21 research outputs found

    Pettine, Simone

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    Tragedia umana o nave fantasma? Aspetti antimimetici nell’Angelo del Liponard di Mario Tobino

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    The essay offers an analysis of Mario Tobino’s L’Angelo del Liponard, aimed at emphasizing some of its thematic and narrative aspects that refer to an antimimetic representation of reality. Beyond the attention to psychological introspection and uncovered autobiography, the work of the author from Viareggio always remains anchored to a realistic description of environments, situations, events. Yet, in the Angelo del Liponard, it is possible to identify several incursions of the fantastic. The interpretative tools of textual criticism and semiotics are adopted

    Denuncia sociale e discriminazioni di genere. Osservazioni minime sulla fantascienza di Anna Banti

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    The essay offers some theoretical-critical reflections on Anna Banti’s Science Fiction, mainly considered secondary in the overall critical evaluation of the author. In the wake of more general perspectives offered by Gender Studies - however not overwhelming in the economy of textual analysis - a point of contact between Bantian feminism and Science Fiction will be traced in the first part of the essay. The discussion will then focus on the analysis of the short story Le donne muoiono, highlighting the message of social criticism, relevant for both male and female readers

    «Quasi una mirabile visione». Suggestioni dantesche nella Luna e i falò di Cesare Pavese

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    In questo articolo ci si propone di indagare le suggestioni dantesche presenti ne La Luna e i falò di Cesare Pavese: con “suggestioni” si intendono precisi rimandi, sia con tenutistico-tematici che strutturali. A questo proposito, almeno una premessa è doverosa: dell’autore di Santo Stefano Belbo sono stati più volte studiati gli interessi relativi ora alla letteratura americana, ora al patrimonio culturale della Grecia antica; su entrambi gli argomenti si dispone dunque di un’ampia bibliografia critica. Sondare l’interesse di Pavese verso Dante e i classici della letteratura italiana delle origini è invece operazione più complessa: l’autore lo dissimula abilmente nella sua produzione letteraria, sia poetica che narrativa, ed è molto parco di considerazioni anche negli appunti personali. Punto di partenza per l’analisi critica non possono quindi essere che gli scritti privati: ovvero le lettere e lo zibaldone personale di Pavese, Il mestiere di vivere

    Sentient Asteroids and Too Human Aliens in Fredric Brown’s Fiction

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    Not infrequently the choice of a futuristic context has allowed to highlight some distortions in human behavior, proposing notable reflections within an underestimated “escape literature”. This is the case of numerous science fiction works by the American writer Fredric Brown (1906-1972), in which the alien unexpectedly becomes the narrator: in Brown’s novels and short stories the voices of the non-human characters are often so good at sharing points of view, lifestyles and defects of the opposite (human) species that they are confused with it. This essay aims to answer at least two fundamental questions: what precise aspects does social criticism consist of in Brown’s stories? To what extent does it prove to be indebted to the adoption of non-human narrators? We will proceed through the analysis of novels (The Mind Thing and Rogue in Space) and selected short stories (Sentry and The Last Martian)

    «Ci sono colpi di sole su terre appese». Paesaggio e senso del declino nell'Attesa sul mare di Francesco Biamonti

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    Si propone un’analisi critico-letteraria del paesaggio nel romanzo Attesa sul mare di Francesco Biamonti. L’autore rappresenta, con evocativa prosa lirica, il senso di decadenza (morale ed esistenziale) che avvolge i paesi visitati da Edoardo: la Tolone dei trafficanti d’armi, la Liguria del piccolo borgo di Pietrabruna prossimo a sparire, le zone di guerra costiere della Bosnia. La solarità dei luoghi non nasconde, ma sottolinea la scabrosità dell’agire umano; la riscrittura del mondo naturale operata dalla psiche del protagonista svela allora al lettore un senso del declino che pare ormai inarrestabile: «c’è in ogni terra, - pensava, - il seme della morte, si vede bene in piena luce... ci sono colpi di sole su terre appese»

    Dante (video)ludico: la narrazione della Commedia tra Realtà Virtuale, GDR e librigame

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    In un’intervista rilasciata nel 2001 al quotidiano «Avvenire», Vittorio Sermonti dichiarò: «Dante è eterno, non ha alcun bisogno di essere reso più attuale». Aveva ragione: negli ultimi anni il Sommo è stato accolto dalle nuove forme di intrattenimento multimediali senza la necessità di snaturare il proprio messaggio. Le narrazioni contemporanee, rivolte soprattutto (ma non necessariamente) ai più giovani hanno mostrato grande rispetto per la sua produzione letteraria. È nato così un Dante (video)ludico, con la ripresa del materiale della Commedia in ambienti molto distanti da quelli della cultura alta o accademica. I risultati, che l’intervento si propone di ricordare ed esaminare, non sono per questo motivo però meno interessanti, in quanto rappresentano prodotti culturali a tutti gli effetti. L’ultimo decennio, ad esempio, ha visto la pubblicazione di diversi videogiochi interamente dedicati alla figura del poeta e al viaggio nei regni oltremondani (Dante’s Inferno, accompagnato dalle espansioni Selva Oscura e I tormenti di Santa Lucia; ma anche Dante's Sinner Filter), alcuni dei quali addirittura in grado di supportare una tecnologia per certi aspetti ancora allo stato embrionale, la Realtà Virtuale. Si tratta di Dante VR - La Porta dell’Inferno, realizzato dalla start-up italiana Beyond the Gate in collaborazione con il collegio San Carlo di Milano, le cui finalità sono dichiaratamente formative. Si cercherà di analizzare quali aspetti tematico-contenutistici questi prodotti hanno attinto dalla Commedia (è evidente come gli sviluppatori abbiano operato, di volta in volta, per selezione) e con quali modalità sono stati poi utilizzati dal nuovo medium. Dante, del resto, forse agli schermi avrebbe preferito la lettura: ha quindi trovato il modo di avvicinarsi anche a forme di intrattenimento più analogiche. Lo dimostrano alcune imminenti pubblicazioni finalizzate anche alla celebrazione dell’anno dantesco: un ambizioso GDR, Dante’s Guide to Hell, in cui personaggi, ambienti e le stesse regole di gioco sono stati pensati sulla base di un’attenta rilettura della prima Cantica; e poi due librigame a loro volta ambientati nell’Inferno, il primo del giornalista aquilano Alberto Orsini, l’altro (dal titolo ironico L'Inferno spiegato male) di Francesco Muzzopappa

    Gli altri mondi del verismo. Passaggi di soglia e apparizioni spettrali in Giovanni Verga e Salvatore Di Giacomo

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    Benché si tratti all’apparenza di una contraddizione in termini, numerosi autori veristi subirono nell’ultimo ventennio dell’Ottocento la «tentazione del fantastico», come è stata recentemente definita da Giuseppe Lo Castro. Si trattò di vere e proprie incursioni in un genere letterario profondamente differente, di respiro europeo: occasionali ma significative, vennero troppo spesso trascurate dalla critica coeva e successiva. L’intervento si propone di analizzare gli altri mondi del Verismo: uno spazio ora ritagliato all’interno della leggenda e del folklore popolare, come nelle Storie del Castello di Trezza di Giovanni Verga, ora nel mondo onirico e del più completo straniamento, come nelle novelle di Pipa e Boccale di Salvatore Di Giacomo, ma sempre all’interno del fantastico. Manca ad oggi, ad esempio, uno studio puntuale di situazioni e creature fantastiche (su tutte i fantasmi), presenti in Pipa e Boccale, nei brevi racconti Brutus, Fine di Barth e Garofani rossi; e pochi, forse, ricordano che Verga formulò del fantastico quasi una teoria, contenuta nella novella La coda del diavolo. In entrambi i casi si trattò di deviazioni momentanee, nelle opere dei rispettivi autori: ma le deviazioni consentono di comprendere meglio le figure di Verga e Di Giacomo. L’analisi proposta, lontana da facili generalizzazioni, farà leva sugli strumenti ermeneutici forniti dai più importanti studiosi del fantastico, su tutti Todorov e Ceserani; cercherà inoltre di interpretare e restituire una fisionomia autentica a mondi e creature del fantastico verista

    Epilogo: Conclusioni

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    L'epilogo sintetizza i punti principali trattati all'interno del volume. In particolare, evidenzia come lo sport rappresenti la prosecuzione della politica con altri mezzi. Dopo l'avvento al potere di Vladimir Putin, la Russia ha migliorato la propria condizione economica e ha ricostruito la propria potenza militare. Tuttavia, esistono alcuni nodi ineludibili, come inefficienze economiche, corruzione e autoritarismo, che potrebbero venire al pettine

    Clandestini tra gli uomini. Multiculturalismo e disagio esistenziale in Francesco Biamonti

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    A vent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2001, lo scrittore ligure Francesco Biamonti si riconferma lucido intuitore dei drammi della contemporaneità. Con anticipo sui tempi, colse la problematicità – materiale e morale – dei movimenti migratori, della fuga dei clandestini dall’Europa dell’Est e dal Mediterraneo. Il multiculturalismo dei «popoli della notte», tuttavia, nella pagina letteraria si spinge oltre: cerca di rendere dicibile l’indicibile, di esplicitare un disagio esistenziale che è insieme strettamente autobiografico e tipicamente umano. Scopo del saggio è indagarne le modalità di manifestazione, con l’ausilio degli strumenti garantiti dalla critica testuale, nei primi due romanzi biamontiani: L’angelo di Avrigue e Vento largo. Al tempo stesso si cercherà di mostrare come la condizione della clandestinità non sia propria solo dei fuggiaschi, ma anche dei protagonisti e dello stesso Biamonti, in quanto tutti considerabili “clandestini dell’esistenza”.Twenty years after his death in 2001, the Ligurian writer Francesco Biamonti is reconfirmed as a lucid intuitor of the contemporary world’s dramas. In advance of its time, it grasped the problematic - material and moral - of migratory movements, of the escape of illegal immigrants from Eastern Europe and the Mediterranean. The multiculturalism of the «popoli della notte», however, goes further in the literary page: it tries to make the unspeakable speakable, to make explicit an existential unease that is both strictly autobiographical and typically human. The purpose of the essay is to investigate the modalities of manifestation, with the help of the tools guaranteed by textual criticism, in the first two novels by Biamontiani: L’angelo di Avrigue and Vento largo. At the same time we will try to show how the condition of clandestinity is not only typical of the fugitives, but also of the protagonists and of Biamonti himself, as they are all considered “clandestines of existence”
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