's accountants. From these apparently arid sources emerge unsuspected pictures of peasant life, as well as relations between monks and land workers determined as much by economic logic as by ethical and religious aspects
Tra due crisi? L’economia italiana del Rinascimento nello specchio del mondo contemporaneo
Il saggio ripercorre le interpretazioni novecentesche sulla crisi tardo medievale, cercando di collegare l’evoluzione delle sensibilità storiche al variare delle congiunture economiche e politiche contemporanee. Un particolare risalto è dato, da una parte, alle grandi iniziative editoriali promosse in Italia da Ruggiero Romano e, dall’altra, al progressivo venir meno dell’interesse per la storia economica e sociale nell’ambito della medievistica e della modernistica italiana e internazionale.The essay traces twentieth-century interpretations of the late medieval crisis, attempting to link the evolution of historical sensibilities to changing contemporary economic and political circumstances. Particular emphasis is given, on the one hand, to the major publishing initiatives promoted in Italy by Ruggiero Romano and, on the other, to the gradual fading of interest in economic and social history within Italian and international medievalism and modernism
Introduzione a Ordine, calcolo e “ragione” nell’Italia tardo medievale
Il volume apre una miniserie collegata al progetto PRIN 2022 “Redde rationem. Order, calculation and reason in the urban societies of late Medieval Italy”, coordinato dall’Università di Cagliari con la partecipazione degli atenei di Firenze, Milano e Siena. Superando l’idea della “crisi” del tardo Medioevo, il progetto adotta una visione che valorizza la costruzione di ordine, razionalità e strumenti amministrativi. Il termine chiave è “ragione”, inteso come contabilità, buon senso, giustizia, ordine sociale e morale. Questo concetto emerge nella prassi mercantile, nella normativa pubblica e nel diritto, ma anche nella vita religiosa. La presente pubblicazione, che raccoglie i contributi di tre convegni cagliaritani, si focalizza su tre ambiti specifici: la contabilità come forma di controllo e razionalizzazione della realtà; il quadro normativo e il funzionamento della giustizia per le imprese e per il mondo del lavoro; il quadro ordinamentale costituito da manuali, regole e strumenti approntati per le professioni e i mestieri.The volume opens a mini-series linked to the PRIN 2022 project "Redde rationem. Order, calculation and reason in the urban societies of late Medieval Italy', coordinated by the University of Cagliari with the participation of the universities of Florence, Milan and Siena. Overcoming the idea of the “crisis” of the late Middle Ages, the project adopts a vision that emphasises the construction of order, rationality and administrative tools. The key term is “reason”, understood as accounting, common sense, justice, social order and morality. This concept emerges in mercantile practice, public regulation and law, but also in religious life. This publication, which brings together the contributions of three conferences held in Cagliari, focuses on three specific areas: accounting as a form of control and rationalisation of reality; the regulatory framework and the functioning of justice for businesses and the world of work; and the legal framework consisting of manuals, rules and instruments prepared for the professions and trades
Il governo delle manifatture nella Toscana del tardo Medioevo
Il saggio si propone di analizzare le politiche economiche delle città toscane tra XIV e XV secolo nell'ambito delle principali manifatture urbane. Gli snodi principali collegati a tale governo dei comparti industriali sono, da una parte la cosiddetta crisi economica del Trecento, e dall'altra, la formazione dello stato regionale fiorentino
La mercatura fiorentina prima e dopo l’età dei grandi fallimenti
The essay analyzes the evolution of Florentine business societies during the 14th century. The decisive watershed separating one era from another is represented by the great failures of the 1340s: a traumatic event, capable of negatively involving an entire city economy and many foreign savers, which was almost immediately followed by the Black Death. Faced with the challenges imposed by a demographically reduced but not for this reason poorer world, the Florentine mercantile-banking companies made choices that would have impressed a structural and long-term change to the productive structures of their city
Notai e mondo degli affari nella Firenze del Trecento
The essay examines about 300 registers of notarial deeds, preserved in the State Archives of Florence, with the aim, on the one hand, of describing the potential of the source for the history of the Florentine business world in the fourteenth century; and, on the other, of outlining the figures of some notaries particularly involved in the sectors of commerce, banking and large urban manufactures. What emerges is an exceptional framework, able to open unthinkable glimpses on the the economy of Florence in the age of Boccaccio, that is for a time when the available accounting sources are still quantitatively scarce
Dall’inventario al libro mastro: evoluzione della contabilità negli enti religiosi fiorentini tra la metà del XIV secolo e l’inizio del XVI
Il saggio si propone come una sorta di vademecum per interpretare l’evoluzione delle scritture contabili negli enti religiosi fiorentini (soprattutto monasteri e conventi della città e del contado) dalla seconda metà del Trecento sino all’inizio del Cinquecento. Il processo, come si vedrà, ha molti punti di contatto con la realtà ospedaliera, dalla quale parzialmente si distacca per i tempi e per le forme con cui si giunge all’adozione delle tecniche contabili più evolute.
Tutti noi siamo abituati a pensare agli strati elevati della società fiorentina, tra i quali sono indubbiamente da includere le gerarchie religiose, come indissolubilmente associati alla nascita di una nuova e rivoluzionaria cultura umanistica. Pochissimi tra noi, invece, sono disposti ad ammettere che una tra le formazioni scolastiche più diffuse fra Quattro e Cinquecento fosse quella tecnico-contabile. L’analisi della documentazione degli enti ecclesiastici e religiosi ci conferma che quella fiorentina del Rinascimento è stata anche e soprattutto una ‘civiltà di ragionieri’
Ser Bartolo di Neri da Ruffiani, Giovanni Villani e il fallimento della compagnia Perugini
Il saggio analizza una procedura fallimentare nella Firenze del primo Trecento. I soggetti interessati erano costituiti da una società mercantile fiorentina con interessi commerciali e finanziari in Toscana e all'estero (quella dei fratelli Perugini), un nutrito gruppo di creditori (costituito anche da imprese di livello internazionale, come nel caso dei Peruzzi), un notaio abitualmente impegnato a rogare per le corporazioni degli uomini d'affari (ser Bartolo di Neri da Ruffiano), e alcuni mercanti (tra i quali il celebre cronista Giovanni Villani) nominati dal comune di Firenze affinché pronunciassero una sentenza arbitrale. La vicenda fornisce quindi uno specimen esemplare per comprendere come venissero regolate le controversie economiche senza seguire l'iter giuridico abituale e dunque senza ricorrere alle aule di un tribunale ordinario o specifico
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