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I BIOFITOFARMACI NEL RISANAMENTO DEI BENI CULTURALI
Con il termine lotta biologica si definisce, nella difesa fitosanitaria, l’uso di agenti biotici (virus, batteri, funghi, piante superiori, protozoi, nematodi, acari, insetti, etc.) per contenere le popolazioni di organismi potenzialmente dannosi al di sotto di soglie di dannosità economica.
I biofitofarmaci, quei prodotti fitosanitari i cui principi attivi sono costituiti da microrganismi viventi, a differenza dei prodotti tradizionali di sintesi, possiedono una specificità di azione contro il patogeno: per questo motivo hanno un impatto sugli organismi non target limitato e non inducono resistenza sugli organismi target. Una applicazione particolare dei biofitofarmaci è il biorisanamento di manufatti lapidei: infatti grazie ai processi “virtuosi” biogeochimici e di risanamento messi in atto dai microorganismi, riproducendo in condizioni ottimali e controllate gli stessi processi biologici che essi compiono in natura, si possono ottenere dei discreti risultati di biorisanamento ecocompatibile efficace e duraturo. Al momento, i risultati ottenuti non sono applicabili su quasiasi materiale lapideo.
Biological control is defined as the reduction of pest populations by natural enemies (virus, bacteria, fungi, etc.). Biopesticides are products containing natural organisms and are viewed as an attractive alternative to chemical pesticides because they attack specific pest targets. An important application of biopesticides is the bioremediation of cultural heritage: in optimized and controlled conditions, is possible to obtain effective, durable and eco-compatible bioremediation , like the biological processes that occur in the environment. At the moment, many applications should be still explored
La diagnostica per il patrimonio culturale. La contaminazione biologica sugli affreschi delle chiese rupestri: S. Falcione e S. Vito alla Murgia
L’altopiano della Murgia è dominato dal fascino delle chiese rupestri, che, caratterizzate dalla presenza di decori architettonici raffinati con affascinanti affreschi ed elementi di arte orientale, rappresentano un patrimonio di notevole importanza.
Le chiese rupestri del territorio materano, sono scavate nella roccia tufacea e disseminate lungo i suoi precipizi o inglobate nel tessuto urbanistico dei Sassi.
Gli insediamenti per la loro collocazione in ambiente naturale si trovano a stretto contatto con il terreno circostante e sovrastante, rappresentando così una nicchia ecologica particolare nella quale si stabiliscono condizioni ambientali in cui luce, infiltrazione di acqua piovana, umidità, temperatura, input di nutrienti e natura porosa del substrato diventano fattori favorevoli e determinanti per la colonizzazione microbica responsabile del biodeterioramento.
Scopo del lavoro ha riguardato la valutazione dello stato di salute di due dipinti murali presenti nelle chiese rupestri di San Falcione e San Vito alla Murgia, risalenti al periodo dell'Alto Medioevo durante i domini bizantini e longobardi: “Presentazione di Gesù al Tempio” (in San Falcione), e l’affresco che rappresenta un Santo vescovo con folta barba bianca riconosciuto come "San Vito".
Nell'ottica che per l’intero patrimonio culturale vada preservata la connessione con il paesaggio minimizzando gli interventi di musealizzazione fuori contesto e quindi una visione di conservazione intesa come «opera integrata della natura e dell’uomo» sono state impiegate sugli affreschi, tecniche diagnostiche non distruttive propedeutiche ad ogni tipo di intervento di recupero/consolidamento/ restauro.
L'analisi visiva ha evidenziato la presenza di microflora fotosintetica di cianobatteri ed alghe sugli affreschi della chiesa rupestre in San Falcione e di importanti colonie di muschi e licheni sugli affreschi della chiesa rupestre in San Vito. La Digital Image Analysis ne ha quantificato il deterioramento che si aggira sull’80% per il dipinto della “Presentazione di Gesù al Tempio” e per il 74 % per il dipinto di" San Vito”
PESTICIDES 20106TH EUROPEAN CONFERENCE ON PESTICIDES AND RELATED ORGANIC MICROPOLLUTTANTS IN THE ENVIRONMENT AND 12TH SYMPOSIUM ON CHEMISTRY AND FATE OF MODERN PESTICIDES
On behalf of the Organising Committee, we are pleased to propose the 2010 joint edition of the 6th European Conference on Pesticides and Related Organic Micropollutants in the
Environment and the 12th Symposium on Chemistry and Fate of Modern Pesticides,
Matera (Italy) September 7th -10th, 2010.
The previous joint editions of these events were held in Halkidiki, Greece (2004); Almería,
Spain (2006); and Marseille, France (2008).
The aims of this congress are:
• to provide a communication forum for the exchange of knowledge and technology
among scientists interested in Pesticides, Micropollutants, Environment and Food;
• to foster collaboration and the exchange of opinions among scientists, engineers, industries, education concerning organic and inorganic contaminants, risk evaluation in environment and food, analytical determinations, soil and water recovery, new products,
biological implications;
• to highlight the scientific progress of enterprises and manufacturers;
• to enhance the image of Environmental sciences.
These events are supported by
the “European-Mediterranean Association for Environmental Education Assessment and Protection
- ENEAP” (http://www.uoi.gr/research/labs/envitech/ENEAP_EN.htm)
and
the “International Association of Environmental Analytical Chemistry - IAEAC” (http://
www.iaeac.ch/index.html)”.
The congress is organised in six sessions, with invited key lectures given by outstanding
scientists. The programme includes oral and posters communications chosen on the basis
of abstract selection. After the conference, a special issue in the International Journal of Environmental
Analytical Chemistry (I.F. 1.7) will be provided for publication, which will be peer-reviewed following the conventional rules of this journal
Determinazione della salinità del suolo attraverso metodi chimico-fisici
La salinità del suolo è dovuta alla presenza di sali solubili che, in concentrazioni elevate, possono compromettere la germinazione dei semi e/o lo sviluppo vegetale, determinando anche effetti indesiderati sull’ambiente.
Nella Piana del Sele si sono riscontrati nel passato numerosi casi di suoli con concentrazioni saline elevate. Questo lavoro mira a valutare l’attuale situazione della qualità dei suoli e delle acque di irrigazione (Consorzio di Bonifica Destra Sele e acque di pozzi presenti nei campi coltivati).
Si è partiti dalla linea di costa del Mar Tirreno, prelevando campioni di terreno ad una distanza di 500 m l’uno dall’altro, lungo un transetto estendentesi a nord-est della foce del fiume Sele. Dal dodicesimo campione in poi la distanza di prelevamento è stata aumentata a circa 1 Km per un totale di 17 campioni di terreno. Per quando riguarda le acque di irrigazione, sono stati prelevati complessivamente 6 campioni di cui 4 di pozzo e 2 del Consorzio di Bonifica Destra Sele.
Per la determinazione della salinità abbiamo scelto di procedere attraverso analisi chimico-fisiche basate sulla misura dell’osmolarità e della conducibilità elettrica. Dalla conducibilità elettrica è stato possibile calcolare la forza ionica come proposto da Polemio at al. (1980). Pertanto è stato scelto come indice di salinità il rapporto forza ionica/osmolarità, poiché rappresenta il rapporto molare degli ioni monovalenti rispetto agli ioni bivalenti presenti nella soluzione.
La scelta di procedere attraverso metodi chimico-fisici ha evitato l’utilizzo di procedure più complesse, come la determinazione del SAR (Sodium Adsorption Ratio) e del ESP (Exchangeable Sodium Percentage), in quanto, oltre a richiedere lunghe, laboriose e costose operazioni analitiche, sono soggette anche ad errori ed inconvenienti di vario genere.
Dal monitoraggio è risultato che i terreni lungo il transetto di campionamento sono caratterizzati da un pH sub-alcalino (i valori oscillano da 7,7 a 7,9), con valori di conducibilità elettrica compresi tra 0,694 e 0,272 mS cm-1. In alcuni campioni sono state riscontrate difficoltà per la misura dell’osmolarità in quanto presentavano un elevato contenuto di sostanza organica in sospensione. Il problema è stato superato con un’ulteriore diluizione, seguita da filtrazione (2μm).
In base al rapporto forza ionica/osmolarità possiamo dire che alcuni campioni di suolo contenevano un discreto quantitativo di sali monovalenti ma non tale da compromettere le coltivazioni, pur richiamando attenzione.
Per quanto riguarda i campioni d’acqua d’irrigazione, sia del Consorzio di Bonifica Destra Sele sia prelevati dai pozzi, il contenuto di sali non ha mostrato valori preoccupanti, con un’unica eccezione per un campione dove è stato riscontrato un elevato scostamento dall’unità per il rapporto forza ionica/osmolarità. In tal caso, occorrerà che venga evitato l’emungimento dell’acqua in attesa di ricarica del pozzo al fine di evitarne il degrado irreversibile
Modified clay minerals for water cleaning and re-cycling
A new technology for purification of organic-contaminated water employs a complex between micelles, or vesicles, of an organic cation and a clay mineral, such as montmorillonite (MMT). Micelles of octadecyltrimethylammonium (ODTMA), and benzyldimethylhexadecylammonium (BDMHDA) bromide were mostly used [1, 2]. Vesicles used were composed of didodecyldimethylammonium (DDAB) [3]. Both types of complexes have a very large surface area, large hydrophobic domains, and typically are designed to have a large excess of positive charge. They can be effective in the removal from water of anionic and neutral pollutants such as herbicides (anionic and hydrophobic ones), anionic detergents, antibiotics and other anionic drugs, and components of DOM (dissolved organic matter) such as fulvic and humic acids. DOM is not a pollutant per se, but treatment of water, e.g., by chlorination, results in production of trihalomethanes, which are carcinogenic. Noteworthy, DOM also promotes the migration of herbicides to ground water. The nature of the head group of the organic cation was shown to be critical [1].
In our work, we compared the behaviour of two micellar organoclays realized by using natural MMT and ODTMA and bovine serum albumin (BSA) as surfactants. The herbicides atrazine, and tribenuron-methyl, together with its main degradation product 2-methoxy-4-methylamino-6-methyl-1,3,5-triazine, and the non-steroidal anti-inflammatory (NSAID) drug diclofenac potassium were used as sorption models.
The micelle-clay complexes were prepared as suggested by Polubesova et al. [1, 2]. Column filters (about 20 cm) made of a mixture of quartz sand and micelle-clay complexes at 50:1 w/w ratio removed 80% to 98% of the herbicides and up to 99.9% of 2-methoxy-4-methylamino-6-methyl-1,3,5-triazine and diclofenac from initial solutions. Efficiency of removal with micelle-clay filtering was significantly enhanced comparing to results obtained by using activated carbon. A quartz-clay layer placed into the bottom of the filter was able to capture almost all the released surfactants from micelle-clay complexes avoiding their leaking out the filter. The adsorption of contaminants studied was more efficient on ODTMA-MMT and BSA-MMT than natural MMT, since the surfaces of the modified micelle clay are more hydrophobic than the natural MMT. The effectiveness of atrazine and tribenuron-methyl adsorption coupled with the complete removal of the tribenuron-methyl derivative and diclofenac potassium gives account of the usefulness of organoclay systems for the elimination of this kind of pollutant from water in cleaning processes
INDAGINE SU CONTAMINANTI PRESENTI IN UVA PASSA UTILIZZATA IN PRODOTTI DESTINATI ALL'ALIMENTAZIONE UMANA
L’uva passa è una particolare varietà di uva senza semi utilizzata in gastronomia per piatti dolci, ma anche per preparazioni salate. La troviamo spesso nei biscotti, nelle ciambelle, nei ripieni (strudel), nelle frittelle, e anche nel famosissimo “Panettone”.
Molte cucine regionali inseriscono l’uvetta in piatti salati, come in Sicilia (in diverse ricette con le sarde e lo stoccafisso) e in Campania (in molte ricette col baccalà), Veneto (sarde in saor) e Liguria (in molte preparazioni assieme ai pinoli).
Esistono in commercio diversi tipi di uvetta:
• uva Sultanina: piccola e dolce, dal colore biondo-dorato, senza semi, prodotto comune;
• uva di Corinto: piccola, bluastra, senza semi, importata di solito dal Medio Oriente;
• uva "di Smirne": grossa, scura, anch'essa senza semi;
• uva “di Malaga": grossa, chiara, con pochi semi.
Questi prodotti provengono principalmente dalla Turchia anche se le varietà "Sultanina" e "Malaga", sono prodotte anche in Italia (Sicilia).
La contaminazione di questi alimenti rappresenta un problema e la Comunità Europea ha contribuito ad una buona opera di prevenzione tramite norme specifiche sui limiti massimi ammissibili di contaminazione, le metodiche di campionamento e di analisi ( Regolamento CE n. 1881/2006 del 19 dicembre 2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari).
Tali limiti massimi si applicano parimenti ai prodotti alimentari composti o trasformati, seccati o diluiti, eventualmente con applicazione di un fattore di concentrazione o di diluizione, ovvero tenendo conto delle proporzioni relative degli ingredienti nel prodotto composto.
I contaminanti più studiati sono le micotossine che sono metaboliti secondari prodotti da funghi filamentosi microscopici che possono essere presenti nell'ambiente e nelle derrate alimentari.
In particolare, la formazione di ocratossina A (OTA) sull'uva e' dovuta principalmente alla contaminazione degli acini da alcune specie di muffe. Alcuni ceppi appartengono essenzialmente ai generi Aspergillus (Aspergillus carbonarius e in misura minore ad Aspergillus niger), la cui presenza e diffusione è influenzata ampiamente dalle condizioni climatiche e geografiche, dalle pratiche di coltivazione e di conservazione. Le micotossine si sviluppano sia sulle piante prima del raccolto (contaminazione da campo) che nelle derrate vegetali dopo il raccolto stesso, durante i processi di conservazione (in magazzini, silos, ecc.), trasformazione e trasporto.
Metalli pesanti, diossine, IPA, agrofarmaci sono anche sostanze presenti in questo tipo di alimento disidratato e la loro presenza è legata all’attività antropica in atto nelle zone di produzione.
Questa ricerca, oggetto di tesi, ha l’obiettivo di focalizzare la problematica legata ad un prodotto specifico utilizzato in alimenti destinati sia ad adulti che a bambini al fine di comprendere il background di interesse della comunità scientifica e l’efficacia dell’azione normativa a livello nazionale e comunitario
IMPACT OF AIR POLLUTION ON CALCARENITE STONE
Landscape change is driven by weathering, or the in-situ breakdown of material and its removal through erosion. Weathering affects the degradation and deterioration of stone that is originally part of the landscape and covered with soil and sediments. Weathering causes changes in historical buildings and other structures, such as soiling and decay through color change and various associated features of decay (e.g., crusts, blisters, pitting). The main components of the weathering process are mechanical or physical, chemical, and biological. Damage caused to materials exposed in the atmosphere constitutes one of the most important direct effects of acidifying air pollutants.
Systematic field and laboratory investigations performed in the recent decade in many countries have contributed to a considerable increase in the knowledge on the mechanisms of the effects of pollutants, on the quantification of damage and on the assessment of the cost of damage. Beside the very important role of SO2 for several materials also studies of the direct or synergistic effect of NOx and O3 have contributed to the understanding of the complex pollution effects [1,23].
Also the effect of microclimate on corrosion of building materials in different positions on buildings and locations within an urban area, has been subject to systematic studies [4].
This paper examines a case study regarding a building placed between an archaeological site of Lavello, a little town located in the Basilicata Region(southern Italy), a cultivated fields and the industrial area surrounding this town where, in the course of time, anthropogenic activity has caused significant damage. We investigated the presence of xenobiotic substances (caused by agricultural activity) and pollution (SO2, CO, NO2, Ozone, heavy metals) caused by industrial activity on the surface of building. All parameters were correlated studying the influence and synergistic effects with climatic parameters and prevailing wind
Residues in soil treated with lenacil and trifluralin in asuccession involving four vegetable crops | [INDAGINESUI RESIDUI DI TRATTAMENTI DISERBANTI CONTRIFLURALIN E LENACIL IN UNA PROVA DISUCCESSIONE DI SPECIE ORTICOLE DA INDUSTRIA]
Photochimie des sulfonylurées en phase liquide
Les sulfonylurées sont des herbicides à large spectre utilisées dans diverses cultures et présentant une activité biologique important autorisant des doses d’application trés faibles.
Etant donné que l’effet de la lumière s’avère un facteur important de dégradation et dans le but d’avoir des informations à propos du comportament de ces produits, nous avons étudié la dégradation photochimique en phase liquide du Rimsulfuron, du Triasulfuron et du Thifensulfuron-méthyle.
L’oxydation photocatalytique des herbicides en phase liquide a été effectuée en utilisant un simulateur solaire (Suntest Heraeus, muni de lampe au Xénon) et un réacteur muni d’une lampe HPK 125W (Philips) à vapeur de mercure haute pression.
Les résultats obtenus sous irradiation ont été comparés aux résultats obtenus dans l’obscurité, dans les mêmes condition
Dégradation des herbicides et de leur produits commerciaux en phase liquide
Nous avons étudié la dégradation photochimique du Rimsulfuron, Trisulfuron et Thifensulfuron-methyle appartenant à la famille des sulfonylurées et de l’Oxyfluorfène appartenant à la famille des diphénylétèrs.
En plus des principes actifs purs, nous avons également testé les produits commerciaux équivalents (Titus, Logran, Harmony pour les sulfonylurées et Goal pour les diphénylétèrs). Les sulfonylurées étant sujettes à hydrolyse en milieu aqueux les expériences de photodégradation ont été effectuées en utilisant l’acétonitrile comme solvant.
La dégradation en phase liquide a été effectuée dans un réacteur muni d’une lampe HPK 125W (Philips) à vapeur de mercure haute pression. A des temps prédéterminés, des prélèvements ont été effectués, filtrés et analysés en HPLC pour des quantités égales des différentes solutions.
Les résultats obtenus sous irradiation ont été comparés aux résultats obtenus dans l’obscurité, toutes conditions égales par ailleurs.
Aucun des principes actifs ne se dégrade à l’obscurité que ce soit le produit pur ou le produit commercial. En revanche, tous les produits irradiés se dégradent selon une cinétique de 1° ordre.
L’Oxyfluorfène se dégrade plus rapidement que les sulfonylurées. Des sulfonylurées étudiées, c’est la photodégradation du Triasulfuron qui est la plus rapide, vient ensuite celle du Thifensulfuron-methyle et enfin celle du Rimsulfuron.
Pour chaque herbicide, le principe actif se dégrade plus rapidement dans le produit commercial que dans le produit pur.
Ce comportement pourrait conduire à augmenter les doses dans les traitements en post-emergence. En effet dans ce cas, une grande partie de l’herbicide reste sur la surface des feuilles après évaporation du solvant. La matière active est donc exposée à l’action de la lumière et soumise aux interactions avec les matières cireuses recouvrant la surface des feuilles
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