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    “Numeri, parole, significati”

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    Si accenna a vari casi di numeri approssimati (o Numeri per parlare: cfr: Bazzanella, Pugliese, Strudsholm 2011) che ‘violano’ il valore standard di un numero in un determinato contesto per assumere un significato caratterizzato dalla indeterminatezza invece che dal valore aritmetico (ad esempio facciamo due passi). In particolare, si presentano esempi di questo tipo in espressioni idiomatiche ed alcune traduzioni relative a testi letterari dall’italiano in altre lingue

    Carla Bazzanella, Rosa Pugliese, Erling Strudsholm, Numeri per parlare. Da 'quattro chiacchiere' a 'grazie mille', Roma-Bari, Laterza, 2011, pp.166

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    The text offers a Critical Review of "Numeri per parlare. Da 'quattro chiacchiere' a 'grazie mille'" by Carla Bazzanella, Rosa Pugliese e Erling Strudsholm. The author critically reflects on the book by considering its methodologies, its arguments, and its relation with other books of the same type and on the same subject.Il testo propone una Lettura Critica del libro "Numeri per parlare. Da 'quattro chiacchiere' a 'grazie mille'" di Carla Bazzanella, Rosa Pugliese e Erling Strudsholm. L'autrice riflette criticamente sul libro considerandone le metodologie, gli argomenti e il nesso con altri libri dello stesso tipo e sullo stesso argomento

    Leksikalsk variation

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    Kontrastiv lingvistik, Leksikologi, Sprogvariatio

    Tradurre numeri come quantità indeterminata

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    Il fenomeno linguistico particolare – l'uso dei numeri cardinali come quantità indeterminata – di cui si propone l'analisi in prospettiva traduttiva, si configura come una singolare manifestazione dell'indeterminatezza del linguaggio e chiama in gioco la questione dei numeri e di un modo in cui numeri e parole sono empiricamente collegati

    Alunni con altissime abilità nella classe di italiano: un’esperienza inclusiva finlandese

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    L’inclusione rappresenta un aspetto fondamentale che risulta efficace quando vengono prese in considerazione le diverse caratteristiche di tutto il gruppo classe. Tra le variabili della classe di lingua è basilare, al giorno d’oggi, prendere in considerazione una categoria di studenti spesso sottovalutata o non conosciuta, vale a dire gli studenti con plusdotazione. Tali discenti manifestano caratteristiche particolari di acquisizione che, se non conosciute e rispettate, rischiano di compromettere il successo del percorso formativo pianificato dal docente. Il presente articolo mira a illustrare alcuni principi metodologici per la progettazione di attività linguistiche inclusive sulla base delle più recenti ricerche sugli studenti con altissime abilità, nonché a presentare l’analisi di una sperimentazione basata su questi principi, in una classe di italiano per giovani apprendenti in Finlandia. Gli esempi di attività proposti e l’analisi dei dati raccolti, fanno emergere l’efficacia di un insegnamento linguistico inclusivo che, anche nel caso della lingua italiana in Finlandia, inizia a dare spazio agli studenti con altissime abilità

    Per una grammatica dei colori:Un’analisi del lessico cromatico in una prospettiva italiano-danese

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    Inspired by the titles of Krees & Van Leeuwen, Colour as a semiotic mode: notes for a grammar of colour (2002), and Bernez, Grammaire des couleurs (2014), I pose the question whether it is possible to talk about a real grammar of colours, i.e. an analysis of the chromatic vocabulary in a morphosyntactic, semantic and pragmatic perspective. How do the individual colour names fit in the traditional classification of the different parts of speech? Are they considered to be nouns or adjectives? How are they declined? Are colour adjectives gradable (Kleiber, 2007)? Do we find particular derivation paradigms (rosso-arrossire, giallo-ingiallire)? Where are attributive colour adjectives located in the noun phrase (la bianca neve vs. la Casa Bianca)? Recent chromatology studies have shown that the colour designations are particularly suitable for the study of idioms in an interlinguistic and intercultural perspective (Ronga et al., 2014; Bazzanella, Ronga & Strudsholm, 2016). In fact, the primary colours of the iris are often used with figurative meanings (e.g. rosso and nero in the language of politics and finance). I propose to discuss these questions in an Italian-Danish comparative perspective basing my analysis on electronic corpora
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