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La sentenza della Corte costituzionale n. 49 del 2015 sulla confisca: «il predominio assiologico della Costituzione sulla CEDU»
La posizione della Corte costituzionale dopo la sentenza 49 del 2015 nei confronti della Corte europea dei diritt
Welfare e crisi davanti alla Corte costituzionale
il saggio analizza la giurisprudenza costituzionale che valuta la normazione della cris
Venezia non è Barcellona. Una via italiana per le rivendicazioni di autonomia?
Con la sentenza n. 118 del 2015, la Corte costituzionale ha preso posizione sulle due leggi con cui la Regione Veneto aveva indetto altrettanti referendum consultivi: uno (legge n. 15 del 2014) articolato in cinque quesiti, prodromico a successive iniziative legislative della regione, orientate a rivendicare per quest’ultima maggiore autonomia, soprattutto finanziaria ; l’altro (legge n. 16 del 2014), con un singolo quesito che interrogava gli elettori sulla loro volontà di fare del Veneto una repubblica indipendente e sovrana.A una prima lettura, la motivazione scorre fluida e lineare. In realtà, come lo scritto evidenzia, a fronte di una notevole chiarezza espositiva, numerosi sono gli spunti di interesse: in un certo senso, la stessa impostazione, piana e aderente ai dati positivi, pare sintomatica di un cambiamento metodologico rispetto ai precedenti, e segnala in particolare uno dei nodi sui quali questa nota richiama l’attenzione. Infatti la Corte, pur confermando, come si vede nello scritto, le conclusioni della giurisprudenza anteriore, e soprattutto della decisione n. 496 del 2000, dalle premesse teoriche di quest’ultima sembra voler prendere le distanze, segnando così una certa cesura. Altri punti degni di riflessione che emergono dalla sentenza riguardano: il presunto diritto alla autodeterminazione del popolo veneto; l’ambiguità del quesito referendario inaspettatamente ‘salvato’ dalla Corte; l’attenzione posta sull’art. 116, ultimo comma, Cost. ; la discrepanza tra i quesiti proposti e la ritrosia a perseguire la consultazione da parte della regione; il rilievo centrale che si riconosce allo statuto regionale; il rapporto con i precedenti della Corte; il primo tentativo di dare una definizione di referendum
Giudizi su conflitti che riguardano diritti. I parametri sostanziali nel giudizio in via principale
Adjudicating Conflicts Concerning Rights. The Substantive Parameters in
Principaliter Review. When rights become object of political and institutional
conflict and when this happens along the axis center-periphery, the gateways
to constitutional review become very important. These conflicts get to the
Constitutional Court as controversies between State and Regions but they are
in substance about constitutional protection of human rights. Two procedural
rules govern the possibility to raise issues concerning constitutional rights
during principaliter proceedings as activated by the State or Regions: the State
can challenge regional law by using all of the Constitution (including rights)
as parameter; Regions on the contrary can denounce violations of parameters
different from Title V Part II – formal or substantive, including also rights –
only when such violations result into a reduction of the autonomy of the
Regions themselves. This essay investigates both rules but gives less attention
to the former, which has been amply articulated in the literature, and more
thoroughly concentrates on the latter, still more slippery. According to the
second rule, some important human rights questions (mostly in the field of
health) have been recently declared admissible to the Constitutional Court
Tra incidente di costituzionalità e rinvio pregiudiziale: lavori in corso
Between Incidenter Review and Preliminary Reference: Work in Progress.
The essay discusses Italian Constitutional Court decisions 269/2017 and 20,
63, 112, 117/2019 on the question of double «incidentality». This situation
emerges when a preliminary reference is sent to the CJEU, at the same time
as a question of unconstitutionality is referred to the national Constitutional
Court. The essay argues that the Italian Court has been trying to regain a
right of first word on questions of human rights protection in its incidenter
proceedings. When read together, these decisions may suggest at least three
conclusions: i) the role of the Constitutional Court keeps shrinking while the
prerogatives and role of ordinary judges, thanks to the preliminary reference,
keep increasing; ii) conflict between national Constitutions and the European
Charter of Fundamental Rights may also increase; iii) through the doctrine of
direct effects, some judges may be tempted to force the monopoly of the Con-
stitutional Court on questions of legitimacy of ordinary laws. These scenarios
may bring about the ultimate displacement of the central role of the Constitu-
tional Court in the judicial review of ordinary laws with respect to fundamen-
tal rights. It is in order to resist these scenarios that the foregoing decisions of
the Italian Court seem to have overruled the Granital jurisprudence
La Corte costituzionale alla ricerca di legittimazione
Lo scritto sostiene che la diversità delle tendenze in cui si è articolata la giurisprudenza costituzionale e il mutare delle sue costruzioni interpretative riflettono anche il costante tentativo della Corte di continuare ad approvvigionarsi del massimo possibile di legittimazione delle proprie decisioni, tenuto conto del contesto – giuridico, politico, culturale e sociale – in cui esse dispiegano i propri effetti e che cambia al cambiare delle domande che vengono rivolte alla Corte e dei suoi rapporti con le altre istituzioni.The paper emphasizes the idea that the context deeply affects the development of the Italian Constitutional Court’s case-law and doctrines. Court reacts to the changing questions that are lodged, to the fluctuations that occur in its relationship with other institutions, and to the mutating paradigms that influence national constitutionalism. Although the national rules regulating the Court’s functions remain unaltered, the latter’s role and doctrines seem nevertheless to change across time. The article conveys the idea that the judicial seasons’ diversities, as well as the doctrines’ evolutions across time, reflect the Italian Constitutional Court’s constant attempt to hoard as much legitimization as possible
Revolutionary Constitutions. Charismatic Leadership and the Rule of Law. The Constitution of the Italian Republic: Not Revolution, But Principled Liberation
In his first, masterful and provocative volume on the rise of world constitutionalism,
Bruce Ackerman includes Italy among the examples of revolutionary constitutionalism,
besides India, South Africa, France, Poland, Israel, and Iran. In his opinion,
the Italian Constitution—which entered into force on January 1, 1948—was the outcome
of a revolution; after some years, the natural fading of the revolutionary charisma,
due to the political change of the revolutionary generation (1953), opened a
succession crisis and a legitimacy vacuum, in which the role of the judiciary, and particularly
of a strong and independent constitutional court, expanded. This remarkable
effort to truly compare constitutions, and their history, leaves some ambiguity for
that which concerns Italian constitutional law, which I would like to address: Bruce
Ackerman’s four-stage dynamic is not a perfect fit for Italy
La dottrina come amica curiae. L'esperienza della Corte costituzionale italiana
Lo scritto affronta una domanda centrale ai fini dell’indagine che si svolge per la prima volta nel panorama dottrinale italiano: che cosa cercano nella dottrina i giudici costituzionali (e i loro alter ego, gli assistenti di studio) nel momento della risoluzione del giudizio pendente?
Il saggio esamina, rimanendo a cavallo tra il piano dell’istruzione della causa e quello della decisione, alcune decisioni recenti, significative e criticate, nella preparazione e nell’esito delle quali la raccolta di dottrina e l’estrazione culturale del giudice hanno svolto un ruolo importante. Questo tentativo di analisi è stato esplorato, sulla base dell’esperienza di chi scrive come assistente di studio di un giudice costituzionale, oltreché sulla lettura delle sentenze, ben consapevole che è stato autorevolmente sostenuto che solo chi siede in Camera di consiglio può sapere come e in che modo la dottrina è stata considerata
La Corte Edu: processo e politica
In questo scritto, attraverso la ricognizione di alcuni selezionati profili strettamente processuali – a partire
dall’intervento del terzo, meritevole certamente di attenzione anche per il legame che ha con il tema degli
effetti delle decisioni – si dimostra che:
i) la Corte Edu, non è una Corte costituzionale, nonostante essa si consideri tale. Uno strumento
decisorio che la ‘fa sentire’ simile ad una giurisdizione costituzionale è la c.d. procedura pilota, concepita
per indicare allo Stato convenuto le misure individuali e generali da adottare per risolvere i problemi
strutturali.
La procedura si caratterizza per la possibilità di sospensione, in attesa della soluzione del problema
strutturale, della trattazione di tutti i ricorsi simili
ii) l’occuparsi di una materia tipicamente costituzionale, quali sono i diritti, non significa condividere la
stessa natura e gli stessi compiti affidati ai giudici costituzionali
The Italian Court of Cassation and dual preliminarity
The essay analyses how case-law by the Court of Cassation has interpreted the double preliminary doctrine, which the Constitutional Court unexpectedly proposed in judgment no. 269/2017, and subsequently qualified and, to some extent, complicated in 2019 and 2020. The Constitutional Court has no way to force ordinary courts, including the Court of Cassation, to follow the doctrine: they can only be nudged in this direction. The case-law is still sparse and fluctuating. Yet, when the double preliminary doctrine was followed by the Cassation, the Constitutional Court was effectively provided with good occasions to open a dialogue with the Court of Justice, and in almost every case the relevant internal legislation has been annulled definitively and with general effects. In many occasions, the Court of Cassation chose to refer preliminary questions to the Court of Justice, or to disregard internal legislation altogether, directly refusing to apply it: this was correct, as those were not true double preliminary cases
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