1,721,005 research outputs found

    Lo spirito competitivo sfida la "new normalcy"

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    Le ricerche di marketing tracciano una “new normalcy” (nuova normalità) nei valori, nei consumi, nell’operatività aziendale, stimando che molti dei cambiamenti avvenuti durante l’emergenza sanitaria lasceranno segni permanenti. Il marketing innovativo può uscire dagli schemi del new normal e sfidare quelle cicatrici. Il caso Pharmanutra ci ricorda che essere market-driving vuol dire assumere la responsabilità di pensare fuori dagli schemi. Sfidare la “new normalcy” vuol dire non adattarsi, non accettare i nuovi scenari come consolidati, ma guardare avanti ed essere proattivi per ulteriori rapidi cambiamenti

    Sustainable Digital Customer Experience

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    This conceptual paper aims to explore literature gaps in the streams of marketing and sustainability, in particular exploring how could sustainability be included in customer experience, within a digital customer journey. This topic seems to recently receive growing attention by consumers and companies, and this could be a signal of a short-term new trend of mass market demand. If firms do not anticipate new needs they could lose new market opportunities and weaken their competitive advantage. In this scenario, in order to identify theoretical gaps and as such to help future contributions and proposal of new frameworks, a structured literature review has been taken. This short paper, in summary describes method and results of two scoping studies and proposes, as an initial step of a theory building research, some findings to contribute to the discussion about the Sustainable Digital Customer Experience

    Action research in Sustainable Tourism: orientation of decision-makers and development conditions

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    Minor rural areas rely on local decision-makers to development towards sustainability. This qualitative study, conducted with an action research approach, aims to help decision-makers of a rural area to convey to an integrated strategy for sustainable development through slow tourism. It highlights four sustainability orientation profiles of decision makers, with different levels of reactivity or proactivity orientation in response to sustainability issues, depicting different personal motivations

    L’importanza della fase interpretativa nelle ricerche di neuromarketing per innovare il marketing digitale e strategico

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    Il neuromarketing e i suoi strumenti si stanno evolvendo rapidamente e molti studiosi chiedono di perfezionarle con un’interpretazione dei dati più mirata a dare valore al business e migliori risposte al marketing strategico. L’obiettivo di questo articolo è di comprendere se il ruolo di una fase interpretativa dei risultati adeguatamente condotta possa contribuire a colmare questo gap. Per raggiungere questo obiettivo è stato necessario sviluppare un progetto di ricerca basato su un mixed methods design, e comprensivo di esperimento neuroscientifico (A/B test, con utilizzo di eye tracker fisso, e analisi tramite fixation, heat e opacity maps), behavioural test (osservazione e questionari comportamentali post stimolo), questionario finale, fase interpretativa di follow up. Il progetto è stato condotto da un team di ricerca misto, composto da due ricercatori universitari, un partner tecnico esperto di neuromarketing, e un manager dell’impresa in esame. Il caso scelto è stato applicato alla comunicazione digitale (landing page) collegata al lancio di un prodotto innovativo, reale e nuovo sia nel concetto che nel nome del brand. Gli undici soggetti partecipanti sono potenziali acquirenti volontari, sollecitati da alcuni incentivi. Lo studio è stato approfondito, producendo numerosi risultati in tutte le fasi della ricerca che sono stati utili per migliorare il processo di codifica della comunicazione, così da ottimizzare la digital experience della landing page. È stata però l’ultima fase di discussione dei risultati da parte di diversi esperti che ha apportato maggior valore per innescare un vero cambiamento nel processo decisionale di marketing dell’azienda, confermando l’importanza della fase interpretativa nelle ricerche di neuromarketi

    Branding da intenditori. La creazione del brand character di Parmareggio

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    Il caso Parmareggio racconta l'evoluzione delle strategie di branding e, in particolare, illustra i passaggi di creazione di un brand di successo, focalizzandosi sulla creazione di un brand character per una comunicazione tradizionale di massa. Al caso sono collegati numerosi materiali video, che ripercorrono la storia di comunicazione come raccontata dal topo-esperto "Emiliano" e dalla sua famiglia. Attraverso l'analisi dei materiali e la discussione del caso, gli studenti potranno applicare i concetti di base delle strategie di branding, e apprendere gli elementi salienti del brand character mascotte nella comunicazione del prodotto

    Comunicazione da intenditori: il caso Parmareggio

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    Il caso Parmareggio è stato presentato nella sezione Casi al Convegno Nazionale della Società Italiana Marketing e rappresenta una best practice di un piano di marketing e comunicazione che ha trasformato di un prodotto commodity in un brand con la sua identità visiva differenziata, con scelte su segni e simboli ricchi di significato per una promessa coerente con il posizionamento strategico

    Sustainable brand communications about value-related scandals

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    Brands (un)knowingly highlight inequalities for their benefit through their marketing efforts that may face unpredictable consumer attitudes. This unethical communication is often a cause of brand scandal. Brand communication mistakes, with related stories and customers’ reactions, leave a digital footprint that can last online for many years. Thus, this study primarily focuses on understanding the phenomenon of ethical brand scandals and uncover corporate actions to reduce inequalities. The article applies multiple case study analysis methodology using archival research design. The findings of the study highlight multiple case themes, sustainable corporate strategies, and the importance of consumer’s pre-scandal attitude about the brand. This study captured the digital presence of brand scandal stories, that showcase the mistakes that should be avoided by managers in the future, hopefully inspiring future researchers to explore the triadic relationship between consumers, brands, and channel members

    Talking the walk: la comunicazione aziendale delle iniziative purpose-driven

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    Le imprese sono spinte dai mercati a ridefinire il loro ruolo sociale, e in questi scenari di policrisi globali cercano modelli di business sempre più purpose-driven (Mayer, 2021). Le imprese che abbracciano un purpose chiaro migliorano l'innovazione, la performance economica e la sostenibilità (Henderson, 2021; Gartenberg et al., 2019). Tuttavia, per generare un impatto durevole, il purpose dovrebbe essere comunicato in modo autentico e continuativo agli stakeholder, evitando rischi di superficialità o opportunismo (von Ahsen & Gauch, 2021; Aguilera, 2023). Walking the Talk è una lente di ricerca che mira a valutare l’autenticità della comunicazione delle azioni intraprese. Talking the Walk è un approccio all’analisi della Purpose Communication meno esplorato, e analizza come le aziende che hanno già implementato iniziative purpose-driven le comunicano o meno in modo congruente (Amores‐Salvadó et al., 2023; Wickert et al., 2016). Gli studi precedenti di questo approccio sono limitati a concetti teorici e non esplorano esempi reali. Questa ricerca esplora se e come alcune imprese utilizzano la loro comunicazione per rafforzare e amplificare il messaggio legato al loro purpose. In particolare l’attenzione è posta sul Purpose Digital Footprint della comunicazione aziendale (web). Per analizzare il Purpose Web Footprint abbiamo applicato il metodo WCM, Web Content Mining (Pujar and Mundada, 2021), nello specifico adottando il processo Multimedia Data Mining per estrarre porzioni di testo da documenti web non strutturati BOW (Bag of Words). La raccolta dei dati è stata effettuata utilizzando un tool open-source (Scrapy) per il web crawling sviluppato in Python. Il campione di questo studio include dieci aziende premiate al Diversity Brand Summit 2024 (e di cui quindi è riconosciuta l’autenticità delle azioni purpose-driven, il Walk). tra cui Amazon, Mattel, Fastweb, Ferrovie dello Stato, H&M, IKEA, PayPal, Sky, Spotify e TIM. Ai fini di questo paper i contenuti dei loro siti web sono stati sottoposti ad analisi, ma la discussione sui risultati è concentrata sul caso Spotify. La strategia di Spotify sembra orientarsi verso un approccio comunicativo molto cauto, di tipo «purpose hushing». Questo comportamento deliberato potrebbe derivare dal timore di risvolti reputazionali negativi nel caso in cui vi siano rischi di discrepanze tra le intenzioni dichiarate e i risultati reali (Kim & Lyon, 2015; Santos et al., 2023). Le principali conclusioni contribuiscono alla discussion sull'allineamento "Talking and Walking". Infatti, le imprese affrontano una crescente complessità nel bilanciare la necessità di comunicare il proprio purpose in modo trasparente e coerente. Tuttavia, anche le imprese più virtuose potrebbero optare per strategie di Purpose-Hushing per limitare la comunicazione ed evitare rischi reputazionali. Infatti sono emerse anche approcci "Walking not Talking", ove il silenzio strategico selettivo può infatti essere una scelta deliberata per le imprese che preferiscono concentrarsi sulle azioni piuttosto che sulla promozione di massa delle loro iniziative. Ricerche future potrebbero esplorare l’impatto della Purpose Digital Footprint, monitorare nel tempo la Purpose Communication Consistency, tracciare eventuali trasformazioni nel Corporate Purpose o negli approcci di comunicazione, infine, esplorando se l'integrazione di strategie comunicative non convenzionali possano rafforzare la credibilità e massimizzare l'impatto sociale delle imprese nel lungo termine

    TOYOTA CARRELLI ELEVATORI ITALY BUSINESS CASE

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    BUSINESS CASE - inserito in Breakthrough Connective Technology: How RFID and Other Applications Are Revolutionizing the Supply Chain Signori P., Russo I., Council of Supply Chain Management Professionals (http://www.cscmp.org/), accessibile solo ai membri, 200
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