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Stella C. Acosta sends Dr. Hector P. Garcia a list of members who were mailed copies
Stella C. Acosta, Administrative Assistant to Representative Tony Garcia, writes to Dr. Hector P. Garcia a list of who copies were mailed to
[Photograph of Stella C. White]
Photograph of Stella C. White in Port Arthur, TX. Ms. White was a personal friend of Lady Bird and Lyndon Johnson. She is a well-known hostess. This photograph was taken at 2216 Fifth Street in Port Arthur. She is wearing a dark top and light colored skirt. Next to her on the couch is a dog
“I Only Show A Little Of Her” The Life of a Forgotten Domenican Sister, Fantina Gambara (1436-1517)
The paper contextualizes the life of a forgotten Dominican Sister, Fantina Gambara, from the Convent of Santa Caterina in Brescia, in the light of the exempla of medieval reformers in the province of Brescia. The Vita della Beata Caritade, written in 1558 by the Dominican Father Domenico Martinengo, is archived in the town in which the Sister had grown up. Against the background of the sack of Brescia in 1512, the voice of a woman will be put in dialogue with the spread and circulation of the writings of Catherine of Siena and the prophetical voices of the Dominican women of Brescia
Il ruolo di Vittoria Colonna nelle "Rime diverse d'alcune nobilissime et virtuosissime donne" (1559)
L'articolo analizza il ruolo e l'immagine di Vittoria Colonna all'interno dell'antologia di poesie femminili Rime di donne (1559), prima raccolta del genere in Italia. Si suggerisce che le strategie editoriali dell'antologia codifichino Colonna come l'equivalente femminile di Pietro Bembo, presentandola come modello esemplare dello stile petrarchesco per le poetesse contemporanee, al pari di quanto Bembo rappresentava per i poeti nel Libro primo (1545). L'analisi si concentra sui sonetti che Margherita di Navarra le indirizzò, evidenziandone la primazia stilistica e spirituale, sulle poesie scelte per rappresentare Colonna stessa, e sui modi in cui l'antologia testimonia l'eredità poetica e stilistica di Colonna nella costruzione della persona poetica femminile per le autrici antologizzate
Il Caffè. Introduzione, testo e commento a cura di Clara Stella
Il presente studio prende in esame un'opera manoscritta del tardo Settecento conservata presso la Biblioteca Joppi di Udine, intitolata Il Caffè. Questo poema in tre canti, di autore anonimo, si inserisce nel vivace dibattito culturale dell'epoca, contrapponendosi alle istanze illuministiche e difendendo la tradizione del pensiero conservatore. Attraverso un'eziologia fantastica, l'invenzione del caffè viene reinterpretata da Angelica Janesi come parte di un disegno diabolico ordito da Plutone per corrompere l'umanità, indebolendone lo spirito e incentivando il vizio e l'immoralità. L'opera si configura così come un'aspra requisitoria contro uno dei miti più celebri della cultura illuminista, dipingendo al contempo un affresco satirico della società moderna sui toni della Commedia dantesca. L'analisi di questo testo inedito permette di gettare luce su una voce dissidente rispetto al clima riformatore del tardo Settecento, offrendo uno spaccato delle resistenze opposte dal fronte conservatore alle nuove istanze culturali provenienti dall'Illuminismo europeo
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