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Supply Chain Management e Made in Italy
Il forte cambiamento che si è verificato nello scenario internazionale negli ultimi anni minaccia la competitività dei prodotti del Made in Italy e mette in discussione il loro primato a livello mondiale.
I processi di delocalizzazione delle filiere hanno indebolito la nostra struttura produttiva, che è stata per lungo tempo frontiera di eccellenza in quanto radicata nel territorio e basata su competenze distintive. L’adozione della moneta unica ha reso inefficaci alcune delle condizioni che avevano consentito ai prodotti italiani di essere più competitivi in termini di prezzo. Lo sviluppo di mercati orientati più sul prezzo che sulla qualità del prodotto rischia di determinare significative perdite di quote di mercato per i prodotti meno esclusivi presenti nell’offerta del Made in Italy.
Rispetto a questo scenario, è necessario supportare la tradizionale attenzione al brand e alla qualità dei prodotti con una forte riorganizzazione dei processi che riguardano l’area del supply chain management. Il lavoro di ricerca condotto negli ultimi due anni dai docenti della Unit Produzione e Tecnologia della SDA Bocconi ha permesso di documentare, attraverso l’analisi di alcuni casi aziendali espressivi dell’eccellenza italiana, come i processi di Supply Chain Management possono impattare in modo estremamente significativo sulla capacità competitività delle aziende e quali sono le prassi in grado di incrementare il differenziale competitivo basato sui tradizionali elementi di riconoscibilità della marca e qualità del prodotto.
In particolare, i casi esaminati mettono in evidenza come lo sviluppo di relazioni inter-organizzative – finalizzato non solo alla ricerca di razionalizzazioni operative di breve termine, ma anche di soluzioni innovative che favoriscono la riorganizzazione delle attuali modalità di gestione dei processi – permette di conseguire sensibili miglioramenti sul fronte delle prestazioni sia di carattere economico-finanziario, sia di natura operativa.
Ad esempio, grazie al completo ridisegno dell’assetto e delle logiche di gestione della logistica distributiva, Granarolo ha potuto conseguire una riduzione del 7% dei costi operativi e una riduzione del 5% del costo annuo dei trasporti. La diffusa adozione del VMI da parte di Barilla ha consentito un miglioramento del livello di servizio di quasi 5 punti percentuali in termini di completezza delle consegne dai propri centri distributivi ai punti vendita dei clienti. Questo risultato è stato raggiunto riducendo tra il 20 e il 50% il livello delle scorte presente nei centri distributivi. Il ridisegno del network logistico ha permesso a Lavazza di raggiungere una puntualità superiore al 98%, con una rotazione delle scorte di prodotto finito pari a 12 volte/anno.
Anche nel settore arredamento e design l’applicazione di logiche avanzate di SCM ha permesso di conseguire eccellenti risultati. Grazie alla riorganizzazione delle fonti di approvvigionamento, B&B Italia ha ottenuto un risparmio di circa il 40% sui costi complessivi (produttivi e logistici). Poltrona Frau Group ha deciso di esternalizzare la gestione delle attività logistiche. Tale decisione ha permesso di razionalizzare i flussi logistici ottenendo un risparmio di alcuni punti percentuali sui costi distributivi e di ridurre di quasi il 25% gli spazi di magazzino. In Luxottica mediante l’adozione di prassi collaborative si è ottenuto una riduzione del lead time medio di fornitura da 32 a 24 gg e un miglioramento del livello di servizio, misurato come puntualità delle consegne da parte del fornitore, dal 75% a oltre il 95%. Inoltre, in virtù dell’adozione di logiche CPFR, le previsioni sviluppate sulla base dei dati forniti da alcuni Key Client hanno sensibilmente migliorato la loro affidabilità, permettendo di raggiungere un livello di servizio superiore al 90% e di ridurre gli stock presso i clienti mediamente del 50%.
Questi sono alcuni esempi dei miglioramenti conseguiti attraverso l’adozione di prassi e di logiche evolute di SCM. La focalizzazione del management sull’area SCM non può certo surrogare le altre dimensioni – brand e prodotto – che sono alla base della competitività delle aziende del Made in Italy. Appare però evidente che in un contesto sempre più orientato ai recuperi di efficienza e sempre più sottoposto a pressioni sul fronte del servizio e della qualità, un attento presidio delle leve di SCM può certamente contribuire a consolidare, ed eventualmente a migliorare, la competitività aziendale
Supply Chain Management e competitività: casi di successo nel Made in Italy
PROGETTI DI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT FINALIZZATI A PROMUOVERE
UNA MAGGIORE INTEGRAZIONE DEI PROCESSI A LIVELLO
INTERAZIENDALE PERMETTONO DI GENERARE UNA SERIE
DI RICADUTE POSITIVE SULLA COMPETITIVITÀ AZIENDALE.
I CASI ESAMINATI EVIDENZIANO COME LO SVILUPPO DI RELAZIONI
INTERORGANIZZATIVE – ORIENTATE NON SOLO ALLA RICERCA
DI RAZIONALIZZAZIONI OPERATIVE DI BREVE TERMINE
MA ANCHE ALLO SVILUPPO DI SOLUZIONI INNOVATIVE CHE FAVORISCONO
LA RIORGANIZZAZIONE DELLE ATTUALI MODALITÀ
DI GESTIONE DEI PROCESSI – PERMETTA DI CONSEGUIRE SENSIBILI
MIGLIORAMENTI SUL FRONTE DELLE PRESTAZIONI DI CARATTERE
SIA ECONOMICO-FINANZIARIO SIA OPERATIVO.
I CASI METTONO ANCHE IN LUCE LA NECESSITÀ DI PRESIDIARE
ALCUNE CONDIZIONI RITENUTE INDISPENSABILI PER SVILUPPARE
E SOSTENERE NEL TEMPO LE PRASSI DI INTEGRAZIONE
DEI PROCESSI IN OTTICA INTERAZIENDALE
Produrre e gestire informazioni per integrare la supply chain
Le profonde modificazioni intervenute in questi ultimi anni nelle dinamiche competitive dei principali settori industriali hanno spinto le aziende a ricercare, sia al proprio interno, sia con altri partner esterni, forme sempre più intense di coordinamento dei rispettivi processi di business. Tale obiettivo implica scelte di natura gestionale, ma anche interventi di matrice tecnologica finalizzati alla creazione e al mantenimento di un patrimonio informativo che possa adeguatamente supportare le attività di approvvigionamento, produzione e distribuzione dei prodotti e i processi decisionali a queste correlate. Il volume si concentra su questo secondo aspetto, proponendosi di indagare la natura dei flussi informativi che attraversano la supply chain e il ruolo delle principali applicazioni informatiche, sia quelle consolidate, sia quelle più innovative, come mezzo di integrazione delle attività svolte lungo tutto il ciclo di vita del prodotto
Peculiarità e limiti dei processi di programmazione della produzione nelle PMI: un’analisi empirica
Il lavoro illustra i principali risultati di una ricerca finalizzata a valutare il livello di strutturazione dei processi di programmazione della produzione all’interno delle PMI. L’analisi dei risultati della ricerca si completa con la presentazione delle principali linee di intervento che dovrebbero rendere più efficace la gestione di processi di programmazione all’interno delle realtà di minore dimensione
Pianificazione e programmazione della produzione: quale modello per le piccole e medie imprese?
Nel tentativo di mantenere un adeguato livello di competitività, le piccole e medie imprese (PMI) sono costantemente impegnate a promuovere interventi di razionalizzazione dei processi operativi. Con specifico riferimento all’area produttiva -dopo un decennio in cui l’attenzione è stata riposta sull’adozione di metodologie e tecniche di ispirazione giapponese- una parte rilevante del complesso di investimenti finalizzati al recupero di efficienza e di efficacia all’interno delle imprese di minori dimensioni è oggi rappresentata da interventi di riprogettazione e programmi di miglioramento del sistema di pianificazione e programmazione della produzione (PPP). Nell’articolo si analizzano le specificità nella gestione dei processi di pianificazione della produzione all’interno delle PMI e si suggeriscono alcune linee di intervento per una loro migliore organizzazione
Un modello integrato per l'analisi dei processi di supply chain management
L’analisi dei contributi più rilevanti sul tema del SCM apparsi in letteratura negli ultimi anni evidenzia una proliferazione di modelli che solo parzialmente considerano, quale elemento basilare, l’integrazione dei processi a livello intra e inter-aziendale.
In questo articolo ci si è posti pertanto l’obiettivo di sviluppare un modello di analisi e interpretazione dei processi di SCM che possa costituire un utile punto di riferimento per tutti gli studiosi che intendono rappresentare in maniera sintetica ma esaustiva le molteplici relazioni tra i soggetti di una SC. Il modello permette di apprezzare sia la
numerosità delle interdipendenze tra i processi, sia la loro “qualità” attraverso la valutazione dei diversi livelli di integrazione che possono rendere più o meno
complessa, ma anche più o meno collaborativa, la relazione tra due aziend
La gestione e l’acquisto dei materiali diretti. Processi, logiche e soluzioni operative
Negli ultimi anni una serie di fattori ha costretto molte aziende a rivedere pesantemente le modalità operative alla base delle attività di acquisto dei materiali diretti. La crescente diffusione di forme collaborative tra cliente e fornitore, l’esigenza di comprimere con sempre maggiore intensità i lead time all’interno della supply chain, la necessità di perseguire costantemente un continuo miglioramento delle prestazioni, hanno posto alcuni interrogativi sulla reale efficienza della tradizionale organizzazione del processo di acquisto dei materiali diretti. Nel presente contributo vengono approfonditi i nuovi modelli di gestione all’interno dell’area approvvigionamenti con l’obiettivo di facilitare le relazioni cliente-fornitore e rendere molto meno burocratizzato il relativo rapporto contrattuale
La produzione
Il lavoro si pone l'obiettivo di identificare le principali traiettorie evolutive nell'ambito dell'area produttiva, con particolare riferimento al contributo offerto dalle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione
ICT e gestione dei flussi informativi
Nel capitolo viene approfondito il ruolo che hanno le tecnologie della comunicazione e della informazione ai fini della nascita e dello sviluppo delle economie di rete
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