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    BEVACIZUMZB VS RANIBIZUMAB. ASPETTI BIOETICI E MEDICO-LEGALI DOPO LO STUDIO CATT

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    Il trattamento della degenerazione maculare senile è attualmente oggetto di ampio dibattito. Anche se l’uso del Ranibizumab (Lucentis®) è stato autorizzato ed approvato, infatti, molti oculisti in Italia e in tutto il mondo prescrivono il Bevacizumab (Ava- stin®), che è, invece, autorizzato per il trattamento di alcuni tumori metastatici, ma non per delle patologie oculari. L’uso off-label di Bevacizumab sembra produrre risultati comparabili, come illustrato dalle linee-guida di società scientifiche di tutto il mondo e dal Gruppo di Ricerca CATT, a fronte di un costo notevolmente inferiore rispetto al trattamento con Ranibizumab. In questo contesto è bene ricordare che la pratica medica è, senza dubbio, basata sulla valutazione delle prove scientifiche e, di conseguenza, il processo di autorizzazione all’uso dei farmaci gioca un ruolo fondamentale. Il dibattito Lucentis®-Aventis® svela una tipica controversia nella pratica clinica tra la devozione alla mera evidenza scientifica ed il peso che alcuni altri elementi (ad esempio la sensibilità ed il rapporto costo-efficacia) rivestono nelle decisioni mediche. Secondo la prima teoria, l’uso off-label dei farmaci sarebbe scoraggiato in favore dei farmaci autorizzati. Questo approccio avrebbe l’effetto collaterale di limitare drastica- mente l’accesso universalistico ai servizi sanitari. Viceversa, la seconda teoria presta il fianco a critiche fondate sulla difficoltà di bilanciare il ruolo che l’empatia, il rapporto costo-efficacia ed altri criteri dovrebbero svolgere nella giustizia distributiva. Data la necessità di dimostrare l’equivalenza dell’effetto terapeutico, le aziende farmaceutiche non sempre hanno mostrato particolare attenzione al contesto sociale ed economico, soprattutto a causa della perdita di profitto derivante dalla messa in commercio di trattamenti più economici. Inoltre, in assenza di un chiaro indirizzo circa l’uso senza licenza oppure off-label dei farmaci da parte delle autorità competenti, sarebbe legitti- mo mettere in dubbio l’atteggiamento universalistico dal momento che quest’ultimo è palesemente limitato dall’efficacia. In entrambe le ipotesi, comunque, vi è il rischio di sussumere prove scientifiche per la massimizzazione del profitto (medicina basata sul reddito), dato che l’evidenza scienti- fica di per sé considerata potrebbe anche condizionare negativamente guadagni imme- diati e futuri delle aziende farmaceutiche, senza alcun rispetto della salute del singolo e della collettività. In tale contesto, prendere posizione tra le ipotesi di cui sopra sembra dipendere dal singolo professionista, determinando così disuguaglianze ingiuste. Inoltre, non vi è, ad oggi, protezione giuridica per i medici che agiscono secondo scienza e coscienza. Infatti, in presenza di prove scientifiche incomplete, l’uso off-label potrebbe essere valutato come non diligente. Anche in quest’ottica, ad oggi, secondo gli autori l’uso del Ranibizumab deve ritenersi pressoché obbligatorio rispetto al Bevacizumab

    Epidemiologyandcost of in-hospital falls: Monitoring 22 consecutivemonthsat the "policlinico" hospital of bari.a pilot study in Italy

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    The authors present the results of a retrospective study on falls performed at "Policlinico" Hospital of Bari, Italy, in the period 1st March 2011-31st December 2012. A systematic approach was performed to estimate the average hospital cost and length of stay (LOS) associated with injurious falls in our hospital. Particularly, a surveillance system based on the distribution and filing of "Fall of the Patient" record cards has long been in place. The study revealed 175 falls, accounting for the 0.1 % of the admissions to the Policlinico Hospital in the examined period, which had both human and financial costs, the latter related to extra-treatment (medical investigations-both instrumental and clinical- A nd therapies), increased lengths of stay, complaints and, in some cases, litigations. All these aspects produced an outlay of 159.108,53 (up to 31st) December 2013). Accordingly, even though it is unrealistic to consider all falls to be preventable, the authors hypothesize that a system-based fall-prevention program targeting high-risk situations would result in fewer falls. As the model actually in use in Bari is certainly exportable to other national entities, Hospital General Directions should have a leading role in creating effective programs of monitoring and prevention, consequently reducing hospital costs

    Stress-related temporary hearing loss. Evaluation of bio-humoral parameters: forensic and criminological applications

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    The body-alarm reaction results from the activation of hypothalamic–pituitary–adrenal axis, which can lead to physio-psychological phenomena such as an exclusion ⁄ occlusion of the sense of hearing. One hypothesis to explain this alteration consists in a hydromechanical dysfunction of the internal ear attributable to antidiuretic hormone. In this study, we evaluated the perception of acoustic stimuli administered in stressful conditions in 14 phobic patients and in 20 healthy subjects, in order to assess the influence of stress on perceiving capabilities. We also measured the concentration of salivary cortisol and IL-1b and neurovegetative parameters to objectivise and quantify the physiological reactions. Our results show a worse perception of the frequencies of the human voice under stress; these findings could have a dual value: in the legal field, concerning criminal liability, and on the operative context, regarding the efficiency of verbal communication among law enforcement officers in situations inducing intense emotional stress
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