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Nota redazionale a Consiglio di Stato, sez. VI, 18 giugno 2002, n. 3338, in tema di reintegrazione in forma specifica nel processo amministrativo
Nota redazionale in tema di reintegrazione in forma specifica ed azione di adempimento nel processo amministrativ
Nota redazionale a Tribunale di Roma, ordinanza 7 marzo 2003 e sentenza 4 dicembre 2002, in tema di inquinamento elettromagnetico e tutela della salute
La nota analizza l'orientamento giurisprudenziale che valorizza il principio comunitario di "precauzione" in materia di tutela della salute ed inquinamento da emissione di onde generanti campi elettromagnetici
Nota redazionale a Consiglio di Stato, sez. VI, 18 giugno 2002, n. 3332, in tema di giudizio di ottemperanza nel processo amministrativo
La pubblicazione affronta il tema del giudizio di ottemperanza nel processo amministrativo. In particolare, si analizza l'orientamento giurisprudenziale secondo cui è inammissibile una domanda di risarcimento del danno che, sebbene conseguente ad una pronuncia di annullamento, venga proposta per la prima volta nel giudizio per ottenere l'ottemperanza di una decisione del Consiglio di Stato. Inoltre, si analizza l'orientamento secondo cui il ricorso per risarcimento dei danni che sia stato proposto irritualmente in un giudizio di ottemperanza può convertirsi, in applicazione del principio di conservazione degli atti processuali, in un ricorso ordinario solo se sussistono i presupposti di contenuto e forma richiesti per una ordinaria azione di cognizione
Illegittima conformazione del potere regolatorio in materia tariffaria ed effetti dell'annullamento giurisdizionale
Il commento analizza la portata dell’effetto conformativo dell’annullamento giurisdizionale nei confronti di prescrizioni ministeriali illegittime in quanto invasive della sfera di competenza dell’ARERA in materia tariffaria. In particolare, viene svolta una riflessione critica nei confronti di una recente indirizzo del Giudice amministrativo secondo cui, in caso di sentenza di annullamento fondata sull’accertamento di un vizio di incompetenza del Ministero rispetto a talune prerogative della competente Autorità di regolazione, residuerebbe un totale spazio in sede di rinnovazione della procedura in capo all’Autorità, avendo il Giudice amministrativo censurato proprio il mancato esercizio delle attribuzioni riservate all’Autorità stessa
Nota redazione in tema di denuncia di inizio attività e giurisdizione esclusiva amministrativa (TAR Abruzzo, 23 gennaio 2003, n. 197)
La nota redazione analizza la giurisprudenza in materia di denuncia di inizio attività e giurisdizione esclusiva del giudice amministrativ
Nota redazionale a Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza 16 luglio 2001, n. 9645, in tema di responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione
Nota redazionale in tema di responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione. Spetta al giudice ordinario la vertenza inerente al d.lgs. n. 80 del 1998, ma prima dell'entrata in vigore della legge n. 205 del 2000; infatti, per valutare la giurisdizione non è determinante l'art. 33 del d.lgs. n. 80 cit. (perchè dichiarato incostituzionale), nè la legge n. 205 cit. (perchè, ai sensi dell'art. 5 c.p.c., la giurisdizione si determina con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della domanda e non hanno rilevanza i mutamenti successivi)
Diritto all'acqua e potere pubblico di pianificazione, programmazione e regolazione
Il saggio tratta dell’evoluzione che ha riguardato il c.d. diritto all’acqua, nonché delle modalità di gestione della risorsa idrica e delle pretese riguardanti l’accesso all’acqua, anche in relazione all’integrità del patrimonio idrico (ambientale).
In effetti, a prescindere dalla positivizzazione di un individuale diritto alla salubrità dell’ambiente (di cui si dubita anche dopo le recenti modifiche agli art. 9 e 41 Cost.), alla luce della possibilità per il singolo di vantare pretese giuridicamente rilevanti rispetto a specifici elementi costituivi del sistema ambientale (specie in ragione dei riflessi negativi sulla salute), oggi pare possibile affermare l’esistenza di un vero e proprio diritto all’accesso all’acqua, inteso come aspettativa soddisfacibile perché protetta.
Più precisamente, il diritto in questione, invero già contemplato in alcune legislazioni in materia di risorsa idrica, sembra trovare ulteriore riconoscimento grazie alle recenti regole previste per garantire la “qualità” delle acque destinate al consumo umano (d.lgs. n. 18/2023)
La cultura è potere nel pensiero di Oreste Ranelletti
Nel discorso di Oreste Ranelletti sulla libertà di insegnamento (Prolusione presso Università di Camerino - 1897) vi è un ‘gioco’ di limiti e garanzie che si susseguono di continuo nel tentativo di assicurare un punto di equilibrio fra prerogative dello Stato e libertà dell’individuo; ciò con lo scopo di assicurare «ordine» nello Stato e «progresso» nella società, dove il primo è in certo senso condizione perché si realizzi il secondo, ed il progresso della società presuppone una scienza libera
Commento all'art. 176 "Oggetto e ambito di applicazione" in materia di partenariato pubblico-privato e concessioni
Nella logica della autonomia ed autosufficienza (“autoconclusività”) del Libro IV del Codice vigente (Cons. Stato, Relazione sullo schema definitivo del Codice, 2022, 10), il co. 1 precisa l’oggetto della Parte II, sui contratti di concessione, la quale, in attuazione della Direttiva 2014/23/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, prevede la disciplina armonizzata della materia. Più precisamente, l’ambito oggettivo è individuato avendo riguardo alle procedure di aggiudicazione dei contratti di concessione (art. 182 ss.) ed alla relativa esecuzione (artt. 188 ss.); per la definizione di contratto di concessione cfr. art. 177, ed art. 2, co. 1, lett. c), dell’All. I.1. (sull’ambito e sulle modalità di applicazione della procedura di rilascio della concessione, in particolare per l’esercizio e la raccolta a distanza dei giochi pubblici, cfr. Cons. Stato, sez. I, parere 26 novembre 2024, n. 1441) Per l’individuazione dell’ambito soggettivo occorre fare riferimento alla nozione di ente concedente di cui all’art. 174, co. 2, in relazione anche all’art.1, co. 1, lett. b), dell’All. I.1; cfr. altresì art. 174, co. 5, sulla necessità che i contratti di partenariato pubblico-privato siano stipulati solo da enti concedenti qualificati ai sensi dell’art. 63
Commento all'art. 177 "Contratto di concessione e traslazione del rischio" in materia di partenariato pubblico-privato e concessioni
Per effetto del d.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209 (di seguito, il “Correttivo”) la nuova formulazione del co. 3 dell’art. 177 risulta maggiormente coerente con le indicazioni della Direttiva cit., che non include i “fattori eccezionali” tra quelli rientranti nel rischio operativo (cfr. Cons. Stato, Adunanza Commissione Speciale del 27 novembre 2024 (2 dicembre 2024, n. 1463); diversamente, nell’originaria formulazione il co. 3 cit. stabiliva che il rischio di gestione rilevante fosse quello derivante da fattori eccezionali non prevedibili e non imputabili alle parti (sopravvenienza di accadimenti imprevisti (sicché l’originaria locuzione risultava più restrittiva rispetto alla Direttiva cit., non contemplando, ad es., le ipotesi di circostanze preesistenti ma ignote alle parti)
