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    PREMESSA a Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia di F. Pananti (II volume)

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    Il volume segue il primo delle "Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia" a cura degli stessi F. e G. Scarpelli, pubblicato nel 2006 (l'opera del letterato, viaggiatore e studioso italiano Pananti risale al 1830). Pananti, in odore di giacobinismo aveva abbandonato il Granducato di Toscana e si era trasferito in Inghilterra. In seguito, deciso a rientrare in patria, la nave su cui era imbarcato era stata assalita dai corsari barbareschi ed egli era stato tradotto in schavitù ad Algeri. Dopo un tormentato periodo, Pananti aveva ottenuto la libertà: a questo punto aveva stabilito di dedicarsi, senza risentimenti, all'esplorazione della terra dei berberi. Questo secondo volume contiene infatti una ricca messe di osservazioni su usi, costumi e natura locali, proposte con scoppiettante ironia. E rappresenta una sorta di lavoro antropologico sul campo ante litteram, viene cioè a collocarsi tra le opere precorritrici di discipline per tradizione francesi e inglesi. Giacomo Scarpelli acclude alla premessa una aggiornata bibliografia su Pananti

    Physical processes in the mediterranean climates and related slope instabilities in overconsolidated clayey soils.

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    G. Scarpelli coordinator, Final report. EPOCH-CT91-0034. Commission of the European Communities. Brussel

    Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia

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    Pananti (1766-1837) può essere considerato uno dei capostipiti della letteratura di viaggio e una delle figure più singolari ed estrose della cultura italiana a cavallo tra Sette e Ottocento. Il volume contiene il resoconto di come Pananti venne rapito dai pirati barbareschi e condotto in schiavitù ad Algeri. Una volta liberato intraprenderà una sistematica esplorazione di quei paesi. Nella introduzione G. Scarpelli illustra la vita e l'opera di Pananti anche in rapporto alla cultura e alla filosofia del suo tempo

    La lunga fuga di Oliver Freud

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    Resoconto della fuga del secondogenito di Sigmund Freud, Oliver, assieme alla moglie e alla figlia attraverso l'Europa invasa dai nazisti, alla volta dell'America. Il testo si basa sugli appunti autobiografici di Oliver Freud stesso, riemersi dagli archivi della Sigmund Freud- Gesellschaft di Vienna (cui l'autore, G. Scarpelli, è associato)

    Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia di F. Pananti, II vol.

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    Il volume segue il primo delle "Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia" a cura degli stessi F. e G. Scarpelli, pubblicato nel 2006 (l'opera del letterato, viaggiatore e studioso italiano Pananti risale al 1830). Pananti, in odore di giacobinismo aveva abbandonato il Granducato di Toscana e si era trasferito in Inghilterra. In seguito, deciso a rientrare in patria, la nave su cui era imbarcato era stata assalita dai corsari barbareschi ed egli era stato tradotto in schavitù ad Algeri. Dopo un tormentato periodo, Pananti aveva ottenuto la libertà: a questo punto aveva stabilito di dedicarsi, senza risentimenti, all'esplorazione della terra dei berberi. Questo secondo volume contiene infatti una ricca messe di osservazioni su usi, costumi e natura locali, proposte con scoppiettante ironia. E rappresenta una sorta di lavoro antropologico sul campo ante litteram, viene cioè a collocarsi tra le opere precorritrici di discipline per tradizione francesi e inglesi

    Prometeo e dintorni. Introduzione

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    Articolo introduttivo al fascicolo della rivista di classe A area 11, dedicato a un'analisi filosofica della figura di Prometeo. La parte specificamente scritta da Giacomo Scarpelli corrisponde alle pagine 10-13: Sophia e Techne. (La parte dell'introduzione scritta da Vallori Rasini corrisponde alle pagine 13-16, dal titolo: Téchne e Sophia, quella scritta da Enrico Castelli Gattinara corrisponde alle pagine 9-10, dal titol: Ritonare al mito?

    Scienza, mito, letteratura e fumetti. - Ingegno scientifico e spirito dell'infanzia (G.Scarpelli)

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    Il testo è un tentativo di riavvicinare cultura umanistica e cultura scientifica, richiamandosi a figure quali Galileo, Freud, Einstein, Leonardo. L'immaginazione del resto è ciò che accomuna entrambe. In particolare G. Scarpelli intende mostrare come l'ingegno scientifico e lo spirito dell'infanzia siano strettamente collegati fra loro

    PROMETEO. FILOSOFIE DEL MITO (numero monografico della rivista Archivio di filosofia)

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    Si tratta della cura di un numero della rivista con una serie di contributi sulla figura di Prometeo, trasformatasi profondamente dall'antichità a oggi. Contributi di G. Scarpelli, V. Rasini, G. Scarpellii e di: A. Cera (Università della Basilicata), I. Muñoz Gallarte (Universidad de Cordoba), A. Gatti (Università di Ferrara), R. Koch Piettre (École Pratique des Hautes Études, Paris), A. Linguiti (Università di Siena), P. Valenza (“Sapienza”, Università di Roma), Adil Bellafqih (Università di Modena e Reggio Emilia), Francesco Miano (Università di Roma “Tor Vergata”), Elena Nardelli (Università di Modena e Reggio Emilia), F. Polidori (Università di Trieste)

    G. Irwin, The Prehistoric Exploration and Colonisation of the Pacific

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    Recensione di un importante testo di antropologia. Gli esploratori preistorici del Pacifico percorrevano fino a centocinquanta miglia marine in ventiquattrore. Ma il criterio nautico cruciale era quello dell’intervisibilità tra le nuove isole raggiunte e le isole ancora da raggiungere, per creare una sorta di corridoio dello sguardo, di fondamentale importanza sia per la localizzazione delle successive mète di popolamento, sia per garantire la sopravvivenza al navigante. Grazie a una serie di corridoi pelagici e alla congerie di artifici di navigazione alternativi, quegli “argonauti del Pacifico occidentale” - come li avrebbe chiamati Malinowski - riuscirono a spingersi, ormai nel 1500 a.C., sino alle più distanti longitudini polinesiane
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