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    Dalla mia vita.Gli anni della giovinezza 1844-1858

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    Testo originale delal prima autobiografia in nuova traduzione, e in edizione critic

    Sergio Lombardo. Stochastic Works 2012-2017

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    From 1980 Lombardo is involved in the so-called Stochastic Painting. Among all the series of works in which Lombardo has tested his theories, Stochastic Painting is the one he has focused on for longer time. Lombardo has defined over the years several automatic methods of composition based on the application of random algorithms. Created by these mathematical methods, Stochastic Paintings show different perceptive structures that offer to the spectator variable and imaginative visual interpretations of the nonsense forms painted on the canvas’ surface. The first experiments were exhibited in 1983 and the research continued without a pause until today, with an unceasing experimental approach. In the last years, this methodological experimentation has evolved in the so-called Stochastic Tilings: Surfaces consisting of tiles, based on new stochastic shape-generative algorithms, developed from the first methods Lombardo discovered in the Eighties and Nineties. These tiles have raised some new aesthetic problems about composition, combination and colouring of the shapes. Lombardo always solved these problems on the light of the Eventualist theory, developing new stochastic procedures of shape creation, as in the last paintings, named Quilts, exhibited here for the first time

    Sfogliare tramonti. Esperienze di filosofia in carcere. Saggi, documenti, testimonianze

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    Tra l’estate del 2016 e la primavera del 2017 si è svolta presso la Casa Circondariale di Arezzo un’esperienza di filosofia con i detenuti, ideata e diretta da Simone Zacchini. Il coinvolgimento di persone detenute e private della libertà in discussioni dal carattere filosofico ha contribuito a formare e permettere ai partecipanti di sviluppare un senso critico e un’attenzione viva verso problemi di argomentazione, riflessione, approfondimento e concettualizzazione. Il progetto prevedeva sia spazi di incontro tra detenuti, coordinati dal facilitatore, che seminari tra loro e circa trenta persone della società civile, da studenti a professionisti, da impiegati a pensionati, svolti all’interno delle mura carcerarie. Un insieme casuale di persone, di visioni del mondo, di esperienze e di aspettativa, ma tenute insieme dalla passione per l’approfondimento e la discussione, pronte a difendere le loro tesi, così come ad ascoltare ed imparare degli altri, chiunque essi siano. Sostenuto dall’Università di Siena (DSFUCI) e dal direttore della Casa Circondariale, questo progetto ha prodotto anche scritti da parte dei detenuti che qui vengono pubblicati assieme ai saggi del curatore, delle istituzioni e dei partecipanti. Ne esce un volume agile, di facile consultazione e di lettura sempre interessante e viva, come vive sono sempre state le voci dal carcere, voci che parlano di bellezza, solitudine, fragilità, utopia. Un volume utile per chiunque operi all’interno della realtà carceraria, per chi lavora nel campo della filosofia pratica e per chi si interessato delle dinamiche di formazione e discussione delle opinioni, del senso, della ricerca di un significato in ambienti di frontiera
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