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    Roma. Frammenti di scena urbana tra XVII e XVIII secolo, architetture e interpreti, a cura di Simona Benedetti e Massimo Zammerini, Campisano, Roma 2020, pp. 204.

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    recensione del volume: "Roma. Frammenti di scena urbana tra XVII e XVIII secolo, architetture e interpreti, a cura di Simona Benedetti e Massimo Zammerini, Campisano, Roma 2020, pp. 204

    Santa Maria della Pace in Roma. Storia urbana e vicende artistiche tra XV e XVII secolo, edited by Simona Benedetti, Laura Carlevaris, Maria Grazia Ercolino, Roma: Artemide Edizioni, 2023 pp. 248

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    Recensione: "Santa Maria della Pace in Roma. Storia urbana e vicende artistiche tra XV e XVII secolo, edited by Simona Benedetti, Laura Carlevaris, Maria Grazia Ercolino, Roma: Artemide Edizioni, 2023 pp. 248".Book review: "Santa Maria della Pace in Roma. Storia urbana e vicende artistiche tra XV e XVII secolo, edited by Simona Benedetti, Laura Carlevaris, Maria Grazia Ercolino, Roma: Artemide Edizioni, 2023 pp. 248"

    Matrici di un impianto chiesastico tardo-barocco. Il caso di San Giovanni Battista a Morbegno e gli sviluppi europei. Questioni aperte tra storia e restauro, a cura di Simona Benedetti e Maria Piera Sette, Roma, Quasar, 2021, pp. 210.

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    Recensione a "Matrici di un impianto chiesastico tardo-barocco. Il caso di San Giovanni Battista a Morbegno e gli sviluppi europei. Questioni aperte tra storia e restauro, a cura di Simona Benedetti e Maria Piera Sette, Roma, Quasar, 2021, pp. 210".Review at "Matrici di un impianto chiesastico tardo-barocco. Il caso di San Giovanni Battista a Morbegno e gli sviluppi europei. Questioni aperte tra storia e restauro, a cura di Simona Benedetti e Maria Piera Sette, Roma, Quasar, 2021, pp. 210"

    Per Roma capitale. Varietà di progetti

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    Il contributo costituisce la seconda parte dell’approfondimento sulla definizione della città di Roma tra fine Ottocento e primi anni del Novecento a Roma. In particolare Simona Benedetti, Maria Piera Sette hanno curato la sezione dedicata a La città e i suoi caratteri per la Mostra dedicata ALL’ASSOCIAZIONE ARTISTICA FRA I CULTORI DI ARCHITETTURA IN ROMA • 1890-1930-( Roma / ottobre-7 novembre 2022) di cui il Bollettino costituisce il catalogo. Il contributo richiama alcuni interventi che riguardano l’espansione e trasformazione della città di Roma tra fine Ottocento e primo trentennio del Novecento in cui sono coinvolti i membri dell’AACAr (Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura, che mostrano una significativa qualità urbana, peculiare caratteristica di quel periodo, poi non più ritrovata nella progettazione della città dei decenni successivi. Tra i principali interventi urbani se ne segnalano alcuni presenti già nel piano regolatore del 1909, di cui importanti materiali grafici sono presenti nell’archivio dell’attuale Centro di Studi per la Storia dell’Architettura, Associazione Scientifica erede dell’AACAR: la progettazione di piazza d’Armi, e di piazza Caprera , le due Città Giardino, Aniene (1906- 1912 inizio) e Garbatella, Ostia Marittima. Ci si concentra sui caratteri urbani ricorrenti nei singoli interventi.For Rome the capital: variety of projects Simona Benedetti Considering the context of the urban expansion and transformation of the city of Rome, between the late nineteenth century and the first thirty years of the twentieth century, when the members joining Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura (AACAR) played a main role, the contribution focuses on some of the most important urban projects carried out during the early decades of the twentieth century, revealing a significant urban quality, a peculiar characteristic of that period. This quality was developed by the operational expression based on variety, alternation, diversity, multiplicity, variation, plurality, organicity, at different scales: designing a road network with different widths, introducing squares and Bollettino del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura - n.s. 5 (2021) 233 green areas, organizing plots, planning various building types, looking at the diversified interventions to be carried on for the expansion of the city of Rome. These characteristics are not fortuitous but a base in elaborating urban plans; they emerge in many writings and reports, both in «Annuari» disclosing the activity carried on by AACAR, and in some writings by main figures influencing the urban politics of that time. The contribution focuses on the most emblematic districts: piazza d’Armi Flaminio, garden-cities Aniene and Garbatella, Ostia Nuova settlement

    Roma nel Settecento fra letteratura, arte, musica

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    Il convegno è stato organizzato all'interno di una ricerca multidisciplinare (anno 2014) finanziata dall'Ateneo Sapienza di Roma, le due macroaree partecipanti (dipartimento di Studi greco latini, italiani, scenico musicali (macroarea E - coordinato da Beatrice Alfonsetti) e Dipartimento di storia disegno e restauro dell'architettura (macroarea D - coordinato da Simona Benedetti ). Il Convegno strutturato in cinque sessioni, ha accolto gli interventi di circa 30 partecipanti di svariate Università italiane e stranire

    L’architetto progettista della nuova Collegiata e la cultura architettonica lombarda

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    l contributo, costituisce il terzo capitolo del volume ed è strutturato in due paragrafi in cui si torna a riflettere sull’attribuzione del progetto architettonico dell'interessantissima Collegiata del San Giovanni Battista Morbegno, edificata tra il 1680 ed il 1714, oggi quasi completamente restaurata dalla Fondazione Isabel & Balz Baechi. Necessariamente in questo contesto si riprendono gli studi già svolti da Simona Benedetti, pubblicati nel 2019, in cui si è individuato il progettista dell'opera valtellinese nella persona di Gerolamo Quadrio, architetto del Duomo di Milano dal 1658 al 1679, anno della sua morte. Qui si sviluppano ulteriori analisi riferite all’attività del progettista milanese, che ha concepito la splendida spazialità architettonica tra le ultimissime opere della sua carriera. Vengono proposte nell’ultimo paragrafo puntuali analisi comparative tra le sue opere, individuando tra queste le più significative per l’attribuzione del progetto della Collegiata di San Giovanni Battista a Morbegno.The research represents the third chapter of the volume specifically dedicated to the history of the church of St. John the Baptist in Morbegno. Built between 1680 and 1714, this celebrated ‘Collegiata’ had been recently restored by the Isabel & Balz Baechi Foundation, which also supported a historical in-depth analysis. The paper consists of two paragraphs, in which we return to reflect on the attribution of the architectural design. Starting from the discoveries carried out by the Author in 2019 and already published, in which the designer of the Valtellina church was identified with Gerolamo Quadrio, chief architect of Milan’s Cathedral from 1658 to 1679, this new detailed work discusses the whole activity of the professional, who seemed to have conceived the architectural spatiality of St. John the Baptist at the very end of his career. By comparing his projects, it emerges the strictly existing relationship between his ‘modus operandi’ and the Morbegno church, confirming his participation in the invention and the following construction

    Per Roma capitale. Varietà di progetti

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    For Rome the capital: variety of projects Simona Benedetti Considering the context of the urban expansion and transformation of the city of Rome, between the late nineteenth century and the first thirty years of the twentieth century, when the members joining Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura (AACAR) played a main role, the contribution focuses on some of the most important urban projects carried out during the early decades of the twentieth century, revealing a significant urban quality, a peculiar characteristic of that period. This quality was developed by the operational expression based on variety, alternation, diversity, multiplicity, variation, plurality, organicity, at different scales: designing a road network with different widths, introducing squares and Bollettino del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura - n.s. 5 (2021) 233 green areas, organizing plots, planning various building types, looking at the diversified interventions to be carried on for the expansion of the city of Rome. These characteristics are not fortuitous but a base in elaborating urban plans; they emerge in many writings and reports, both in «Annuari» disclosing the activity carried on by AACAR, and in some writings by main figures influencing the urban politics of that time. The contribution focuses on the most emblematic districts: piazza d’Armi Flaminio, garden-cities Aniene and Garbatella, Ostia Nuova settlement

    Le chiavi del Paradiso. Primato petrino e devozione mariana di Sisto IV tra Cappella Sistina e S. Maria della Pace

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    Il volume è strutturato in due parti distinte con una postfazione, un indice dei nomi e n. 55 Tavole a colori fuori testo, valide per entrambe le parti del volume. I. PARTE (di Lorenzo Cappelletti) A partire dalla esplicita indicazione che l’ignoto architetto, collocato sul fianco destro dell’affresco sistino della Consegna delle chiavi di Perugino, fa dell’edificio a pianta centrale che campeggia sullo sfondo, viene operata una completa rilettura iconografica e iconologica dell’intero affresco. Tenendo conto di tutta la migliore bibliografia sul tema e grazie anche alla considerazione di fonti inedite o mai considerate in relazione a tale affresco –– vengono riletti in particolare i due episodi evangelici sullo sfondo, la teoria dei dodici apostoli e dei personaggi dell’attualità di fine Quattrocento e soprattutto il gesto della consegna delle chiavi a Simon Pietro da parte di Gesù. La rilettura si allarga necessariamente anche alla Punizione di Core, Datan e Abiram, l’affresco di Botticelli posto in chiave tipologica dirimpetto alla Consegna delle chiavi, e alla serie dei 30/32 papi affrescati nel cleristorio. Lo studio non manca di offrire inoltre spunti per una comprensione più adeguata anche degli altri affreschi quattrocenteschi della sistina. II PARTE (di Simona Benedetti) Nell’ambito della revisione di lettura iconologica e iconografica dell’affresco della Consegna delle chiavi di Perugino nella Cappella Sistina, svolta da Lorenzo Cappelletti, si torna a riflettere anche sul significato dell’architettura dell’edificio rappresentato al centro dell’affresco. In questo senso nel contributo di Simona Benedetti, in primo luogo, si ripercorrono i riferimenti alla trattatistica quattrocentesca in materia di edifici sacri, che possono aver influito nella determinazione dell’edificio ottagonale. In seconda istanza, si considerano le principali fabbriche a pianta ottagonale costruite precedentemente all’edificio dipinto, che possono aver costituito un fondato riferimento per il Perugino nella Consegna delle chiavi. In particolare tra le architetture, che possono avere avuto un’influenza determinante nella definizione iconografica della fabbrica ottagonale presente nell'affresco, la chiesa di S. Maria della Pace è quella su cui si concentra il presente studio. L'opera si realizzò nel cuore pulsante della Roma rinascimentale proprio contemporaneamente all’affresco in esame, con esso trova degli innegabili punti di tangenza e corrispondenze, sia storiche che figurative. A questo riguardo interessantissima risulta la connessione tra il motivo dell’edificazione della fabbrica e i fatti storici, i personaggi, gli eventi prodigiosi e le pratiche devozionali, che condizionarono lo svolgersi del cantiere del Templum Pacis negli ultimi anni del pontificato di Sisto IV. La storicità del gesto della consegna delle chiavi a Pietro - avvenimento che si protrae nel tempo ad ogni elezione pontificia nello spazio fisico della Cappella Sistina - costituisce la centralità del messaggio iconografico dell'affresco del Perugino in cui, anche l’architettura, insieme ai personaggi rappresentati, strutturano una narrazione reale, estranea alle simbologie decontestualizzate dall’epoca propriamente sistina. Segue una postfazione di Francesco Andreani dal titolo Enigma del Quattrocento, saggio nel quale si sviluppano considerazioni sulle personalità degli architetti e maestranze attive nella Roma del tardo Quattrocento e negli anni di inizio della fabbrica di S. Maria della Pace. Il volume si conclude con l'indice dei nomi (a cura di Gemma Fusciello)I (of Lorenzo Cappelletti) Starting from the unknown architect’s forefinger pointed to the central plan building found in the background of the Sistine Perugino’s fresco The Keys of the Kingdom of Heaven, the author offers a new interpretation of the entire fresco at both an iconographical and iconological level. Having considered the most important studies about this fresco and taking into account a number of unpublished and unconsidered sources, the author rereads in particular the meaning of the central plan building, as well as the two Gospel episodes in the background; and he rereads also the grouping of the Twelve, along with the fifteenth century historical personages painted among them, in the foreground. The author’s vision necessarily broodens also to comprehend Botticelli’s fresco named The Punishment of Corah, Dathan and Abiram which is placed on the opposite wall as a typological prefiguration of The Keys of the Kingdom of Heaven; and it broodens moreover to reconsider the series of 30/32 popes frescoed in the upper register of the Sistine Chapel. The essay also offers hints for a more complete comprehension of the other fifteenth century frescoes of the Sistine Chapel. II. (of Simona Benedetti) As part of the review of iconological and iconographic reading about the fresco of the “Delivery of the keys” by Perugino in the Sistine Chapel, conducted by Lorenzo Cappelletti, you go back and think about the significance of the building architecture depicted in the center of the fresco. In this sense, the contribution of Simona Benedetti, first, retraces the references to the fifteenth-century treatises concerning sacred buildings, which may have affected the determination of the octagonal building. Secondly, we consider the main factories octagonal building constructed previously painted, that may have been an established reference for the Perugino in the “Delivery of the keys”. Especially between architectures, which may have had a decisive influence in defining the iconographic factory octagonal present in the fresco, the church of St. Mary of Peace is the one on which this study focuses. The work was realized in the heart of Renaissance Rome just simultaneously fresco concerned, although it is undeniable points of contact and correspondence, both historical and figurative. In this regard are interesting connections between the reason of building the factory, the historical facts, the characters and the miraculous events and devotional, which has conditioned the unfolding of the construction site of the Templum Pacis in the last years of the pontificate of Sixtus IV. The historicity of the act of handing over the keys to Peter, that continues over time in the physical space of the Sistine Chapel, is the centrality of the iconographic message of the fresco by Perugino; so even the architecture, along with the characters represented, the real narrative structure, far from to the symbolism belonging to the Sistine period properly

    Forme dell’abitare a Roma. Echi dell’antico nell’architettura del primo Novecento

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    Il volume raccoglie gli interventi presentati da numerosi studiosi italiani e stranieri al convegno dal titolo: "Forme dell’abitare a Roma. Gli echi dell’antico nell’architettura del primo Novecento", svoltosi a Roma nel novembre 2021; iniziativa parte del progetto di ricerca finanziato dall’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, coordinato da Simona Benedetti del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura. Il convegno ha approfondito e indagato svariate tematiche finora afferenti ad ambiti disciplinari diversi, coinvolgendo archeologi, storici dell’architettura, architetti, in un dibattito trasversale che ha tentato di comprendere meglio le ricadute dell’interesse per l’Antico nell’architettura abitativa dei primi decenni del Novecento, produzione definibile criticamente come esito dell’«Altra modernità» italiana. Tra i contributi sono presenti anche saggi dedicati ad architetture e ambiti territoriali non romani che testimoniano l’analoga influenza dell’Antico nella formulazione progettuale delle nuove sperimentazioni costruttive novecentesche.The book collects all the papers submitted at the multidisciplinary symposium promoted within the framework of Sapienza university research project Forms of living in Rome. Echoes of antiquity in the architecture of the early twentieth century (directed by Prof. Simona Benedetti on behalf of the Department of History, Design and Restoration of Architecture). The conference aimed to focus its attention on the topic of Rome’s modern residential architecture, considering the impact of the early twentieth century archaeological discoveries on the design of the new neighborhoods outside the Aurelian Walls. Never as at that time, housing history was influenced by the rediscovery of entire blocks of ancient houses. The archaeological excavations of Ostia – particularly the blocks of flats unearthed by Dante Vaglieri (1865-1913) and, later, by Guido Calza (1888-1946) and Italo Gismondi (1887-1974) in the first post-war period – had repercussions on the architectural design, and this interest affected both the linguistic-formal level and the compositional one. Consequently, the conference dealt with issues related to separate disciplinary areas by comparing different approaches and scholar’s backgrounds (archaeologists, architectural historians, and architects) in order to open a transversal debate. In this way, it was possible to investigate the influence of archeology on the so-called Italian other modernity: a critical expression already introduced in the conference of the Center for the History of Architecture in 2007 (proceedings published in 2010), which foreshadowed the present debate thanks to forward-looking insights now discussed in their specific cultural context

    Membro di redazione della Rivista “PALLADIO” edita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dal n. 33 (2004) .

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    Dal n. 33 (gennaio-giugno) a tutt'oggi, Simona Benedetti fa parte del Comitato di Redazione
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