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Dall’analisi morfo-tipologica alla qualità del progetto urbano. Flessibilità normativa o gestione della città?
Tra le tante similitudini, principalmente tre sono i punti di confluenza tra Gabrielli e Spagnolo: i) l’essere stati contemporaneamente dei docenti e dei professionisti – quindi non solo dei teorici
nel campo dell’urbanistica e dell’architettura – sebbene nessuno dei due abbia mai voluto definirsi un maestro –; ii) l’importanza attribuita sia alla fase conoscitiva sia a quella progettuale per la determinazione dei riferimenti da seguire in fase attuativa/esecutiva dei progetti urbani; iii) la volontà di incidere sulla qualità urbana attraverso un approccio operativo (il disegno) che però ha presentato, anche nelle loro esperienze professionali, dei limiti tra la fase ideativa e quella applicativa
Fabbrica e Natura. Il caso di Nera Montoro tra energia e paesaggio
In un ricorrente intreccio tra i temi connessi ai processi di rigenerazione produttiva, architettonica e paesaggistica delle aree industriali in disuso o sottoutilizzate, il libro raccoglie alcune esplorazioni progettuali sull’area di Nera Montoro nel bacino ternano. Nella concreta esperienza di ricerca scientifica applicata che si presenta, emerge la reale necessità della pratica architettonica e della sua azione di modificazione e trasformazione dei luoghi. Si propongono possibili strategie di riqualificazione di fragili paesaggi danneggiati, di ambiti industriali ambientalmente e fisicamente compromessi, di singoli manufatti in disuso espressione della memoria produttiva.
Il filo conduttore dei progetti si alimenta dell’idea che anche nelle aree dell’industria pesante, nei luoghi delle lavorazioni e delle produzioni chimiche, caratterizzati da impianti, canalizzazioni aeree, ciminiere, capannoni, binari abbandonati, tettoie, depositi, serbatoi, container, silos, vasche e scarti, sia possibile operare una selezione dei materiali capace di rimettere a sistema le parti.
Il passaggio dal disordine insediativo generale caratterizzante l’assetto, al riconoscimento dei punti di forza e della memoria dei luoghi, verso l’elaborazione di strategie di rigenerazione fisica e spaziale, passa attraverso il complesso processo progettuale. Esso controlla e prospetta nuovi scenari capaci di identificare gerarchie, differenze e nuove identità, mediante il disegno del suolo, la ridefinizione delle collimazioni visuali, delle relazioni col paesaggio, del rapporto reciproco tra i volumi, gli impianti e i materiali eterogenei degli spazi della produzione
Dal disegno della città al progetto di architettura. Riflessioni sulla morfologia urbana a partire dalle ricerche di Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo
Riflessioni sulla morfologia urbana. Il disegno urbano nelle ricerche di Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo
Il tema centrale del libro è lo studio della morfologia urbana come strumento operativo di trasformazione della città, nella messa a sistema tra riflessione teorica e pratica progettuale. Le considerazioni partono dalle posizioni culturali di Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo, uno in ambito urbanistico e l’altro in campo architettonico e urbano.
Nel libro si ripercorrono i loro studi e le loro esperienze professionali che hanno messo al centro la questione della morfologia urbana. Lo sfondo comune è certamente il tessuto della città esistente, e prima ancora quello dei centri storici, articolato in sistemi fisici, corrispondenti ai caratteri biologici dell’uomo e morfologici del contesto, che hanno bisogno di regole prestazionali per essere progettati e organizzati nel tempo. Un approccio, quello che accomuna Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo, capace di esercitare un controllo sulla forma urbana basata sul disegno della prefigurazione spaziale insediativa, con grande attenzione alla bellezza dei luoghi e alla qualità dello spazio urbano.
A partire da questo approccio alla progettazione e gestione della città, il libro affronta il ruolo e l’efficacia che ha avuto l’approccio morfologico nel piano e nel progetto per capire quali aspetti del disegno urbano sono ancora utili e necessari per governare le trasformazioni del territorio contemporaneo
LO SPAZIO EDUCANTE. Luoghi pubblici integrati per una scuola aperta e diffusa
La scuola sta sperimentando, a tutti i livelli di istruzione, nuovi modelli educativi con l'obiettivo di aggiornare questo luogo di vita nodale, ambiente di apprendimento aperto ai diversi approcci didattici e ai rapidi cambiamenti degli ultimi decenni. L'istruzione scolastica deve essere innovata per soddisfare e diversificare i processi di sviluppo personale in modo che tutti possano ricevere supporto e coltivare le proprie capacità specifiche. Lo stimolo all’internazionalizzazione e all’integrazione sociale attraverso politiche di inclusione è un fenomeno in atto in ogni ordine e grado. Gli spazi d’insegnamento sono soggetti, nelle principali città europee, a programmi per la sostituzione di edifici scolastici e a progetti di rigenerazione di strutture esistenti.
Una Scuola Condivisa interviene con azioni di rafforzamento della comunità educante, di rinnovamento degli spazi scolastici, di apertura della scuola alle realtà locali, alla vita dei cittadini e alle attività del quartiere
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