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Il collegium fabrum di Sarmizegetusa e la statua di Tertullus: una nuova proposta di integrazione per AE 1998, 1086
L’articolo propone una nuova lettura del testo inciso sulla base di statua frammentaria AE 1998,1086 rinvenuta a Sarmizegetusa ed edita da Ioan Piso nel 1998. In particolare, la proposta di una nuova integrazione permetterebbe di identificare il collegium fabrum come dedicante dell’intero monumento innalzato in onore del cavaliere Tertullo durante il principato congiunto di Settimio Severo, Caracalla e Geta.The article proposes a new interpretation of the text engraved on the fragmentary statue basis AE 1998, 1086 (Sarmizegetusa). In particular, the new integration allows identifying the collegium fabrum as the dedicator of the whole monument erected in honour of the Roman knight Tertullus
La mia schola è più bella della tua. Rivalità tra i fabri e i centonarii della colonia Aurelia Apulensis (inizio III sec. d.C.)
l contributo mette in luce la competizione che coinvolse i centonarii e i fabri della colonia Aurelia Apulensis in Dacia per rendere le rispettive scholae più belle e monumentali. Per far ciò l’analisi verte su due iscrizioni (CIL III, 1174; 1212) nelle quali fa la sua comparsa il rarissimo termine aetoma, parola che ricorre solo sei volte in epigrafia latina. L’indagine di questa documentazione offre l’opportunità, altresì, di trarre delle conclusioni di carattere più generale sulla capacità dei collegia di inserirsi in posizione intermedia nella gerarchia delle collettività che formavano la comunità civica.The paper highlights the competition between the centonarii and the fabri of the colonia Aurelia Apulensis in Dacia to make their scholae more beautiful and monumental. In other to do that, the analysis focuses on two inscriptions (CIL III, 1174; 1212) in which the very rare word aetoma appears; a word that occurs only six times in Latin epigraphy. The study of this documentation offers the opportunity to draw more general conclusions about the collegia's ability to take an intermediate position in the hierarchy of groups that made up the civic community
I collegia le relazioni clientelari. Studio sui legami di patronato delle associazioni professionali nell'Occidente romano tra I e III sec. d.C.
Le associazioni professionali (collegia), da ormai due decenni, sono tornate ad essere uno dei soggetti preferenziali per l’analisi della società romana di epoca imperiale. Esse si configurano come una delle espressioni più organizzate della plebe urbana e consentono di restituire un’immagine più vivida ed eterogenea dei ceti medi e inferiori. Questo libro, inserendosi nel solco dei recenti studi sull’argomento, indaga i rapporti di clientela che coinvolsero i collegia nell’Occidente romano durante i primi tre secoli della nostra era. Con un’analisi incentrata su alcuni contesti geografici di speciale rilevanza (Sarmizegetusa, Lugdunum e Ostia), su particolari sfaccettature del fenomeno (il fenomeno delle fondazioni patronali e quello del patronato femminile) e su documenti specifici (tavole di patronato e statue), esso indaga il legame di patronato privilegiando il punto di vista delle associazioni professionali, per disegnare, così, un’immagine del rapporto osservata dal basso
Il patronato interessato dei senatori presso le associazioni professionali di Ostia antica
Senators need the support of plebs media like the emperor needs the senators’ one. This paper will focus on the patronage of professional associations in Ostia ruled by senators. The analysis of this particular relationship allows us to scrutinize one of the means used by the members of the imperial elite to establish solid relationships with the merchant class, necessary in order to perpetuate their socio-economic stability. Furthermore, this research underlines the importance of the associative milieu in Ostia, strong enough to attract the interest of senators
Cnaeus Sentius Felix: la straordinaria ascesa di un mercante forestiero a Ostia tra I e II secolo d.C. (CIL XIV, 409)
Sentius Felix was an important merchant, who lived between the end of the I and the beginning of the II century A.D. in Ostia. All we know about him come from a problematic inscription (CIL XIV, 409), engraved on his funerary altar commissioned by his adopted son. The exegesis of this complex document could explain the important phenomenon of social rise of plebs media in the specific milieu of Ostia. In fact, Felix succeeded to enter in the local élite. Moreover, the new explanation of the above quoted text could help us to reconsider the role of the middle class during the early empire
Les origines de la clientèle romaine : essai sur la formation des liens du patronat dans la Rome archaïque
The aim of this paper is to identify the origin of the clientela in archaic Rome. In order to do that, I will use both the emic and etic approaches. Firstly, I will focus on the ancient authors (Dionysius of Halicarnassus, Cicero, Plutarch, Festus, Ampelius) and their interpretations in order to identify the reason that led them to attribute the origin of patronage to Romulus. Secondly, thanks to the anthropological approach and by analysing the recent bibliography I will propose a more plausible hypothesis concerning the formation of the archaic clientela
Ragonius Vincentius Celsus e i Mensores di Portus. Un profilo senatorio, una disputa fra collegia e la figura del patronus collegiorum nel IV secolo a partire da CIL VI, 1759.
L'articolo, partendo da un documento epigrafico di fine IV sec. d.C., si prefissa di descrivere la figura del patronus collegiorum nel IV secolo a Roma. Per far ciò il testo si concentra, in primo luogo, sulla figura di Raconius Vincentius Celsus, senatore e prefetto dell'annona, nonché patrono dei Mensores di Portus. In seguito si cerca di rintracciare l'origine della lunga diatriba che aveva coinvolto Mensores e Codicarii, vicendevolmente accusati di non adempiere alle richieste dell'annona. Infine, ricongiungendo le tematiche analizzate, si concluderà che il profilo dei patroni nel IV secolo non corrispondeva più a quello dei membri dell’élite locale, ma a quello di personaggi ben addentro alle questioni dell’amministrazione centrale dello stato
Simone Ciambelli, I Collegia e le relazioni clientelari. Studio sui legami di patronato delle associazioni professionali nell’Occidente romano tra I e III sec. d. C.
Review of Simone Ciambelli, I Collegia e le relazioni clientelari. Studio sui legami di patronato delle associazioni professionali nell’Occidente romano tra I e III sec. d. C
Il patronato dei collegia professionali e l'ascesa dei collegiati ad Ostia (II-III sec. d.C.)
Questo articolo si prefissa di meglio delineare uno degli aspetti particolari della social revolution presentata da Russell Meiggs: l’ascesa di uomini d’affari e più in generale di lavoratori che appartenevano al milieu collegiale. Per far ciò, si analizzeranno i rapporti di patronato esistenti nel mondo collegiale, in quanto prezioso indicatore del cambiamento che intercorse presso la società ostiense. Dall’articolo emergerà, infatti, che circa il 30% dei patroni ostiensi emergeva dall’ambiente collegiale stesso. Si argomenterà che questi ultimi, grazie all’assunzione del titolo di patrono, di chiara matrice aristocratica, riconfermavano la loro posizione di locupletes all’interno dell’ambiente collegiale e, in diversi casi, erano proiettati verso l’élite della colonia.
Si vedrà, infatti, che diversi collegiati, una volta divenuti patroni, furono cooptati tra i decurioni o addirittura entrarono a far parte dell’ordine equestre. Quindi, attraverso l’analisi dei documenti epigrafici verrà ammorbidito il concetto stesso di social revolution. Infatti, se è vero che nel corso del II sec. d.C. numerosi personaggi dell’élite locale provenivano dal mondo lavorativo collegiale, è anche vero che questi ultimi non si fecero promotori dei propri costumi, ma si conformarono a quelli della classe dirigente. Si concluderà che i collegia ostiensi assunsero una crescente importanza nell’economia locale e ciò si riflesse inevitabilmente nella dinamicità della società.Ostia was a Roman city sui generis. In this article I will focus on a particular aspect of Russell Meiggs’ social revolution: the rise of businessmen and more generally of workers belonging to the associative world. The latter was increasingly flourishing and prosperous thanks to the commercial and economical ferment, caused by the construction of the two imperial harbours: there were at least 70 different collegia during the period under discussion. Therefore, I briefly present these associations, subdivided by areas of work and by importance, and I outline the problem of the identification of scholae in the urban fabric. In particular, I focus on the patronage of the professional associations, since its study allows us to scrutinize this modification of Ostian society from a privileged viewpoint. Almost 30 % of patrons came from a collegial milieu: this is an Ostian peculiarity since in other cities of the Roman West patrons were normally recruited among the municipal notables without any manifest tie with the associative-collegial world. This contribution shows how the composition of collegia was heterogeneous, at least for the Ostian context. The associations were indeed inspired by the fundamental cell of the Roman world, the city, and therefore they reproduced in a smaller scale its structure and its diversity. They surely strengthened their role in the local economy and even in the imperial one, with consequent repercussions in the society itself. Furthermore, this particular case allows us to focus on the constant interconnection between society and economy. In the wake of scholars such as Marcel Mauss and especially Karl Polanyi, this interplay between the latter and the former forces us to consider economy, at least the ancient one, as embedded in social structures
Teate Marrucinorum
Sintetica storia di Teate Marrucinorum (Chieti) dall'età repubblicana all'alto imper
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