1,721,010 research outputs found

    Vite Extra. Educare a una cultura del videogioco

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    Questo libro vuole consentire agli educatori, agli insegnanti e ai genitori di arrivare a una conoscenza più approfondita del mondo dei videogiochi, superando la polarizzazione che da un lato vede nei videogame i responsabili di tutti i problemi che affliggono i giovani e, dall’altro, li propone come “bacchette magiche” con cui rivoluzionare la didattica. Per farlo, il volume ricostruisce le dinamiche economiche dell’industria dei videogiochi, passaggio necessario per capire le logiche commerciali sottese, ed esamina gli aspetti potenzialmente rischiosi con l’obiettivo di arrivare a una “dieta” videoludica equilibrata. L’autore definisce poi le caratteristiche che rendono un videogioco interessante a fini educativi, e raccoglie in una serie di schede diversi titoli che possono essere utilizzati per stimolare apprendimenti e acquisizione di competenze. I videogiochi aprono ad altre prospettive, ad altri valori, ad altri modi di conoscere la realtà, e il mondo dell’educazione non può restare indifferente a questo potenziale. Serve però un lavoro di accompagnamento per fare in modo che queste soglie possano essere varcate in libertà, consapevolezza e con la giusta dose di divertimento. Perché è bello avere... vite extra

    Hobbs R. (Ed.), Exploring the Roots of Digital and Media Literacy through Personal Narrative, Philadelphia, Temple University Press, 2016 Recensione di Alessandro Soriani

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    A review of the book curated by Renee Hobbs: "Exploring the Roots of Digital and Media Literacy through Personal Narrative". The book mainly aims to provide readers with a picture of the main concepts and of the most influential theories and practices that structured Digital and Media Literacy as disciplines; and it does that by creating a sort of dialogue between the past and present

    Lo Scaffale dell'insegnante. Anna Antoniazzi. Dai Puffi a Peppa Pig: media e modelli educativi, in Infanzia.

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    Recensione del libro di Anna Antoniazzi. Dai Puffi a Peppa Pig: media e modelli educativi, Carocci editore, Roma, 201

    Videogiochi

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    La voce illustra il concetto di videogioco applicato al tema della letteratura giovanile

    L’éducation aux médias en Italie : Une histoire riche en influences

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    Dans ce chapitre, nous présentons, par grandes étapes clés, l’histoire de l’éducation aux médias en Italie au cours du XXe siècle jusqu’à nos jours, ainsi que les protagonistes qui ont joué un rôle important pour celle-ci. La tradition italienne de travail éducatif dans les médias, comme on l’a vu, est bien ancrée dans l’histoire de l’école de notre pays et si on pense qu’avant le « débarquement de l’éducation aux médias » en Italie il y avait un désert éducatif on fait une erreur évidente d’évaluation (Cappello, 2007). Dans ce contexte, les influences françaises, anglosaxonnes et américaines que nous avons déjà citées ont été le facteur déterminant, et ont créé l’impulsion qui a transformé l’enthousiasme, les bonnes pratiques et les exemples vertueux en une véritable discipline scientifiquement reconnue. La contribution a ensuite abordé le thème de la définition de la ME comme discipline en Italie et la manière dont celle-ci a été fortement orientée par les approches et pratiques internationales, de manière à poser le problème afin de trouver une traduction en italien qui pourrait rendre la complexité et l’ampleur de ce qu’implique cette nouvelle discipline. L’éducation aux médias doit être un moteur de l’éducation à la participation et à la citoyenneté et la manière dont elle est intégrée dans le contexte scolaire est fondamentale. La dernière partie de la contribution présente en effet un aperçu de la démarche de l’école italienne en relation à ce sujet au cours des dernières années et préconise comment, grâce à un récent décret réintroduisant la matière scolaire de l’éducation civique, elle pourrait l’aborder à l’avenir

    Un vademecum per l’utilizzo inclusivo del videogioco nella didattica

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    il contributo presenta il medium videoludico come possibile linguaggio per favorire una didattica inclusiva

    Il Digital Storytelling in contesti educativi: competenze per la progettazione e la realizzazione di progetti basati sulla narrazione digitale

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    Il contributo si focalizza sull'identificazione delle competenze che i professionisti nell'ambito dell'educazione non formale devono possedere per poter svolgere iniziative educative di digital storytelling

    Including Jerusalem. Promuovere l’inclusione come un processo di unificazione per la scuola primaria nelle comunità frammentate di Gerusalemme Est

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    Obiettivo generale: Rendere gli ambienti educativi della scuola primaria di Gerusalemme Est più inclusivi, adottando un approccio bio-psico-sociale e favorendo una maggiore inclusione delle persone con disabilità. Obiettivo specifico: Condurre e accompagnare gli insegnanti e gli educatori della scuola primaria ad adottare approcci inclusivi, insegnando loro ad utilizzare quotidianamente metodologie attive di educazione. L’intervento mira a migliorare la scuola primaria a Gerusalemme Est, con uno specifico focus sui bambini con disabilità o con difficoltà dell’apprendimento. All’interno di una collaborazione strategica tra Università, l’azione mira a rinforzare il ruolo istituzionale dell’Università di Gerusalemme Al Quds. La rete accademica tra il Dipartimento dell’Educazione dell’Università di Al Quds, l’Università di Bologna (UNIBO) e l’Università di Macerata (UNIMC) e le altre università palestinesi, garantirà un percorso formativo per i ricercatori di Al Quds, migliorando il loro ruolo come consulenti tecnici nell’educazione inclusiva. Gli Istituti primari saranno supervisionati dai ricercatori universitari con lo scopo finale di creare una sinergia tra le scuole Palestinesi e l’Università di Al Quds. Lavorando con le Università, l’azione mira ad avere un impatto positivo sul medio/lungo termine, essendo le università fattori chiave per il cambiamento della mentalità delle giovani generazioni. Al fine di preservare l’unità storica di Al Quds, la maggior parte delle attività si svolgerà nel campus di Abu Dis, coordinandosi con il Dipartimento omologo di Beit Hanina. I due istituti per l’infanzia, affiliati all’Università, saranno incaricati dell’empowerment della comunità in un contesto sociale frammentato a causa di differenti status di identità, diritti civili e alleanze tribali. Ospitando servizi educativi e attività ricreative faciliteranno l’inclusione dei bambini e rinforzeranno il loro senso di appartenenza alla comunità.General objective: To create more inclusive educational environments in East Jerusalem Primary School by adopting a bio-psycho-social approach and promoting greater inclusion of people with disabilities. Specific objective: To lead and accompany primary school teachers and educators to adopt inclusive approaches, teaching them to use active educational methodologies on a daily basis. The intervention aims to improve primary schools in East Jerusalem, with a specific focus on children with disabilities or learning difficulties. Through a strategic partnership among universities, the Project aims to reinforce the institutional role of the University of Jerusalem (AlQuds), which is struggling to maintain its efficiency and unity. The academic networking between the department of education of AlQuds University, University of Bologna (UniBO) and University of Macerata (UniMC) and other Palestinian universities, will trigger a virtuous process of capacity building for scholars of AlQuds, enhancing their role as technical advisors on the field of inclusive education. In fact, most activities targeting primary schools will be run and/or supervised by university researchers, with the final goal of creating a synergy between Palestinian schools and AlQuds University. By working with local universities, the Action aims to have a medium/long term impact, being universities key-actors for change for future generations. In order to preserve AlQuds’ historical unity, most activities will take place in the campus in AbuDis while coordinating with the equivalent department in Beit Hanina

    Digital contexts mediated communication between teachers and parents : a transversal research in a multicultural school = La comunicazione scuola-famiglia mediata da contesti digitali : una ricerca trasverale in un istituto comprensivo con forte connotazione multiculturale

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    Mailing list, social network e chat di gruppo sono diventati il palcoscenico di un amplissimo spettro di dinamiche relazionali formali e informali in cui conflitti, discussioni e incomprensioni sono molto comuni. Genitori, dirigenti scolastici e inse-gnanti vivono sovente situazioni molto difficili da gestire e in cui i confini tra la sfera privata e quella professionale sono sfumati e oltrepassati. Queste dinamiche complesse, ancor più complicate se si considera che nelle scuole sono presenti famiglie di diversa estrazione culturale, sono estremamente difficili da indagare perché avvengono in spazi di confine che spesso sfuggono allo sguardo delle politiche scolastiche, delle normative del dibattito scientifico. La ricerca qui presentata, che si è sviluppata per 18 mesi in un istituto scolastico della città metropolitana di Bologna connotato da un altissimo grado di presenza multiculturale, si propone di indagare come gli scambi comunicativi media-ti dai contesti digitali siano in grado di influenzare le dinamiche relazionali tra insegnanti-docenti e genitori-docentiMailing lists, social networks and group chats have become the stage of a very wide spectrum of formal and informal relationship dynamics where conflicts, dis-cussions and misunderstandings are very common. Parents, school administrators and teachers experience situations which are often difficult to manage and where the bound-aries between the private and the professional sphere are shady and often crossed. These complex dynamics, even more, complicated if one considers that schools are benefitted from families from different cultural backgrounds, are extremely difficult to investigate because they take place in border-lined spaces which often escape from the gaze of the school policies of the regulations and scientific debate. The research hereby presented, which has been in development for 18 months in a school institute in the metropolitan city of Bologna connoted by a very high degree of multicultural presence, aims to inves-tigate how communicative exchanges mediated by digital contexts are able to influence the relational dynamics between teachers-teachers and parents-teachers

    Metaverse and education : which pedagogical perspectives for the school of tomorrow?

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    I grandi investimenti delle grandi aziende tecnologiche e la grande attenzione che i decisori politici di tutto il mondo stanno concen-trando sul concetto di metaverso stanno contribuendo a renderlo la “prossima grande novità” nel corso della rivoluzione digitale che sperimenteremo nel prossimo decennio. Questo concetto, il metaverso, però, non è del tutto nuovo. Qualche decennio fa, esperienzecome Second Life, videogiochi come World of Warcrafto Fortnite, o certe piattaforme social fortemente basate su interazioni para-sociali (es. Twitch) hanno già fornito scorci di quello che potrebbe essere lo scenario futuro di un internet arricchito dal metaverso. È grazie a casi come questi che, in questa fase esplorativa, possiamo sollevare interrogativi e riflessioni significative e importanti sulla dimensione educativa, formativa e didattica del metaverso. Quali sfide e quali opportunità può portare il metaverso al mondo dell'istruzione? Quali sono i prossimi tipi di divario digitale che devono essere affrontati? Come potrebbe cambiare il concetto di relazione educativa e di presenza educativa? Il contributo intende rispondere, in chiave pedagogica, a queste e ad altre domande che il nuovo progetto immersivo proposto da Meta necessariamente poneThe large investments from big tech-companies and the vast attention that policy-makers around the globe are concentrating on the concept of metaverse are contributing in making it the “next big thing” in the course of the digital revolution that we will experience in the next decade. This concept, the metaverse, though, is not entirely new. A few decades ago, experiences such as Second Life, video games such as World of Warcraftor Fortnite, or certain social platforms strongly based on para-social interactions (e.g. Twitch) have already provided glimpses of what could be the future scenario of an internet enriched by the metaverse. It is thanks to cases like these that, in this exploratory phase, we can raise meaningful and important questions and reflections about the education-al, training and didactic dimension of the metaverse. Which challenges and which opportunity can the metaverse bring to the world of education? What are the next kinds of digital divide that need to be addressed? How could the concept of educational relationship and educational presence change? The contribution intends to answer, with a pedagogical perspective, these, and other questions that the new immersive project proposed by Meta necessarily raise
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