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    La protezione del "whistleblower" nel settore privato: la legge 179 del 2017 nella prospettiva europea

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    L'articolo affronta la questione relativa alla protezione del c.d. "Whistleblower" e analizza la legge italiana n. 179 del 2017 proponendo una lettura della stessa alla luce dei riferimenti sovranazionali ed in particolare della nuova direttiva approvata dal Parlamento Europeo il 16 aprile 201

    Il lavoro delle persone detenute nel sistema del diritto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro

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    Il volume si propone di offrire un contributo al dibattito interno sul lavoro dei detenuti, anche alla luce della recente riforma in materia, indagando la posizione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro in relazione al lavoro delle persone detenute prestato verso lo Stato o in favore di soggetti privati. Lo studio si compone di cinque parti. Nella prima viene approfondita la questione, di carattere generale, relativa alla funzione del lavoro nella detenzione nella prospettiva “capacitante” che le è propria. Nella seconda parte viene analizzata la posizione dell’OIL sul lavoro delle persone detenute e a seguire, nella terza parte, sul lavoro svolto a profitto di soggetti privati. In questa parte della monografia si esamina in particolare la differenza di disciplina tra lavoro prestato a favore dello Stato e lavoro prestato a favore di soggetti privati, per verificare in quali casi quest’ultimo può essere considerato ammissibile secondo il sistema degli standard OIL. La quarta parte si collega alla terza e affronta la questione dei limiti alla commercializzazione di prodotti realizzati con il lavoro dei detenuti, per dimostrare come il limite debba essere tracciato nel rispetto del lavoro dignitoso del detenuto. Infine, viene analizzato il quadro normativo italiano per verificare come lo stesso si pone rispetto agli standard normativi internazionali

    Sull’utilizzabilità in giudizio di documenti ottenuti in violazione della “privacy”

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    A distanza di un paio d’anni dalla sentenza n. 25732 del 2021, la Sezione Lavoro torna sulla questione delle indagini difensive. Una parte della sentenza si pone in continuità con il precedente del 2021, nel ribadire e specificare ulteriormente in che cosa consista il requisito del “fondato sospetto”, neces- sario per potersi ammettere la legittimità dei controlli difensivi occulti in relazione agli artt. 2, 3 e 4 Stat. lav. Per il resto, la seconda parte della sentenza, si focalizza sull’applicazione dell’art. 11, D.Lgs. n. 196/ 2003 (nel testo vigente prima delle modifiche introdotte nel 2018) in relazione al problema della “utilizzabilità” in giudizio dei dati raccolti dall’investigatore privato, affermando un principio di diritto estremamente formalistico e rigido, a mente del quale la violazione di una regola prevista da un codice deontologico rende i dati inutilizzabili. Nello specifico la violazione accertata riguarda la mancata indicazione del nominativo degli investigatori privati esterni alla agenzia di investigazioni specifica- mente incaricata nel mandato investigativo. Pare a chi scrive che la motivazione della sentenza presenti diversi profili di manchevolezza e che si ponga in contraddizione con l’orientamento inaugurato dalla Sezione Lavoro con la sentenza del 2021

    LAVORO, CONTROLLI E PRIVACY: UN NOUVEAU PARCOURS PER IL TEST DI BILANCIAMENTO NELL’ELABORAZIONE DELLA SEZIONE LAVORO (E DEL GARANTE PRIVACY)

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    Il saggio prende spunto dalle recenti sentenze della Corte di Cassazione in materia di controlli difensivi, ed in particolare dalla sentenza n. 25732/2021, per analizzare la portata innovatilva dell’affermazione a mente del quale il giudice di merito è chiamato a verificare se, in concreto, il datore di lavoro (titolare del trattamento dei dati personali) abbia effettuato correttamente il bilanciamento tra gli interessi contrapposti, nel rispetto del principio di proporzionalità. L’A., rilevando come la Corte abbia sostanzialmente aperto la strada all’interpretazione convenzionalmente orientata del diritto interno, propone un esame dei criteri da prendere a riferimento per l’effettuazione del “test di proporzionalità”, richiamando la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e gli orientamenti del Garante privacy

    CONSIDERAZIONI SU TRATTAMENTO E LAVORO NEL SISTEMA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO

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    Il saggio intende contestualizzare la recente sottoscrizione di un accordo interistituzionale tra il Ministero della Giustizia e il CNEL per la promozione del lavoro e della formazione quali strumenti di reinserimento sociale e riduzione della recidiva nel quadro del sistema del lavoro penitenziario al lume della riforma introdotta dal d.lgs. n. 123/2018. Attenzione specifica viene dedicata alla questione della funzionalizzazione del rapporto di lavoro (e segnatamente del lavoro subordinato) alla finalità riabilitativa

    Regards sur le devoir de vigilance

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    L'articolo sviluppa un'analisi comparata del modello italiano di responsabilità nelle catene di appalto e subappalto al fine di verificare in che modo la nuova direttiva potrà avere incidenza. Il sistema italiano ha una rilevanza in confronto a quello francese e l'analisi evidenzia la rilevanza di strumenti normativi, come il contratto di rete, come forme di responsabilizzazione delle imprese che operano nella catena di subappalto

    Italia e OIL: “ragioni oggettive”, “job security” e libertà di impresa tra licenziamento e contratto a termine

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    Il saggio esamina la Convenzione OIL n. 158 del 1982 e la Raccomandazione n. 166 dello stesso anno, oltre alla precedente Raccomandazione n. 119 del 1963, nella prospettiva della ricerca del criterio di bilanciamento, operato dagli strumenti OIL, tra esigenze di tutela del contraente debole e libertà di impresa, verificando in che modo gli standard internazionali del lavoro abbiano attribuito rilevanza alle “necessità” di funzionamento dell’impresa, dello stabilimento o del servizio, operando come limite di carattere oggettivo al potere organizzativo, relativamente al tema del licenziamento e, più in generale, a quello del dimensionamento dell’impresa, la cui adeguatezza è oggi valorizzata dal nuovo testo dell’art. 2086, comma 2, c.c. L'analisi si pone l'obiettivo di valorizzare il ruolo dello strumento internazionale nell'evoluzione del diritto italiano in materia di licenziamento

    Subordinazione ed etero-organizzazione: rider e ‘‘debolezza economica’’ in una prospettiva comparata

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    L'articolo esamina, in prospettiva comparatistica, la giurisprudenza italiana, francese e spagnola relativa alle collaborazioni connotate da “etero-organizzazione”, caratterizzate da “debolezza economica” e considerate, dal legislatore italiano, secondo la Corte di cassazione, “meritevoli comunque di una tutela omogenea”. Gli autori mettono in evidenza la rilevanza della "dipendenza economica" come indice di qualificazione dell’etero-organizzazione, intesa come porta di accesso all’integrale disciplina del lavoro subordinato e propongono una lettura comparata delle diverse sentenze europee nella prospettiva dell'emersione di una tendenza all'individuazione nella debolezza economica della sua ragione di essere di una estensione delle tutele lavoristiche

    Impronte digitali, algoritmo e trattamento di dati personali: questioni di "law and technology"

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    L'articolo esamina in chiave critica una recente sentenza di Cassazione relativa alla nozione di dato personale biometrico. Nello specifico il tema affrontato riguarda la trasformazione del dato biometrico in un codice al fine di verificare se tale trasformazione consenta o no l'identificazione personale del lavoratore attraverso operazioni di confronto tra il codice numerico ricavato ad ogni accesso e quello originariamente raccolto. Gli Autori sviluppano l'analisi in prospettiva multidisciplinare

    Tutela dei lavoratori e successione negli appalti

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    Il saggio esamina il rapporto fra il trasferimento d'azienda ed il "cambio" appalto attraverso una analisi del nuovo testo del comma 3 dell'art. 29 D.Lgs. n. 276 del 2003 come modificato dall'art. 30 della legge n. 122 del 2016. La novella viene contestualizzata alla luce di una ricostruzione della ratio dell'intervento legislativo, e procede attraverso un riepilogo dello stato della normativa in ordine al problema delle conseguenze giuridiche del c.d. "cambio appalto". Lo studio si sofferma, nella parte finale, sugli aspetti più problematici della nuova formulazione normativa ed in particolare sui requisiti relativi alla "struttura organizzativa e operativa" e sugli "elementi di discontinuità" che devono connotare la "specifica attività di impresa" dell'appaltatore subentrante ai fini dell'esclusione della fattispecie dal campo di applicazione della disciplina sul trasferimento d'azienda
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