1,721,068 research outputs found

    Beyond behaviour: rethinking integration for people experiencing homelessness

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    Integration is one of the main goals of homeless services. Despite the growing research on integration and homelessness, few studies start with the perspective of people experiencing homelessness. Integration is often measured as participation in a list of standard behaviours. This process assesses behaviour in accordance with social norms but ignores people's own feelings and understanding of integration. The main aim of this study is to explore the meaning of integration from the perspective of people experiencing homelessness. Data were collected through semi-structured interviews involving 26 people in homeless service programmes. Five main themes regarding the meanings of integration were generated: work, housing, respectful relationships, family and personal dignity. Moreover, two themes of obstacles and facilitators affecting integration were identified. A new conceptualisation of integration is generated that captures the participants’ sense of personal dignity, respect and recognition from others and a sense of utility within their living environments (work, house and family). Implications of the results are discussed with respect to homeless services and research on homelessness

    Epidemiology of overweight and obesity among Italian early adolescents: Relation with physical activity and sedentary behaviour

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    Scopo del lavoro è valutare la prevalenza di soggetti sovrappeso e obesi tra i preadolescenti italiani e l’influenza di alcune caratteristiche anagrafiche e comportamentali. Il lavoro è parte di una ampia indagine trans-nazionale denominata “Health Behaviour in School Aged Children” (HBSC) promossa dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo studio è stato realizzato attraverso un questionario compilato da un campione di 4386 soggetti (48.4% maschi) rappresentativo dei preadolescenti e adolescenti italiani che frequentano la scuola (11, 13 e 15 anni). Il tasso di prevalenza di soggetti in sovrappeso e obesi è risultato rispettivamente del 16.7% e del 2.5%. I maschi risultano più a rischio delle femmine. Inoltre, l’età, l’educazione della madre, l’area di residenza, l’attività fisica e il comportamento sedentario mostrano una associazione significativa con entrambe le variabili dipendenti. I risultati del presente studio sono in linea con quanto riscontrato in studi analoghi per cui il sovrappeso e l’obesità diminuiscono durante lo sviluppo preadolescenziale e risulta maggiormente diffuso tra i maschi rispetto alle femmine. La prevalenza di entrambi i disturbi risulta maggiore al Sud e nelle Isole. Il comportamento sedentario e l’attività fisica sono entrambi risultati fattori comportamentali sui quali è possibile agire per ridurre la prevalenza di questi disturbi

    La relazione tra clima sociale della zona di residenza e malessere psicologico durante lo sviluppo preadolescenziale: il ruolo del sostegno dei genitori e del senso di sicurezza.

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    Scopo di questo lavoro è quello di verificare empiricamente il modello teorico proposto da Dorsey e Forehand (2003) relativo alla relazione tra clima sociale della zona di residenza e malessere psicologico, utilizzando come informatori i ragazzi. Il lavoro presentato è parte di un’ampia indagine denominata “Health Behaviour in School Aged Children” (HBSC), che è uno studio trans-nazionale promosso dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il questionario è stato compilato da un campione di 4386 soggetti rappresentativo dei preadolescenti italiani. I risultati hanno messo in evidenza come la relazione tra clima sociale della zona di residenza e malessere psicologico dei preadolescenti non sia diretta e come questa variabile agisca attraverso la sua relazione con il sostegno sociale della famiglia e la percezione di sicurezza. Complessivamente i risultati del presente studio hanno confermato il modello teorico proposto, offrendo evidenze empiriche che permettono una migliore comprensione dei processi sociali che determinano il malessere psicologico dei preadolescenti

    Community assessment: The teaching of assessment tools when the community is the object of analysis

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    Tra le tante suggestioni che l’articolo bersaglio di Alessandri et al. (2021) ci ha attivato, una delle principali è che, in fondo, il contenuto dell’articolo corrisponde agli esiti di una sorta di assessment di una comunità: in questo caso, quella accademica italiana. In particolare, di una nicchia specifica di quella comunità, identificata in base ad alcune caratteristiche (iscritti all’Associazione Italiana di Psicologia) e contattata per mezzo di un questionario online. Ma nell’interessante contributo non troviamo traccia di come e se siano stati insegnati gli strumenti per l’assessment di una comunità; la categoria in cui questi sono stati inseriti, infatti («analisi del contesto socio-culturale»), include tecniche di assessment insegnate con una frequenza molto ridotta in ambito universitario (circa il 5% riportato dai rispondenti al questionario nel 2018), sulle quali sono stati forniti dati poco informativi. L’obiettivo del presente contributo è quello di ampliare l’orizzonte sull’uso degli strumenti di assessment psicologico e sul loro insegnamento

    Il bullismo: fattori individuali e contestuali

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    Utilizzando un modello di regressione logistica multilivello, lo studio esamina la relazione tra il senso di comunità a scuola sia a livello individuale che a livello di classe e il bullismo perpetrato e subito, controllando l'effetto di alcune caratteristiche individuali (autostima, difficoltà di comunicazione con i genitori e caratteristiche anagrafiche). I dati sono relativi a 4386 ragazzi e ragazze italiani di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, appartenenti a 265 classi (prima e terza media, e seconda superiore). Il genere femminile e l'età sono risultati fattori protettivi per il bullismo, mentre un'elevata autostima è un fattore di rischio. Per quel che concerne la vittimizzazione, sono fattori protettivi il sesso femminile e un'alta autostima. Maggiori punteggi, a livello individuale e contestuale, del senso di comunità risultano protettivi sia per il bullismo che per la vittimizzazione. Vengono infine discusse le possibili implicazioni per la prevenzione di questo fenomeno
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