1,721,001 research outputs found

    Introducion

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    The paper is Introduction to: Music of the twenty-first century disporas: research and problems, edited by the author and Giovanni Giuriati. It contains a contribution to some nodal questions about music and migration studies, applied to the Italian situation. In particular: 1. Who are we talking about; 2. Ethnomusicology and migration studies; Music: from migrants to the new “us”. The themes touched by the articles of the book are particularly considered and presented

    Presentazione

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    Prefazione al libro "Le ragioni della musica. Scritture di musicologia africanista", una raccolta di saggi di Simha Arom curata da M. Agamennone e S. Facci.The Preface to "Le ragioni della musica. Scritture di musicologia africanista", a collection of articles of Simha Arom, edited by M. Agamennone and Serena Facci

    Music of the twenty-first century disporas: research and problems, edited by Serena Facci and Giovanni Giuriati, Venezia, Cini Foundation, 2022, free online publication.

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    The book takes inspiration from a seminar organized by the Intercultural Institute for Comparative Music Studies in January 2020. It contains a methodological contribution by Adelaida Reyes to whose memory this volume is dedicated, and one by the anthropologist Francesco Remotti. These contributions are followed by a presentation of original research conducted by mainly Italian scholars who offer a multi-voiced reflection on the musical life of the many migratory contexts that can be observed in Italy. A vivid and varied picture emerges both in terms of the particularities of the musical cultures involved and of the research themes. In the papers, the reader may find several links to audio and video documents illustrating the research. Chapters by Adelaida Reyes, FracescoRemotti, Fulvia Caruso, Linda Cimardi, Vanna Viola Crupi, Ortensia Giovannini, Blanche Lacoste, Maria Rizzuto, Francesco Serratore, Nico Staiti, Thea Tiramani. Introduction by Serena Facci, Afterword by Giovanni Giuriati

    Conversazione con un maestro

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    "Conversazione con un maestro" è un capitolo della raccolta di saggi di Simha Arom raccolta a cura di Maurizio Agamennone e Serena Facci. In questa lunga intervista i due curatori sollecitano l'autore a discutere il contenuto dei saggi che coprono un arco temporale di circa cinquanta anni. I temi toccati riguardano le modalità della ricerca sul campo, il contributo dell'etnomusicologia alla musicoloogia generale, la poliritmia nella musica dell'Africa Centrale e altri argomenti centrali nell'operato del famoso musiclogo.A long interview to Simha Arom about his ethnomusicological researches in Central Africa. It is part of the book "Le ragioni della musica. Pagine di musicologia africanista", a collection of articles written by Arom, edited by M. Agamennone and S. Facci

    Presentazione

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    Prefazione al libro "Le ragioni della musica. Scritture di musicologia africanista", una raccolta di saggi di Simha Arom curata da M. Agamennone e S. Facci.The Preface to "Le ragioni della musica. Scritture di musicologia africanista", a collection of articles of Simha Arom, edited by M. Agamennone and Serena Facci

    Il questionario: come chiedere cosa è il Patrimonio culturale

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    Nel contributo si illustrano le problematiche connesse all'ideazione di un'inchiesta sulla sensibilità dei giovani nei confronti del Patrimonio culturale. Si parte dalla motivazione che ha portato una commissione di esperti alla selezione delle domande per un questionario e alle modalità di somministrazione per arrivare, infine, a una valutazione in senso qualitativo delle risposte raccolte

    The voice that gives voice : female folk revival singers around 1968

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    This chapter explores Folk Music Revival, a movement born in many countries during the 1960s when vocal icons became spokespeople for particular local musical cultures. It was also influenced by ideological motivation such as socio-economic egalitarianism, pacifism and Third-Worldism. Among American singers, a pivotal female voice had a significant role, that of Joan Baez who had a great influence everywhere in the world and also in Italy. In this country, the Folk Revival was dominated by charismatic women who were experts in their local rural or regional repertoires, such as the Sicilian Rosa Balistreri - and ‘outsider’ singers and folk researchers inspired by these traditions, in particular Giovanna Marini who also influenced many other younger women. Their songs became a sort of ‘manifesto’ for political demands. This contribution focuses on the experiences of Baez, Marini, and Balistreri, three women with a very strong personality who expressed very different subjective aptitudes in their vocality, musicality, and performance style. The ideological motivation of these artists’ work led to aesthetic empowerment of the female voice, a ‘voice that gives voice’, both in the linguistic sense through the social and/or political meaning of the lyrics, and in a stylistic sense through the resumption or re-invention of particular elements of rural origin

    Riunire le teste dell'idra: una rilettura della produzione di Fabrizio De André attraverso i suoni

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    In un’intervista rilasciata poco prima di morire, De André aveva proposto l’immagine dell’idra, mostruoso serpente mitologico dalle mille teste, per spiegare come la canzone sia una forma d’arte solo apparentemente semplice, risultante in realtà dalla combinazione ben ponderata di diversi tasselli. Egli delineava quello che dovrebbe essere il lavoro del critico musicale utilizzando delle parole che ben si prestano a essere applicate ad altri possibili discorsi sulla musica, qual è ad esempio la prospettiva di uno studio accademico. L’obiettivo dello studio è quello di dimostrare come il prodotto finale, ovvero la traccia audio, sia il risultato di una serie stratificata di operazioni, riguardanti l’ideazione approfondita del testo (parole e musica), la sua organizzazione formale, la cura della performance e della comunicazione, oltre che le scelte operate sul suono registrato, la sua definizione timbrica e la sua organizzazione nello spazio sonoro. Il titolo della tesi, pertanto, allude alla necessità di aprire l’analisi a una visione a più ampio raggio rispetto alla maggior parte degli studi precedenti sul tema: prendendo spunto dalla metafora dell’idra, utilizzata da De André per definire la complessità della canzone, ho voluto affermare la necessità di tenere nella giusta considerazione gli altri elementi citati. Il termine “suono” allude al ruolo fondamentale della musica, quindi dei parametri melodici, ritmici, armonici e timbrici ad essa collegati, ma non solo; esso comprende altre declinazioni, come la sonorità intrinseca della parola che si esplicita nel canto e che diviene manifesta nella performance, ma anche tutto ciò che riguarda il sound e i parametri direttamente collegati alla registrazione; rimanda, inoltre, alla dimensione dell’ascolto e al carattere sostanzialmente orale della traccia discografica. La scelta di indicare “suoni” al plurale non è dunque casuale: oltre alle diverse tipologie di implicazioni acustiche, allude alle voci delle persone coinvolte e il riecheggiare delle numerose fonti utilizzate; rimanda, insomma, alla natura corale del canzoniere

    Ethnographic Approaches to Discographic Production in Sardinia, Italy

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    L'obiettivo di questo articolo è discutere come, anche nell'ambito della musica tradizionale, i processi coinvolti nella mediatizzazione di una performance musicale comportino inevitabilmente un certo grado di “opacità” che dipende sia dai vincoli delle tecnologie di registrazione sia dal “progetto performativo” che dà forma a ogni artefatto registrato. Fondamentali per l'analisi dei quattro casi di studio qui presentati sono stati i miei otto anni di lavoro come manager e assistente tecnico del suono in uno studio di registrazione sardo, insieme alla mia ricerca d'archivio sulle registrazioni storiche. Basandomi sulla mia formazione di etnografo, sostengo che un approccio etnografico allo studio di registrazione può rendere più trasparenti questi processi di mediatizzazione, offrendo nuove prospettive metodologiche e teoriche per affrontare lo studio della mediatizzazione tecnologica della performance musicale.The aim of this article is to discuss how, even within the domain of traditional music, the processes involved in the mediatization of a musical performance inevitably bring a certain degree of ‘opacity’ that depends both on the constraints of recording technologies and on the ‘performative project’ that shapes every recorded artifact. Fundamental for the analysis of the four case studies presented here were my eight years working as manager and sound engineer assistant in a Sardinian recording studio, together with my archival research on historical recordings. Drawing on my training as an ethnographer, I argue that an ethnographic approach to the recording studio can make these processes of mediatization more transparent, offering new methodological and theoretical perspectives to address the study of the technological mediatization of musical performance

    Problems of Method in a Fieldwork among the Immigrant Christian Communities in Rome

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    In the last years, we have been working on a research project studying liturgical music performed in immigrant communities in our city, Rome. During this research many issues concerning ehtnomusicological theoretic approaches emerged. In the first part of the article, Serena Facci dealt with the problem of comparativism. Comparative methods have never been abandoned in ethnomusicology, and in postcolonial tendencies comparativism acquired new interests mostly in sociology and social anthropology. Nowadays urban and transcultural fieldworks are common in research and they require a comparative method. A case will be presented: a comparison between the realization of the Alleluia for the Gospel acclamation in different churches, a fundamental moment of the Mass, common to Roman and Oriental liturgies. The analysis will suggest considerations on melodic features and multipart singing, gestures and emotional contents. In the second part, Alessandro Cosentino dealt with the role of key figures and innovators in two different contexts: Ekatherine Kacharava, choral director of the Christian Orthodox Georgian community in Rome and father Emmanuel Cola Lubamba, composer of liturgical and religious music, choral director of the Catholic Congolese community in Rome
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