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Quel che è permanente nell'educare, dalle prime età della vita all'età adulta: una rilettura di testi antichi per riflettere su problemi contemporanei
Partendo da un ripensamento sull’etimologia di ‘educare’, questo contributo si sofferma a riflettere sull’esistenza di un permanente nell’azione educativa, qualunque sia l’età degli esseri umani implicati nel processo. La riflessione dapprima prende in esame alcune pagine de “La Repubblica” e della “Poetica”, quelle in cui Platone e Aristotele presentano il dinamismo che essi riconoscono come cruciale nella dinamica educativa; quindi si focalizza, fruendo dell’aiuto di pensatori contemporanei, su le possibili implicazioni educative di questo riconoscimento.
Platone, nella prima compiuta riflessione occidentale su quel che è educazione (paideia), riflette ripetutamente (II, III e X libro) su un dinamismo chiave che la caratterizza e la rende problematica: mimesis. Aristotele costruisce la “Poetica” intorno a questo stesso dinamismo, riconoscendo in esso, tra l’altro, anche il mistero dell’apprendere e del comprendere umano fin dall’età bambina. Il presente contributo ri-valuta il significato di mimesis, liberando il termini dagli stretti, e fuorvianti, confini in cui si trova costretto quando lo si risolve con ‘imitazione’ e ne apre il senso verso la dimensione creativa e espressiva che esso significa.
L’attività mimetica umana è stata oggetto di riflessione in tempi recenti da parte di numerosi studiosi e/o artisti di scuole diverse, ma tutti attenti ai dinamismi profondi che sviluppano l’umanità dell’essere umano. Qui ci si avvarrà degli studi di Benjamin, Pirandello, Gadamer, Adorno, Jousse, Costa, Halliwell, Wulf per individuare i dinamismi che permangono nell’agire educativo.This paper opens with a re-thinking of the etymology of “educare”, in order to reflect on the existence of a permanent in educational processes.
This exploration continues with a reading of some pages in Plato’s Republic and Aristotle’s Poetics where these authors recognise a crucial and problematic dynamism for human education: mimesis. In the closing section, with the help of contemporary authors, I reflect on the possible implications of this recognition
Il paradigma perduto
Partendo da una lettura critica dell’attuale momento storico, l’articolo si impegna nel riconoscimento di un paradigma poetico e si interroga su come esso possa essere rilevante per orientare in una maniera che sia bella buona e giusta per l’umano e per ciò che non è umano le transizioni che sono in atto. Si tratta di un paradigma che ci era stato consegnato dal mondo greco ma che il mondo occidentale sembra aver negli anni dimenticato fino a perderne il senso e la valenza. L’articolo, nel ponderare la necessità di una riscoperta di questo paradigma, si avvale anche del contributo che può venire interrogando l’IA; che, se compresa nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, può utilmente aiutare a ri-conoscere e a ri-valutare quel che è il proprio dell’essere umano, e a salvaguardare, così, l’umanità in un momento complesso come quello attuale
La lezione universitaria: riflessioni poetico-drammaturgiche
La lezione universitaria: riflessioni poetico-drammaturgiche · Lo studio si concentra su un luogo specifico dell’azione educativa: la lezione accademica. Attraverso l’analogia tra una classe universitaria e uno spazio teatrale
l’Autore individua i principi che accomunano la dimensione artistica e quella
educativa offrendo un contributo per ripensare la lezione universitaria.University lecture: poetic-dramaturgical reflections · The present
study focuses on a specific ‘place’ of educational action: the university lecture.
Through the analogy between a university classroom and a theatrical space,
the author identifies the principles that unite the artistic and educational dimensions, offering a contribution to rethinking the university lecture.Die universitäre Vorlesung. Poetisch- dramaturgische Überlegungen · Die Studie konzentriert sich auf eine Sonderform von Unterricht: die
universitäre Vorlesung. Von der Analogie zwischen einem universitären Hörsaal und einem Theater zeigt der Autor die künstlerischen und erzieherischen
Dimensionen auf, die beiden Veranstaltungen gemein sind und regt zu einem
Überdenken der universitären Vorlesung an
Non parlo di me. Una riflessione sull'umanazione firmata Luigi Pirandello
Si ricostruiscono le complesse vicende che hanno tenuto per molti anni nascosto il saggio "Non parlo di me" firmato Luigi Pirandello, e viene dimostrata, attraverso un'ermeneusi filosofico-educativa, la rilevanza del saggio per la ricerca pedagogica
Paideia Mimesis. Attualità e urgenza di una riflessione inattuale
Rendersi simile nella voce o nel gesto a qualcuno o a qualcosa è quel che Platone chiama fare la mimesis.
Molto presente nel gioco dei bambini, la mimesis viene ignorata o combattuta dall'azione educativa che ci fa adulti nell'Occidente del mondo. Era questo l'esito della lezione platonica?
Da una rilettura di alcune pagine della Repubblica di Platone sembra aprirsi uno scenario inedito per la riflessione filosofico-educativa. Perciò si vuole rivendicare in questo breve studio la radicalità del ruolo della mimesis per formazione dell'uomo e del cittadino, in una convivenza globalizzata che aspiri a bellezza, bontà e giustizia
Poetica e Pedagogia. La lezione di Orazio Costa Giovangigli
Il presente studio intende analizzare in che misura una ricerca legata alla formazione dell'attore possa costituire un esempio eccellente di filosofia dell'educazione. La ricerca che è oggetto di studio è quella portata avanti da Orazio Costa. Una ricerca che approda a un metodo che, seppure effettivamente votato alla formazione dell'attore, sembra aver forza di aprire al riconoscimento di una natura poetica del pensare e dell'agire pedagogico tout court
Corpi parlanti. Installazione vivente e dialogante
L’opera si struttura in 5 quadri.
I quadro
Dialoghi senza parole
Presenze sparse nella sala, ferme, in atteggiamento accogliente verso lo spettatore, aperte a un dialogo senza parole, offrono il proprio corpo per incontrare il corpo dell'altro.
II quadro
Maschera nuda
(Il quadro si ispira ad una foto di M. Gendel in cui il marito della principessa d'Inghilterra posa indossando una pelliccia di Fendi).
Un set dove delle modelle vengono fotografate. Una truccatrice che fa anche troppo il suo lavoro. Una bellezza nuda che sconvolge il set.
III quadro
Storie di Quadri
Accompagnati per mano, come bambini che seguono la mamma, gli spettatori potranno ascoltare la storia segreta di un quadro.
IV quadro
Attimi d’intimità
(Il quadro trae ispirazione dalle foto presenti nella sala e in particolare quella che ritrae la Regina Elisabetta che prepara polpette per i suoi cani). Presenze che donano atti di vita privata in un quadro da attraversare mentre si guardano le foto presenti nella sala.
V quadro
Acquario
(L'installazione sarà visibile agli spettatori mentre scendono la scala che avvia all'uscita).
Installazione di gambe, piedi, faccia, e pesciolino rosso
Quella verità che rende umani. Il canto edificante di Luigi Pirandello.
Questo studio intende riaffermare la valenza educativa dell’opera pirandelliana e contribuire a superare il misconoscimento che ancora grava su di essa.
Analizza alcune pagine in cui è possibile riconoscere l’intento edificante dell’autore e il suo impegno a cantarci di una verità che rende umani.
Il saggio di Pirandello Non parlo di me sembra fare luce su quel possesso umano che garantisce la possibilità radicale di poter guadagnare una verità per sé: il punto vivo.
Alcuni personaggi pirandelliani sembrano incarnare questa ricerca e mostrarne caratteristiche e criticità:
Il Principe de La favola del figlio cambiato, che afferma di averla trovata la sua verità;
Moscarda, il protagonista di Uno, nessuno e centomila, che ne ha una improvvisa rivelazione;
la Signora Frola e il Signor Ponza che testimoniano come la propria verità possa convivere con la verità dell’altro anche quando tra le due sia presente una contrapposizione radicale.The truth that makes us human: the uplifting canto of Luigi Pirandello
This essay looks beyond a prejudice that still shadows Pirandello’s work to re-uncover the educational value of his writings.
It analyses some pages where it is possible to recognise the edifying purpose of the author and his effort ‘to make a canto’ around the truth that makes us human.
An essay by Pirandello, Non Parlo di me (I am not speaking about me), seems to shed light on that human possession in which lies the radical possibility for humans to be able to achieve their own truth: the alive point.
Some of Pirandello’s characters seem to embody this research and to illustrate its features and criticalit:
The Prince of La favola del figlio cambiato (The changed son tale) claims to have found his own truth;
Moscarda, the main character of Uno, nessuno e centomila (One, no one and one hundred thousand), who has a suddenly revelation within the self;
Mrs Frola and Mr Ponza, in Così è (se vi pare) [It is so! (if you think so)], who show how our own truth can coexist with the one of the other even when those truths are conflicting
Movimento espressivo e apprendimento. Immagini di una pedagogia dell’espressione
Una esplorazione in chiave poetico-pedegogica delle immagini di un video realizzato all’interno di un progetto che ha coinvolto bambini e adulti di una scuola multietnica di Roma.
Il progetto aveva come scopo principale quello di valorizzare l’utilizzo della mimesis per l’apprendimento della lingua italiana come seconda lingua. Nel suo svolgimento ha allargato i suoi confini per invadere molti luoghi della didattica.An exploration, in a poetic-pedagogical key, of the images of a video realized for a project involving children and adults of a multi-ethnic school in Rome.
The project aimed to enhance the use of mimesis for learning Italian as a second language. As the project developed it extended into other areas of teaching and learning
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