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Su alcune conseguenze sociali delle dinamiche di globalizzazione
Il fenomeno della globalizzazione, presenta molti più aspetti di quanto comunemente si creda, così come ampie e varie sono le sue conseguenze. La sua pluridimensionalità e ambivalenza, anche se non consentono di ottenere un’unica e generalmente condivisa definizione, nel contempo lo rendono un ambito di studio affascinante e, in ogni caso, non trascurabile. Ma cosa s’intende per globalizzazione? Qualcosa è cambiato o, invece, sono mutate le condizioni attraverso le quali si esprime ciò che noi già conoscevamo?
La globalizzazione e i suoi processi hanno determinato un nuovo modo di pensare alla località e ai meccanismi identitari o hanno definito un diverso percorso degli stessi? La perdita di potere e di rappresentanza degli Stati-nazione ha condotto alla ridefinizione di nuovi confini o ha definito la perdita stessa dei confini con le inevitabili conseguenze sul contesto sociale ed economico? Quali le conseguenze sui nostri consumi e sulle scelte individuali: stiamo vivendo un rafforzamento della nostra capacità decisionale o siamo in presenza di decisioni che non abbiamo mai preso?
L’uomo contemporaneo è più o meno libero dell’attore sociale che storicamente lo precede? Siamo in presenza di un mutamento consapevole o, in assenza di consapevolezza, stiamo vivendo un’epoca nella quale il mondo ci appare come un mare in tempesta nel quale non abbiamo strumenti per comprendere e gestire la complessità che appare inevitabile?
Domande alle quali il presente saggio tenta di dare risposte partendo dalla definizione delle ambivalenze e dai paradossi della globalizzazione, analizzando le sue conseguenze sociali, ponendo interrogativi ai quali non sempre è agevole dare risposta ma che è importante chiedersi e sui quali è importante esercitare criticamente il pensiero. La globalizzazione è, come dice Bauman, un “processo irreversibile” che è inutile mettere in discussione ma va però compreso al fine di consentire una sua corretta e fisiologica gestione
Apprendimento e memorizzazione nella digital society. La preferenza del cervello.
La tecnologia sta sostituendo i tradizionali metodi di apprendimento con risvolti non indifferenti sul funzionamento neurale del nostro cervello. Tuttavia, l’atteso miglioramento ricercato nell’avvento del digitale non ha dato gli effetti sperati. In termini di apprendi-mento e di memorizzazione, le neuroscienze hanno dimostrato che la lettura sul libro di carta e la scrittura a mano con penna sono preferibili rispetto al digitale in quanto modificano positivamente il modo di ragionare e di funzionare del nostro cervello. Chi legge il libro cartaceo ricorda meglio la trama e riesce con più facilità a mettere gli eventi nella giusta sequenza e chi scrive a mano mette in moto la connessione fra occhio, mano e cervello, in una perfetta sincronizzazione di intelligenza, nervi e movimenti, diversamente dallo spingere un tasto
Intelligenza Artificiale e insegnamento-apprendimento: prospettive future tra innovazione e preoccupazione
L’intelligenza artificiale si basa su algoritmi che consentono alle macchine di imitare una forma di intelligenza reale. L’innovazione di questa tecnologia punta a migliorare l’esperienza dell’utente in vari campi. Nel campo dell’istruzione è possibile automatizzare alcune attività, in termini di correzioni di valutazione, permettendo, inoltre, di personalizzare l’apprendimento in base agli stili di assimilazione di ciascun individuo. Ad esempio, offrendo agli studenti esercizi adatti al loro livello di apprendimento; consentendo agli insegnanti di identificare gli allievi in situazioni difficili nelle classi, ma anche aiutandoli a personalizzare e ad approfondire i propri metodi di insegnamento. Tra aspettative e preoccupazioni si dispiega una vera rivoluzione nel mondo dell’istruzione con conseguenze ancora inesplorate, che necessita di un confronto a tutti i livelli
GENITORI E INSEGNANTI: DUE MONDI DIVERGENTI MA CORRESPONSABILI
Da lungo tempo, il rapporto tra insegnanti e famiglie è al centro di un ampio dibattito all’interno delle scienze sociali. I molteplici contributi hanno posto in evidenza l'eterogeneità della relazione e delle rappresentazioni reciproche.
La crisi del modello che prevede un accordo sociale tacito sulle norme condivise che disciplinano il rapporto con la scuola lasciano sempre più spazio a un costante dovere di giustificazione della loro legittimità e alla continua necessità di negoziazione da parte dei contraenti. Il tutto avviene in un momento storico in cui si rende necessario, più che mai, un maggior approccio collaborativo come prerequisito per la riuscita scolastica e per l’integrazione professionale e sociale. Il contributo indaga le modalità secondo cui alcune determinanti come i fattori socio-demografici, i valori genitoriali, i modelli familiari e le pratiche parentali incidano profondamente nella determinazione delle regole e quindi del rapporto oggi esistente tra scuola e famiglia
ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO. LE RETI TERRITORIALI PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE
Questo articolo intende indagare il ruolo che, nel campo dell'istruzione e della formazione stanno assumendo le reti, intese come tipologie di organizzazione non gerarchica, aperta e flessibile. In particolar modo, si illustrerà il tentativo di diffondere nel contesto nazionale il sistema e la cultura dell'apprendimento permanente attraverso la costituzione di reti territoriali.
Il lavoro parte dalla trattazione del concetto di apprendimento permanente e dalla sua contestualizzazione nel mondo dell’istruzione, della formazione e del lavoro per poi compiere un’analisi del modello delle organizzazioni a rete e delle modalità attraverso le quali la scuola italiana sta cercando di adottarlo per realizzare reti di scuole, Reti Territoriali di Servizio e reti territoriali per l'apprendimento permanente.
Il long life learning è considerato ormai da fonti istituzionali nazionali e sovranazionali, uno strumento indispensabile per la crescita e lo sviluppo di un Paese moderno, la sua realizzazione necessita di strutture ad hoc che ne supportino gli obiettivi e creino i mezzi e gli strumenti per dargli forma e vita. Tale struttura individuata nelle reti territoriali per l'apprendimento permanente, seppur da tempo configurato dalla normativa, presenta molte difficoltà attuative strettamente connesse a fattori materiali e immateriali che limitano fortemente i processi di mutamento economico sociale
Il mondo in un boccone: le ricadute della globalizzazione sui modelli di consumo alimentare
I profondi mutamenti socio-culturali ed economici intervenuti con grande rapidità negli ultimi anni, hanno provocato interessanti evoluzioni anche nei consumi alimentari. Buona parte di tali cambiamenti si legano alle complesse dinamiche di globalizzazione che caratterizzano la società contemporanea. L’analisi che segue, nel far luce sugli impatti da esse provocati, si pone in un’ottica di reciprocità, in modo che l’alimentazione possa, a sua volta, fornire ulteriori delucidazioni su aspetti e tendenze di tale fenomeno.
Il cibo riveste da sempre un posto centrale nella vita di ogni essere umano: è socializzazione, è identità, è territorio, è strumento di conoscenza e di comunicazione, è turismo, è piacere, è relax...
Ma le dinamiche globali sono diventate una minaccia per le sue fondamenta, sradicato dai suoi territori di origine esso perde ogni riferimento spaziale e temporale. Il modello che ne emerge è quello di un’alimentazione continua, “h24”, e in qualsiasi luogo, oltre qualsiasi “mura” siano esse domestiche o extradomestiche; un’alimentazione composta di piatti (in)identificabili, (in)autentici, frutto di un intricato intreccio di culture, di territori e di tradizioni diverse, di “cibi erranti” che giungono in tavola dopo lunghi viaggi; un’alimentazione rischiosa generatrice di ansie ed incertezze; un modello, utilizzando le parole di Bauman, liquido, dai contorni indefinibili.
La globalizzazione ha agito su ogni aspetto o pratica legata al settore alimentare, dalla produzione al consumo, rendendo il quadro complessivamente poco chiaro, arricchendolo di contraddizioni e paradossi, il risultato è un patchwork globale di scelte, di tendenze, di stili che si avvicinano mentre si allontanano, si omogeneizzano mentre si differenziano.
Ed anche l’alimentazione partecipa al grande spettacolo disorientante che è la vita contemporanea, di fronte al quale è quasi spontaneo chiedersi, cosa dovremmo fare per non continuare ad essere solo degli spettatori? Anzi, c’è qualcosa che possiamo fare? E quale dovrebbe essere il ruolo delle istituzioni, dei governi, delle forze economiche
Genetica e mutamento sociale
La rivoluzione genetica minaccia di amplificare le disuguaglianze. Quali interventi si rendono necessari per ridurre dette conseguenz
Una rivisitazione della relazione rischio/pericolo nella genomica
Nella medicina genomico-predittiva è necessario rivedere le categorie del rischio e del pericolo. La conoscenza di un probabile futuro ci pone in una situazione di rischio o, in funzione delle enormi contraddizioni della genomica, sempre più in pericolo
La complessa percezione della libertà
Si è veramente liberi conoscendo la probabilità di incorrere in determinate malatti
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