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L’incontro tra popoli e culture diverse nel Chronicon di Francesco Pipino
Il Chronicon è una compilazione di storia universale in lingua latina, scritta da Francesco Pipino, un frate domenicano bolognese, che visse tra la seconda metà del XIII e la prima metà del XIV secolo. La cronaca si compone di XXXI libri e il racconto abbraccia un arco di tempo che va dal 754 al 1314, ma con aggiunte che arrivano fino al 1322. Il testo è tràdito dal solo manoscritto α.X.1.5 conservato presso la Biblioteca Estense di Modena. L’obiettivo di questo studio è analizzare il metodo di costruzione del racconto storico seguito da Pipino per ricostruire la storia dei Tartari, che occupa gran parte del libro XXIV della cronaca, con una particolare focalizzazione sulla complessa questione delle fonti.The Chronicon written in Latin by Francesco Pipino, a Dominican friar from Bologna (ca 1270 - ca 1328), consists of 31 books in Latin prose dealing with the universal history from 754 to 1314, with some additions up to 1322. The only copy of this work is the early 14th century manuscript Modena, Estense Library, α.X.1.5. This paper aims to analyse Pipino's method in constructing his historical narration, by focusing particularly on the complex interlacement of sources of the Tartars' history (book XXIV).
Il racconto del potere: la storia di Enrico VI nel Chronicon di Francesco Pipino
The Chronicon is written in Latin by Francesco Pipino, a Dominican monk from Bologna, who lived between the second half of the XIII and the first part of the XIV century. The chronicle is composed of XXXI books and the story covers a range of time which goes from 754 to 1317, but with the addition of information that goes as far as 1322. The chronicle is preserved with the only manuscript α.X.1.5 in the Biblioteca Estense at Modena. This paper aims to analyse the reconstrution of Henry VI’s history, by focusing on Pipino’s method in writing his chronicle and on the complex interlacement of various sources
La presenza dell’Actor e il metodo di lavoro di Francesco Pipino: lo scontro tra Federico I e le città italiane
Il Chronicon di Francesco Pipino: edizione critica dei libri XXII-XXXI
La tesi di dottorato, condotta sotto la supervisione del prof. Fulvio Delle Donne, è stata dedicata alla preparazione dell’edizione critica dei libri XXII-XXXI del Chronicon di Francesco Pipino.
Pipino, frate domenicano bolognese vissuto tra la seconda metà del XIII e la prima del XIV secolo, è autore di un interessante e assai ponderoso Chronicon, una cronaca universale in lingua latina, composta da XXXI libri, ciascuno dedicato al periodo di regno di un imperatore, eccetto il XXV, dedicato alla storia delle crociate: il racconto abbraccia un arco di tempo che va dal 754 fino al 1317, ma con aggiunte di notizie che arrivano fino al 1322. La cronaca è tradita dal solo manoscritto ɑ.X. 1.5 conservato presso la Biblioteca Estense di Modena, di grande formato, che consta di ff. 187. L’unica edizione è quella a cura di Ludovico Antonio Muratori nei Rerum Italicarum Scriptores, ma è molto parziale, altera profondamente il testo e non fornisce alcuna indicazione sulle fonti usate.
I libri XXII-XXXI ricoprono un periodo di tempo molto lungo, da Federico I al pontificato di Clemente V, e per la costruzione di questo racconto storico Pipino utilizza molteplici e variegate fonti: cronache universali, cittadine, biografie, agiografie. La vastità e varietà degli argomenti trattati, per molti dei quali sono riuscita a rintracciare fonti precise, ha reso lo studio critico del Chronicon e delle sue fonti particolarmente proficuo. Esso, attraverso l’individuazione delle strategie di costruzione e di rielaborazione della “memoria storica”, ha permesso di conoscere e comprendere non soltanto le modalità di trasmissione delle informazioni storiografiche, ma anche di ricomporre la “biblioteca” che aveva a disposizione il suo autore, figura esemplare di cronista medievale che raccoglie e manipola con riconoscibile competenza fonti di varia natura
La traduzione latina del Devisement du mounde nel Chronicon di Francesco Pipino
Fin dall’inizio del Trecento i Domenicani dedicano una speciale attenzione al Devisement dou monde di Marco Polo e Rustichello da Pisa, intuendone il valore scientifico e le potenzialità come strumento per l’evangelizzazione dell’Asia. Mediante una stratificata opera di traduzione e talvolta di riscrittura, l’Ordine si appropria del libro, modificandone in parte pubblico e ruolo e promuovendo il suo autore, sebbene laico, ad auctoritas. Avvalendosi di più metodi di indagine (filologico-linguistico, storico-culturale, archivistico-documentario), i contributi raccolti in questo volume offrono una rappresentazione del rapporto tra Marco Polo e i Predicatori. Il primo frutto di queste ricerche è il ritrovamento di una pergamena custodita presso l’Archivio di Stato di Venezia che certifica definitivamente la presenza di un rapporto diretto tra Marco Polo e i frati del convento dei SS. Giovanni e Paolo, centro di rilievo, legato alla cultura laica da una fitta rete di rapporti che si estende a figure di spicco del preumanesimo veneto
Poplar tree for innovative plantation models
The traditional poplar cultivation does not represent the only way to produce poplar wood: new market opportunities and new more sustainable cultivation models are appearing on the international scene. We are only reconsidering past solutions in a modern key and with new knowledges and technologies able to improve the productions through more sustainable, resilient, cultivation models for the adaptation to climate and market changes. In this note three alternative models (to traditional poplar growth) suitable for production of plywood, packaging, panels, pulp for paper, biomass and for environment services, are described and discussed: high-density model (HD), polycyclic plantation model (PP) and agroforestry (AF)
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