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Il parere 1/15 della Corte di Giustizia: la prima volta di uno scrutinio di compatibilità di un accordo internazionale con la Carta dei diritti fondamentali
Dal consiglio d'Europa: Il caso Big Brother Watch quale cambio di paradigma nel bilanciamento tra sicurezza e tutela dei diritti fondamentali?
Il caso Schrems II: sovranità digitale europea o colonialismo giudiziario?
L’articolo affronta il tema, particolarmente delicato per il mondo sempre più globalizzato e digitalizzato in cui viviamo, delle garanzie legate al trasferimento di dati personali verso Stati terzi ed, in particolare, verso gli USA, alla luce della attesissima decisione resa dalla Corte di Giustizia nel caso Schrems II, ponendo in evidenza le dense questioni giuridiche ad essa sottese
La direttiva UE sull'uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) nella lotta al terrorismo e ai reati gravi
The fundamental right to family reunification in the context of migration policies through a multilevel perspective
Family reunification, as a safe and legal channel for migrants and beneficiaries of international protection to reunite with their separated family members and live a normal family life, is one of the fundamental elements of international and national policies concerning the protection of migrants’ and refugees’ rights, as family reunification is not only a necessity for migrants for making family life possible, but it is crucial for the migrants’ welfare and development as well as for their integration in the host countries.
The essay aims at discussing the protection afforded to the non-nationals and, specifically, to the right to family unity and family reunification in the Italian constitutional order taking into consideration the international and European obligations (stemming particularly by the European Convention of Human Rights and the EU Charter of Fundamental Rights), so to eventually highlight the judicial treatment of situations where national law potentially infringes both national fundamental rights and the ones protected by the ECHR and the EU Charter of Fundamental Rights.
Moving from a preliminary understanding of family reunification seen in its multidimensional perspective both as a fundamental right directly or indirectly protected in the national Constitution and in the “other” Charters that ensure human rights at various levels in the European landscape – the ECHR and the EU Charter of Fundamental Rights, but also in its “legislative dimension” as provided by the EU legislator (in the context of the EU Family Reunification Directive) whose intervention of minimum harmonization calls into question a wide margin of appreciation left to every single EU Member State.
In order to build a frame on family reunification, European and national standards relevant to its protection are considered, as interpreted in the practice of the Italian Constitutional Court and of the European Courts – the Court of Justice of the European Union (CJEU) and the European Court of Human Rights (ECtHR)
within the Council of Europe – an approach which cannot be missed nowadays in the European continent grown as a “space of constitutional interdependence” (as it will be recalled in the final remarks).
Such preliminary overview is not only devoted to shape an understanding of the different bodies of law and, implicitly, of different safeguards which may be applicable simultaneously for the purpose of family reunification and restoring family links, but it also aspires to trace the influences among legal systems leading to a changed attitude over time showed by the Italian courts, both ordinary courts and the Italian Constitutional Court, moving from a “constitutional patriotism” towards an incremental openness to the European environment on matters regarding “family” and “family life”.
In the second part, the essay reflects upon the scope of application granted to the right to family reunification for third country nationals within the Italian legal order, in relation to the definition of the family members entitled to reunification, the requirements conditioning such right, the procedure set forth at legislative level and the rights granted to family members once reunited, with a specific attention to family reunification of children and refugees/beneficiaries of subsidiary protection.
The final remarks are devoted to a more general reflection aiming at clarifying how in the Italian legal order the issues raised by the overlapping of national, European and international legal sources and judicial decisions – to some a true “labyrinth” for the interpreter – ought to be dealt with in order to generate fruitful mutual influences among the different systems of fundamental rights protection following a recent case law inaugurated by the Italian Constitutional Court.
The essay has been published under the EU project “Lawyers4Rights”, co-funded by the Justice Program of the European Union (2014-2020)
Il contrasto alla discriminazione e alla violenza di genere: dalla rivoluzione delle relazioni di genere nella Costituzione alle criticità del quadro normativo vigente
Il saggio, muovendo dalla rivoluzione delle relazioni di genere avvenuta attraverso la Costituzione e dalla ricchezza e complessità del principio costituzionale di uguaglianza nelle questioni di genere nelle diverse ma interconnesse sfere della vita familiare, lavorativa, politica e in generale nella vita sociale, culturale ed economica, analizza il cammino sin qui percorso dal nostro ordinamento giuridico nel contrastare il fenomeno, drammatico nelle sue dimensioni, della violenza di genere ormai assurta, con un passaggio di straordinario rilievo sul piano culturale ancor prima che giuridico, a violazione dei diritti umani grazie anche all’apporto dell’ordinamento internazionale e sovranazionale. L’analisi intende porre in evidenza le principali criticità che, pur a fronte dei progressi maturati dal nostro ordinamento nel contrasto alla violenza di genere per corrispondere all’approccio olistico di tutela richiesto da obblighi internazionali, tuttora connotano il quadro normativo italiano e che il PNRR, che pure annovera tra le proprie priorità trasversali la parità di genere, manca di prendere in adeguata considerazione
Turismo religioso e cammini tra cornice sovranazionale ed esperienze nazionali: l’ordinamento italiano «in cammino»
Verso un principio di “sostenibilità” delle risorse digitali? Riflessioni dal nuovo mondo della “società algoritmica”
La lingua perduta di Tampere: frontiere e migranti tra sovranità degli Stati e diritti fondamentali
Il saggio affronta, in un quadro di multilevel constitutionalism, le dinamiche istituzionali e giurisdizionali riguardanti le politiche comuni in tema di immigrazione e asilo che hanno trasfigurato, nell’arco di poco più di un ventennio, lo “spirito di Tampere” che aveva marcato il sorgere di uno “Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia”. Se infatti il Programma approvato nel 1999 dal Consiglio europeo di Tampere era stato il punto di approdo di un impegno degli Stati membri a realizzare, anche nel settore dell’immigrazione e dell’asilo, una integrazione europea fondata sulla “libertà”, connotata dai diritti fondamentali quali valori comuni e dotata di istituzioni democratiche operanti nel rispetto dello stato di diritto, le successive vicende hanno tracciato un percorso ben diverso, ben riflesse dalla torsione securitaria impressa allo Spazio LSG, da politiche europee “liquide” al di fuori dei Trattati europei segnate dal perverso connubio tra azione intergovernativa e informalità procedurale nel controllo delle frontiere, cui la stessa giurisprudenza del giudice europeo in materia di immigrazione ed asilo non ha saputo porre argine in ciò distinguendosi dal “cosmopolitismo” che connota la giurisprudenza di diverse corti costituzionali nazionali in tema di protezione del non cittadino, e tra queste segnatamente della Corte costituzionale italiana. Nel conflitto tra prerogative statali e diritti fondamentali in materia di immigrazione ed asilo, pur a fronte di pronunce garantiste, la Corte di Giustizia ha invece sposato un orientamento che, più che indice di judicial modesty tipicamente legata alla preoccupazione di preservare gli spazi del legislatore democratico, pare potersi più realisticamente inquadrare come espressione di denialism e passivism. Se dunque le vicende che hanno connotato sin qui le politiche migratorie dell’Unione, e segnatamente quelle che intersecano il diritto di asilo, destano da tempo allarme per lo stato della effettiva protezione dei diritti fondamentali dei migranti e richiedenti asilo, per invertire le tendenze in atto a livello sovranazionale – condizionanti gli ordinamenti nazionali non soltanto attraverso provvedimenti normativi, ma soprattutto attraverso prassi informali di soft law che comunque obbligano gli Stati sul piano della effettività – occorrerebbe coniugare esigenze di irrobustimento del political constitutionalism con nuove declinazioni del judicial constitutionalism nel segno di un intervento cooperativo delle corti costituzionali nazionali per orientare le politiche migratorie dell’Unione verso il pieno rispetto dei diritti fondamentali
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