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    La separazione di Snam rischia di creare un monopolio. E lo chiamano mercato

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    La separazione di Snam dell'Eni rischia di creare un monopolio proprio mentre tenta di smontarne un altro. Infatti, se la divisione dell'operatore dalla rete di trasporto e degli stoccaggi dall'incumbent è un passo potenzialmente positivo, vi è una concreta possibilità che il passaggio nelle mani della Cassa depositi e prestiti possa dar vita a una posizione dominante nella distribuzione locale del metano

    Reti di trasporto nazionale e concorrenza nei mercati del gas: il caso Eni-Snam Rete Gas

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    Nel recepire la Direttiva 73/2009/CE relativa all'apertura del mercato del gas, l'Italia ha scelto di adottare il modello di separazione "ITO" (Independent Transmission Operator) in luogo della piena separazione proprietaria. Il modello ITO consente all'incumbent verticalmente integrato di mantenere il controllo azionario della rete di trasporto nazionale del gas e di nominare gli amministratori. Questo articolo intende indagare costi e benefici della separazione proprietaria alla luce della letteratura esistente. Il caso italiano viene approfondito attraverso un semplice modello econometrico che confronta la politica di investimenti adottata da Snam Rete Gas - gestore della rete di trasporto nazionale del gas e controllato dall'ex monopolista ENI - e Terna, gestore della rete di trasmissione elettrica che dal 2004 è stato pienamente separato dall'incumbent del mercato elettrico

    Mercato e regolazione nel settore dell’energia in Italia: il caso della delibera AEEG in tema di materia prima gas

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    Il tema trattato è di stringente attualità e riguarda la regolazione delle AEEG sulla “materia prima gas”. L’articolo, dopo una breve disamina della evoluzione del settore dei SPL in Italia e del ruolo del Regolatore in tale ambito, analizza l’ultima delibera della AEEG in tema di materia prima gas con particolare riferimento ai prezzi minimi per i clienti “vulnerabili”. Tale tematica è di particolare interesse in quanto le spese energetiche stanno incidendo in misura crescente sui redditi di famiglie e imprese

    Is more competition better? Retail electricity prices and switching rates in the European Union.

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    The European Union (EU) promotes the liberalization of retail electricity markets to achieve lower prices, diversified offers, greater customer participation, and sustainable consumption behaviours. While retail competition has been a reality in most EU member states, most studies find that retail competition is suitable for large customers, but the evidence on small customers is inconclusive. We analyze data on electricity prices and switching rates in 27 EU member states and the UK from 2000 to 2019. We find that retail competition is associated with lower prices and that the effect of full liberalization is greater than that of partial liberalization

    Regulating blockchain for sustainability? The critical relationship between digital innovation, regulation, and electricity governance

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    Blockchain technology has found several innovative applications in the electricity industry. However, its potential has still to be discovered. This is partly due to the role that regulation plays in electricity markets. To be introduced, experimented with, and eventually adopted on a commercial scale, blockchain-supported innovations need to fit the existing regulatory framework or the rules to be reshaped or updated. We focus on energy regulators' possible responses to the blockchain-enhanced market operations (both from the incumbents and potential newcomers), suggesting a monitoring mechanism that can support innovation

    Per l’Italia oggi il gas è una scelta obbligata. Occorre liberalizzare subito

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    Svanito il "sogno" del nucleare, per coniugare competitività economica e sostenibilità ambientale è necessario interrogarsi seriamente sulle alternative a disposizione e sfruttarle in modo efficace e coerente. Dunque, grande spinta verso l'efficienza energetica, per la quale esiste una filiera industriale italiana di assoluta eccellenza, unita alla prosecuzione dell'impegno nelle rinnovabili (energetiche e soprattutto termiche), individuando il corretto trade-off tra livello di incentivi e ripercussioni sulla bolletta, e avendo anche in mente l'obiettivo di creare condizioni per lo sviluppo di una filiera industriale. Per quanto condivise, purtroppo, queste due direttrici non bastano. Perché il baricentro della produzione elettrica - sgombrato il campo dal nucleare - sarà comunque occupato ancora per molto dalle fonti convenzionali: cioè carbone e gas. Da qui passa l'esigenza di realizzare quelle infrastrutture - rigassificatori e stoccaggi - che possono rendere più flessibile un mercato ancora troppo rigido. Liberalizzazioni e privatizzazioni non possono continuare a essere i convitati di pietra della politica italiana: oggi più che mai rappresentano la soluzione pragmatica ai problemi del paese
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