1,721,035 research outputs found

    Cerqueto è fatto a ferro di cavallo. L'attività di don Nicola Jobbi in un paese montano dell'Appennino centrale (1963-1984)

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    La figura di Don Nicola Jobbi ha costituito e costituisce un importante punto di riferimento per quanti si sono occupati di questioni antropologiche ed etnomusicologiche relative al territorio dell’Abruzzo teramano. Il lavoro appassionato, ricco e multiforme, socialmente rilevante, condotto dal parroco abruzzese rende la sua figura emblematica di un particolare approccio militante alla ricerca sul campo, mentre la mole e la varietà dei materiali che ne costituiscono l’archivio offrono agli studiosi e a quanti vogliono accostarsi a questo territorio un articolato punto di osservazione e di ascolto rivolto alla società civile della montagna abruzzese, durante un segmento della storia contemporanea appena trascorsa, caratterizzato da forti e radicali cambiamenti nel tessuto sociale e nell'orizzonte culturale. I due autori, l’antropologo Gianfranco Spitilli e l’etnomusicologo Marco Magistrali, [...] hanno delimitato una prima importante sezione dell’Archivio, quella relativa a Cerqueto di Fano Adriano, sul versante teramano del Gran Sasso, il luogo dove Don Nicola Jobbi ha lasciato più segni di sé. La vicenda esistenziale del parroco “montanaro” è stata, infatti, segnata dalla sua destinazione al piccolo centro appenninico, così come segnate dalla sua presenza sono state le vicende esistenziali degli abitanti di Cerqueto. Come un tassello di un più complesso lavoro in itinere, questo primo volume dedicato all'Archivio Jobbi, con l’auspicio che apra la strada a una vera e propria antologia, offre allo studioso, così come all'appassionato e al semplice curioso di fatti culturali, l’opportunità di conoscere e apprezzare la densa attività di promotore e di agitatore culturale di Don Nicola Jobbi

    Premio Costantino Nigra

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    La motivazione della Giuria: "Questo libro propone una ricerca sul campo condotta nel paese di Intermesoli, nel comune di Pietracamela, in provincia di Teramo, alle pendici del Gran Sasso d'Italia, ed è un lavoro sulla memoria prodotto attraverso le immagini e le voci. Il ‘paese di mezzo’ è una storia plurale, un libro ‘polifonico’ e multi visivo. Ricorda l’espressione di James Fernandez per cui compito dell’antropologia culturale è quello di ‘ascoltare le voci’. Il libro è un omaggio a una comunità di dolore e di limite, che rischia di franare nella disoccupazione, nell’emigrazione, nell’abbandono. La comunità ‘vuole entrare nella storia ‘ con le sue foto, le sue memorie familiari, l’attaccamento al luogo, la testimonianza che i suoi 126 abitanti a 750 metri sul mare, praticano una difficile resistenza per sopravvivere. Il premio è anche alla forza della gente di Intermesoli, una comunità così lontana dal mondo patinato dei nostri ‘media’, e così più vera di esso.

    Tra uomini e santi. Rituali con bovini nell'Italia centrale

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    Una ricerca sul campo avviata dall’osservazione di un bue inginocchiato al passaggio del santo, nella festa di san Zopito a Loreto Aprutino, ed estesasi all'Italia centrale per cogliere le complesse valenze simboliche e culturali di altri otto eventi festivi, caratterizzati allo stesso modo dall'uso cerimoniale di bovini: la Madonna della Neve a Bacugno di Posta, sant’Urbano a Bucchianico, san Pardo a Larino, il Bov Fint a Offida, la ss. Croce a Pastena, la Madonna di Costantinopoli a Portocannone, la Madonna della Pietà a Rocca di Mezzo e la Madonna Assunta a Valentano. Con un ricco apparato iconografico e un DVD allegato contenente un documentario sulle nove feste, il volume analizza le relazioni tra comunità, bovini e santi e il peculiare universo culturale segnato dalla presenza di animali che, mediatori tra la comunità umana e la dimensione mitica, si rivelano capaci di ampliare le facoltà percettive, interpretative ed operative dell’uomo

    Ciarvavì. Sonate e canti della Valle del Vomano imparati a orecchio dagli anziani

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    Il CD è il risultato di un progetto di etnomusicologia partecipativa realizzate con una giovane squadra di suonatori della Media Valle del Vomano e alcuni suonatori e cantori anziani da cui sono stati appresi nel tempo i repertori. Il CD contiene 25 brani, trascritti e commentati nel libretto allegato di 28 pagine

    Il paese "di mezzo". Storie di vita e fotografie familiari a Intermesoli

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    Questo libro propone i primi risultati di una ricerca sul campo condotta nel paese di Intermesoli, alle pendici del Gran Sasso d’Italia, ed è un lavoro sulla memoria attraverso le immagini. Nasce dall'intersezione di racconti trasmessi oralmente e di rappresentazioni fotografiche da cui gli stessi racconti sono scaturiti, perdendone poi la diretta filiazione nei mille rivoli che segue la ri-creazione del passato. Immagine come supporto mnemonico ma anche come stimolo per la rievocazione, dunque per una narrazione continuamente aggiornata, plasmata, carica di contenuti emotivi di volta in volta rivissuti e, in un certo senso, scoperti nuovamente, riformulati al momento di essere raccontati. Se la fotografia etnografica scaturisce dall'abilità di cogliere i nessi tra le cose, di mettere in relazione secondo gli ordini significativi propri della realtà osservata, le foto dell’Archivio di Intermesoli possono essere lette con una medesima prospettiva: da un lato esse rinviano alle modalità proprie di ciascuno sguardo che le ha concepite, alla singolarità di ogni osservazione, alla specifica collocazione estetica ed esistenziale di coloro che le hanno prodotte; dall'altro le stesse immagini, pensate come un unico complesso di sguardi differenti, si intrecciano formando una sola visione, dotata di una coerenza che è quella propria del particolare modo intermesolano di osservare la realtà e di prendervi parte. E in questo le immagini restituiscono sguardi molto affini tra loro, così come sono affini i percorsi umani, le traiettorie biografiche, le vicende particolari che hanno interessato gli abitanti di Intermesoli nel secolo appena trascorso. Tutte le foto sono organizzate nella seconda parte del libro, rispettando la scansione dei capitoli del testo e, quando possibile, anche dei paragrafi. Lungi dall'essere semplice appendice, le immagini costituiscono l’ossatura che accompagna la narrazione, alla quale sono vincolate da rimandi espliciti e, in termini generali, dall'esserne il filo conduttore e ispiratore

    Abruzzo 6. Le prime registrazioni di Don Nicola Jobbi a Cerqueto dal Fondo Leydi

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    Il CD Audio contiene una selezione restaurata di 73 minuti e 27 brani della raccolta Abruzzo 6, registrata da Don Nicola Jobbi nel 1964-1965 a Cerqueto di Fano Adriano (TE) e conservata ora in copia (l'originale è andato perduto) presso il Fondo Leydi del Centro di Dialettologia e di Etnografia di Bellinzona. Il CD è corredato da un libretto di 36 pagine con osservazioni di carattere antropologico, etnomusicologico e linguistico

    Premio Giuseppe Medici, Menzione Onorevole

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    La Menzione Onorevole è stata assegnata nell'ambito del Premio Giuseppe Medici per il cinquantesimo anniversario dell'INSOR per tesi elaborate su aspetti rilevanti della ruralità italiana sotto il profilo non solo strettamente sociologico, ma anche economico, storico, demografico, geografico, etnoantropologico, urbanistico ed edilizio, paesaggistico e ambientale, religioso, giuridico e politico-istituzionale

    La funzione rituale del suono. L'universo sonoro nella festa di San Zopito a Loreto Aprutino

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    La festa di San Zopito a Loreto Aprutino in Abruzzo, oggetto del presente studio, è contrassegnata da una pluralità di elementi interconnessi, tra i quali le formalizzazioni sonore assumono un ruolo centrale e determinante. L’intero cerimoniale è definito da uno specifico “paesaggio sonoro”; questo sistema di suoni è il prodotto di una lunga elaborazione che attraversa l’intera storia della festa, codificato dalla comunità in risposta a precise ed identificabili esigenze di carattere rituale, culturalmente rilevanti, riconosciute e strutturate all'interno della società loretese. L’approccio uditivo alla festa di San Zopito pone in luce il valore antitempestario ed esorcistico dei suoni prodotti durante le processioni, in relazione diretta con l’articolata serie di funzioni attribuite al santo e veicolate dall'intero complesso rituale. Nei giorni della festa, muovendosi per le strade del paese, fra i vicoli e le piazze per seguire le processioni, si è immersi in un peculiare universo acustico, risultante dalla combinazione di numerosi elementi: dai rumori assordanti degli spari alla melodia ipnotica della zampogna, dal rintocco delle campane del bue a quello delle campane della chiesa, dalla banda in cammino all'applauso scrosciante che segue gli inginocchiamenti dell’animale, i suoni della festa sono organizzati in un linguaggio strutturato in base ad un preciso ordine gerarchico e spazio-temporale, che pone in rapporto di corrispondenza i momenti simbolicamente e socialmente più rilevanti – l'inginocchiamento davanti alla chiesa di San Pietro e quello in piazza al passaggio del santo – con la più densa concentrazione di eventi sonori. La funzione rituale del suono si realizza anche al di fuori della dimensione propriamente festiva, investendo parzialmente la sfera del quotidiano; questa ulteriore estensione di significati investe le formalizzazioni sonore che accompagnano l’addestramento e gli inginocchiamenti preparatori del bue, necessarie a mettere in opera la periodica riproposizione del miracolo al fondamento della festa: la zampogna e le tre campane dell’animale, protagoniste delle pratiche del tirocinio, sono anche i dispositivi sonori la cui caratterizzazione in senso emico è più coerentemente definita, oggetti principali delle considerazioni musicali in atto nella comunità loretese
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