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    Premessa al volume Statuto del Comune di Roma del 1469 emanato da papa Paolo II

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    Premessa al volume Statuto del Comune di Roma del 1469 emanato da papa Paolo II, contenente la traduzione degli Statuta Urbis dall'incunabolo di Ulrich Han (Roma, post 1470-ante 1474). Presentazioni di Marcello Pera (presidente della Commissione per la Biblioteca del Senato) e di Paola Farenga (Presidente di Roma nel Rinascimento), con saggi introduttivi di Mario Ascheri, Anna Modigliani, Sandro Notari, Alessandro Pontecorvi, Alessandro Dani. Traduzione di Silvano Stanzione

    "Visis et mature discussis singulis statutis" La prima riforma pontificia dello statuto comunale di Roma (1469)

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    Il saggio esamina lo statuto comunale di Roma di papa Paolo II, emanato nel 1469, alla luce della tradizione del diritto municipale medievale romano

    Gli statuti del Lazio meridionale. Confronti peninsulari ed europei. Atti del convegno Anagni 1-3 dicembre 2022", a cura di Gioacchino Giammaria e Sandro Notari, Prefazione di Mario Ascheri, Conclusione di Mario Caravale, Anagni 2023 (Biblioteca di Latium, 27)

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    Il volume raccoglie le 16 relazioni di studiosi italiani ed europei – dedicate a vari aspetti e tipologie della produzione normativa statutaria locale, del Lazio meridionale, della Penisola, in Spagna – presentate al Convegno "Gli statuti del Lazio meridionale. Confronti peninsulari ed europei", svoltosi ad Anagni dal 1° al 3 dicembre 2022. Volume di Atti a cura di Gioacchino Giammaria e Sandro Notari (Anagni 2023, collana Biblioteca di Latium, 27), con prefazione di Mario Ascheri e conclusioni di Mario Caravale

    Renovatio repertorii statutorum. Per un’edizione rinnovata del repertorio degli statuti comunali delle province storiche del Lazio (secc. XIII-XIX)

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    Il contributo risponde alle sollecitazioni, pervenute da studiosi e colleghi, ad aggiornare e a dare nuova forma al Repertorio degli statuti comunali del Lazio pubblicato nel 1993 dal “Gruppo Cervati” della LUISS. L’intento di queste pagine è di contribuire a riaprire nella storiografia statutaria, dopo le feconde iniziative regionali e i confronti degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, il dibattito sugli strumenti di ricerca e di studio delle normative locali di età medievale e moderna, anche alla luce dei progressi nel frattempo compiuti dalle tecnologie digitali. Nello specifico, il contributo prende in esame (1) La ripresa degli studi statutari in Italia; (2) La "stagione" dei repertori (anni Ottanta-Novanta del Novecento); (3) La storiografia statutaria laziale; (4) Il Repertorio “Ungari” degli statuti comunali del Lazio: il progetto iniziale (1988-1990); (5) Il Repertorio “Ungari” degli statuti comunali del Lazio: la pubblicazione e gli esiti della ricerca (1993); (6) La breve “preistoria” dei censimenti e delle raccolte di statuti comunali dello Stato della Chiesa [il censimento De Luca-Travaglini del 1680-1683; la raccolta del Buon Governo (fine XVIII secolo); la circolare Mertel del 1856, alle origini della collezione di statuti dell’Archivio di Stato di Roma; la prospettiva di edizione e/o di repertorio degli statuti laziali nel dibattito di primo Novecento all’Istituto di Studi Romani]; (7) La Renovatio del Repertorio “Ungari” degli statuti comunali laziali e la prospettiva di un repertorio digitale dinamico; (8) Proposta di scheda. Seguono: un'ampia appendice con le particulae statutorum degli statuti laziali (estratte dalla raccolta di Emiliano Travaglini per i Commentaria ad Constitutionem SS.D.N.D. Innocentii XI De statutariis successionibus del cardinale De Luca), esempi di schede e di rubricari statutari

    Premessa al volume "Gli statuti del Lazio meridionale. Confronti peninsulari ed europei"

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    Premessa dei due curatori del volume, nella quale si illustra la genesi del convegno, la composizione del comitato scientifico, gli enti e le associazioni che hanno contribuito alla sua realizzazione, la suddivisione dei lavori e i temi affrontati dai 16 relatori nelle tre session

    Alla ricerca dell’età liberale. Ricordo di Alberto Aquarone, Atti del Convegno Roma, LUISS-Guido Carli, 22-23 maggio 1995

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    Atti del Convegno tenuto a Roma nel 1995, nel decimo anniversario della scomparsa di Alberto Aquarone (Trieste1930-Roma1985

    Tra val Nervia e val Verbone. In margine agli statuti comunali di Perinaldo del 1580

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    Contributo a doppia firma (con Anna Esposito) nel quale sono riunite – con integrazioni e con l'aggiunta di un apparato di note – le due distinte relazioni svolte dagli autori in occasione della presentazione del volume F. Corvesi, Magnifica Communitas Podii Rainaldi, Tricase 2015 (Senato della Repubblica, Biblioteca, Sala degli Atti parlamentari, 14 aprile 2015). Il contributo analizza gli statuti comunali di Perinaldo (località del ponente ligure) del 1580, trascritti nel volume. Sandro Notari ha redatto i §§ 1-4, pp. 27-38; Anna Esposito i §§ 5-45. La parte redatta da Sandro Notari (§§ 1-4, pp. 27-38), dopo una breve premessa sulla storia istituzionale del castrum di Perinaldo in età medievale e moderna, illustra il contenuto dello statuto. In particolare, sono esaminati gli istituti del governo locale e le funzioni assegnate alle magistrature; gli istituti del diritto familiare e successorio. Nello statuto trova ampio spazio, come usuale per le comunità rurali, la materia agraria, in specie le norme risarcitorie e sanzionatorie per i danni inferti alle colture (i cosiddetti “danni dati”). Presentano caratteri di originalità le forme di godimento collettivo dei compendi fondiari appartenenti alla comunità titolare, forme minutamente disciplinate nel testo

    Lo statuto medievale della terra di Montebuono in Sabina. Appunti storico-giuridici

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    l codice «MssJ ++M76 no.1», conservato nel fondo Rarebooks della Law School Library di Yale, ci trasmette il testo dell’ampio statuto latino, suddiviso in quattro libri, della terra di Montebuono in Sabina, del 1437. Questo manoscritto membranaceo, ignoto alle bibliografie statutarie, è l’unico portatore dello statuto. Ci tramanda una copia assai vicina alla data di emanazione che si colloca nell’epoca in cui il piccolo castrum laziale era soggetto alla signoria di un ramo della famiglia Savelli. Nel saggio, che contiene un'analisi codicologica del manoscritto, sono ricostruiti i profili e i meccanismi istituzionali del comune castrense. Si analizzano le attribuzioni del vicario, figura chiave dell'ordinamento, e i limiti che il criterio di stretta competenza gli imponeva nell'esercizio dell'arbitrium. Le numerose funzioni imputate al Consilium, oltre quella di collegio elettorale del vicario, fanno ritenere che il piccolo castrum sabino, ancorché sottoposto de iure alla signoria territoriale dei Savelli, si reggesse per commune. Sono presenti nel testo regole di sistema per salvaguardare l'intangibilità dello statuto (con distinzione di rango tra capitula statutari e provvedimenti ordinari dell'assemblea), norme per garantire i poteri normativi del Consilium e sua funzione di organo giurisdizionale supremo nel silenzio dello statuto, precetti a garanzia della libertà dei singoli, dei beni dei particolari e della collettività. La lettura dello statuto di Montebuono svela forti legami con il testo dello statuto di Aspra (oggi Casperia), del 1397. I due testi sono messi a confronto con tavole sinottiche. Sono analizzati in conclusione due successivi testi normativi emanati dalla comunità sabina (nel 1684, con aggiornamento del 1707), conservati presso l'Archivio di Stato di Roma
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