787 research outputs found
"Storia dell'arte". Passaggi di codici
Antonella Sbrilli comments on Argan’s mentions of the use of computers for sorting and classifying art-historical culture, featured in the opening essay of the first issue of the journal "Storia dell'arte" (1969). Argan’s observations are related to the early applications of information technology to the creation of corpora, in the perspective of dawning Digital Humanities and in the context of the lively discussions on the risks and opportunities of the relation between artistic languages and mechanization in the 1960s and 1970s. Sbrilli dwells on the editorial and graphic history of “Storia dell’arte” within the Florentine publishing house La Nuova Italia that published it thanks to Calvesi’s initiative, and presents the projects undertaken since the 50th anniversary of its founding: a website, a blog, an Instagram account
and the project of digitization of the entire textual corpus of the journal
Una lunga storia di mondi racchiusi
L'introduzione presenta il contesto di studi in cui la ricerca dell'autrice sul tema della campana di vetro si colloca. Nella fattispecie, il lavoro è collegato al corso sulla miniaturizzazione nell'arte contemporanea tenuto da Antonella Sbrilli per il Corso di laurea magistrale in Storia dell'arte alla Sapienza nell'anno accademico 2016-17
Dall'oggi al domani. 24 ore nell'arte contemporanea
Il volume costituisce il catalogo della mostra "Dall'oggi al domani. 24 ore nell'arte contemporanea", tenutasi al Museo Macro di Roma dal 30 aprile al 2 ottobre 2016, curata da Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo
Atti del Convegno di studi "Fare per non sprecare. Nei laboratori del riuso digitale". Sapienza Università di Roma, Ex Vetrerie Sciarra, Aula Levi della Vida, 9-10 Giugno 2022. A cura di Gianfranco Crupi, Paola Castellucci, Antonella Sbrilli
Il fascicolo raccoglie gli atti del convegno di studi Fare per non sprecare. Nei laboratori del riuso digita-leche si è svolto il 9 e 10 giugno 2022 presso l’Università La Sapienza di Roma, per cura di Gianfranco Crupi, Antonella Sbrilli e Paola Castellucci. Il convegno ha affrontato la questione molto complessa del riuso delle risorse digitali che, estratte dai loro contesti d’origine, pur conservando la loro identità originaria, sono ricollocate e risemantizzate in nuovi contesti, anche per scopi diversi da quelli per cui sono state prodotte, e sono proposte e fruite inmodalità potenzialmente (e auspicabilmente) armonizzate con le politiche dell’accesso aperto e con latutela del diritto d’autor
Stare al gioco. Intermezzi ludici e replicabili tra parola e immagine
Il volume curato da Antonella Sbrilli e Marco Dotti fa parte della collana Materiali delle edizioni "alfabeta" e raccoglie una serie di contributi sul tema del gioco: si apre con una conversazione fra Umberto Eco e Andrea Cortellessa, prosegue con un inedito testo di Talleyrand, un intervento di Paolo Fabbri sui giochi nella cultura del Surrealismo, il saggio di Marco Dotti sugli aspetti politici della dimensione ludica. Antonella Sbrilli presenta una serie di esperienze di arte contemporanea (opere, mostre, situazioni, app) in cui il gioco è coinvolto a vario titolo (pp. 39-49) e una selezione di giochi con i lettori di "alfabeta2" (pp. 65-98). Le immagini a corredo sono dell'artista Sam Havadtoy
Borromini e l'Oratorio romano. Stile e società
L'Oratorio romano, congregazione fondata dal santo controriformista Filippo neri, fu un luogo di preghiera e di musica. L'analisi di Connors mette in luce gli eventi che spinsero l'istituzione ad affidare a Borromini il progetto per una nuova residenza: un atto di mecenatismo che avviò la carriera dell'architetto. Il volume comprende, oltre all'analisi storico critica (tradotta da Antonella Sbrilli, insieme alle Appendici, pp. 3-172), il catalogo dei disegni (schede e documenti tradotti da Augusto Roca De Amicis (pp. 176-418) e un ricco apparato iconografico
Ordini e incursioni del tempo
L'articolo fra parte di "Una lettura corale di Incursioni. Arte contemporanea e tradizione di Salvatore Settis" in cui studiosi e studiose di diverse discipline affrontano il volume di Salvatore Settis con una pluralità di punti di vista e riflessioni. La raccolta di saggi, curata da Monica Centanni e Giuseppe Pucci chiude il numero 180 (marzo-aprile 2021) della rivista Engramma. Il testo di Antonella Sbrilli mette a confronto la dimensione temporale presente nel discorso di Settis e "L'ordine del tempo" di Carlo Rovelli, nei punti in cui l'analisi del fisico e quella dell'archeologo si sfiorano, là dove vengono chiamati in causa i processi entropici e le informazioni trasmesse nelle materie
26 lettere dal confine. Un gioco, un laboratorio, un lessico
La pubblicazione è il risultato editoriale di un workshop sul tema del gioco svoltosi nel 2019 presso il Macro Asilo di Roma, condotto da Antonella Sbrilli Maria Grazia Tolomeo e Vittoria Agrò, con il coinvolgimento di studenti, studentesse e docenti dell’Università Sapienza e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e con la guida dell’artista Pietro Ruffo
Oggi, una mostra. Introduzione
Il testo introduce i temi della mostra Dall'oggi al domani. 24 ore nell'arte contemporanea, co-curata dall'autrice con Grazia Tolomeo per il Museo Macro di Roma (29 aprile - 2 ottobre 2016), ne presenta le motivazioni e analizza il contesto storico e critico in cui si pone.The attraction towards time and its representation is a widespread theme, as Books of Hours,
allegories, artistic calendars, testify. The attention to time becomes more and more urgent in
20.C, as plenty of studies investigate. The exhibition Dall’oggi al domani - that borrows its title
from a statement by Alighiero Boetti - focuses on a section about this boundless issue: the
day, with its date labeling it and its 24 hours rhythm. Sbrilli presents the main aspects of the
exhibition, their historical background and diffusion, the conceptual attraction for calendars’
grids, the interest on everyday, up to processing of daily digital traces, time-lapse and 24/7
formats
Giochi di costruzione e architettura moderna. Due note su Juan Bordes
“As I began to collect and study about the boxes of construction sets, I noticed that their history had many points in common with the development of modern architecture”: starting from this point, the Spanish sculptor, architect, professor and toys collector Juan Bordes has presented in essays, books and exhibitions the strong relationships between the diffusion of this kind of toys – derived in turn from pedagogical reforms – and relevant episodes of 19th and 20th centuries architecture. The article goes over the main concepts of Bordes’ research, focusing in the first part (Bottai) on the educational aspects, both in Kindergarten and art academies; in the second part Sbrilli traces in Bordes’ texts some of the multifaceted references to architecture and architects, from Vitruvius’ firmitas/utilitas/venustas, up to modern architects designing toys
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