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    Cormac McCarthy: saggi a margine del canone

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    Attraverso capolavori oscuri come Blood Meridian, or The Evening Redness in the West e Suttree, e romanzi di grande successo quali All the Pretty Horses, No Country for Old Men e The Road, Cormac McCarthy si è imposto come una delle voci più importanti della letteratura americana contemporanea. Ormai canonizzato in patria anche grazie alla mediazione di Harold Bloom (che lo ha inserito nella rosa dei più grandi scrittori viventi), McCarthy resta ancora relativamente poco studiato nel nostro paese. La critica statunitense, così come quella del nostro paese, mostra un notevole squilibrio tra i saggi dedicati ai lavori più noti e quelli focalizzati invece sulla prima stagione dell’autore (il cosiddetto Tennessee Period) o sulle sue opere meno lette e studiate. In questo libro, Giulio Segato e Marco Petrelli hanno scelto di dedicarsi a quelle che definiscono “province” dell’autore, ovvero tanto alle opere meno frequentate da critica e pubblico, quanto a prospettive critiche liminali o inedite sui romanzi più attestati. Opere e approcci trascurati, quindi, ma nient’affatto secondari. La volontà di Cormac McCarthy: saggi a margine del canone è infatti quella di dimostrare come la produzione periferica dell’autore, oltre a possedere un valore letterario certamente paragonabile a quello delle opere centrali, sia in grado di gettare su queste ultime una luce nuova e stimolante. Del resto, uno sguardo che si ponga idealmente sulla frontiera è intuitivamente adatto all’analisi di uno scrittore che dell’eccentricità ha fatto un tratto stilistico e poetico fondamentale e immediatamente riconoscibile. Attraverso lo studio dei racconti giovanili (e inediti in Italia) Wake for Susan e A Drowning Incident, delle opere teatrali The Stonemason e The Sunset Limited, della sceneggiatura per la televisione The Gardener’s Son; e tramite le riletture di classici quali Blood Meridian e No Country for Old Men, analizzati da punti di vista inusuali, Petrelli e Segato riaprono il dibattito critico su Cormac McCarthy conducendolo su territori largamente inesplorati

    A Jaguar is an Awful Cat. Animals and Animal Metaphors in James M. Cain's Novels,

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    James M. Cain is often linked with hard-boiled writers such as Dashiell Hammett and Raymond Chandler. Actually, he wrote a different kind of novels, where there are no ‘private eye’ detectives and very few murders. Robert Polito describes them as Noir Novels, using a term normally associated with the famous Hollywood genre, because of their particular emphasis on psyche and drama issues – distinctive elements of the Film Noir Era

    AMERICAN NIGHT SHADOWS: NOTE SU EDWARD HOPPER E IL CINEMA NOIR AMERICANO

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    La maggior parte degli storici del cinema concorda nel descrivere i film noir come una sintesi di tre elementi eterogenei: la prima letteratura hard-boiled (soprattutto quella dei grandi autori, Hammett e Chandler), il cinema espressionista tedesco e la psicoanalisi. A questi tre elementi di solito si aggiunge una particolare sensibilità visiva, caratterizzata da una fotografia scura, immagini di strade bagnate e desolate e particolari giochi di luci e ombre. Questi aspetti fotografici spesso vengono ricondotti proprio all’espressionismo tedesco. Tuttavia, ci sono alcuni pittori americani che almeno vent’anni prima del The Maltese Falcon (John Huston, 1941) – considerato il primo noir della storia – hanno anticipato sensibilità e schemi compositivi della fortuna stagione cinematografica. Edward Hopper, oltre ad essere il più importante pittore figurativo americano, è forse l’artista che ha dato il contributo maggiore allo sviluppo dei noir, anche grazie alla sua vicenda biografica (inizia la sua carriera come illustratore di locandine cinematografiche). Esistono alcuni articoli e saggi che segnalano – non sempre in modo approfondito e analitico – lo stretto rapporto tra alcune incisioni e tele di Hopper e la costruzione delle scene dei film noir. Ma questi articoli e saggi di solito si concentrano sul rapporto specifico tra il pittore e Alfred Hitchcock (entrambi avevano esplicitato stima reciproca) o sulla relazione tra due tele di Hopper e Force of Evil, il bel film di Abraham Polosnky. Lo scopo del mio saggio è dunque quello di esaminare le molteplici affinità formali e tematiche tra alcune opere di Hopper e i film noir americani, mettendo in luce gli intrecci tra il cinema e l’artista che hanno preceduto ”l’età del noir”

    Pescheria Nuova, Centro di Informazione e Documentazione visive a Rovigo

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    L'edificio della pescheria, in uso fino alla fine degli anni Settanta del Novecento, ha un impianto a tre campate: quella centrale era riservata al pubblico; le laterali attrezzate con banconi in pietra per la vendita de pesce. Lo spazio interno era caratterizzato dalla presenza di colonne in ghisa e capriate metalliche, con travatura lignea soprastante in vista; la luce, penetrando dall'alto, privilegiava la campata centrale che si configurava come una vera e propria via coperta. L'idea che ha guidato il progetto, vincitore del concorso bandito dal Comune di Rovigo nel 1987, è stata quella di affiancare alle colonne in ghisa un analogo sistema figurativo e strutturale, pressochè indipendente dall'originario e interpretato secondo le tecnologie costruttive attuali. L'intento è di preservare la memoria del luogo - l'architettura dei mercati e delle vie coperte in ferro e vetro - pur inserendo elementi architettonici nuovi quali, ad esempio, i due piani ammezzati delle campate laterali, destinati come il piano terra ad accogliere piccole esposizioni

    Tecniche di taratura di stereocamere per missioni planetarie

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    Optical instruments for space missions work in hostile environment, it’s thus necessary to accurately study the effects of ambient parameters variations on the equipment. In particular, optical instruments are very sensitive to ambient conditions, especially temperature. This variable can cause dilatation and misalignment of the optical elements, and can also lead to rise of dangerous stresses in the optics. Their displacements degrade the quality of the sampled images. In this work the optics and mountings of a stereo-camera for the BepiColombo mission are modelled and processed by a thermo-mechanical FEM analysis, reproducing expected operative conditions. The output is elaborated into a MATLAB optimisation code, based on non-linear least square algorithm to determine the equation of the best fitting nth polynomial or spherical surfaces of the deformed lenses and mirrors; model accuracy is 10-8 m. The obtained mathematical surface representations are then directly imported into ZEMAX for sequential raytrace analysis. The results are spot diagrams, chief ray coordinates on the detector, MTF curves and Diffraction Encircled Energy variations due to simulated thermal loads. This helps also to design and compare different optical housing systems for a feasible solution. Different types of lenses and prisms constraints have been designed and analysed. The results show the preferable use of kinematic constraints instead of glue to correctly operate the instrument to maintaine in focus in orbit around Mercury considering an operative temperature between -20°C and +30°C.Gli strumenti ottici che vengono utilizzati nelle missioni spaziali risentono delle variazione delle condizioni ambientali, per questo è necessario studiare l’effetto di queste ultime sull’equipaggiamento. In particolare gli strumenti ottici sono molto sensibili alle variazioni di temperatura, perché questa grandezza può causare la deformazione e il disalinneamento delle ottiche, inoltre può comportare l’insorgere di tensioni rilevanti che possono provocare la loro rottura. In questa tesi sono state effettuate delle analisi termo-elastiche utilizzando un software ad elementi finite (Nastran) riproducendo le condizioni operative in cui si troverà la stereocamera coinvolta nella missione BepiColombo. I risultati delle analisi sono stati elaborati in MATLAB per determinare le equazioni matematiche delle superfici degli elementi ottici deformati utilizzando un’ottimizzazione non lineare ai minimi quadrati, e considerando equazioni polinomiali, sferiche e planari. Le superfici matematiche sono state importate in un software raytrace (ZEMAX) per poter verificare la performance ottica dello strumento. I risultati mostrano come le variazioni di temperatura influenzino gli Spot Diagrams, la Diffraction Ensquare Energy e le curve MTF. Per migliorare la risposta del telescopio ai carichi termici sono stati ideati dei vincoli cinematici, il loro utilizzo compromette molto meno la performance della stereocamera rispetto a vincoli rigidi per le ottiche. È stata valutata l’influenza delle variazioni dei parametri ottici (focale, spostamento del centro ottico, spostamento degli Spot Diagrams sul piano immagine e distorsioni) sulla ricostruzione della profondità della superficie di Mercurio utilizzando la propagazione dell’incertezza secondo le metodologie GUM e Monte Carlo. Infine è stato ideato unsetup strumentale per determinare gli spostamenti e le rotazioni di alcuni elementi ottici della sterocamera in camera di vuoto riproducendo le condizioni operative dello strumento

    Modellazione numerica per la gestione delle risorse idriche sotterranee nella Piana del Fucino (L’Aquila)

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    La modellazione a scala di bacino della Piana del Fucino si prefiggeva di quantificare gli apporti idrici dagli acquiferi carbonatici verso la Piana e la loro influenza sulla circolazione idrica sotterranea, al fine di individuare gli eventuali squilibri e progettare proposte di intervento. Per implementare la simulazione di flusso idrico sotterraneo all’interno dei sedimenti alluvionali che costituiscono la Piana, è stato redatto un modello idrogeologico concettuale che si avvaleva di una consistente letteratura con oltre 200 stratigrafie, di portate medie delle sorgenti e di pozzi, di numerose campagne piezometriche e dati termopluviometrici. Durante il processo di calibrazione si è ricostruita la variazione spaziale della conducibilità idraulica fra diverse unità idrogeologiche e tramite l’analisi di sensibilità è stata determinata l’incertezza legata ai valori di permeabilità assegnati alle singole unità ed alle condizioni al contorno. Il grado di accuratezza con cui il modello simula il sistema reale è da considerarsi buono grazie ai numerosi punti di controllo, sia di misure piezometriche che di portate registrate (sorgenti e canali). I risultati della simulazione mostrano una situazione di squilibrio idrico nella zona di Avezzano, dovuto a prelievi ed alla bassa permeabilità dei sedimenti; inoltre è stata accertata la forte interazione fra l’acquifero e la rete di canali drenanti che impediscono l’impaludamento dell’area
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