2,238 research outputs found
Innovazione 4.0 e Formazione: Una mappatura delle sfide e dei rischi tra tecnoentusiasmo e blackmirroring
Partendo dal riconoscimento delle potenzialità di cambiamento degli ambienti lavorativi dovuti a un mutamento dei rapporti tra individui e tecnologie (e di conseguenza anche delle relative relazioni di potere), il capitolo si occupa di indagare come la letteratura accademica internazionale abbia finora affrontato il tema della formazione aziendale nell’ambito del 4.0. Nello specifico verrà affrontato il tema della metamorfosi culturale in ambito organizzativo (§ 10.1), si procederà poi
a esplicitare domanda e tecnica di ricerca (§ 10.2) e ad analizzare i risultati della ricerca condotta attraverso Scopus (§ 10.3) per finire con una riflessione sui temi tuttora scarsamente presenti (almeno per il momento) nel dibattito accademico e che meriterebbero di uno studio approfondito che vada oltre la dicotomia blackmirroring, da un lato, e tecno-entusiasmo, dall’altro, con lo scopo di cogliere la molteplicità di sfaccettature tipiche dei processi di digitalizzazione della cosiddetta quarta rivoluzione industriale (§ 10.4)
Transformer. Le metamorfosi digitali delle imprese del Nord Est
Il volume rappresenta l’esito di una ricerca sociologica focalizzata a interpretare l’impatto dell’innovazione tecnologica nei processi organizzativi nell’ambito delle imprese del Nord Est. I destinatari di questo libro sono persone curiose di scoprire le caratteristiche delle tecnologie 4.0, le sfide del futuro e le criticità insite nei processi di accelerazione tecnologica narrate da chi si confronta quotidianamente con la complessità organizzativa e sociale prodotta dalle «macchine intelligenti». In special modo, l’attenzione è stata rivolta al cambiamento del profilo di competenze richieste ai lavoratori. Su questo aspetto si sono approfonditi i modelli organizzativi emersi durante il telelavoro. Infatti, a causa della pandemia, anche le aziende nordestine hanno dovuto modificare radicalmente i loro assetti organizzativi. Si rende quindi necessario cercare di capire quanto verrà mantenuto di ciò che è stato appreso e cosa si intenda modificare per adattare competenze e mansioni a nuovi modi di fare impresa che coincidono con la costituzione di diversi modelli di sviluppo economico e sociale. Questo lavoro si presenta in continuità con i temi sviluppati in Una grammatica della digitalizzazione. Interpretare la metamorfosi di società, economia e organizzazioni (Guerini 2020) curato da Daniele Marini e Francesca Setiffi
La rinegoziazione della lista della spesa tra vecchie certezze e nuove insicurezze
Il capitolo si pone l’obiettivo di analizzare diversi comportamenti di con-sumo delle famiglie italiane riguardanti la scelta del punto vendita, la priorità di spesa assegnata ai settori merceologici, la fedeltà alla marca e gli acquisti online. Rispetto ai due precedenti Rapporti dedicati alla situazione italiana dell’Osservatorio sui consumi delle famiglie (Oscf) del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona e, nello specifico, ri-spetto al Primo rapporto (Secondulfo et al. 2017), che ha identificato una “nuova normalità” rispetto ai consumi, e al Secondo (Tronca e Secondulfo 2019), che di questa nuova normalità ha consentito di delineare il consolida-mento, questo testo affronta la nuova sfida interpretativa provocata dalla pan-demia. Sulla scia delle indagini dei precedenti volumi, caratterizzati dall’es-sere riusciti a cogliere l’impatto della crisi economica e sociale del 2008 sulla riconfigurazione dello stile di vita delle famiglie italiane, questa pubblica-zione propone alcune nuove linee interpretative arricchendo la letteratura ac-cademica italiana sul rapporto tra mutamento culturale e scelte di consumo (Sassatelli et al. 2015; Degli Esposti et al. 2019). L’intento è di restituire un’analisi dei comportamenti di acquisto implicitamente influenzati dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 e dai conseguenti periodi di lockdown che, oltre ad aver avuto un effetto sulle scelte di consumo, hanno esercitato un’in-fluenza sulla vita quotidiana degli individui, soprattutto rispetto alla repen-tina trasformazione dal lavoro in presenza al lavoro da remoto e, in rari casi, allo smart working (Marini e Setiffi 2021). Dal mese di marzo del 2020 e, almeno parzialmente, anche nel 2021, routine e stili di vita delle famiglie italiane hanno subìto una radicale trasformazione (Maturo e Setiffi 2021) e le analisi contenute nel capitolo tentano di restituire una quota di questa me-tamorfosi, mettendo in luce le caratteristiche rilevanti per la scelta dei punti vendita (§ 2), da un lato, e la fedeltà alla marca e gli acquisti online (§ 3), dall’altro
Introduzione
Negli ultimi decenni il mondo della produzione e del lavoro sono stati attraversati da processi di trasformazione, spesso anche radicali, che hanno marcato il modo di lavorare, le organizzazioni produttive, oltre alla stessa vita dei lavoratori. La complessità tecnologica e relazionale degli ambienti tecnologicamente
avanzati ci costringe, ora più di un tempo, al superamento delle barriere disciplinari, poiché gli oggetti di studio (tecnologici e non) necessitano di una prospettiva integrata per poter essere pienamente compresi. Il dialogo tra saperi comporta, tuttavia, la necessità di trovare uno spazio di confronto comune, un «linguaggio» e una «grammatica» in grado di fungere da Stele di Rosetta nella comunicazione interdisciplinare. Seguendo questa logica di azione, ciascun capitolo è eminentemente rappresentativo di una disciplina e focalizzato su un tema specifico nella sua stesura, ma interdisciplinare nella sua collocazione in una delle macroaree della curatela: il lavoro e le organizzazioni; la formazione e le competenze; le implicazioni politiche e sociali dell’innovazione tecnologica
L’arcipelago dei punti vendita tra consumi ‘fisici’ e shopping divide
Un anno fa il Sole 24 ore pubblicava un articolo dedicato alla ripresa delle aperture dei punti vendita (fisici). Nel 2016 i negozi chiusi superavano quelli nuovi mentre il 2017 era stato nominato “l’anno della ripresa di aperture di negozi”, poiché si era registrato un saldo positivo a favore di nuovi spazi di vendita della moda e del lusso. I dati sul commercio al dettaglio, oltre ad essere influenzati dalla congiuntura economica, risentono delle preferenze espresse dal consumatore, che incorporano abitudini di acquisto incapaci di essere spiegate attraverso una logica puramente economica perché orientate da un agire razionale da un punto di vista sociale (Fabris, 2003; Sassatelli, 2007; Secondulfo, 2012; Setiffi, 2012) e frutto di una continua ridefinizione dell’equilibrio tra rinunce e concessioni, resistenza e innovazione (Sassatelli, Santoro, Semi, 2015). Un’ulteriore variabile in grado di spiegare la scelta dei punti vendita riguarda ciò che nel titolo del capitolo abbiamo chiamato ‘shopping divide’, una sorta di ‘digital divide’ applicato ai consumi. Infatti, la classe di età del soggetto è di sicuro la variabile che maggiormente ci permette di spiegare le differenze tra coloro che acquistano online e offline (Riva, 2014). In aggiunta, gli stessi luoghi di consumo rappresentano un valido strumento di lettura della metamorfosi dei consumi poiché la loro trasformazione storica-sociale è l’emblema dell’odierno processo di spettacolarizzazione della merce (Codeluppi, 2000) e di progressivo consolidamento della GDO (Grande distribuzione organizzata) e delle vendite online
Reflections on the Cultures of the New and the Second Hand in Italy
This paper focuses on material culture in its twofold role as a synthesis of the relationship between the individual and the market and as a space of social mediation, thus suggesting that we could consider the ‘culture of the new’ and the ‘culture of the used’ as two different ways of interpreting the symbolic meaning of material culture. The use of ‘spheres of consumption’ and ‘spheres of social communication’ (Secondulfo, 2002) will enable us to analyse the relationship with “the world of things”, considering the different value goods and objects acquire when circulating inside relational structures. The concept of New, like the concept of Used, is a form of consumption that goes beyond the material value of the goods, analysing their symbolic dimension. The dichotomy between New/Used is investigated in order to highlight the different cultural characteristics of the two forms of consumption, even though it is clear that in consumer society the cultural line that separates new goods from used goods is blurred. As every object tells the story of its production and of the consumers who have used it over time, the purpose of this essay is to offer a basic analysis of the fragments of material culture that, like remnants of past civilizations, paint a picture of daily life in our time
Talking about school and values. Educational expectations, values and beliefs of European young people
The essay analyses the results of an exploratory research in order to point out the differences between males and females in relation to school priorities and the composition of their system of values. The data come from a European research, - PACT -, carried out in 2009. After having observed the distribution of school performance among social classes, the different perception of their future in those students with a negative scholastic performance is presented and some reflections about the values set of young Europeans are offered. The analysis shows clearly the importance given to knowledge as a value for its power to improve one’s possibilities in achieving one’s future, distinguishing it from personal culture as a value perceived as less useful in the social context of adult future life. School is considered by students both as social institution and social experience, and it is mainly legitimated in its function of social training for adult life. So, aim of the work is to analyze school, one of the main agencies of socialization, through the recording of the students’ opinions and expectations, and also takes into consideration the distribution of school performance both in the parents’ social class and the students’ future social class, in the end it describes the values set of young Europeans. The difference between males and females will be used to highlight similarities and differences among students. This work will try to answer the following questions: Are there gender differences in the students’ expectations from the scholastic system? Is school socially legitimated to young people? How is school performance distributed among social classes? What role do values play? What is the value of availability of knowledge?
School performance will be drawn from academic achievement, understood subjectively (the student’s opinion) and considered objectively (the opinion of the teacher as related by the student) and the opinions of the students about the future usefulness of scholastic knowledge in relation with:
-revelation of sectors in which it will be possible to profit by scholastic training (work, daily life, family, friendships and social relationships);
-comprehension of the priorities which young people think scholastic institutions must have (“to provide an adequate number of competencies”, “to provide the ability to know how to live together and collaborate with others”, “to make the student able to see a profound sense to their own lives”).
Subsequently, the distribution of the school performance among social classes will be analysed and some considerations about the possible influence in influencing the values of young Europeans will be offered. The analysis of the data will be closed taking into account the values system of the European students underlining similarities and differences between males and females and of country of origin. Although we are aware of the explanatory value of the “gender” variable, compared to the “sex” variable, which, as Besozzi sustains (2003), implies an explanatory value superior to the distinction male sex – female sex, the choice to divide the samples in males and females was suitable to underline the many converging points and some substantial differences of opinion among the young Europeans.
The aim is, therefore, to reconstruct the values universe of young Europeans which gives significance to their actions, not exclusively in the scholastic/formative context but, in the broadest social context. From a close examination which places at the centre of attention the role played by scholastic institutions, we can expand the vision of the investigation, which is no longer focused on the individual’s relationship to the school or to his values system, but to depart from the individual to contextualize him within his socio-relational universe
Consumer Culture, Identity and Processes of Socialization
This monographic issue represents an attempt to begin bridging the gap
between scholarship in the fields of the sociology of education and the
sociology of consumption. In order to approach consumption - as a form of social action possessing meaning and an instrument of social communication - as an object of study of the sociology of education, we must first recognize the pervasive presence and influence of consumption on processes of identity formation in contemporary society.The seven articles which make up the present issue Consumer Culture,
Identity and Processes of Socialization all share the objective of
investigating the dialectic of socialization practices and social conditioning
originating in the culture of consumption. Through the use of different
research methodologies and the study of different social practices or
influences, all of the articles illustrate processes of education or
socialization into the variegated world of consumption
Utilità: un concetto economico-sociale
L’articolo confronta la teoria economica e sociologica relativa al concetto di utilità. Pur tenendo in considerazione l’esistenza di una distanza tra gli assunti epistemologici delle due discipline, l’obiettivo è di ricostruire il contributo degli studi economico-sociali alla costruzione del concetto di utilità, con l’intento di ampliare la capacità interpretativa della figura dell’Homo oeconomicus. Il concetto di utilità, al centro della teoria marginalista e tuttora strumento di analisi per interpretare i consumi, è una debole costruzione teorica, poiché basata esclusivamente su variabili economiche che estromettono dall’analisi il contesto sociale in cui si espleta l’azione. Il proposito è di porre a confronto le due teorie e di far emergere, in tal modo, l’esistenza di una domanda di beni di consumo, interpretabile attraverso il concetto di utilità nella sua duplice dimensione: economica e sociale. L’emergere della prospettiva sociale nei meccanismi di funzionamento del mercato consolida l’incontro tra economia e sociologia, comportando per il sociologo: «la necessità di interpretare anche quella forma del tutto particolare di agire sociale che è l’agire economico». Ragionare sul concetto di utilità, come spazio di integrazione tra teoria economica e sociologica significa confrontarsi sia con l’agire individuale sia con il contesto dell’azione, considerando entrambi i piani di analisi in un rapporto di reciproca influenza. La logica razionale guida il consumo, ma è una lente interpretativa sfocata se il suo ambito di applicazione si riduce all’esclusiva analisi economica. La sua completezza esplicativa può essere raggiunta solo abbracciando la ‘vicina’ dimensione sociale, elaborando una forma di razionalità che sia adatta ad interpretare il fenomeno del consumo in veste di azione sociale culturalmente dotata di significato. Se consideriamo la casualità la chiave interpretativa della costruzione e del mantenimento dei rapporti sociali rinunciamo a ricercare sia le cause che li hanno provocati, sia il contesto nel quale vengono elaborati, ed accantoniamo la possibilità di prevederne la trasformazione. In breve, la ricchezza interdisciplinare del fenomeno del consumo diventa la ‘gabbia d’acciaio’ che ne imprigiona l’interpretazione
Introduction to the Special Section: Consumer Culture, Identity and Processes of Socialization
Guest Editor's Introduction: Though consumption has always been an object of social communication, just as material culture has always served as an area of symbolic mediation, with respect to the past, the identity construction of the subject is more closely anchored to the world of goods and services. In order to assign a place to consumption among the processes of education and socialization we must first recognize the relationship between consumption and identity and understand the influence exercised by the mass media on the purchase of goods and services. We often learn consumption behavior implicitly through various primary and secondary institutions of socialization. Though there is a growing body of international research on consumer education a sociological approach which addresses the education and socialization of consumers is still lacking
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