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Delle donne della Torre. Storia e ritratto di un gruppo
Catalogo della mostra, aperta dal 31 ottobre al 21 novembre 2021, ospitata nella Sede museale della Contrada della Torre (Siena). Ideazione e cura scientifica della mostra e del catalogo di Aurora Savelli. Con la mostra si è inteso indagare le caratteristiche della presenza femminile all'interno della Contrada della Torre. Oggettistica e documentazione - legati testamentari, donazioni, verbali di assemblea, resoconti finanziari - testimoniano il carattere oblativo della componente femminile della Contrada, espressione di pratiche religiose di lungo periodo (oltre all’Immacolata Concezione si distingue per importanza la devozione verso Sant’Anna, regolata dagli statuti del 1780 e affidata alle Signore della Festa) e di un senso di appartenza alla contrada che si traduce in attive forme di solidarietà interna e di vivace sociabilità
Da Baldovina a Garibalda
Tradizione risorgimentale e garibaldinismo femminile in un contesto urban
Le Presidenti dal dopoguerra
Dalla fondazione della Società delle Donne nel 1904 ricostruzione, attraverso l'analisi dei documenti d'archivio, delle presidenti del sodalizi
Di donna in donna
Trasmissione di saperi tradizionali all'interno di un gruppo associativo femminil
Le Vicarie
Esercizio e funzioni di ruoli dirigenziali femminili all'interno di un contesto associativo urban
Tavola rotonda “Mercati turistici e politiche del turismo” (intervento)
La tavola rotonda conclusiva del Convegno testimonia con la sua vivacità l’originalità e l’attualità dei temi del PRIN. L’approccio esplicitamente interdisciplinare del dibattito, cui partecipano due statistici (Busetta e Vaccina), un economista (Fazio), un giurista (Franceschelli), un alto funzionario della Regione Sicilia (Porretto), un sociologo (Savelli), chiarisce la necessità dell’incontro fra le diverse competenze e professionalità per l’analisi dei problemi del turismo; la ricchezza delle posizioni manifestate dagli esperti dimostra le potenzialità dell’approccio interdisciplinare
Per un ritratto di un gruppo associativo femminile
L'introduzione traccia una storia di lungo periodo di un'esperienza associativa femminile, dal secolo XVI ai tempi odierni. Attraverso documenti d'archivio come legati testamentari, donazioni, verbali di assemblea, resoconti finanziari, documenta il carattere oblativo della componente femminile della Contrada della Torre, allo stesso tempo valorizzandone la ricca socialità
Costa, retroterra e spazio marittimo nelle strategie degli imprenditori turistici
La ricerca presentata ha rivelato la compresenza, nel mondo imprenditoriale della Riviera Romagnola, di diverse interpretazioni dei mutamenti in atto nel mercato e di diversi orientamenti strategici per farvi fronte. Molto articolato si presenta, in particolare, il modo di rappresentare lo spazio turistico romagnolo, così come quello adriatico, in funzione di una risposta attiva del mondo dell’offerta alle nuove dinamiche della domanda.
Le dimensioni territoriali via via coinvolte nel disegno strategico della risposta imprenditoriale alle sfide del mercato si dilatano al crescere della fiducia riposta nelle proprie potenzialità e della disponibilità ad accettare dei mutamenti in atto. Il riferimento è quanto mai ristretto alla linea di costa (la spiaggia e le sue immediate pertinenze) per coloro che non vedono altra strada che il rifugiarsi nei modelli sperimentati del turismo di massa, anche se questo manifesta ormai chiari sintomi di crisi. Restringere il territorio coinvolto, restringere il periodo stagionale, far quadrato sulla qualità dell’ambiente e delle sue attrezzature, abbattere il più possibile i prezzi appaiono come le componenti privilegiate dell’unico itinerario sicuro, se non per espandere il controllo sul mercato, quanto meno per ritardare il suo declino. L’immagine del territorio da coinvolgere nelle strategie imprenditoriali e da offrire come supporto al mito turistico si dilata gradualmente, passando alla riviera nel suo complesso quando si privilegiano ipotesi di razionalizzazione, di pianificazione nell’uso dello spazio e del tempo dei turisti. Si tratta ancora di uno spazio omogeneo, che proprio per le sue dimensioni e per le conseguenti garanzie di sicurezza e prevedibilità viene giudicato competitivo sulla scala nazionale e continentale. Alla dimensione della Riviera viene ad associarsi poi il concetto di identità, che recupera le basi culturali della regione turistica costiera, nel suo complesso, e apre la strada ad una sua articolazione interna, contenuta e finalizzata alla valorizzazione dell’insieme. La differenziazione delle imprese e del territorio rappresenta un passo successivo, che viene compiuto quando l’atteggiamento di difesa solidale tra gli imprenditori lascia il posto ad uno spirito più attivo ed aggressivo, sottolineato dal concetto di competizione. Si esprime qui una maggiore fiducia nelle proprie risorse, individuali e collettive, e ci si rifiuta di uniformarsi in un’immagine pianificata e standardizzata dell’offerta e del territorio. Proseguendo su questa strada, la responsabilità della qualificazione e del dinamismo dell’offerta turistica viene esplicitamente attribuito alle istanze politico-amministrative locali, per la loro capacità di farsi interpreti di un rilancio della specificità locale, di prendere decisioni su che cosa offrire e a chi rivolgere tale offerta. Si fa strada, infine, la consapevolezza che la complessità crescente del mercato vada affrontata con strumenti organizzativi sempre più sofisticati, e comporti l’offerta di possibilità di scelta sempre più ampie e diversificate. Ciò implica far convergere nella stessa immagine territoriale spazi (regioni) e tempi (stagioni) dilatati e risorse sempre nuove. La competizione va affrontata accettando la sfida della complessità e utilizzando a questo scopo tutte le risorse che l’area romagnola riesce ad esprimere, senza tuttavia chiudersi in questa dimensione, ormai insufficiente a contenere il dinamismo del mercato turistico
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