8,255 research outputs found
Introduzione
Nella costruzione della conoscenza e della pratica del servizio sociale, la ricerca scientifica si presenta come un elemento capace di apportare contributi in termini di conoscenza del contesto territoriale e dei problemi sociali, di supporto per il decision making e per l’orientamento delle politiche sociali e, non ultimo, nell’ambito della valutazione degli interventi. Nonostante la sua rilevanza, il ricorso alla ricerca non è ancora una pratica diffusa e radicata all’interno della professione e dei servizi sociali, con il rischio che vengano a mancare quegli spazi di riflessione capaci di contrastare le logiche meramente riparative sviluppando interventi innovativi e virtuosi in termini di efficacia e qualità. In questa direzione, nel Corso di laurea magistrale dell’Università di Padova, da anni vengono sperimentati percorsi di tirocinio di ricerca, durante i quali gli studenti
sviluppano e realizzano ricerche empiriche all’interno dei servizi. Muovendo da questi presupposti, il volume, scritto a più mani da sociologi, pedagogisti e assistenti sociali, presenta alcuni contributi di ricerca, interessanti sia sul piano scientifico che in relazione alla pratica professionale, realizzati dai laureati magistrali in Scienze del Servizio Sociale, che hanno preso le mosse da questi percorsi di tirocinio
Ascoltare i bisogni dei caregiver delle persone affette da demenza: una ricerca quali-quantitativa nel territorio veneto
Nel capitolo vengono presentati gli esiti di una ricerca quali-quantitativa condotta in un comune della provincia di Padova avente come oggetto i bisogni dei caregiver di anziani affetti da demenza. Attraverso una intervista strutturata ed una scala sono state indagate la storia della malattia, gli aspetti della vita del caregiver che sono stati modificati dalla malattia, il grado di soddisfazione riguardo i servizi offerti nel territorio e il livello di stress percepito. I risultati, elaborati dal materiale raccolto da 19 caregiver, evidenziano il ruolo strategico ancora oggi svolto dai caregiver familiari e la necessità crescente che il sistema socio-sanitario appronti servizi e modalità di presa in carico del paziente de- mente inclusive dei bisogni del caregiver
La protezione e tutela dei minori: una ricerca sulle pratiche di comunicazione tra scuola e servizi sociali nel territorio veneto
Il capitolo presenta una ricerca quantitativa condotta nella provincia di Treviso avente come oggetto la comunicazione tra scuola e servizi di tutela in relazione alle situazioni di rischio di pregiudizio o pregiudizio degli alunni. Attraverso la somministrazione di un questionario, costruito ad hoc, a 342 insegnanti di diversi ordini e grado sono stati indagati l’atteggiamento e la conoscenza rispetto al tema della segnalazione, della tutela del minore e del maltrattamento dell’infanzia, ed il rapporto con il Servizio Tutela Minori. I risultati evidenziano il ruolo strategico svolto dagli insegnanti a tutela dei bambini e dei ragazzi, reso però fragile dalla assenza di conoscenza dei servizi e delle prassi nonché di consolidate prassi di comunicazione tra Scuola e Servizi Sociali
“Penso che la motivazione dei miei genitori fosse economica e di prospettive di futuro. Non penso esi- stano altre motivazioni!” Modelli di migrazione e di integrazione delle famiglie di origine
L’esperienza migratoria muove da differenti motivazioni economiche, climatiche, forzate o familiari (Cesareo 2022; Ambrosini 2011; 2020; Kofman 2004), cui di recente si è aggiunta la curiositas (ISMU, 2022). Il presente capitolo presenta i risultati di una ricerca qualitativa che, attraverso lo strumento dell’intervista, ha raccolto le narrazioni dei percorsi di integrazione di giovani che hanno attraversato in modo virtuoso il sistema scolastico italiano: si tratta di 52 studenti universitari con background migratorio. L’analisi delle interviste ha permesso di delineare un panorama caratterizzato prevalentemente da migranti di tipo economico, che hanno realizzato il percorso migratorio con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni lavorative e di vita nonché di concedere una migliore prospettiva futura ai loro figli. Solo in parte viene sottolineato lo spirito di avventura e curiosità nonché il bisogno di libertà che ha caratterizzato la spinta motivazionale di alcuni. Emergono quattro tipologie di integrazione sulla base delle relazioni sociali e amicali prevalenti: le due tipologie più rappresentate appaiono polarizzate in un caso abbiamo infatti coloro che mantengono prevalentemente reti e legami con la comunità di origine nell’altro coloro che intessono prevalentemente legami con gli autoctoni; più marginali appaiono le restanti due tipologie composte da coloro che hanno creato legami misti e da coloro che non hanno costruito relazioni al di fuori della rete familiare. Non emerge dunque un modello di integrazione specifico o prevalente tra gli studenti universitari con background migratorio mentre la maggior parte degli intervistati presenta un buon capitale sociale e relazionale con positive esperienze di inclusione e la possibilità di mantenere un radicamento nelle proprie origini e valori
Vita relazionale ed emozioni nelle coppie in fase di pensionamento e/o nido vuoto
The present research, which is developed within the context of partnership functionality studies, has investigated the relational style, emotions and well being in the empty nest and/or retired married couples. The sample was composed by 68 couple living in the North of Italy. A semistructured interview, a genogram, a three self-report instruments - the Dyadic Relational Test (Cusinato, 1997) based on the Selfhood Model of L'Abate (1995), the Partner Quality Test (Cusinato, Segatto & Fabrizio, 1996), assessing marital satisfaction, and the Family Differential-Emotional Scale (Cusinato, Maino, Aceti, 1998) - were administrated to the couples. No negative effects are detected in the perception of the partner and in the functioning of partner's relationship, although husband seemed to feel more positive emotion. Having grandchildren, illness and good social relations are underline as positive factor
“Voglio che arriviate dove non sono arrivata io”. Il ruolo della famiglia nell’impegno e nella riuscita scolastica dei figli
La letteratura nazionale e internazionale evidenzia come le famiglie con background migratorio abbiano un importante ruolo di sostegno per il percorso scolastico dei figli (Bertozzi e Lagomarsino, 2019; Ravecca, 2014; Kao e Tienda, 1995). Nonostante si tratti di nuclei che sperimentano disparità di accesso all’istruzione e difficoltà di carattere socioeconomico, lo studio e il successo scolastico rappresenta per queste famiglie la principale modalità con cui esprimere le proprie aspirazioni e aspettative di mobilità sociale per i figli (Santagati, 2009). Indipendentemente dalla nazionalità, questi genitori si dimostrano disposti a fare grandi sacrifici per fornire ai figli il supporto necessario sia in termini psicologici ed emotivi, sia mobilitando tutte le risorse economiche disponibili (Schnell et al., 2015).
Il capitolo, attraverso l’analisi delle interviste realizzate con 52 ragazzi e ragazze con background migratorio, nati all’estero o in Italia, e iscritti ad un corso universitario o appena laureati, indaga la percezione degli intervistati rispetto al ruolo delle famiglie nel loro percorso scolastico e di integrazione. Si rileva come vi sia prevalentemente tra gli intervistati una forte consapevolezza dell’importanza attribuita dalle loro famiglie allo studio e all’istruzione quale veicolo di riscatto e opportunità di miglioramento della condizione lavorativa ed economica; segue un gruppo di intervistati che enfatizza maggiormente la dimensione di crescita personale e culturale a prescindere dalla futura collocazione nel mondo del lavoro. Infine, una residuale parte degli intervistati si divide tra coloro che hanno intrapreso il percorso di studi universitari seguendo una tradizione familiare in continuità con la generazione dei genitori, talvolta anche in assenza di una profonda motivazione personale o di una propria progettualità futura e coloro che, invece, hanno portato avanti il proprio percorso di studi nonostante l’indifferenza o scarsa motivazione da parte dei loro familiari, mostrando una determinazione capace di oltrepassare sia l’atteggiamento reticente dei genitori sia le barriere presenti nel nostro sistema sociale e scolastico
Più del necessario. Storie di studenti con background migratorio
In Italia, l’aumento della presenza di bambini e adolescenti con background migratorio ha modificato radicalmente la composizione della popolazione scolastica nei sistemi di istruzione primaria e secondaria. Tuttavia, solo di recente, si inizia ad assistere all’ingresso di alcuni di questi studenti nel mondo universitario. Questo perché avere alle spalle un vissuto di migrazione comporta molteplici svantaggi e criticità in termini economici, sociali ed indubbiamente anche formativi.
Il volume Più del necessario. Storie di studenti universitari con background migratorio raccoglie le biografie di questi ragazzi che, oltrepassando le aspettative socialmente diffuse - e quindi andando oltre “il necessario” -, hanno realizzato percorsi scolastici virtuosi che li hanno condotti alla scelta di proseguire il proprio percorso di studi con l’iscrizione ad un corso universitario. Grazie al racconto delle loro esperienze familiari e scolastiche, delle relazioni con i pari, delle aspirazioni, dei successi e delle fatiche è stato possibile comprendere i nodi critici che hanno dovuto affrontare nonché delineare alcune prospettive di miglioramento delle attuali politiche educative
Role of p70S6K and STAT3 signaling pathways in breast cancer recurrence
For early breast cancer (EBC) patients, local relapse represents what mostly influences disease outcome. Surgery itself and the consequent process of wound healing have been proposed to stimulate local recurrences via pathway(s) still to be clarified. Notably, 90% of local recurrences occur at or close to the same quadrant of the primary cancer. p70S6K and STAT3 pathways have been implicated in breast cancer cell response to post-surgical inflammation, supporting the hypothesis that they may be crucial also for breast cancer recurrence. The results of this PhD thesis show that interfering with p70S6K activity strongly impaired breast cancer cell survival in vitro and local relapse in vivo. Peri-operative treatment using specific pharmacological inhibition of p70S6K1 was sufficient to reduce by 83% the rate of local recurrence. The significance of our results was confirmed in human EBC specimens, proving that p70S6K activity is consistently increased by surgery, also in human patients. Our study also highlighted that surgical fluids very efficiently activated STAT3 and that STAT3 activity was necessary for the survival and growth of tumor initiating cells. Taken together, our results show that p70S6K and STAT3 pathway are strongly involved in the promotion of the survival of residual tumor cells in the breast microenvironment.
Moreover, we demonstrate that p70S6K is an important regulator of breast cancer progression and could be used as target to restrain recurrent disease and to improve clinical outcomes in EBC patients. Finally, we show that STAT3 impinges on breast cancer stem cell phenotype upon WF stimulation and its precise role in the insurgence of local recurrence is currently under investigation
The Internet and Children. A look at online risks among adolescents
Internet, smartphone and social networks are a crucial part of daily life for children. Today these new “social machines” represent the main pathway to knowledge and relationships. While not underestimating the growth-fostering aspects offered by these new social machines, our study here focuses on the risk factors inherent in the very dimension of knowledge and relationship characterizing them. In this new, fast-evolving context, the risks need to be monitored. Research based on a sample of 1700 adolescent between the ages of 14 and 19 years, residing in northeastern Italy, has enabled us to update and clarify online risks, offering the possibility to elaborate indications useful to the adults and policy-makers involved
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