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    Competenze: esercitarle per poterle insegnare

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    L’articolo affronta il tema del lavoro per competenze a partire dalla formazione inziale degli insegnanti. Si pone l’attenzione sulla necessità di ripensare in termini metodologici la proposta formativa dei 24 CFU da maturare nei settori scientifici disciplinari allo scopo di facilitare la maturazione, nei futuri docenti, delle competenze che poi dovranno costituire la base della progettazione curriculare. L’analisi è svolta alla luce di considerazioni disciplinari e di alcune indagini sull’attuale situazione scolastica.The article addresses the issue of skill working starting from teacher training. The emphasis is focused on the need to reconsider the education and training proposal of the 24 CFU (Academic Credits) in the disciplinary scientific areas in terms of method, in order to simplify the skill maturation in future teachers, which will serve as a basis for curricular planning. The analysis is conducted in view of disciplinary considerations and of some research on the present educational situation

    La scuola e il cigno nero: vivere la distanza, ripensare la presenza

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    La scuola si sta confrontando con un cigno nero, con un evento ina- spettato e inatteso: chiudere le porte agli studenti e continuare a svolgere il suo compito educativo in una distanza vissuta, forse, come assenza. Sebbene sia presto per capire cosa stia realmente accadendo in seguito alla sospensione delle attività didattiche in presenza, l’impressione è che in questi giorni di emergenza si stia scontando una decennale chiusura, legata anche a politiche educative nazionali, nei confronti di modalità didattiche mediate dalle tecnologie digitali. L’articolo parte da alcune riflessioni della letteratura scientifica intorno alla «scuola a distanza»: la necessità del primato del metodo didattico sulla tecnologia; la differenza tra apprendimento a distanza e apprendimento in ambienti digitali e, infine, una riflessione sul modello organizzativo necessario al funzionamento di una scuola capace di confrontarsi dialetticamente con la dimensione digitale e con il cambiamento che comporta.The school is dealing with a black swan, with an unexpected event:closing the doors to the students and continuing to carry out its educational task in a situation of distance that is experienced, perhaps, as an absence. Although it is too early to understand what is happening after the suspension of teaching activities in presence, the impression is that in these days of emergency we are facing a ten-year idiosyncrasy towards teaching methods mediated by digital technologies, also because of national educational policies. The paper proposes some reflections on the scientific production about the «distance school»: the need for the primacy of the teaching method over technology; the difference between distance learning and learning in digital environments; and, finally, a reflection on the organizational model necessary for the functioning of a school capable of dealing dialectically with the digital dimension and the change it entails

    La formazione nel volontariato fra realtà e possibilità

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    Il testo ricostruisce un’analisi del ruolo della formazione nel volontariato collegando posizioni teoriche, scelte metodologiche, agire didattico che - nel suo farsi - diventa agire politico. I temi affrontati riguardano la collaborazione e la partecipazione come processi didattici e di apprendimento coerenti con le posizioni valoriali del volontariato. Ne emerge un sodalizio tra didassi, didattica e visione pedagogica che può orientare le scelte formative in diversi contesti, da quelli informali e non formali, fino a quelli formali, come nel caso delle esperienze di servizio di volontariato scolastico

    Formazione insegnanti e tecnologie digitali, una proposta di integrazione

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    The article is focused on teacher training, a key and in part unresolved issue, linking it to the digital paradigm and its influence on training and professional profiles. The debate on teacher training has produced a vast literature that is now serving to imagine hypotheses for the development of processes oriented towards the digital organisation of the school system. This field of research is not new either, but the SARS-CoV-2 health emergency has made it more vital and urgent. In order to understand this debate, it is necessary to address the issue of teacher training in Italian universities, where a certain teaching and technological backwardness affects the preparation of future teachers. At the same time, it is important to think about the educational use of digital platforms. In fact, universities represent the link between the disciplinary preparation of future teachers and the maturation of psycho-pedagogical and didactic skills. Currently, the development of a proposal that integrates digital technology right from entry-level training has a great deal of room for improvement, even in the current situation envisaged by the measures contained in the DDL Bilancio/2019, which have profoundly downsized the previous training courses

    Pro-azione tecnologica nella scuola. Pensare il sapere, pensare il futuro

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    Il contributo propone una lettura del rapporto tra scuola e tecnologie in Italia a partire dall’analisi di alcuni dati che emergono da indagini e ricerche svolte tra il 2004 e il 2009. Pur non essendo esaustivo, alcune linee sono ben demarcate e alcuni trend chiari. Sulla base di queste considerazioni e della letteratura nazionale, e in parte internazionale, la proposta è di spostare l’attenzione dal prodotto tecnologia al metodo didattico con il quale questa (o queste) vengono usate, metodo che comporta anche modifiche del modello euristico ed epistemologico. Infatti, nonostante le attrezzature, le aule e l’organizzazione scolastica non sollecitino né aiutino un cambiamento di prospettiva è possibile attivare localmente un uso didattico e pedagogico delle tecnologie che le ricomponga con le variabili di cui le nuove generazioni sembrano portatrici e che, almeno a livello europeo, sono sentite come necessità nella prospettiva di una società della conoscenza. Non si tratta di stravolgere la scuola, piuttosto di abituarsi a guardare ai processi di conoscenza ad essa interni con occhi nuovi. In sintesi, si propone un atteggiamento tecnologico pro-attivo e non più, o non solo, una re-azione che muovendosi sulla difensiva non riesce né a cogliere il senso dei cambiamenti che stanno avvenendo, né a promuovere una visione costruttiva dei media nei processi di apprendimento

    Ambienti di apprendimento e didattica di prossimità: il ruolo delle tecnologie nella riorganizzazione scolastica

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    Rispondere ad un’emergenza e, successivamente, lavorare sul potenziamento della prevenzione è un atteggiamento individuale e organizzativo che potenzia “l’arte di navigare nei torrenti”, ossia la capacità di essere resilienti. Alcune scuole stanno gestendo il “cigno nero”, rappresentato dall’attuale pandemia, attraverso processi didattici inclusivi, fortemente mediati dalle tecnologie e volti a proporre una didattica di prossimità capace di portare la scuola nelle case, insistendo sulle relazioni e non sui contenuti. Il contributo esplora strategie organizzative e didattiche e processi tecnologici che hanno permesso di governare l’inatteso. In particolare, si intende comprendere se e come la ri-progettazione degli ambienti educativi post-lockdown possa favorire delle architetture ambientali e sociali volte a sollecitare partecipazione, sviluppo, cambiamento e apprendimento della comunità scolastica.Responding to an emergency and working to enhance prevention is an individual and organizational behaviour that improves “the art of navigating in torrents”, i.e. the ability to be resilient. Some schools are managing the “Black Swan”, represented by the current pandemic, through inclusive didactic processes, mediated by technologies and oriented to a proximity teaching that can bring the school to houses, and improve relationships. This paper explores organizational and educational strategies and technological processes that have allowed teachers how to manage the unexpected. Specifically, it seeks to understand if and how the re-design of post-lockdown educational environments can foster environmental and social architectures that are designed to solicit participation, development, change, and learning in the school community

    L'insostenibile leggerezza della didattica fra epistemologia e metodo

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    Teoria e prassi sono elementi che nella storia del pensiero educativo hanno avuto una forte e vicendevole influenza reciproca. La dimensione assiologica e quella metodologica sono legate sia nella pratica quotidiana, nell’azione, nella didassi, sia nella riflessione epistemologica. Il lavoro indaga le relazioni e le reciproche influenze che questi aspetti esercitano sul pens ier o e sul l ’agi r e educat i vo, con un’attenzione particolare alla dimensione della didattica, intesa in senso comeniano come artificum, come arte di insegnare. L’intento è quello di trarre indicazioni operative per un corretto esercizio dell’agire professionale, sotto il profilo dell’azione e sotto quello della riflessione.Theory and practice are elements that in the history of educational thought have had a strong mutual inf luence. The axiological and methodological dimensions are linked both in daily practice and in epistemological reflection. The work investigates the relationships and mutual influences that these aspects exert on educational thought and action, with particular attention to the dimension of didactics, understood as “artificum”, as the art of teaching, following Comenius' traditional interpretation. The aim is to draw operational indications for a correct exercise of professional action, from the point of view of action and reflection

    Partecipazione digitale. Ipotesi didattiche per la scuola democratica

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    Il volume assume il paradigma digitale come sfondo integratore per rileggere alcuni dei fenomeni tipici delle attività formative istituzionali: dal ruolo del docente, ai processi di partecipazione e inclusione, alle epistemologie sottese alla didattica e alla didassi. La scuola e le prassi didattiche si stanno confrontando con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, spesso senza cogliere la portata dei cambiamenti strutturali che queste comportano rispetto all’assetto della conoscenza e alle modalità della sua fruizione e generazione. Il testo offre una riflessione su alcuni dei punti salienti dell’incrocio fra insegnamento, didattica e tecnologie digitali, aprendo ad una prospettiva di positiva integrazione che tiene in conto la visione pedagogica dell’attività didattica e del sapere tecnologico e le evidenze che aiutano a scegliere quanto più opportuno per sostenere il processo di apprendimento all’interno di una dimensione collettiva e partecipativa

    Training processes for civil protection volunteers: the national ANPAS model

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    This contribution presents the work carried out by the National Public Assistance Association – ANPAS – to train volunteers engaged in civil protection in which the participatory element and peer-to-peer methodologies have been the main focus of the scheme
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