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    Tecnologie digitali per la didattica

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    I cambiamenti nella tecnologia e nel modo in cui le perso- ne lavorano insieme hanno reso più facile l’accesso alle infor- mazioni per gli studenti di oggi. Insegnanti, studenti e genitori possono utilizzare tutti i media educativi e i social per ottenere più risorse, connettersi ai gruppi di conoscenza e partecipare ad altri sistemi di apprendimento che li supportino nel passag- gio dalla fase della raccolta delle informazioni alla conoscen- za, e che offrano, inoltre, l’opportunità di rimanere in contatto e sempre aggiornati (Convertini, 2020). Le istituzioni e gli studenti possono trarre vantaggio dalle piattaforme di networking collaborativo in vari modi: si può, ad esempio, semplificare la condivisione su tali reti utilizzan- do i plug-in dei social media; gli studenti possono beneficiare di tutorial basati su Skype e YouTube, di diversi corsi online offerti da college, scuole e università di tutto il mondo e di molte altre risorse e repository offerti tramite più app di social media (Redecker, Ala-Mutka, & Punie, 2010)

    L’ambiente come spazio educativo per ripensare la scuola

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    Il contributo intende esporre alcune riflessioni su un’idea semplice, ma che potrebbe avere un vasto effetto nella scuola contemporanea se venisse applicata. La complessità della società odierna e le difficoltà che la scuola italiana, oggi in particolar modo, si trova a dover affrontare pongono in essere la necessità di un ripensamento dei modelli e della struttura scolastica, dei tempi e dei luoghi dell’educazione. È proprio sui luoghi e sugli spazi dell’educare che occorre ripensare per poter portare avanti l’idea di una scuola sostenibile, all’aria aperta e inclusiva. Una istanza di democrazia e futuro che in tempi di emergenza sanitaria rappresenta forse una traccia pratica di intervento prima ancora di una tesi culturale

    Metodi e strategie didattiche innovative per l'educazione ambientale

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    La mutata - o meglio, ritrovata - sensibilità per le questioni ambientali, da parte delle istituzioni1 e degli attori protagonisti della scuola, da considerare come sede prioritaria di conoscenze e promotrice di competenze, ha condotto all’elaborazione di progetti educativi orientati allo sviluppo sostenibile e alla redazione di curricola verticali con l’obiettivo di formare la cittadinanza attiva del domani, più consapevole, più responsabile e più partecipe del vissuto della comunità e dei principi della legalità. In questo volume si analizza lo stato dell’arte dell’educazione ambientale ed il divario che ancora sussiste tra le iniziative intraprese e le concrete e sistematiche pratiche di alfabetizzazione in opera; inoltre, vengono sviluppate alcune considerazioni sulle prospettive future in via di definizione nel contesto didattico, alla luce delle evoluzioni pedagogiche di stampo costruttivista e di una maggiore apertura verso la progettazione partecipata di una didattica attiva e condivisa

    From Big Data to Learning Analytics for a personalized learning experience

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    This article describes Learning Analytics (LA) as a predictive and formative approach that enables the planning of educational scenarios in line with students’ needs and languages in order to set a priori and in progress systems of control and inspection of the following: consistency, relevance and effectiveness of training objectives, curriculum paths, students’ needs and learning outcomes. Thanks to LA, it is possible to understand how students learn. Training courses are designed to include the definition of those learning outcomes that respond effectively to students’ needs in terms of contents, methodologies, tools and teaching resources. The present article aims to describe and discuss, after reviewing the relevant literature, in what way LA represents a valid support not only in designing student-centred training courses, which assess outcomes, but also in carrying out a formative assessment considering the learning experience as a whole. The analysis of some case studies was a good opportunity to reflect and define the bridge existing between the use of LA for assessment purposes and personalized learning paths

    Il bosco nell’aula. Progettare l’educazione ambientale

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    Discutere di educazione ambientale comporta sempre qualche rischio, perché al facile consenso spesso viene as- sociato un senso di compiacenza che maschera e giustifica il disimpegno dei contesti educativi nell’attivazione di percorsi di educazione ambientale che nell’agire quotidiano possono risultare gravosi. L’educazione ambientale non è da considerare semplice- mente una nuova materia, ma si tratta di spiegare in che cosa consiste e come si possa organizzare un progetto educativo di educazione ambientale

    Formazione metodologica, tecnologie didattiche ed esperienze nella promozione delle competenze di insegnamento e apprendimento.

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    La situazione di emergenza rinveniente dalla diffusione del Covid-19 ha determinato una condizione straordinaria per tutte le istituzioni formative. In questo contributo l’attenzione è focalizzata in modo particolare sull’università che ha visto migliaia di docenti improvvisamente alle prese con la necessità di adottare soluzioni di didattica a distanza per i propri studenti pur non avendo specifiche competenze ed esperienze maturate in questo ambito. Questa situazione ha messo in evidenza una serie di bisogni collegati ad una specifica domanda di formazione che interessa tanto gli aspetti formativi quanto quelli di ricerca didattica che sta cercando di fornire una lettura del fenomeno al fine di alimentare una riflessione matura sul rapporto tra media, ambienti (reali o virtuali) di apprendimento e strategie di insegnamento. Tuttavia, da questa situazione di emergenza possono derivare situazioni inedite di riprogettazione qualificata della formazione superiore innanzitutto attraverso un aggiornamento della didattica universitaria e, dunque, di specifiche competenze dei propri docenti in grado di utilizzare strategie, metodi e strumenti (sia in presenza che a distanza) per favorire l’apprendimento attivo, costruttivo e interattivo. Il contributo, partendo dal framework di innovazione nell’alta formazione proposto da Gilly Salmon, presenta un’analisi esplorativa sui MOOC offerti da alcune delle principali piattaforme a livello internazionale come opportunità di formazione metodologica per i docenti durante il periodo più difficile dell’emergenza Covid-19

    Digital tools to combat educational poverty: examples of best practices. Strumenti digitali per contrastare la povertà educativa: esempi di best practices

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    La tecnologia, oramai da più di un decennio, è entrata in maniera preponderante nel mondo della didattica provocando incondizionati entusiasmi grazie alle miriadi di possibilità offerte anche dalle innumerevoli applicazioni e, allo stesso tempo, timori e aspre critiche soprattutto per le conseguenze legate all’eccessivo tempo dedicato alla navigazione sul web. Ma oltre l’iperconnessione, la preoccupazione maggiore è stata per anni il pensare che la tecnologia potesse rappresentare il fine dell’educazione e non il mezzo, lo strumento per aiutare i soggetti più “deboli”, per sopperire ad alcune mancanze in alunni con bisogni educativi speciali, per agevolare taluni stili di apprendimento, per contrastare la povertà educativa. Il periodo pandemico appena trascorso ha messo in evidenza la vera natura della tecnologia applicata alla didattica che integrandosi con il progetto educativo e formativo, ha rappresentato una vera risorsa, un valore aggiunto, un supporto indispensabile per il gruppo-classe per il docente e per il singolo alunno dando la possibilità di lavorare in modo interattivo e cooperativo. Sicuramente c’è ancora tanto su cui lavorare e sicuramente il Covid-19 ha fatto emergere alcune lacune che sono anche alla base della diseguaglianza sociale; lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione e l’U.E. attraverso i Fondi Sociali Europei, compresa l’importanza del digitale nella didattica, propongono “interventi di adeguamento e adattamento funzionale degli spazi e aule digitali (Smart class, aule 3.0, ecc) e realizzazione di progetti volti al contrasto del rischio di fallimento formativo precoce e di povertà educativa” in conseguenza all’emergenza sanitaria Covid-19. Con questo contributo intendiamo dimostrare, attraverso i lavori svolti dagli studenti di Scienze della Formazione Primaria, come le tecnologie ed in particolare i tools digitali possano aiutare e sostenere i docenti e gli alunni, facilitando soprattutto quelli con bisogni educativi speciali

    Media e strumenti interattivi per la gestione della classe

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    L’attuale scenario sociale e culturale è caratterizzato da una grande pervasività e diffusione di strumenti tecnologici e comunicativi che ha portato a un’esplosione dell’informazione (Wu, Yang, 2008; Ito et al., 2009: 1; Darnton, 2008). Le tecnologie dell’informazione e della comu- nicazione sono entrate a far parte della nostra esperienza quotidiana, trasformando non solo la nostra vita professionale ma soprattutto la nostra vita privata, il modo in cui ci relazioniamo, socializziamo, apprendiamo (OECD, 2015; Limone, 2012). Sono le nuove generazioni i principali fruitori di queste trasformazioni, poiché attraverso i media svolgono le primarie attività sociali, come il gioco, lo studio di gruppo, la comunicazione, attività che incidono nella costruzione di identità e alimentano nuove fonti di conoscenza (Livingstone, 2002: 1)

    Didattica in presenza e Didattica a Distanza. Elementi per una prima comparazione ai tempi del Covid-19.

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    In seguito al D.P.C.M. 4 marzo 2020, contenente disposizioni disciplinanti da applicare in modo uniforme sull’intero territorio nazionale al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, le Università italiane hanno digitalizzato la loro offerta formativa. La “rete”, nell’eccezionale fase dell’emergenza, è stata “rete” anche in senso metaforico educativo: salvaguardando il diritto allo studio degli studenti in un ambiente di apprendimento costruttivista. Ogni studente ha vissuto un’esperienza didattica “personale”: la mediazione è stata re-inventata e ritrascritta forzatamente attraverso il web dentro uno spazio comune (Cope, Kalantzis 2008) in cui si sono inseriti anche vissuti ed emozioni connessi alla reclusione indotta dalle prescrizioni sanitarie. Si presenteranno gli esiti di uno studio di caso sulla “flessibilità” nella mediazione a distanza in cui, attraverso il paradigma dell’analisi di pratica (Damiano 2013; Altet 1988; Perla, 2010, 2012; Perla, Agrati, Vinci 2019) sono stati indagati vantaggi e limiti connaturati a questa formazione e alle sue implicazioni didattiche. Sono stati studiati tre tipi di flessibilità (inerente il tempo, lo spazio, la trasposizione dei contenuti; comparando le percezioni degli studenti rispetto ai mediatori usati in attività in presenza e in attività a distanza. Lo studio presentato, effettuato con gli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria e Scienze dell’Educazione e Formazione, ha permesso di evidenziare tre tipologie differenti di mediazione nella dad: Shallow learning, Deep learning, Profound learning (Sonna 2006) e fatto emergere alcune interessanti evidenze circa le potenzialità integrative e migliorative della didattica universitaria

    La formazione del docente e la sfida digitale

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    La crescente disponibilità degli strumenti digitali sta modificando le abitudini e gli stili di vita delle persone in particolar modo nei modi di apprendere, di comunicare e di socializzare. Come evidenzia il documento DigCompEdu (2017, p. 12) bambini e ragazzi nascono e crescono in un mondo caratterizzato da una ubiquità tecnologica che non comporta neces- sariamente il possesso delle skills necessarie per il corretto uso degli stru- menti. Obiettivo delle politiche nazionali ed europee è quello di sviluppare le competenze digitali al fine di rendere i cittadini dei fruitori e produttori attivi, critici e responsabili nell’uso delle tecnologie (European Commis- sion, 2017; Jenkins, 2006; Raccomandazione 2018/C 189/01). Pensiero critico e responsabilità sono gli obiettivi essenziali per rendere gli studenti in grado di “identificare, accedere, gestire, integrare, valutare, analizzare e sintetizzare risorse digitali, costruire nuova conoscenza, creare espres- sioni mediali e comunicare con gli altri nel contesto di situazioni di vita specifiche con lo scopo di consentire azioni sociali costruttive e riflettere sul processo” (Menichetti, 2017, p. 142). In questo scenario la scuola, in quanto luogo dell’agire didattico volto alla promozione del cambiamento, è chiamata a ridefinire i propri confini che si aprono ai contesti dell’infor- male e del non formale promossi dalle tecnologie, per adeguarsi ai continui mutamenti di una società che si fa sempre più partecipativa e digitalizzata
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