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Introduzione alla sezione tematica
Breve introduzione alla sezione tematica intitolata "Testi greci cristiani e traduzioni armene: un viaggio di andata e ritorno
Primati della stampa armena in Italia: la rivista "Bazmavep" (Venezia, 1843-) / "Firsts" in Armenian Printing in Italy: the "Bazmavep" Magazine (Venice, 1843-)
L’articolo ripercorre la nascita e i primi anni di vita della rivista «Bazmavep», fondata dai Padri Mechitaristi a Venezia nel 1843 allo scopo di realizzare un notiziario che, come i coevi giornali europei, potesse facilmente e piacevolmente trasmettere al popolo armeno i migliori risultati raggiunti dalla scienza in ogni campo del sapere umano. Ci si soffermerà sui protagonisti di questa nuova iniziativa editoriale, sui contenuti dei primi numeri nonché sull’organizzazione interna del lavoro che i Padri si erano dati. Particolarmente interessante è il modo con cui i monaci traducevano e rielaboravano testi di articoli comparsi su giornali europei, ad uso e beneficio dei propri connazionali, nonché la grande cura da essi riposta nel corredo illustrativo della rivista. Infine, si cercherà di valutare l’impulso che alla nascita e ai primi anni di vita della rivista può essere derivato dalla frequentazione dei Padri con alcuni noti letterati e giornalisti italiani del momento
Tracce armene nella Biblioteca Universitaria di Bologna e in altre biblioteche italiane. Cartografia, manoscritti e libri a stampa
Partendo dalla monumentale Mappa armena del conte bolognese Luigi Ferdinando Marsili (Costantinopoli, 1691), recentemente al centro di una serie di iniziative legate alla sua conservazione e valorizzazione, il volume propone un itinerario attraverso questa e altre «meraviglie» armene custodite nella Biblioteca Universitaria di Bologna e in varie biblioteche italiane. Lo sguardo nel contempo si allarga a considerare gli stretti contatti tra il popolo armeno e l’Italia documentati dalle numerose edizioni a stampa armene che dal Cinquecento all’Ottocento hanno visto la luce nel nostro Paese
Caratteristiche dei colofoni armeni e un gruppo in particolare: i colofoni della critica alle autorità politiche e religiose
L'articolo, dopo aver riassunto le caratteristiche generali dei colofoni armeni (sviluppo, contenuti, formule, linguaggio, stile, repertorio di immagini più frequenti), analizza due colofoni del XIII secolo contenenti critiche contro il potere politico e religioso
Introduzione / Introduction
L'Introduzione al volume "Tracce armene nella Biblioteca Universitaria di Bologna. Cartografia, manoscritti e libri a stampa" è suddivisa in quattro paragrafi dedicati, nell'ordine, alla "Mappa armena" del Marsili (BUB, rot. 24), ai manoscritti armeni conservati in Italia, agli antichi libri armeni a stampa custoditi nelle biblioteche italiane e alla descrizione del contenuti del volume
Incontri mediterranei nel Duecento: gli Armeni a Roma e i loro manoscritti
The production of Armenian manuscripts in Rome during the Middle Ages seems to have been flourishing, especially during the 13th century. The two oldest extant manuscripts, dating respectively from the years 1221 and 1226 (or 1228), should probably be better classified as examples of the early circulation of Armenian codices in medieval Rome than as local products; but seven later manuscripts are explicitly dated and situated in the City of the Popes in the years from 1239 to 1269 by their detailed colophons. In this study, the authors deal in particular with a handful of illuminated manuscripts within the extant witnesses of this group of Armenian codices from the Roman Duecento. The analysis of their different styles and iconographies shows interesting phenomena of convivencia between cultures and highlights the many traces of contacts with other visual traditions. In fact, various trends, motifs, and elements that are characteristic of Armenian illumination – from Greater Armenia or, conversely, from the more sophisticated painting tradition of the Armenian Kingdom of Cilicia – can here be found side by side with motifs of probable Byzantine origin, or are combined with significant Western elements. As for the contexts of their production and circulation, an interesting picture of the forms and places of the Armenian presence in Rome emerges from the study of these manuscripts
in conjunction with the other, relevant epigraphic evidence
Colofoni armeni a confronto. Le sottoscrizioni dei manoscritti in ambito armeno e nelle altre tradizioni scrittorie del mondo mediterraneo. Atti del colloquio internazionale
Colofoni armeni a confronto. Le sottoscrizioni dei manoscritti in ambito armeno e nelle altre tradizioni scrittorie del mondo mediterraneo. Atti del Colloquio internazionale, Bologna 12-13 ottobre 2012.
Il volume raccoglie gli Atti del colloquio internazionale "Colofoni armeni a confronto. Le sottoscrizioni dei manoscritti in ambito armeno e nelle altre tradizioni scrittorie del mondo mediterraneo", svoltosi a Bologna il 12 e 13 ottobre 2012 sotto l'egida dell'Association Internationale des Etudes Arméniennes (A.I.E.A.). Scopo dell'incontro era quello di indagare se l'uso degli scribi armeni di apporre lunghi colofoni ricchi di dati nei manoscritti da loro copiati trovasse o meno elementi di confronto nelle altre aree orientali. Gli Atti raccolgono contributi riguardanti i colofoni armeni, georgiani, copti, etiopici, siriaci, arabi,ebraici, persiani e turchi
I manoscritti armeni copiati a Roma nel XIII secolo
L'articolo prende in esame i manoscritti armeni finora noti che furono copiati a Roma nel corso del Duecento elencandoli cronologicamente, descrivendoli e analizzandoli dal punto di vista paleografico e codicologico. Particolare attenzione è riservata alla lettura dei loro colofoni e ai dati relativi alla comunità armena nei pressi di San Pietro dalla quale questi codici provengono
I codici armeni miniati a Roma nel Duecento, I: Contesto, iconografie, stili
Studio storico-artistico dei manoscritti armeni miniati prodotti a Roma nel XIII secolo.Art-historical study of the Armenian illuminated manoscripts from 13th-century Rome
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