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Tracce di scrittura : Armando Petrucci e l’insegnamento di una nuova paleografia
Si analizza la portata disciplinare del grande paleografo Armando Petrucci, in particolare relativamente agli studi su scritture marginali e avventizie
Fra testo e scrittura: Monaci e l’Archivio Paleografico Italiano (1882-1918)
L'articolo indaga come la creazione da parte di Ernesto Monaci di riviste e collezioni di facsimili abbia incrementato le rinnovato sia l'insegnamento che la ricerca della Paleografia latina
Boccaccio as Homer: a Recently Discovered Self-Portrait and the ‘modern’ Canon
Il saggio mostra come il disegno di una testa ritrovata in fondo ad un manoscritto autografo di Giovanni Boccaccio, anch'essa di sua mano, identificata dagli studi recenti come un ritratto di Omero, sia in realtà da ritenersi un autoritratto
La scrittura libraria di Francesco Petrarca: terminologia, fortuna
Ripercorrendo la bibliografia critica relativa alla specifica terminologia per indicare la scrittura utilizzata da Francesco Petrarca all’interno di prodotti librari, se ne discute la specificità anche attraverso il confronto con testimonianze manoscritte realizzate per suo ordine e dunque anche la necessità di utilizzare un termine diverso rispetto alla produzione coeva. Infine si considera se e in che modo tale scrittura libraria abbia influenzato dopo di lui copisti e intellettuali sino a determinare il forte cambiamento grafico insito nella riforma umanistica
Minima postilla sul canzoniere marciano it. IX.529 (10629)
Nel canzoniere italiano marciano il componimento d'apertura è introdotto da una rubrica abbreviata per sigla per il nome di Cino da Pistoia e tale uso è stato ritenuto da alcuni indizio di perdita di una porzione iniziale di testo. Tuttavia l'analogo impiego di una rubrica in forma abbreviata nella grande silloge coeva, Vat. lat. 3793, permette di aggiungere un'ulteriore prova a sostegno del fatto che il canzoniere marciano non sia giunto a noi acefalo
Sul codice delle Tusculanae appartenuto a Francesco Petrarca (Roma, BNC, Vittorio Emanuele, 1632)
Nota paleografica al codice Milich II/16
Si fornisce una descrizione codicologica e paleografica del codice polacco attribuendolo all’ultimo quarto del XIV secolo e, probabilmente, all’Italia settentrionale anche grazie al confronto con le caratteristiche presentate dai manoscritti trecenteschi contenenti la Commedia
Alfabetismo e cultura scritta romana: un tentativo di percorso diacronico
Attraverso la discussione di numerose testimonianze grafiche appartenenti tanto all’alto quanto al basso Medioevo, tutte romane e espressione di scriventi laici, si tenta di comporre un quadro relativo alla diffusione dell’alfabetismo e della cultura scritta a Roma, al di fuori della produzione ecclesiastica
"Per ridarmi al presente". Fabrizio De André annota i suoi libri
The article deals with the appearance, possible motives and significance of the notes left by Fabrizio De André in
the books which were part of his private library, as well as on the features of the various forms of script he used with the intention of investigating – through the study of
the material traces of his thoughts – the importance held for him by the intertwining of the acts of reading, writing, re-writing and creatin
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