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Oswald Wiener. Literatur als Experiment.
Il saggio fornisce un tentativo di interpretazione della letteratura di Oswald Wiener com letteratura sperimentale
Die Literatur im Experiment. Eine Einleitung
Analisi degli aspetti letterari e retorici nella nozione di esperimento scientific
<<L'opera letteraria si realizza nella coscienza del lettore>>. Estetica della ricezione, psicologia cognitiva e neuroscienze.
Questo volume raccoglie gli atti del seminario "La lettura della mente" svoltosi presso la biblioteca civica di Verona il 23 novembre 2007. L'incontro si proponeva di illuminare il rapporto fra neuroscienze e letteratura, il campo d'indagine della cosiddetta neuroestetica della letteratura. Negli ultimi vent'anni la nostra concezione del cervello umano si è notevolmente modificata. Sotto le spinte delle neuroscienze, della psicologia cognitiva, dell'intelligenza artificiale è stato creato un grande meccanismo di comprensione della comprensione umana. Le nostre modalità di apprendimento, le nostre percezioni, la coscienza, la nostra facoltà di ricordare, la capacità linguistica sono state scandagliate e, a volte, localizzate a livello cerebrale. Questa aggiornata concezione della mente ha cambiato la nostra idea della letteratura? E se sì come? Come si inseriscono la creatività letteraria e la lettura all'interno delle nostre attività mentali? Con queste e con simili domande si sono confrontati alcuni ricercatori che incarnano campi disciplinari diversi fra loro.Contributi di Anna Cappellotto, Gabriele Fedrigo, Antole Pierre Fuksas, Israel Rosenfield, Francesco Ronzon, Massimo Salgaro
Oswald Wiener e le possibilità per la letteratura nell'era dell'analisi scientifica della mente
Questo volume è consacrato allo studio della teoria della ricezione di Robert Musil, di cui si sono analizzate la genesi e le ripercussioni sul romanzo L'uomo senza qualità. L'autore austriaco trova delle suggestioni importanti per l'elaborazione della sua teoria nella psicotecnica, disciplina oggi nota sotto il nome di psicologia applicata. Per questo la prima parte della ricerca è preceduta da La psicotecnica e la sua possibilità di applicazione nell'esercito, una relazione che Musil tenne al Ministero della difesa austriaco il 10 marzo 1922, qui tradotta per la prima volta in italiano. Il presente studio analizza inoltre le strategie psicotecniche e retoriche che Musil ha utilizzato per debellare gli stereotipi del pensiero e delle emozioni dei suoi lettori. Secondo Musil quando leggiamo «ci ficcano in testa l'imbuto di Norimberga e un individuo che non conosciamo cerca di versarci nel cervello tutta la sapienza della sua mente e del suo cuore». Per favorire il rinnovamento attraverso la lettura letteraria il romanzo propone un uso improprio del concetto di «anima» e dei titoli e quattro «lettori modello»: Clarisse e Moosbrugger nel primo libro, Ulrich e Agathe nel secondo libro. L’analisi dimostra come Musil abbia forgiato la propria teoria della lettura al confine fra la psicotecnica e la psicologia della Gestalt, contemplando sia l'effetto che l'autore intende raggiungere sul suo lettore (Wirkungsästhetik) che l'effetto realmente prodotto o producibile (Rezeptionsästhetik)
Lo «scheletro drammatico» del teatro di Robert Musil
Questa edizione del teatro musiliano presenta diverse novità per il lettore italiano: oltre ai due drammi già noti, I fanatici (1921) e Vinzenz e l’amica di uomini importanti (1923), si pubblica qui la traduzione dell’inedito Preludio al mélodrame «Lo zodiaco» (1920). Si tratta della prima opera teatrale pubblicata dall’autore da cui emergono, insieme, il debito verso il teatro espressionista così come il tentativo di distaccarsene. Il teatro di Musil è, nelle sue parole, «una nebbia di materia spirituale». Attraverso interminabili discussioni, i suoi protagonisti descrivono ciò che l’autore ha chiamato «l’altro stato», l’utopia, il possibile, in altre parole una realtà alternativa dove i criteri e il conformismo dello «stato normale», in cui tutti noi viviamo, si dissolvono. Dimorando in questa dimensione atemporale, i personaggi musiliani giungono a noi senza perdere la loro freschezza e attualità. Vale tuttora ciò che ha affermato il regista Hans Neuenfels a proposito del teatro di Musil: è «il più importante della letteratura tedesca [...] in cui si riflette, nel mondo più attuale, sul rapporto o non-rapporto fra uomo-donna, sull’individuo, e sull’essenza del tempo e della realtà»
Musils Rezeptionsästhetik im Spiegel der Klagenfurter Ausgabe
Analisi di alcuni aspetti della teoria del lettore di Robert Musil
Kafka è kafkiano?
Nel presente studio apparso su un numero monografico della rivista «Cultura tedesca» dedicato allo scrittore praghese si ripercorre la comparsa e la storia dell’aggettivo kafkiano nelle principali lingue europee. Il kafkaesk tedesco, il kafkaïen francese, il kafkaesque inglese e il kafkiano italiano sono entrati nei dizionari e nelle enciclopedie con un significato ben circoscrivibile. Esso denota una situazione «misteriosa, inquietante [unheimlich] e minacciosa». È dubbio quanto la concezione odierna dell’aggettivo kafkiano abbia a che fare con la radice storica che l’ha prodotto o con l’immagine di Kafka che la critica ha forgiato negli anni; per Salgaro è più importante evidenziare il risvolto positivo, ovvero, che solo due autori, Kafka e Orwell, hanno dato vita a aggettivi che definiscono i fenomeni di potere delle società contemporanee. In queste pagine si indagano alcune cause del successo di Kafka per capire se esso ha qualche attinenza con la fonte che lo ha prodotto. Il fenomeno Kafka si presenta oltremodo complesso: da un lato abbiamo un Kafka mito della critica contemporanea. Tale critica ha sacralizzato un testo, che secondo i suoi profeti più intransigenti impone per la sua natura di essere «preso alla lettera» e che è criptico ed impenetrabile. Dall’altro lato, l’opera di Kafka ha prodotto un aggettivo, il kafkiano, che librandosi dalla sua fonte è diventato una cifra del sentire contemporaneo
Is Felix Salten the author of the Mutzenbacher novel (1906)? Yes and no
Josefine Mutzenbacher oder die Geschichte einer Wienerischen Dirne von ihr selbst erzählt, published in Vienna in 1906, represents one of the most fascinating cases of attribution of authorship in German literature. Although Josefine Mutzenbacher is usually attributed to Felix Salten, the author of the world-famous Bambi (1923), the novel’s authorship has never been confirmed, and many other candidates have been named as potential authors. Among them is Arthur Schnitzler, who published Reigen, a cycle of amorous adventures in Viennese society, in 1903. Some scholars, instead, have attributed the novel to such lesser-known writers as Ernst Klein and Willi Handl. The controversy surrounding the authorship of Josefine Mutzenbacher was the starting point for our stylometric analyses, and our results help to answer some unresolved questions in a debate that has lasted for more than 100 years. The analyses were performed using the R package Stylo, which enables an efficient application of Burrows’ Delta and its variants. Focusing on both the entire text and on the final pages, two different types of analysis were carried out: one combines 1200 different stylometric methods to compare the candidate authors Salten, Schnitzler, Bahr, Altenberg, Hofmannsthal, Klein and Handl; the other verifies the attribution using the ‘impostors’ method. The results show that the most probable author is Felix Salten, while none of the candidates could be identified as the author of the final pages, confirming the hypothesis that the text was left unfinished by Salten and completed by an as-yet-unidentified ghost-writer
Robert Musil in der Klagenfurter Ausgabe. Bedingungen und Möglichkeiten einer digitalen Edition
Discussione critica della nuova edizione digitale delle opere dello scrittore austriaco Robert Musil.Questa miscellanea contiene gli atti del convegno del convegno Robert Musil in der Klagenfurter Ausgabe. Bedingungen und Möglichkeiten einer digitalen Edition svoltosi il 1-2 dicembre 2011 presso l’Università di Verona. In quell’occasione si è evidenziata l’urgenza di non considerare la Klagenfurter Ausgabe come una “semplice” edizione digitale delle opere di Robert Musil, ma di analizzarla come strumento di lavoro per la critica musiliana, di metterne in luce pregi e difetti e di considerarne l’impatto sulla ricezione attuale delle opere di Musil. Nell’introduzione si sottolinea come alcuni autori (Fanta, Schaunig, Bonacchi, Strutz) si siano occupati delle scoperte che lo scavo filologico tramite la Klagenfurter Ausgabe permette di fare. Per esempio, Regina Schaunig mette in luce l’apporto fondamentale della moglie di Musil, Marta Musil, all’opera di Musil. Finora si era considerato soprattutto il contributo di Marta nella gestione del lascito letterario di Musil, Schaunig mette in luce che il più della metà dell’epistolario presente nella KA (=Klagenfurter Ausgabe) è redatto da Marta. Marta è stata musa ispiratrice, lettrice (anche nel senso di Lektor) e modello per molte figure di Robert Musil. Silvia Bonacchi, che come Regina Schaunig, ha lavorato all’edizione della KA mostra nel suo contributo il lavoro di scavo che sta dietro una simile edizione, mettendo in luce i corsi frequentati da RM durante il suo soggiorno berlinese. Un punto di forza di questo volume è sicuramente che ben tre collaboratori della KA vi hanno partecipato. Nell’introduzione si dimostra che la KA non permette una ricezione del testo letterario come era stata auspicata da RM. A causa della difficoltà implicita nella lettura sullo schermo il testo digitale della KA è infatti tendenzialmente più studiato che letto. Musil auspicava invece una “immersione totale” nella lettura che la KA, in questa versione, non permette. La KA non deve essere considerato un monolite ma un work in progress che nel 2015 sarà attualizzata. Alcuni contributi mirano proprio a vagliare in che direzione potrebbero andare queste migliorie. Gesine Bey e Giovanni Remonato ritengono il mezzo digitale sia atto a fornire una nuova prospettiva sul rapporto fra RM e le arti figurative. Il mezzo digitale permette, a differenza del cartaceo, la presenza meno onerosa e più immediata di materiale visivo. Gesine Bey analizza la ricezione di Robert Musil dell’opera di El Lissitzky e Bosch che ha avuto una ricaduta sull’Uomo senza qualità. Giovanni Remonato prende in esame il fumetto di Magdalena Steiner ispirato all’Uomo senza qualità. Nel contributo di Massimo Salgaro dal titolo Musils Rezeptionsästhetik im Spiegel der Klagenfurter Ausgabe si mostro come la KA, attraverso la ricerca rapida su migliaia di documenti musiliani, permetta di smentire delle posizioni consolidate della critica musiliana. Nel caso specifico si prende in esame l’analisi fatta da Jürgen Thoming secondo il quale Musil sarebbe stato interessato allo studio empirico della (ricezione della) letteratura. Nel 1974 Thoming non aveva a disposizione tutti i materiali e gli strumenti che la KA mette a disposizione. La pars costruens dell’intervento riguarda invece l’idea di lettore di Robert Musil, che secondo l’autore doveva essere mobilitato nella sua parte razionale (il lavoro sui concetti) e nella sua parte emotiva per permettergli di aprirsi a nuove esperienze e specificamente quelle dell’altro stato
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