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    La Carta della Cultura Industriale. Architetture, archivi e ricerche 1945-1975

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    Esito del progetto di ricerca CdCI – Carta della Cultura Industriale (www.culturaindustria.it), dedicato alle architetture industriali degli anni del miracolo economico in Italia e al patrimonio iconografico e documentario legato alla loro storia, con particolare riguardo alle realtà produttive del Lazio ancora in funzione. Articolato in più contributi, in rappresentanza delle diverse istituzioni coinvolte nell’indagine (Università degli Studi Roma Tre; Università di Roma Tor Vergata; CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche; Archivio centrale dello Stato di Roma) oltre che di ricercatori e professionisti esterni, il volume è corredato da una nutrita sezione di apparati, comprendente materiali d’archivio inediti e un reportage fotografico di nuova realizzazione. Contributi di Giorgia Aureli, Daniela Brignone, Gianluca Capurso, Francesca Castanò, Federica Causarano, Simonetta Ceglie, Pietro Cesari, Alberto Coppo, Antonio Di Cecco, Roberta Folgiero, Lorenzo Grieco, Tullia Iori, IT LogiX, Davide Maffei, Maddalena Scimemi, Marida Talamona, Antonio Tripodo, Alessandro Vasari

    Architettura instabile. Diller Scofidio + Renfro

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    Il volume che accompagna l’esposizione Architettura instabile / Restless Architecture, curata dallo studio Diller Scofidio + Renfro di New York e allestita per il MAXXI, intercetta una linea di ricerca parallela a quella della mostra e, allo stesso tempo, stabilisce con essa una relazione continua. Da un lato esplora il tema del movimento come dimensione aliena e insieme ineludibile dell’organismo architettonico, rileggendo alcune cruciali realizzazioni degli architetti e mettendole in rapporto ad altre esperienze critiche della modernità. Dall’altro restituisce la sequenza ideata dallo studio Diller Scofidio + Renfro appositamente per l’esposizione romana, offrendo così un’inedita quanto attuale interpretazione del tema, che si configura come saggio critico della loro ampia e spettacolare produzione. Il risultato è una narrazione complessa e convincente, che introduce una chiave di lettura nuova alla storia e al presente dell’architettura

    I diversi codici della cultura industriale

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    Introduzione al volume miscellaneo dedicato alle architetture industriali realizzate nel secondo dopoguerr

    Profilo biografico

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    Architettura e movimento. Pensieri scelti

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    L’antologia raccoglie una selezione di scritti sul movimento in architettura, costruendo un dialogo ideale tra fonti primarie – costruite o scritte – e loro interpretazioni critiche, a partire dal De architectura di Vitruvio sino a Bramante, alla villa imperiale di Katsura, alle Carceri Piranesiane, al manifesto del “dinamismo” dei Futuristi Balla e Boccioni, alle critiche di Frederic Jameson e Paul Virilio alla cultura postmoderna, per arrivare in ultima analisi alle letture di John Heyduk e Anthony Vidler delle opere ‘perturbanti’ di Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio

    Motion: the most modern experience

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    The essay reconsiders built and unbuilt architecture of the last 150 years by interpreting the themes featured in the DS+R exhibition, especially flexibility, mobility, expandability and interaction. By investigating the experience of motion in architecture, the essay identifies the veritable “culture of motion” which produces symbols—gears, motors, vectors, and arrows—and sensations—impetus, exhilaration, giddiness, and restlessness—that have been the most effective antidote to the culture of boredom and indifference, conditions that afflict the contemporary age. From the nomadic Dymaxion houses of the american engineer Bucky Fuller, to the kinematic Maison de Verre of Pierre Chareau and Bernard Bijvoet, from the "technical animals" of the Soviet artist Vladimir Tatlin to the archetype interpretation of Noah’s Ark by Massimo Scolari (Triennale 1986), the essay declaims the avant-guardism of the experience of motion as the most 'modern' architecture

    Il movimento: l'esperienza più moderna

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    Il saggio riconsidera l'architettura costruita e non costruita degli ultimi 150 anni interpretando i temi presenti nella mostra DS+R, in particolare flessibilità, mobilità, ampliabilità (expandability) e interazione. Indagando l'esperienza del movimento in architettura, il saggio individua una vera e propria “cultura del movimento” che produce simboli - ingranaggi, motori, vettori e frecce - e sensazioni - impeto, euforia, vertigine e inquietudine - che sono stati l'antidoto più efficace alla cultura della noia e dell'indifferenza, condizioni che affliggono l'età contemporanea. Dalle case nomadi Dymaxion dell'ingegnere americano Bucky Fuller, alla cinematica Maison de Verre di Pierre Chareau e Bernard Bijvoet, dagli “animali tecnici” dell'artista sovietico Vladimir Tatlin all'interpretazione archetipica dell'Arca di Noè di Massimo Scolari (Triennale 1986), il saggio riconosce nell'esperienza del movimento il rapporto dell'architettura con l'Avanguardia artistica e la sua ricerca di 'modernità'

    La Carta della Cultura Industriale. Architetture, archivi e ricerche 1945-1975

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    Esito del progetto di ricerca CdCI – Carta della Cultura Industriale (www.culturaindustria.it), dedicato alle architetture industriali degli anni del miracolo economico in Italia e al patrimonio iconografico e documentario legato alla loro storia, con particolare riguardo alle realtà produttive del Lazio ancora in funzione. Articolato in più contributi, in rappresentanza delle diverse istituzioni coinvolte nell’indagine (Università degli Studi Roma Tre; Università di Roma Tor Vergata; CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche; Archivio centrale dello Stato di Roma) oltre che di ricercatori e professionisti esterni, il volume è corredato da una nutrita sezione di apparati, comprendente materiali d’archivio inediti e un reportage fotografico di nuova realizzazione. Contributi di Giorgia Aureli, Daniela Brignone, Gianluca Capurso, Francesca Castanò, Federica Causarano, Simonetta Ceglie, Pietro Cesari, Alberto Coppo, Antonio Di Cecco, Roberta Folgiero, Lorenzo Grieco, Tullia Iori, IT LogiX, Davide Maffei, Maddalena Scimemi, Marida Talamona, Antonio Tripodo, Alessandro Vasari

    Non-perturbative QCD effects in qT spectra of Drell-Yan and Z-boson production

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    The factorization theorems for transverse momentum distributions of dilepton/boson production, recently formulated by Collins and Echevarria-Idilbi-Scimemi in terms of well-defined transverse momentum dependent distributions (TMDs), allows for a systematic and quantitative analysis of non-perturbative QCD effects of the cross sections involving these quantities. In this paper we perform a global fit using all current available data for Drell-Yan and Z-boson production at hadron colliders within this framework. The perturbative calculable pieces of our estimates are included using a complete resummation at next-to-next-to-leading-logarithmic accuracy. Performing the matching of transverse momentum distributions onto the standard collinear parton distribution functions and recalling that the corresponding matching coefficient can be partially exponentiated, we find that this exponentiated part is spin-independent and resummable. We argue that the inclusion of higher order perturbative pieces is necessary when data from lower energy scales are analyzed. We consider non-perturbative corrections both to the intrinsic nucleon structure and to the evolution kernel and find that the non-perturbative part of the TMDs could be parametrized in terms of a minimal set of parameters (namely 2-3). When all corrections are included the global fit so performed gives a χ2 /d.o.f. ≲ 1 and a very precise prediction for vector boson production at the Large Hadron Collider (LHC)
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