1,721,109 research outputs found
Effect of 1-methylcyclopropene on cactus pear fruit at different maturity stages during storage
1-Methylcyclopropene (1-MCP) is an ethylene antagonist widely used to retain quality and prolong the postharvest storage period of various climacteric fruits. To date, there is little information about the effects of 1-MCP on postharvest storage performance of cactus pear fruits. Recently, data revealed that exposure of 1-MCP at 1000 ppb had several beneficial effects in preserving postharvest quality of cactus pear fruits, as indicated by inhibition of peel color change. In this paper, we investigated the effect of 1-MCP on quality of cactus pear fruit harvested from the scozzolatura crop at early and late ripeness stages. Fruit was tested at two different ripening stages: “commercial ripe” (CR; fruit commercially ripe with 90% green ground-color and 10% orange color) and “ripe on tree” (ROT; late fruit ripe on tree with 100% orange color and no green ground-color). Fruit was sanitized by immersion in 200 mg kg-1 sodium hypochlorite for 5 min, and stored at 8°C for 30 days. Color (L* and ΔΕ), visual appearance, crunchiness score, carotenoids, phenolic content and respiration rate were measured at harvest and after 7, 14, 21 and 30 days. The results did not show beneficial effects of 1-MCP in terms of color or visual or crunchiness score; in contrast, significant differences occurred in all samples in terms of carotenoid and polyphenol content
Riorganizzazione territoriale degli Uffici del Giudice di Pace
Lo studio si prefigge lo scopo di riorganizzare, con l’ausilio di applicativi GIS., la distribuzione
degli uffici del Giudice di Pace (GdP) nel territorio siciliano, prendendo in analisi le sedi dei
distretti di Corte di Appello di Palermo e Caltanissetta.
L’articolazione dello studio avviene in due fasi :
a) la ricerca di una metodologia oggettiva per l’individuazione delle sedi del Giudice di Pace
più idonea, in termini di efficienza ed efficacia, per offrire il servizio di giustizia;
b) l’individuazione del nuovo territorio di competenza per ogni sede del Giudice di Pace
confermata, con un’attenta analisi spaziale.
Per la ricerca di una metodologia oggettiva è stata realizzata una scheda di valutazione per
assegnare alle sedi dei GdP un punteggio in base ad alcune variabili, già indicate nell’art. 1 lett. b
della legge n.148 del 14/9/2011, e più precisamente:
1) il numero di abitanti di competenza;
2) l’estensione del territorio da servire;
3) l’indice di litigiosità della popolazione sull’ambito locale;
4) l’indice di produttività. Tale indice è stato creato appositamente in questo studio e consente
di “premiare” quelle sedi di GdP che nel periodo analizzato hanno evidenziato una capacità
di smaltimento uguale o maggiore al valore fissato dalla soglia nazionale.
Per l’individuazione del nuovo territorio di competenza di ogni GdP è stata condotta un’analisi
spaziale multicriteriale in ambiente GIS, su piattaforma Open Source.
Partendo dalla Sede Circondariale del Giudice di Pace sono stati associati i territori dei Comuni
raggiungibili entro 50 Km di percorrenza stradale.
E’ stata tenuta in grande considerazione la definizione della distanza massima che ogni cittadino
deve percorrere per raggiungere la sede del GdP di competenza perché è l’elemento comune a tutti i
cittadini e li pone su un piano di pari trattamento.
I risultati ottenuti permettono di affermare che l’analisi così strutturata consente comunque
un’elevata riduzione degli uffici presenti sul territorio (pari al 74% contro l’83% operata dallo
studio di revisione governativo), pur mantenendo operative le sedi dei GdP che nella valutazione
oggettiva hanno ottenuto il punteggio migliore e riuscendo, comunque, a garantire un ufficio di
Giudice di Pace a meno di 50 chilometri dalle sedi dei Comuni di competenza
Un'applicazione della Geomatica all'ambito forense: il GIS della Giustizia nelle Circoscrizioni Giudiziarie della Sicilia
In questo studio, elaborato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Aerospaziale dei Materiali (DICAM), dell’Università degli Studi di Palermo, si è sperimentato un Sistema Informativo Territoriale come Decision Support System in grado di fornire soluzioni alle decisioni strategiche degli amministratori della Giustizia nella revisione delle Circoscrizioni giudiziarie siciliane.
Il Ministro della Giustizia, lo scorso anno, ha incaricato un gruppo di studio per la determinazione delle nuove competenze territoriali degli Uffici del Giudice di Pace e la loro conseguente distribuzione nel territorio, ormai indispensabile alla luce delle esperienze maturate nell’arco di oltre venti anni dalla data di istituzione della Legge n. 374/1991, i cui risultati sono stati formalizzati nella relazione finale approvata nel marzo 2012.
Il progetto di riorganizzazione effettuato da parte degli organi istituzionali (Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 156), pur fissando i criteri per la sopravvivenza degli Uffici di Giudice di Pace (almeno in Sicilia, ambito dello studio), ha disposto la chiusura di tutte le sedi non circondariali (con l’esclusione di Pantelleria e Lipari, rimaste aperte per ovvie motivazioni di carattere geografico) non valutando eventuali possibili raggruppamenti territoriali.
Il progetto di revisione ministeriale ha fissato i criteri per la sopravvivenza degli uffici di Giudici di Pace con semplici parametri numerici:
il valore soglia dei procedimenti annui, che rappresenta il carico di lavoro mediamente sostenibile dal personale giudicante nel corso dell’anno solare pari a 568,3;
il bacino di utenza, che non può inferiore a 100.000 abitanti, per ogni sede di Giudice di Pace.
Pur condividendo alcuni criteri adottati nel progetto governativo, in questo studio si è implementata una metodologia oggettiva che ha consentito di valutare ogni singola sede di Giudice di Pace, analizzando le caratteristiche di operatività, con l’obiettivo di selezionare e premiare le sedi più efficienti.
Il criterio di efficienza adottato, ha selezionato quelle sedi che, nell’arco dell’anno, hanno esaurito, in media per giudice, un numero di procedimenti uguale o superiore al valore soglia stabilito dallo studio governativo, tenendo conto inoltre dell’estensione del territorio di competenza, del numero di abitanti residenti nel medesimo territorio e dell’indice di litigiosità registrato nelle sedi negli anni presi a riferimento.
Inoltre, in questo studio, è stato imposto il vincolo della distanza massima che ogni cittadino deve percorrere per raggiungere la sede circondariale di competenza; questo elemento comune ha posto tutti i cittadini su un piano di pari trattamento, preservando la figura storica del Giudice di Pace che è riuscita nel tempo a materializzare la semplicità d’accesso alla Giustizia.
Sono stati raccolti, analizzati e valutati i dati di 110 sedi di Giudici di Pace, relative a 19 Circondari di Tribunale dei Distretti di Corte di Appello di Palermo, Caltanissetta, Messina e Catania, con competenze territoriali su tutti i 390 Comuni della Sicilia.
I dati si riferiscono agli anni 2009-2010 per i distretti di Corte di Appello di Palermo e Caltanissetta e al periodo 2010-2011 per i distretti di Corte di Appello di Catania e Messina; sono stati forniti dal Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria e dei Servizi, Direzione Generale di Statistica, integrati da dati forniti dalla Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, Cisia di Palermo, dello stesso Dipartimento del Ministero della Giustizia.
Lo studio è stato articolato in due fasi :
nella prima è stata effettuata la determinazione di una metodologia oggettiva per l’individuazione delle sedi del Giudice di Pace più idonee, in termini di efficienza ed efficacia, ad offrire il servizio di giustizia;
nella seconda è stata valutata lo sviluppo di un’analisi spaziale per l’individuazione del nuovo territorio di competenza di ogni sede di Giudice di Pace confermata.
Nella prima fase sono stati assegnati dei punteggi alle sedi valutate, in base alle variabili prese in esame, ed è stata definita una graduatoria di efficienza ed efficacia. Il punteggio ottenuto dalla somma delle variabili standardizzate e pesate, ha consentito di stilare una graduatoria che è stata presa a riferimento nella scelta delle sedi dei Giudici di Pace da mantenere in esistenza.
Nella seconda fase è stata elaborata un’attenta analisi spaziale per definire i nuovi territori di competenza. In questo studio, il vincolo della distanza massima che ogni cittadino deve percorrere per raggiungere la sede del Giudice di Pace di competenza, è stato fissato in 50 chilometri poiché, a parere degli autori, questa misura consente un buon compromesso tra minore percorrenza e ottimizzazione della distribuzione delle sedi giudiziarie, con particolare riferimento anche alle infrastrutture viarie siciliane.
La prima valutazione è stata effettuata nelle sedi circondariali dei Giudici di Pace (queste non rientrano tra le sedi da sopprimere così come disposto dall’art. 1 lettera l), della legge 14 settembre 2011, n. 148) utilizzando il Network Analyst e in particolare la funzione di Service Area per individuare il territorio raggiungibile, in termini di percorrenza stradale, entro la distanza massima fissata dalla sede prescelta.
Una volta individuata l’area di percorrenza sono state effettuate una serie di query spaziali per individuare tutte quelle Sedi comunali del Circondario che risultino servite dalla sede del Giudici di Pace prescelta; una volta ottenuta la copertura totale delle Sedi comunali è stata generata la matrice dei costi di spostamento all’interno della rete, con la funzione di Cost Matrix, così da stabilire, in base alla minore distanza di percorrenza, quali Comuni assegnare alla competenza di ogni sede del Giudici di Pace confermata.
Stabilite le nuove competenze delle sedi dei Giudici di Pace è stata effettuata un’ultima analisi per verificare se, con le nuove competenze, queste sedi potessero raggiungere comunque un numero di nuove iscrizioni annue maggiori del valore soglia nazionale.
Per giungere al dato presunto delle nuove iscrizioni nei nuovi territori di competenza della sede del Giudici di Pace si è operato nel seguente modo:
• la media delle nuove iscrizioni di ogni sede di Giudici di Pace dei due anni presi a riferimento è stata suddivisa, proporzionalmente al numero di abitanti, per i propri Comuni di competenza;
• il numero presunto di nuove iscrizioni di competenza di ogni singolo Comune è stato successivamente sommato secondo le nuove aggregazioni comunali stabilite dalla precedente analisi.
L’attenta analisi dei dati elaborati e la precisa applicazione dei vincoli imposti in questo studio, hanno permesso di evidenziare come la soluzione proposta dallo studio governativo comprometterebbe il principio di parità di accesso alla giustizia ai cittadini di ben 55 comuni.
Lo studio così strutturato ha di fatto analizzato situazioni del territorio siciliano molto complesse, evidenziando le criticità che lo caratterizzano; su tutte spiccano le peculiarità territoriali del Circondario di Termini Imerese e di Siracusa.
Nella relazione illustrativa allegata allo schema di Decreto Legislativo recante: “Revisione delle Circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei Giudici di Pace”, è previsto, per questi circondari, il mantenimento di una sola sede, per un bacino d’utenza pari a 295.069 abitanti e un’estensione territoriale pari a 5.759,65 Kmq per Termini Imerese e di 403.356 abitanti e un’estensione di 3.650,85 Kmq per Siracusa, compromettendo il principio della parità di trattamento tra i cittadini di ben 27 Comuni.
Lo studio dimostra che, mantenendo in vita quattro sedi di Giudici di Pace per Termini Imerese e tre sedi per Siracusa, è possibile effettuare una revisione della geografia giudiziaria e un riassetto territoriale delle competenze, nel rispetto dei vincoli sia imposti dallo studio che dal valore soglia nazionale stabilito dallo studio governativo.
Inoltre lo studio ha anche verificato che il valore presunto di nuove iscrizioni per le nuove competenze acquisite dagli uffici di Giudici di Pace confermati è superiore al valore soglia nazionale.
Dai risultati ottenuti si può quindi affermare che la metodologia adottata consente comunque una riduzione significativa degli uffici dei Giudici di Pace presenti sul territorio siciliano pari al 74% contro l’81% della riduzione operata dallo studio di revisione governativo, riuscendo al contempo, come valore aggiunto, a garantire la parità di accesso alla giustizia da parte di tutti i cittadini
Innovative tecniche nella produzione e nella termo conservazione delle uve da tavola in Sicilia
The effect of two growth bio regulators on the physiological, phenological and qualitative parameters of peach tree production
The risk that plants have not accumulated sufficient chilling units (CU) and the economic interest in anticipating flowering have led to growing scientific interest in the use of bio plant regulators to stop dormant peach trees in farms that use agronomic particulates in precision farming protocols. The trials were conducted in 2016 and 2017, on peach trees of the cultivar Maycrest, grown in a commercial orchard located in Metaponto, Basilicata (Southern Italy). A complete randomization experimental scheme was adopted; three theses (control, Fast and Regular® and Asy 23) and two different intervention periods have been provided for, the doses used have been 500g/hl for Fast & Regular® and 300g/hl for Asy 23. The treatments were carried out respectively at - 45 and - 35 days before the time coinciding with the first pink bloom stage. For each treatment, 20 flower buds were taken for each thesis, which were then examined under the stereomicroscope to characterize the morphology. Research has highlighted the best efficacy, as a dormancy switch, of the treatments performed 43 days after the actual time of pink button stage reached by the flower buds. (at the first pink bloom stage). From the flowering phenograms obtained, it is also evident that the treatments carried out at 43 days, i.e. at an earlier time, induced the plants to leave the dormancy earlier and enter the anthesis considerably earlier (-10 days) than the control; the flowering was also concentrated in a smaller number of days
The effect of soil volume availability on Opuntia ficus-indica canopy and root growth
The study investigated the effect of soil volume restriction on the below- and above-ground growth of Opuntia ficus-indica through understanding the limit imposed by root confinement via different soil volumes on root and canopy architecture and growth. In 2014, one-year-old O. ficus-indica cladodes were planted in five different soil volumes (50, 33, 18, 9 and 5 L). The cladode and roots of each sampled plants were measured and weighed every six months; a starch content estimation was performed using the perchloric acid method. The restricted soil volume had limiting effects on overall plant growth and influenced plant development. The largest canopy surface area and dry mass were measured in 50 L potted plants. Root system growth was inhibited by soil volume restriction: the total root length, surface area, dry mass and volume decreased due to this restriction. During the whole period, the starch content in cladodes and in roots grown on a 5 L soil volume was twice as much as in the largest, 50 L soil volume. Our results confirmed the importance of O. ficus-indica as a potential plant that can survive under low soil volume conditions. This plant has the ability to balance its growth and stay alive under harsh environments
Food quality, sensory attributes and nutraceutical value of fresh “Osteen” mango fruit grown under mediterranean subtropical climate compared to imported fruit
Mango is a fruit with a very short shelf-life due to its rapid ripeness after harvest; it is high in B vitamins, contains some amounts of magnesium, calcium, zinc, and selenium and it is rich in soluble and insoluble fibers. In order to reach the European markets at proper marketable maturity, fruit from tropical countries are harvested at early maturity stage. Although this harvesting practice improves mango postharvest life, fruit reach the market with very low quality, especially in terms of taste. The present study was conducted to evaluate food quality, sensory attributes and nutraceutical value of “Osteen” fresh Mediterranean Italian mango fruit, and imported ones coming from tropical countries. Mango fruit imported from abroad were collected from 5 large-scale organized markets; fresh Italian mango fruit were harvested from a commercial orchard, at green-and mature-ripe stage. Imported and fresh Italian mango fruit were analyzed in terms of firmness, total soluble solids content, titratable acidity, flesh disorders, nutraceutical value, and sensory attributes. Mediterranean Italian mango fruit showed the best quality performances in terms of nutraceutical value and quality attributes. Sensorial analysis confirmed this behavior, these quality attributes, were perceived by the trained panel, that preferred fresh Mediterranean mango fruit
New clones and old varieties: Quality of sicilian hillside apple cultivation
Aims: The aim of this study is to evaluate the qualitative characteristics of the new clones according to the Mediterranean hillside growing environment and, at the same time, to highlight the qualitative peculiarities of the old varieties in order to avoid genetic loss. Introduction: Several apple varieties are constantly selected for improved quality traits and introduced for cultivation and marketing in addition to a few traditional and affirmed varieties. On the other side, local genotype and ancient varieties are still valorised due to the request of a niche market. Methods: We have studied the physico-chemical quality and the sensory traits of the fruit obtained in this particular environment. Results: Our study reveals a qualitative response to the environment in a genotype-dependent manner. As expected, the physico-chemical characteristics favour the new clones. Conclusion: Both old varieties and new clones of apple fruit, grown in the Mediterranean area, turned out to be of high quality. Nevertheless, results revealed the better characteristics of new clones for commercialization in large-scale supply chain
The Use of Opuntia ficus-indica Mucilage and Aloe arborescens as Edible Coatings to Improve the Physical, Chemical, and Microbiological Properties of ‘Hayward’ Kiwifruit Slices
Edible coatings (EC) with mucilage of Opuntia ficus-indica or Aloe arborescens are promising to extend the shelf life of fresh-cut fruit products by reducing weight loss and microbial spoilage. In this work, fresh-cut kiwifruits (cv. Hayward) were coated in solutions with mucilage extracted from Opuntia ficus-indica (MC) and A. arborescens (AL). We used three alternative treatments with AL or MC, MC+AL, and with distilled water as control, and stored in passive atmosphere at 5◦ C for 3, 5, 7, and 9 d, respectively. For all treatments at each storage period, firmness, weight loss, color, visual quality score, respiration rate, pectin content, and microbiological characteristics were observed. The treatments with mucilage and A. arborescens applied on fresh-cut kiwi slices showed different significant effects until 9 days of storage, in terms of firmness and total pectin. Microbial spoilage analysis revealed the beneficial effects of this strategy after 3 d, particularly in terms of bacteria and yeast. A. arborescens provided a reduction of microbial activity, probably due to the higher quantity of aloin if related to Aloe species. Furthermore, the treatment with MC and AL increased the total pectin content, showing positive effects in terms weight loss and firmness. The results showed that the MC+AL treatment improved the visual score of fresh-cut kiwi fruit until 7 d of storage
Instrumental and sensory evaluation of seven apple (Malus domestica borkh.) cultivars under organic cultivation in Sicily
In this trial we examined the quality of 7 clones belonging to more diffused apple polyclonal varietal groups, using chemical/physical and sensory analyses during two consecutive years. Galaxy, and their ameliorative clones Gala Annaglò® and Dalitoga (Gala clones) that ripen in summer, Erovan* Early Red One® and Scarlet Spur*-Evasni® (Red Delicious clone), Corail Pinova and its ameliorative clone RoHo 3615 * Evelina® that ripen in autumn were studied. Gala Annaglò® is interesting for the fruit size and peel color, Dalitoga for the early ripening and Galaxy for the crunchiness and consistency. All the Gala clones reached very high total solid soluble content confirmed by the panel judgment of the sweetness and acidity descriptors. The Red Delicious clones confirm the larger size and the high colorimetric standard of all covered red fruits; the new clone Scarlet Spur*-Evasni® reached an interesting fruit size and peel colour intensity and uniformity, and the best total solid soluble content to total acidity ratio confirmed by the sensory descriptors of acidity and sweetness. Moreover, it reached very high values of crunchiness, consistency and interesting values of apple flavour, honey flavour and fruit flavour. The ameliorative clone RoHo 3615*Evelina® was characterized by well uniform and intense coloured fruits and a more balanced total solid soluble content to total acidity ratio, and interesting values of crunchiness, consistency, apple flavour, honey flavour and fruit flavour. This study confirms the relationship between instrumental and sensory analysis
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