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    Utilizzo di Materiali a Memoria di Forma per il Restauro di Superfici Musive ed il Consolidamento di Paramenti Murari

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    Tra le numerose applicazioni della classe di materiali definiti Shape Memory Alloys (SMA), è particolarmente recente quella nel campo del restauro di opere d’arte [1]. Nella prima parte del presente lavoro è stato studiato il comportamento, sia attraverso simulazioni numeriche, sia mediante test sperimentali, di un dispositivo a memoria di forma in nickel-titanio (NiTiNOL), progettato per essere utilizzato come ancoraggio nel caso di superfici musive che presentino distacchi dalla parete o fra gli strati dell’intonaco di supporto. Gli apparati in esame sono stati discretizzati all’interno di un codice di calcolo agli elementi finiti, utilizzando, per la definizione del materiale, delle curve tensione-deformazione ricavate sperimentalmente. Tali curve, oltrechè modificarsi notevolmente al variare della temperatura, presentano un particolare comportamento non lineare. I risultati delle analisi numeriche hanno confermato e precisato la validità delle analisi precedenti effettuate in sede di definizione delle caratteristiche del dispositivo [1, 2]. Gli esperimenti di laboratorio, svolti parallelamente alle simulazioni, hanno permesso di ottimizzare il modello utilizzato, di verificare l’affidabilità di questo dispositivo di ancoraggio, di ipotizzare ulteriori miglioramenti della sua geometria ed, infine, di progettare altri dispositivi da impiegare in contesti differenti da quello delle pareti musive. In particolare, nella seconda parte del lavoro vengono sinteticamente descritte varie applicazioni in SMA per il cantiere di restauro delle celebri botteghe di via dell’Abbondanza a Pompei, come i) dispositivi per l’ancoraggio di strati di intonaco ed ii) in blocchi lapidei e iii) giunti per la movimentazione di lastre in policarbonato

    L-type calcium channels modulate the regression of left ventricular hypertrophy after ace-inhibition in genetic hypertension.

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    The aim of this study was to investigate the possible link between the regression of the left ventricular mass induced by ACE-inhibition and L-type calcium channels. For this purpose, an evaluation of both L-type calcium channels and AT1 receptor patterns in the left ventricular tissue of adult spontaneously hypertensive rats (SHR) was made before and after long-term treatment with ramipril. An abnormal density of both dihydropyridine and AT1 receptors was observed in SHR at 24 weeks, compared to age-matched control Wistar-Kyoto (WKY) rats (dihydropyridine receptor Bmax: 1. 30+/-0.09 vs 1.14+/-0.06 pmol mg-1 proteins, P<0.001; AT1 receptor Bmax: 1.35+/-0.07 vs 2.62+/-0.08, P<0.001 pmol mg-1 proteins). A treatment for 10 weeks with ramipril induced a significant decrease in the left ventricular mass index of SHR, as well as a significant decrease in dihydropyridine receptor density (Bmax: 0.96+/-0.01 vs 1. 39+/-0.08 pmol mg-1 proteins, P<0.001) and a significant increase in AT1 receptor density (Bmax: 3.08+/-0.26 vs 2.78+/-0.09 pmol mg-1 proteins, ramipril-treated SHR vs vehicle-treated SHR, P<0.001). These results suggest that the decrease in left ventricular mass after treatment with ramipril may be dependent on changes in L-type calcium channels other than the direct effect on circulating and tissue angiotensin II (ang II) levels: involvement of calcium channels and subsequent calcium influx into cardiac cells could be proposed as an additional mechanism for the regression of left ventricular mass after ACE-inhibitio

    Rilievo e ricostruzione Integrata di opere d’arte e ambienti architettonici

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    Il testo descrive l'applicazione integrata di diverse metodologie di rilievo tramite laser scanner per lo studio, il rilievo della statua rappresentante una Madonna col Bambino del XV secolo atttribuita ad Agostino di Duccio e del Santuario di S. Maria delle Grazie a Fornò (FC). La statua, lievemente danneggiata, rappresentante una Madonna col Bambino del XV secolo, attribuita ad Agostino di Duccio, proviene dal Santuario di S. Maria delle Grazie a Fornò (FC), dove si trovava in una nicchia sulla facciata principale sopra l'ingresso. L'opera è stata recentemente restaurata e trasferita all'interno di una prestigiosa stanza del Palazzo Vescovile di Forlì, in cui è attualmente conservata per motivi di maggior tutela. Il progetto prende spunto, quindi, dall'idea di valorizzare quest'opera d'arte restituendola virtualmente alla sua collocazione originaria. Per l'acquisizione della statua è stato utilizzato il laser scanner a triangolazione ottica Minolta Vivid 9i, il cui impiego consente di scansionare con ona risoluzione dettagli morfologici di opere d'arte, mentre gli interni della za vescovile e il Santuario sono stati rilevati attraverso il laser scanner a tempo di volo Leica HDS3000 che opera su scala architettonica. Inoltre, per completare il quadro conoscitivo emerso dal restauro dell'opera, sono state effettuate sistematiche misure di tipo spettrofotometrico in riflessione diffusa nel visibile e nel vicino UV) e riflettografico (IR), che hanno consentito di creare una prima banca dati di curve di riflettanza I dati spettrofotometrici, potranno essere utilizzati in futuro per monitorare periodicamente lo stato conservativo delle superfici marmoree. I dati digitali raccolti ed elaborati in questo lavoro potranno essere utilizzati: per la realizzazione di una copia a grandezza naturale della statua da collocare nella sua sede, per la valorizzazione dell'opera attraverso la presentazione tridimensionale e possibili ipotesi di restauro virtuale per la ricostruzione di parti tuttora mancanti
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