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L’università costruisce la città. Padova dal “Campus diffuso” alla Rete urbana
On June 2017, the University of Padua and the Ministry of Defense signed the agreement for the assignation to the University of the former Piave Barracks for converting it into a new “campus”.It was the last act of the University of Padua reorganization strategy over the last few years, which through purchasing of existing (disused or abandoned) areas or acquisition of new free surfaces will lead to a complete arrangement of the university localizations in the city. Furthermore, according to recent studies held by the author, University determines changes of commuters and customers flows within the city, new activities and functions, economic and social revitalization, also triggering transformation of the real estate market (sensitive to the students demand)
Introduzione. Per una diversa prospettiva
Il saggio contiene gli Atti del III Convegno di Armonie Composte tenutosi presso l'Abbazia di Praglia il convegno è dedicato alla martoriata realtà del Centro Italia colpita ancora una volta dal sisma. L'introduzione spiega le ragioni delle riflessioni maturate in quel consesso focalizzate non solo sulla natura del sisma, le sue conseguenze o sulle possibili politiche di messa in sicurezza dei territori e delle comunità, quanto ha voluto essere un'occasione per riaffermare la necessità di un’innovativa prospettiva multidisciplinare, intersettoriale che permetta di osservare, analizzare criticamente e comprendere gli effetti delle calamità naturali. Con la volontà di contribuire alla costruzione di una diversa consapevolezza con cui affrontare terremoti ed altri disastri (basati non solo su presupposti di contenuto tecnico-scientifico ma anche su azioni in grado di far leva sui fattori sociali e culturali, esplorando in modo ampio e completo gli impatti che i terremoti procurano
sull’ambiente costruito come sulla struttura sociale nel suo complesso, sulle comunità, sui gruppi sociali e familiari), i diversi contributi vogliono dare spunto ad una riflessione che possa condurre ad una diversa filosofia di intervento nelle terre colite dal sisma.
Il saggio in questione oltre a voler restituire il fil rouge che ha guidato la costruzione dell'iniziativa ed i contenuti dei diversi contributi raccolti, vuole soprattutto persuadere della validità di un diverso approccio all'emergenza e soprattutto indagare le modalità di costruzione non solo di una maggiore consapevolezza collettiva per la prevenzione, ma piuttosto la creazione di una particolare "resilienza" delle comunità locali perché il sisma non sia più causa di ulteriori forme di disgregazione sociale e sradicamento territoriale
WKS 8_ Urbanistica e/è azione pubblica per rigenerare la democrazia. Atti della XX Conferenza Nazionale SIU. Roma 2017
Si tratta della pubblicazione contenente gli Atti del Workshop 8 "Urbanistica e/è azione pubblica per rigenerare la democrazia. " della XX Conferenza Nazionale della SIU - Società Italiana degli Urbanisti tenutasi a Roma il 12-14 giugno 2017. L’apertura dei processi decisionali e l’accreditamento di nuovi attori, la diffusione di approcci partecipativi o collaborativi, il sempre più diffuso ricorso a processi di governance e la ricerca di soluzioni condivise sono elementi qualificanti delle politiche urbane e territoriali recenti; soprattutto misurano la capacità di innovazione che è possibile registrare nel governo dei processi di trasformazione urbana e nell’assunzione di scelte che hanno vaste ricadute sul territorio. I paper presentati nel Workshop hanno riguardato lo studio di processi in itinere, con considerazioni critiche sugli attori in campo, sulla natura e sulla gestione dei processi stessi. Nella misura in cui questi paper costituiscono un campione significativo, si può dire che la comunità scientifica nazionale si sia data riferimenti e poste problematiche in larga parte condivisi, da cui si dipartono percorsi di ricerca ed esperienze differenti ma sostanzialmente congruenti che restituiscono l’immagine di una fase sperimentale e costitutiva di pratiche e di istituzioni. In questo quadro emergono da un lato politiche che privilegiano approcci integrati o che tendono a inserire nei processi soggetti marginali o esclusi; dall’altro fenomeni di autoorganizzazione che sorgono soprattutto attorno alla gestione dei beni comuni. Diversi paper, infatti, hanno presentato la gestione dei beni comuni come un campo privilegiato e, nello stesso tempo, un’utile fucina di procedimenti partecipativi; al contempo, alcuni hanno visto nei processi partecipativi un mezzo per riaccreditare lo stesso principio di bene comune che spesso, negli ultimi anni, è sembrato appannarsi e indebolirsi
Scali ferroviari, da infrastruttura a risorsa urbana
Of the vast real estate assets of the Ferrovie dello Stato, the Italian railroads, rail yards have represented the most conspicuous, but least visible and valuable part: the rail yards have almost always been the farthest part of the railway area, a more or less extensive barrier.
Accommodating highly specialized, morphologically heterogeneous functions, these areas have always been inaccessible, introverted. The rail yards, which were initially developed at the edges of the city, have over time become wedged into the urban structure, which has prevented their expansion and re-organization, accelerating the decline and abandon caused by the profound technological innovation that has radically transformed railway transportation.
But various European experiences demonstrate that these areas, which the railroads no longer need, can conversely become a valuable urban resource for the cities that surround them: a “reserve” of space in the heart of the built fabric available to host the functions and facilities necessary to improve urban quality and the range of available services.
In various Italian cities, the rail yards have become a focus of design considerations aimed at reclaiming their value for the city, seeking to enhance their potential and to hypothesize configurations that could contribute to the regeneration of the contemporary city, not without some limits and feasibility constraints. The revitalization of rail yards, as spaces for strategic urban regeneration, becomes one of the most interesting themes in the city planning debate about new configurations for cities, but more importantly a significant challenge for planning, that in addition to stitching together the different parts of the city, must be able to retrieve their meaning and their quality
Le sfide della mobilità sostenibile in una montagna diversa
While an approach far sustainable development get more diffused in policies as well as in planning interventions, deep changes have interested Alpine mountain regions. lf some valleys and highlands stili remain little accessible and affected by a not very developed and modernised economy, a large part of the Alpine arch recorded a really significant progress due to new infrastructures, technological innovation and tourism development. Above all, tourism has been such a trigger of new economie activities, occupation increasing and visitors attraction. Winter sport or summertime leisure actvities, supported by modem (mostly vehicular) mobility and high-impacting infrastructures cause enrichment but also congestion, new forms of soil consumptions and progressive environmental and landscape deterioration.
The unavoidable challenge far the future is then the promotion of new form of mobility, which could favour the highest modal integration and a conditioned and limited accessibility, which will help to preserve precious environmental resources although supporting development
Recensione a «Fabian L., Munarin S., RE_CYCLE ITALY – Atlante, Letteraventidue, Siracusa»
Il testo è la recensione all'ultimo dei volumi della ricerca nazionale Re-Cycle Italy che oltre ad alcuni rilevanti saggi introduttivi che ripercorrono la riflessione critica che ha caratterizzato la ricerca in tutto il suo sviluppo pluriennale, sottolineano soprattutto l'approccio innovativo e strategico, nonché imprescindibile, del recupero e riuso dei manufatti del più recente sviluppo e i luoghi delle trasformazioni urbane e territoriali degli ultimi cinquant'anni nel nostro paese, tentando anche la formulazione di nuove pratiche di azione per la rigenerazione urbana e territoriale
Recensione al volume di Macaione I., Pavia L. (a cura di), Rigenerare a Sud. Rigenerare il Sud. Atlante dei luoghi della rigenerazione urbana, FrancoAngeli, Milano, 2022
Si tratta della ecensione al volume il libro di Macaione e Pavia che propone un “atlante” di luoghi e di processi della rigenerazione urbana, facendo emergere innanzitutto la molteplicità di iniziative nel Mezzogiorno d'Italia. Testimonia in particolare la diffusione e la pervasività di questo vasto e profondo
processo di innovazione in cui non solo si tenta di ridisegnare parti della città,
ma si cerca piuttosto di fare emergere la vivacità sociale dei territori. L’“Atlante dei luoghi della rigenerazione urbana” composto da Macaione e Pavia ha anche altro pregio: quello di raccontare meglio l’energia della rigenerazione urbana al Sud del nostro paese, illustrando la varietà e la vitalità espressa anche lontano
dai canonici casi di Milano, Torino, Bologna, delle città padane o piuttosto delle
colline del centro-Italia. L’altra Italia si racconta in questo volume, mostrando
non solo la volontà nel cambiare i modi tradizionali di intervenire nella città e nel
territorio, ma soprattutto di voler declinare nuove e diverse narrazioni del Sud e
delle comunità del Sud
Tra diritto all’alloggio e diritto allo studio, riflessioni su studenti, università e città
Dopo la pandemia, un problema abitativo degli studenti universitari nelle città universitarie di lunga tradizione come in quelle di più recente insediamento, si è imposto all’attenzione dei media, con numerose manifestazioni (le “tendate”), per quanto il problema fosse in qualche modo già emerso a Bologna (eravamo ancora nel 2017). Le difficoltà appaiono subito evidenti, non diversamente da quanto accade per la più generale questione abitativa: anche per gli alloggi degli studenti è particolarmente complesso individuare le caratteristiche dell’offerta del mercato privato (tipologie e qualità di alloggi; carattere degli operatori; costi degli alloggi/posti letto; canali di contatto e modalità di contrattazione; caratteri e dura¬ta dei contratti o le condizioni i accesso e godimento, ecc.) ma altrettanto complesso è comprendere la natura della domanda (tipologia di alloggio/posto letto richiesto; costo medio atteso; durata del contratto; qualità di servizi ritenuti indispensabili; localizzazione e accessibilità; condizioni di convivenza ammesse; ecc.). Il testo, richiamando anche letteratura internazionale e nazionale, prova a ragionare sulle modalità di indagine del problema, introducendo alcune ricerche che hanno tentato un’esplorazione profonda del tema
Porto, città e territorio: relazioni strategiche da ricomporre
Il tema delle relazioni tra porto e città ha avuto nel corso degli ultimi anni importanti sviluppi nella riflessione urbanistica. Effetto dell’innovazione tecnologica, dei cambiamenti radicali nella logistica e nel trasporto marittimo di merci e persone hanno nel tempo richiesto spazi sempre più specializzati ed i mutamenti nelle modalità di organizzazione del settore del trasporto marittimo hanno iniziato a separare il porto dalla città. Effetto diretto è stato da un lato lo spostamento delle attività dalle storiche o più centrali della città e quindi la liberazione di spazi ad altri usi, dall’altro la creazione di impianti ed attrezzature alle spalle del porto spesso anche a distanza dallo scalo originario.
La rigenerazione di aree portuali “restituite” alla città e destinate a nuovi usi o piuttosto la necessità di trasformare nuove aree più o meno libere in nuove strutture portuali appaiono subito delle risorse importanti per il rilancio economico dei territori ma possono essere anche all’origine di conflitti e nuovi problemi che solo con strategie univoche e condivise e attraverso pianificazione e programmazione delle risorse possono trovare soluzione
Le politiche urbane nelle «città universitarie»
The term “university city” is very used but its common meaning says nothing about the very complex bundle of questions and problems which it is supposed to refer to.
The university represents the node of an extensive and dense network of connections between activities, functions and spaces. Beyond its formative mission and the acknowledged research activities, University represents an important firm (even though a very peculiar “para-public” company) in the city with thousands of jobs, an economic agent which invests and draws investments. Its multiple events, not only its traditional missions, call lot of people who move in the city, eat, sleep, enjoy the city resorts.
Students, researchers, clerks and visitors qualify some areas in the city organization, steering fluxes of mobility, affecting shopping organization, impacting on the real estate and on the housing supply. The effects of these processes are still not very much investigated.
To satisfy the need of place for all its activities, University turns into a real estate agent and urban regeneration developer, building new campuses or purchasing vacant lands or dismissed estates.
In front of these dynamics (not very well-known by local authorities as well as the academic institutions themselves) urban policies result ordinary and without any appropriate strategies
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