305,285 research outputs found
Annual Conference of the Italian Group of Structural Geology: Udine, February 25-28, 2009. Summaries and short notes
Controllo delle faglie dirette giurassiche e cretacico-paleogeniche sullo sviluppo dei sovrascorrimenti neogenici nell'Appennino umbro-marchigiano
L'Appennino umbro-marchigiano offre situazioni particolarmente favorevoli per verificare l'ipotesi di un controllo da parte delle strutture sinsedimentarie giurassiche e cretatico-paleogeniche sullo sviluppo dei sovrascorrimenti neogenici. L'uso delle tecniche di retrodeformazione curvimetrica ed equiareale nella costruzione di una sezione bilanciata attraverso i rilievi compresi fra la Valnerina e la Conca di Leionessa (Umbria sud-orientale ed Alto Lazio) mostra che la posizione originaria delle rampe dei sovrascorrimenti coincide con quella di importanti faglie dirette sinsedimentarie che immergono prevalemntemente verso l'avampaese. Queste hanno interrotto la continuità laterale delle evaporiti triassiche, che rasppresentano un importante orizzonte di scollamento, ed hanno agito da ostacoli alla propagazione del sistema di sovrascorrimenti verso le zone esterne della catena. I rapporti fra faglie dirette e sovrascorrimenti indicano che nello studio delle catene originatesi a spese di margini continentali precedentemente assottigliati la geometria e l'orientazione delle strutture compressive riflette la distribuzione degli alti morfologico-strutturali e delle depressioni riferibili alla tettonica distensiva sinsedimentaria pre-collisionale
Foreword of the special issue on Alps and Apennines: a natural laboratory for Structural Geology and Geodynamics
Analisi geometrica e cinematica dei sovrascorrimenti compresi fra la Valnerina e la Conca di Rieti (Appennino iumbro-marchigiano-sabino)
Detailed knowledge of thrust surface geometry and the topological links between different thrusts is important for relating kinematic analysis on the small scale to structural evolution across thrust belts. The thrust surfaces outcropping between the Nera River Valley and the Rieti Basin (Umbria-Marche-Sabina Apennines, Central Italy) are cherecterized by geometrical irregularities, such as dip and strike variations, either original or acquired during later deformation episodes. The use of map analysis techniques indicates the existence of a close relationship between the original dip variations of thrust surfaces and the competence contrasts within the stratigraphic template: these exert a strong control on development of stepped thrust surfaces, whose flats are localized within the less competent units and, such as the Late Trias evaporitic Burano Fm. and the Eocene-Oligocene marly Scaglia Cinerea Fm. The geometrical irregularities produced during later deformation episodes are mainly responsible for along-strike variations of the thrust surfaces orientation, which describe an arcuate feature convex towards the east, and for the present distribution of the thrusting direction vectors. The radial thrusting pattern could derive from development of new structures within the footwall to previous thrusts, suggesting that compressional deformation migrated towards the east in piggy-back fashion.
The application of map analysis techniques provides good information about the lithological control on thrust development and the thrusting sequence. These results provide, therefore, additional controls on constructing balancesd cross sections
La struttura di M. Coscerno-Rivodutri (Appennino umbro-marchigiano): un sovrascorrimento riutilizzato come faglia diretta?
Viene analizzata la parte meridionale del sovrascorrimento di M. Coscerno-Rivodutri, compreso fra la Valnerina e la Conca di Rieti (Appennino umbro-marchigiano). La struttura principale è rappresentata da una coppia di pieghe asimmetriche est-vergenti il cui fianco orientale è tagliato da una superficie di sovrascorrimento che immerge debolmente verso ovest. Localmente le formazioni del tetto sono tagliate da faglie dirette con immersione ad ovest; esse si interrompono in corrispondenza della superficie di sovrascorrimento e non si propagano nel muro sottostante. Queste faglie dirette, che tagliano anche gli strati basali della Scaglia, non possono essere datate con precisione attraverso i criteri stratigrafici perchè mancano i sedimenti che ne sigillano l'attività: la loro età può pertanto essere definita esclusivamente attraverso la ricostruzione dei loro movimenti e dei movimenti avvenuti lungo la superficie di sovrascorrimento. I risultati dell'analisi cinematica indicano che le faglie dirette sono più vecchie del sovrascorrimento; infatti i movimenti lungo la superficie di sovrascorrimento sono sempre verso i quadranti orientali. Mancano invece evidenze di movimenti verso ovest, che sarebbero coerenti con l'ipotesi di una riutilizzazione della superficie di sovrascorrimento come faglia diretta a basso angolo
Lettera ai Soci ed ai Lettori dell’Italian Journal of Geosciences
Cari Soci, Cari Lettori,
vi scrivo queste righe per mettervi al corrente del fatto che il 31 Dicembre p.v. si conclude il mio mandato come Editor-in-Chief dell’Italian Journal of Geosciences, iniziato il 1° Gennaio 2007. Giunto al termine di questo compito, è mio desiderio stilare un bilancio delle attività intraprese e portate a compimento nel corso dell’ultimo triennio di vita della rivista.
Il periodo che si sta per concludere ha visto importanti cambiamenti, primo fra tutti il tentativo di far diventare il Bollettino la rivista scientifica di riferimento di tutte le Geoscienze italiane. Con lo scopo di perseguire quest’obiettivo, agli studi sulle tematiche tradizionalmente affrontate dal Bollettino fin dalla sua istituzione, che hanno soprattutto riguardato tematiche di geologia regionale, stratigrafia, sedimentologia, geologia strutturale e tettonica del territorio italiano, nella nuova rivista si sono progressivamente affiancati studi di petrografia, geofisica, geodinamica, geologia informatica, geologia applicata, geologia marina e geomorfologia condotti in Italia ed all’estero, nonché studi di geologia planetaria. È mio auspicio che in futuro la rivista possa essere ulteriormente aperta a contributi e tematiche di altre discipline proprie delle Scienze della Terra
Normal faults in thrust sheets: pre-orogenic extension, post-orogenic extension, or both?
In fold-and-thrust belts that experienced both pre-orogenic and post-orogenic extension, it may be dicult to establish whether observed normal faults pre-dated, post-dated, or were synchronous with thrusting. Geometrical structural patterns may be insucient to constrain the relative chronology of extensional and contractional deformations. The systematic use of kinematic criteria makes it possible to unequivocally de®ne the timing relationships of reverse and normal fault development, and hence to correctly unravel complex structural evolutions. Kinematic analysis in the southernmost Umbria±Marche Apennines of Italy, where both normal and thrust faults are present, revealed a history of repeated tectonic inversion, characterised by two distinct stages of extension separated by an episode of folding and thrusting. Structural overprinting relationships observed at thrust±normal fault intersections were useful for: (i) removing sequentially younger deformations; and hence (ii) separating and quantifying the eects of orogenic contraction from those of both pre-orogenic and post-orogenic extension
Structural evolution of a foreland fold-and-thrust belt: the Umbria-Marche Apennines, Italy
Outcrop-scale structures that record a progressive sequence of deformation can be used to clarify the kinematic evolution of an entire fold-and-thrust belt. The temporal progression of the compressional deformation as reconstructed by means of a mesoscopic structural analysis provides a key for unraveling the kinematic history of the Umbria-Marche Apennines (central Italy). Overprinting relationships at outcrop-scale allow for the recognition of three distinct structural stages which are, in sequence: A- layer-parallel shortening; B- folding; C- thrusting. Individual stages are explained in the framework of a progressive deformation model, where shortening of the sedimentary cover was continuous and occurred during a single contractional episode as a consequence of a tip-line folding process. A comparison of this history with those reported from other fold-and-thrust belts shows that layer-parallel shortening, folding and thrusting are sequentially dominant processes in areas which have experienced compressional deformation
Reconstruction of pre-thrusting basin architecture: the contribution of the 3D modelling approach
Nella catena a pieghe e sovrascorrimenti umbro-marchigiana sono descritti numerosi casi di inversione tettonica positiva; esempi chiari derivano dalla zona compresa tra la conca di Rieti e la Valnerina, dove le formazioni mesozoiche e cenozoiche affiorano con buona continuitá. Studi di dettaglio sulle relazioni di sovrapposizione delle strutture e sulla loro cinematica hanno permesso di ipotizzare che le strutture distensive rifeiribili alla tettonica sinsedimentaria giurassica e cretaceo-paleogenica hanno influenzato la localizzazione e lo sviluppo dei sovrascorrimenti durante la tettonica compressiva neogenica, producendo pattern di deformazione caratteristici, che appaiono controllati dalla geometria delle strutture piú antiche.
Mediante l’applicazione di tecniche di bilanciamento e retrodeformazione sequenziale in due e tre dimensioni, sono state acquisite ricostruzioni palinspastiche che descrivono la geometria tridimensionale dell’area di studio: queste mostrano importanti variazioni dell’architettura dei bacini pre-orogenici durante i vari stadi evolutivi della tettonica compressiva neogenica.
Questo contributo offre un esempio di applicazione di modellizzazione e analisi tridimensionale, che puó essere utilizzato per testare la coerenza geometrica in casi di tettonica da inversione positiva
In memoria di Tonino Decandia
Il Prof. Francesco Antonio Decandia (Tonino per gli amici) si è spento martedì 9 maggio c.a., all’età di 69 anni. Si era laureato a Pisa il 20 novembre 1964 con una tesi sul- la geologia della Val Graveglia, finalizzata allo studio delle Ofioliti e della loro copertura sedimentaria. Il tema riscosse notevole interesse, in quanto ben si inseriva nelle ricerche relative alla nuova e rivoluzionaria teoria dell’espansione dei fondi oceanici e della tettonica a placche, e costituì l’ar- gomento principale di alcune importanti pubblicazioni e del 66° Congresso della Società Geologica Italiana. Nel giu- gno del 1966 conseguì alla Sorbona il diploma di Studi ap- profonditi di Micropaleontologia, sotto la direzione del Prof. J. Couvilleur. Nel 1970 vinse a Siena il concorso di Tecnico Laureato presso l’allora Istituto di Geologia e Pa- leontologia dell’Università. Mantenne questo ruolo fino al 1977, quando divenne Assistente Ordinario alla Cattedra di Geologia e, successivamente, Professore Associato. Nel 1987 conseguì il titolo di Professore Ordinario di Geologia Strutturale. Ha tenuto a partire dal 1976 i corsi di insegna- mento di Geologia Regionale (1976-1979), di Rilevamento Geologico (1979-1982), di Geografia Fisica e di Geologia Strutturale (1982-1987). A partire dal 1987 ha tenuto, come Professore Ordinario, i corsi di Tettonica e di Geologia II
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