359 research outputs found

    Human-driven impacts on marine habitats: a regional meta-analysis in the Mediterranean Sea

    No full text
    Habitat destruction is one of the main threats to environmental integrity. Assessing the consequences of human impacts is crucial both to predict and prevent structural and functional changes of habitats. However, to date almost all studies on marine threats, from regional to global scales, have been entirely qualitative and generally based on little more than expert opinion. We have developed a meta-analytical approach to quantify overall effects of various stressors on different Mediterranean habitat types and to compare the relative importance of different impacts across a range of habitats. We first qualitatively reviewed and synthesized 366 experiments (either manipulative or correlative) collected in the literature. After a selection procedure, we finally quantitatively meta-analyzed 158 experiments. We showed that fisheries (destructive or not), species invasion, aquaculture, sedimentation increase, water degradation and urbanization have negative effects on Mediterranean habitats and associated species assemblages. We also explored the overlap between the impacts identified as important in the Mediterranean and those identified by experts as being important globally, highlighting the inadequacies of relying on expert opinion alone. Finally, we drew attention to the critical lack of empirical knowledge about marine systems in many areas of the Mediterranean, which impedes the implementation of effective conservation measures. Our study is the first to synthesize experimental analyses on human-driven impacts on marine habitats across such a broad geographic scale

    Monitoraggio Indicatori Biofisici (Progetto Conisma finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio)

    No full text
    il progetto MONITORAGGIO INDICATORI BIOFISICI prevede il monitoraggio dei seguenti indicatori: Organismi bentonici di substrato duro: habitat former, biocostruttori, erbivori presenti nell’Area Marina Protetta di Porto Cesare

    Studio efficacia protezione in AMP (convenzione fra Università del Salento e Stanford University (delibera n. 212 del C.d.A. dell’Università del Salento del 24.05.2003)

    No full text
    Identificazione di criteri per l’istituzione di Aree Marine Protette (AMP), quantificazione degli effetti della protezione e applicazione di principi di biologia ed ecologia di comunità alla conservazione e gestione della biodiversità marin

    Monitoraggio dei processi di sedimentazione che insistono nell'AMP; 2- Inventario componente algale: individuazione di organismi bentonici quali indicatori pressione antropica (progetto CoNISMa, finanziato dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto)

    No full text
    In questo monitoraggio è previsto un utilizzo combinato di macrodescrittori (specie e/o gruppi di specie che potenzialmente potrebbero essere influenzate da elevati tassi di sedimentazione) e trappole di sedimento per quantificare i tassi di sedimentazione di questo tratto di costa (circa 10 km). Il posizionamento di trappole di sedimento avverrà ad una batimetria compresa fra 5 e 10 metri di profondità. Le trappole sono cilindri di plastica alti 170 mm × 50 mm di diametro (aspect ratio >3 Hakanson et al. 1989) di largo utilizzo per la quantificazione di questo processo. Il recupero delle trappole avverà mensilmente lungo un periodo di un anno. Una volta recuperate, il sedimento al loro interno sarà setacciato al fine di ottenere 4 frazioni granulometriche: la prima frazione (maglia da 1 mm), verrà utilizzata al fine di eliminare la frazione più grossolana (in genere detrito organico rappresentato in gran parte da foglie morte di Posidonia oceanica); la seconda e la terza frazione (aventi rispettivamente maglia 0.5 – 0.063 mm) verranno utilizzate per analizzare la composizione dei sedimenti; un filtro Whatman GF/F (0.7 μm), preventivamente disidratato in muffola a 450° x 4 ore verrà utilizzato per stimare la frazione di sedimento più fine mediante filtrazione. Le tre frazioni verranno disidratate in stufa (70° × 48 h) ed infine pesate

    Studio degli ambienti di grotte marine sommerse (CODICE HABITAT 8330) nelle aree marine protette di Pelagie, Plemmirio e Capo Caccia (Progetto Conisma finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio)

    No full text
    All’interno delle aree oggetto del presente contratto, il CoNISMa ha tenuto conto della presenza di un elemento comune (le grotte marine) che figura anche nell’elenco di habitat di interesse comunitario ai fini della Direttiva Habitat (CODICE 8330). Le AMP oggetto di indagine sono di particolare interesse biogeografico: Capo Caccia – Isola Piana: istituita nel 2002, ubicata lungo il versante NW della Sardegna. Isole Pelagie: istituita nel 2002, a metà strada tra la Sicilia e l’Africa, è un crocevia di faune ad affinità atlantica e lessepsiana. Plemmirio: istituita nel 2004, sul versante SE della Sicilia. L’habitat di grotta, oltre ad essere di interesse comunitario, riveste anche un grande valore dal punto di vista del turismo. Tra le immersioni svolte nelle tre AMP, infatti, quelle in grotta sono particolarmente appetibili per la bellezza dei paesaggi sottomarini e per il senso di avventura che le immersioni in grotta offrono anche ai subacquei più esperti. La tipologia delle cavità sommerse, inoltre, comprende una gamma di situazioni che permette di modulare le frequentazioni a seconda della preparazione dei subacquei. Le grotte semisommerse, per esempio, sono di facilissimo accesso, mentre quelle a tunnel, completamente sommerse, con più camere e cunicoli, sono di difficile fruizione. Il MATTM ha pubblicato una corposa monografia sulle grotte marine (2003) e ha dedicato alle grotte un Quaderno Habitat (2002). In tali pubblicazioni, però, la descrizione delle cavità sottomarine presenti nelle tre AMP considerate è (quando presente) limitata alla descrizione topografica e mancano notizie approfondite sui popolamenti presenti nelle singole cavità. Ai fini della gestione di habitat così fragili, particolari, e di grande attrattiva turistica, è urgente fornire elementi conoscitivi che ne permettano una corretta gestione e fruizione

    Monitoraggio come strumento di ottimizzazione dell’efficacia di gestione per l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto

    No full text
    Fornire indicazioni sullo stato delle popolazioni di specie focali. Il risultato dello studio sull’abbondanza e sulle modalità di distribuzione delle specie focali individuate grazie agli studi precedenti (Cystoseira, Posidonia, Paracentrotus lividus e Arbacia lixula, Axinella spp., Eunicella spp. e Cladocora caespitosa) saranno funzionali a monitorare habitat, popolamenti e specie di interesse comunitario (segue elenco). In generale, la finalità è quella di garantire un’adeguata protezione a tutti quei popolamenti che, se pure sulla base spesso di considerazioni discutibili, vengono identificati come Rilevanti e/o Determinanti da un punto di vista ecologico dalla Comunità Europea. Il confronto con località di controllo esterne all’AMP consentirà anche di quantificare le differenze legate ad una efficace gestione della riserva. 2) Fornire indicazioni a medio termine per la gestione delle attività di diving, diporto, piccola pesca professionale e sportiva, in considerazione del fatto che è previsto che l’Ente Gestore dell’AMP possa prossimamente consentire lo svolgimento di una serie di attività potenzialmente impattanti (pesca professionale, frequentazione turistica, ingresso barche a vela e loro ormeggio).; 3) Creazione di personale esperto per la raccolta di dati in vista delle attività di monitoraggio negli anni futuri sotto la direzione di personale scientifico esperto

    Meiofaunal vertical zonation on hard-bottoms: comparison with soft-bottom meiofauna

    No full text
    An annual study on hard-substrate meiofaunal assemblages was carried out at 2 depths (2.5 and 8 m) along a vertical cliff of the Middle Adriatic (Mediterranean Sea) characterised by different macroalgal canopies and structural substrate complexities. The upper sampling area of the rocky cliff was covered by macroalgae, and its upper limit was characterised by the presence of a dense belt of Mytilus galloprovincialis. At 8 m depth, mussels were not present, the algal assemblage was less diversified, and phytal coverage decreased. Dynamics and community structure of meio-fauna-inhabiting hard substrates were compared with those of meiofauna collected from soft sediments at the cliff base (9 m depth). Meiofauna of hard and soft substrates displayed significant differences both in terms of density (7-fold higher in soft substrates) and assemblage structure. Meiofauna from rocky substrates were dominated by crustaceans (copepods, nauplii and amphipods), while soft sediments were largely dominated by nematodes (ca 90%). Significant temporal changes of meiofaunal density were observed on both hard and soft substrates, with higher densities in spring to summer and lowest abundance in winter, Despite a completely different algal assemblage and coverage at 2.5 and 8 m depths, hard substrates displayed very similar meiofaunal densities and community structure. Crustacean taxa were correlated with algal coverage, Polychaetes inhabiting hard substrates increased their relevance with depth, whilst amphipods, being significantly correlated with algal biomass, decreased. Nematodes were related with the structural complexity index, calculated on the basis of macroalgal geometric complexity and biomass, whereas copepod and nauplius densities were related with the total structural complexity (as a sum of the algal complexity). The results of the present study indicate that the nature of the substrate (hard vs soft) is the main factor responsible for the differences observed between hard- and soft-bottom meiofauna assemblages, whereas phytal coverage and substrate complexity influenced the structure of hard bottom meiofaunal assemblages. Finally, the analysis of spatial variability of meiofaunal assemblages indicates that hydrodynamic stress also played an important role in meiofaunal structure and distribution on hard substrates, especially at shallow depth

    Linee guida per la gestione di attività di frequentazione turistica e piccola pesca professionale

    No full text
    Il progetto, finanziato dall'Area Marina Protetta di Torre Guaceto attraverso il Conisma (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare), ha avuto le seguenti finalità: 1) produzione di una cartografia di habitat di interesse comunitario; 2) indicazioni per una corretta collocazione dei campi boa per ormeggio e delimitazione di sentieri navigabili; 3) indicazioni per la regolamentazione delle attività di piccola pesca professionale e pescaturismo; 4) indicazioni per la regolamentazione della frequentazione subacquea; 5) indicazioni per eventuali modifiche all'attuale zonazione

    Interreg III B Archimed Human Resources and DevelopmentPlanning on both sides of Ionian Sea – HuReDePIS

    No full text
    Western Greece, Ionian Islands and Epirus regions in Greece and a great part of Southern Italy, and especially the territories of Sicily and Puglia are considered to be facing structural problems and their economic development to be lagging when compared to the other EU areas. Regional and local authorities in these territories have materialised integrated spatial development plans, but often without the participation of all concerned partners of the administrative authorities and the public local organizations. The economic system of the examining area is characterized by late industrialization, large agricultural and tourist sectors, speculative urban development and an extensive, family-based, informal economy. But at the same time, rural areas are changing, particularly with respect to demography, diversification, and strengthening links to national and global economies. Additionally, those significantly rural territories are characterized by the strong presence of the primary sector, which, nevertheless, appears to be declining in significance. The small-sized enterprises of local impact predominate, have not many possibilities for their expansion and their isolation from research and development opportunities do not allow them to advance technologically and adopt innovations. In relation to the labour markets, important reforms took place in both countries recently towards the guarantee of healthy economic competition and business flexibility. Those significant changes brought about a demand for flexible labour power, independent of trade union practices and legislation. Localities in this area have been designed and developed without a proper strategic plan, which is the result of economic and po¬litical discontinuities, of systematically ignoring the local social capital and potential as well as the human and natural resources and consequently the target of sustainability. Most of the region¬al and local authorities were unprepared to undertake an active role and device a spatial development strategy. Patras Science Park Regional took all these under consideration and decided to take advantages of the EU Regional development programme: Interreg EU Community Initiative Programme In-terreg III B Archimed. So that HuReDePIS was submitted to¬wards the direction to overcome the above mentioned problems and to examine and propose the growth policies on 6 sectors: Agriculture, Tourism, SME 's, Services, Environment and Cul¬ture for the regions of Western Greece, Ionian Islands, Epirus, Puglia and Sicily
    corecore