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    Fascismo e antifascismo nelle pagine della Stampa e dell'Unità (1968-1980)

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    Nel saggio ci si sofferma su due quotidiani, «La Stampa» di Torino e «l’Unità», che ebbero un rapporto particolare con la memoria del fascismo e dell’antifascismo, e negli anni Settanta proposero una lettura del passato decisamente legata alla realtà politica del loro tempo

    Il progetto dell’E42 per una nuova Roma fascista

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    L'EUR nelle sue mille sfaccettature, dall'architettura di regime ai quartieri residenziali degli anni '60, ai primi grattacieli di Roma, il volume-catalogo illustra la storia dei uno dei quartieri più noti e discussi di Roma, dalla sua progettazione in occasione dell'Esposizione Universale, che doveva tenersi nel 1942, fino alle Olimpiadi del 1960, quando l'EUR assume la sua forma definitiva. Una "visione classica, ma moderna, modernissima..."

    Il Gentile dei fascisti: gentiliani e antigentiliani nel regime fascista

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    Il libro racconta la storia del rapporto intercorso fra Gentile e i fascisti dall’ottobre del 1922, quando il filosofo fu nominato ministro dell’istruzione nel primo governo Mussolini, fino al 1944 quando venne ucciso dai partigiani. E in questo senso il libro è assai dissimile dai saggi pubblicati finora su Gentile e sul suo essere, non essere, essere solo in parte fascista; perché l’autrice, capovolgendo la prospettiva, ha ricostruito e discusso per la prima volta in modo compiuto, le reazioni che l’opera e il pensiero del filosofo suscitarono nel mondo fascista medesimo, fra esponenti del partito e membri del governo, filosofi, storici e giuristi, giovani fascisti e docenti universitari

    Non è colpa degli idealisti

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    L'articolo ricostruisce il rapporto fra la cultura idealistica italiana e il sapere scientifico

    Le parole e i discorsi del fascismo. Riflessioni sulla lingua di un regime totalitario.

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    Dall'introduzione: In Italia e nel mondo la politica sembra aver perso la sua capacità di trasformare la realtà. Ormai da anni il dibattito pubblico registra le voci di chi si interroga sulle cause di questa crisi. Sociologi, filosofi e analisti della politica descrivono una sorta di nuovo tramonto dell’Occidente che fa l’eco a quello diagnosticato da Oswald Spengler alla fine della prima guerra mondiale nel suo Der Untergang des Abendlandes. Gli storici possono contribuire a questa discussione solo volgendo lo sguardo al passato e cercando di conoscere il mondo nel quale hanno vissuto fino a pochi decenni fa, abitato dai protagonisti della storia contemporanea del XX secolo: Stati-nazione, partiti politici, intellettuali militanti, ideologie. Potrà allora essere più chiara la relazione fra la crisi della politica e il suo primato che iniziò alla fine del XIX secolo e fu strettamente legato all’avvento della società di massa
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