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Dall’ut pictura poësis all’ut musica pictura: un percorso francese tra sette e ottocento
The article tackles the crisis of it pictura poesis as an aesthetic concept, which occurs between the 18th and 19 centuries. The undermining of this principle, which had been indeed the main pillar
of academic theory, coincides with the beginning of a theoretical reflection on the autonomy of the pictorial language from the verbal one. By dwelling on French culture on the transition between Neoclassicism and Romanticism, the author aims to demonstrate how the musical pattern played a fundamental role in the development of such a reflection. On the one hand, Lessing refuses the principle of ut pictura poesis and acknowledges poetry as a free art, while restricting the features of painting and sculpture, considered as just aiming to represent beauty. On the other, French theoreticians foster an alternative reflection pivoting on the linguistic features of visual arts, thus freeing them from the subordination to the literary model. By means of a reconstruction starting from Roger de Piles and encompassing also Paillot de Montabert and Delacroix, the article stresses in particular the role that instrumental music as an anti-mimetic art performed in stimulating a new discussion on the autonomy of the pictorial code
Luigi Veronesi. Senza Titolo
Esame di una tempera su carta di Veronesi, espressione emblematica della sua astrazione geometrica colma di vita e di moviment
"N'est-pas je vais mourir? Dis-moi la vérité": il ciclo di Ferdinand Hodler su Valentine Godé-Darel
Questo articolo appartiene a un numero di "Ricerche di Storia dell'arte" curato da me e Sergio Cortesini intitolato "Mortalità e lutto nell'arte contemporanea" e riguarda un ciclo di ritratti (disegni, dipinti, gouaches) che l'artista svizzero Ferdinand Hodler consacrò alla sua compagna Valentine Godé-Darel durante la malattia (cancro ovarico) che la portò alla morte nel gennaio del 1915. L'artista ritrasse senza idealizzazioni e con grande verità la terribile trasformazione fisica della donna nelle varie fasi della malattia fino al decesso. Ho esaminato questo ciclo di più di duecento opere in rapporto alla tradizione del tradizione del ritratto postmortem, sottolineandone l'originalità data dalla dimensione ossessiva del gesto del ritrarre; gesto che ho interpretato alla luce del significato antropologico del ritratto (ricordare) e della centralità della morte nella riflessione estetica e esistenziale dell'artista, aiutandomi con riferimenti a Heidegger e Lévinas
L’autoritratto di Jean Fouquet: cultura italiana o franco-fiamminga?
L'articolo esamina l'autoritratto in smalto di Jean Fouquet, conservato al Louvre, mettendo in evidenza l'originale mescolanza di tratti franco-fiamminghi e di aspetti legati alla cultura umanistica italian
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