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    Figure del limite. Estetica dell'ibrido tra arte e filosofia

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    L’immagine dell’ibrido, del mostro dalla natura molteplice o indefinita, accompagna da sempre la storia dell’uomo, le sue mitologie e le sue forme narrative. Considerato talvolta simbolo del disordine e della violazione dell’ordine del cosmo, talvolta apparizione prodigiosa o segno premonitore, l’ibrido terrorizza e ammutolisce, ma al contempo affascina e incuriosisce. Tale ambivalenza è dovuta alla sua capacità di infrangere la regolarità della riproduzione e la continuità della consuetudine. La sua è una natura mostruosa: abita luoghi liminari, si manifesta occasionalmente, confonde con la sua morfologia costitutivamente ambigua. L’ibrido è una figura del limite: rivela un confine, vive ai margini dell’esperienza. In questo volume, il saggio di Alessandro Gatti analizza la rappresentazione di due ibridi della tradizione mitologica – l’arpia e la sfinge – a partire da fonti arti-stiche rinascimentali e barocche, allo scopo di indagarne la sovrapponibilità iconografica. Samuele Strati propone una riflessione sulla mostruosità focalizzandosi sul «luogo del mostro» e sulla contaminazione che dà origine all’ibrido, confrontando la prospettiva tradizionale e le recenti teorie postumaniste

    Una vita a strati uniti

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    “Una vita a strati uniti” è uno stile di vita basato sull’equilibrio motorio-alimentare e sulla consapevolezza che per mantenerlo non basta affidarsi alla giusta dose della maggior parte dei nutrienti (strati), ma è necessario assumerli tutti quotidianamente, compreso il “nutriente” esercizio fisico (strati uniti). Questo libro fornisce tutti gli strumenti necessari per tutelare e utilizzare al meglio il potenziale del nostro corpo in completa autonomia, senza eccessivo rigore e senza rinunciare al piacere del cibo, offrendo anche i mezzi per verificare passo dopo passo se si sta procedendo o meno nella giusta direzione: quella di "Una vita a strati uniti"."A life in layers united" is a way of life based on the balance-motor power and on the awareness to keep not just rely on the right dose of most nutrients (layers), but you need to take them every day, including "nutritious "exercise (layers united). This book provides all the tools necessary to protect and exploit the potential of our body in complete autonomy, without excessive rigor and without sacrificing the pleasure of food, while also offering the means to verify step by step if you are making or not in the right direction: that of "A Life in layers united.

    Venanzio Fortunato (e altre fonti) nell'Ars grammatica di Giuliano di Toledo

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    identificazione di citazioni da Venanzio Fortunato e altri autori nell'Ars grammatica di Giuliano di Toled

    Tra il dire e il fare. Riflessioni su un decennio di SSIS

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    riflessioni sulla decennale esperienza didattica e organizzativa all'interno della SSIS, con particolare riferimento alla didattica del latin

    Tra 'Petronio Satyricon' e Fellini Satyricon (riflessioni intersemiotiche sull'attualizzazione dell'antico)

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    osservazioni sul rapporto tra il film 'Fellini Satyricon' e il testo letterario di riferimento, il Satyricon di Petronio, con specifiche osservazioni sull'uso del latino e procedimenti compositivi nell' 'ipertesto' cinematografic

    Ricerche sugli avverbi latini in -tus

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    profilo storico e stilistico della categoria degli avverbi latini in -tus, con approfondimento di singole questioni filologiche e letterari

    La "mia" SSIS

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    riflessioni sul ruolo della SSIS nella carriera dello studente/docente, con particolare riferimento alla didattica del latino (e la effettiva incidenza di tale insegnamento nella personale esperienza di studente/docente

    Il proemio del Cato Maior di Cicerone: funzioni, stile e struttura

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    analisi strutturale , linguistica e stilistica del proemio del Cato Maior di Cicerone, con rilievi sulla funzione e il significato - anche implicito - del proemio nella sua relazione con il corpo del dialog

    Strati affettivi e vocazione terapeutica della filosofia

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    I problemi centrali dell’esistenza umana non si risolvono stabilendo un insieme di norme da imporre all’individuo (cadendo nelle contrapposizioni ideologiche che segnano la morale), quanto cercando di non disperdere un sapere (phronesis) e una «tecnica del risveglio» (etica come Vor-Bildung) che si sono sedimentati in millenni di storia culturale. In questo percorso la filosofia può ritornare a svolgere un ruolo centrale, purché abbia l’accortezza di mantenere distinto il suo compito da quello del conferimento di senso. Stabilendo “sensi” per l’esistenza umana la filosofia ritornerebbe a essere ideologia e morale. Questo non accadeva nella phronesis di Platone e neppure nella fenomenologia di Scheler: nella prospettiva che qui si apre il problema della filosofia diventa in primo luogo quello di individuare e descrivere le tecniche terapeutiche più efficaci a far rinascere e fiorire gli strati affettivi più profondi; una volta risvegliati saranno questi strati ad attivarsi per trovare un proprio percorso e individuare le soluzioni ad esso più convenienti. Sarebbe ingenuo pensare che la diffusa sensazione di insensatezza e la fragilità dell’attuale quadro di orientamento generale siano dovuti solo dalla mancanza di una “teoria”: derivano piuttosto da una diffusa disattivazione degli strati affettivi più profondi della persona, da una carenza di sapere e di esperienze vissute circa le tecniche atte a riattivarli e portarli a maturazione. È di questi strati affettivi il mestiere di produrre orientamento e conferire un senso all’esistenza umana
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